Forecast.
5 July 2010Non vorrei parlare troppo presto, ma mi sa che forse l’inverno è finito.
Sto addirittura pensando di togliere la copertina imbottita di pelo di yak siberiano dalla My Personal Vespetta.
Non vorrei parlare troppo presto, ma mi sa che forse l’inverno è finito.
Sto addirittura pensando di togliere la copertina imbottita di pelo di yak siberiano dalla My Personal Vespetta.
Che a uno gli piaccia il cazzo, son fatti suoi.
Che a uno gli piaccia la bamba, son fatti suoi uguale. Per la questura e per qualche PM del Tribunale di Milano magari no, ma per me, invece, sì.
Quindi se uno alle quattro di notte si affaccia al balcone, e invece di pisciare sui passanti - cazzo, se passeggi alle quattro di notte ti devi anche aspettare che se c’è uno sveglio, questo non sia troppo presente a se stesso e magari ti piscia in testa - ecco dicevi, se uno alle quattro di notte invece che pisciar dalla finestra si affaccia al balcone e improvvisa un comizio, mentre dentro dal balcone lo aspettano un numero imprecisato di travesta brasiliani con il pyngone della dimensione del tubo della stufa, e una montagnola di bamba tipo la scena finale di Carlito’s way, per me son cazzi suoi, sia nel senso letterale, sia in quello metaforico.
Però, se questo amministra roba pubblica, allora non mi va più bene.
E non perchè un omosessuale o uno che si droga non possano governare bene tanto quanto Formigoni o la Bindi che han fatto voto di castità.
E infatti a me Luxuria (”sò finocchio anzi pure travestito”) o Caruso (Caruso, si chiamava, quello che dichiarava pubblicamente di fumare le canne e aveva piantato la maria nei vasi di Montecitorio, no?) mi son sempre sembrati che facevano bene il loro lavoro; cioè, politicamente manco li cani, per come sto messo io, però quando parlavano - e parlano - li ascolto e mi incazzi anche, perchè spesso dicono cose giuste e sensate.
Ma se invece te sei uno che ci piace giocare col ciondolame altrui anche a pagamento anzi è anche meglio, ma poi fai dichiarazioni contro prostituzione e chiedi le ronde notturno contro puttane e trans, ti sbarelli di bamba fino alle otto del mattino ma sostieni tutte le proposte di legge contro la ttròca che rovina i ggiòvini.
Allora sei bugiardo, falso e menzognero.
e uno bugiardo, falso e menzognero ecco lui, con la roba pubblica, non mi piace nemmeno un po’.
Pensa bello, se ti affacciassi alla finestra dello studio e vedessi degli elefanti in corso di Porta Vittoria.
Invece, lavori sui binari del trams.
Sono tornate a casa, le mie piccole e grandi e medie donne.
La casa è piena adesso, di rumori, di suoni, di cose sparse (cioè, era piena d cose sparse anche quando ero da solo, ma insomma adesso sono cose sparse non da me, questo intendo), orari, pappe, risate, pianti, rimproveri.
E a casa fa caldo.
Come in tutta Milano, in questi giorni.
Io, l’altro ieri, ho acceso l’aria condizionata: a 27 gradi, con la ventola al minimo.
Tieni presente che quando stavo da solo, l’aria andava a 23 gradi a tuttamanetta, che di notte barbellavo dal freddo sotto la trapunta, ma vuoi mettere la soddisfazione di alzarsi con un principio di artrite reumatoide da congelamento quando il resto del mondo ànfa e sbuffa madido e umido?
Comunque, nel momento in cui ho acceso, ho fatto partire il cronometro.
E’ andata bene, molto ma molto meglio di quanto pensassi.
Solo stamattina infatti, quando la piccola bimba a forma di bimba piccola ha fatto un “mfh!” - suono che può essere un mezzo rutto, un colpo di tosse per la saliva di traverso, un segno di apprezzamento per la politica economica del governo o uno sforzo per fare una cacca più ostica del solito - l’ammmmmore mio ha detto:
“eh, ma a me questa aria condizionata preoccupa un po’”.
TAC!
Fermate i cronometri!
Ottimo risultato, devo dire, abbiamo ampiamente superato le 24 ore, prima di mettere in discussione l’utilizzo dell’aria condizionata…
(No, per dire, in studio le ragazze - che vengono da febbraio al lavoro in ciabatte canotta e gonne di lino - hanno detto “uuuuuuuh che freddo!” dopo 10 minuti dall’accensione…).
Vecchio come sono, còlgo i segnali più piccoli, come un indiano annusa l’aria e sente l’arrivo del bufalo o un pigmeo nota le increspature nella sabbia che gli fanno capire che, scavando, lì sotto c’è l’acqua.
Ieri, in studio, c’erano solo un paio di cravatte, ed erano gli sventurati cui toccava una riunione o - peggio - un’udienza.
Gli altri, panta grigio, certo.
Camicia azzurra o bianca o a righine, chiaro.
Scarpa lucida, ça va sans dire.
Ma niente cravatta.
Nel nostro mondo, questo vuol dire estate, cicci, non ci sono cazzi.
Le donne, loro non contano in quanto ciabattano in infradito ormai da mesi, gli si ghiacciasse l’alluce a tutte.
(E si lamentano dell’aria condizionata).
Ecco che vado.
Una settimanella in Sudafrica, a vedere un po’ di pallone, a soffrire come un cano malato epr almeno un paio di partite, a guardare che forma ha il mondo a testa in giù, a farmi venire un po’ di scimmia d’Afffrica, se mai ne avessi bisogno.
A sapere che io sono là, lontano, e il mio amore con gli occhi gonfi di sonno arretrato è via, e le mie piccole cinpripesse a forma di patata sono con lei, ecco, io, non parto mica contento, sapete.
Dice Buby che in Viale Montenero c’è un negozio che vende le vuvuzelas.
Dice che c’è la coda fuori.
Dice la gente esce con la trombetta a si allontana felice facendo PEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE.
James Cameron, primo ministro britannico, ha esposto in parlamento oggi i risultati dell’inchiesta sul bloody sunday in cui nel 1972 morirono 14 persone, uccisi dai colpi sparati dall’esercito inglese contro una folla di manifestanti.
Una prima inchiesta aveva assolto l’esercito, ma era stata ritenuta insufficiente, e nel 1998 Blair ne ordinò un’altra.
Oggi, 5000 pagine dopo, Cameron spiega:
· Sono patriottico, e non voglio pensare male del mio paese. Ma le conclusioni del rapporto sono chiarissime.
· L’attacco dei soldati ai manifestanti è stato ingiustificato e ingiustificabile.
· Nessuno dei morti e dei feriti poteva essere considerato una minaccia.
· Chiedo profondamente scusa per quanto è successo quel giorno.
· Il primo colpo è stato sparato dall’esercito britannico. Sono arrivati colpi anche dalla folla, che però non giustificano in nessun modo l’attacco.
· All’epoca, diversi soldati mentirono sugli avvenimenti.
· Non si può sostenere l’esercito difendendo l’indifendibile.
· Non ci sono prove di una premeditazione dell’attacco.
· Non ci sono prove di un insabbiamento dei fatti.
· Bisogna ricordare il lavoro e il sacrificio dell’esercito britannico in Irlanda del Nord. Più di 1000 soldati hanno perso la vita per portare la pace.
· Quest’inchiesta dimostra come si dovrebbe comportare il governo: guardare in maniera aperta al passato non lo rende più debole, ma più forte.
· Quello che è successo non sarebbe mai e poi mai dovuto succedere.
· Non possiamo dimenticare il passato, ma bisogna andare avanti.
· Capisco il dolore dei famigliari, ma spero, come ha detto uno dei genitori, che la verità possa renderli liberi.
Bon.
Anche questo spiega perchè loro sono loro, e voi non siete un cazzo.
Io il nuovo libro di BEE ce l’ho già sul mio iPad, e me lo sbarbo tutto questa settimana, alla facciaccia vostra (poi su Amazon l’ho ordinato anche di carta, sia chiaro).

All’improvviso tornando verso una casa vuota e zitta e vuota, mi prende un’ineludibile voglia di Vasco.
- Quindi, quanto le devo? -
- Che avvocà, le serve la fattura? -
- NO, ecchè! Oh, non scherziamo! -
- Ah bhe allora facciamo cifra tonda, son cento euri -
- cento euri? -
- cento, cifra tonda -
- sticazzo -
- come? -
- no dicevo, tenghi, buon uomo, che comunque anche 10 euri per me era cifra tonda o stesso… -.
Una volta, magnavano e beveveno come bestie da soma e poi hop!, una scoreggia liberatoria, dieci minuti di sonno e ripartivano come volpi in caccia.
Oggi, sono vecchi, sono.
L’altra sera a casa mia, chè le mie donne sono al mare, seratona a base di playstation, vino & birra, spaghi piccanti e rutto libero.
Niente di che, a mezzanotte tutti foè di bàll, che è lunedì e domani si lavora.
Ciao ciao vaffanculo vaffanculo tu ciao ciao.
E vado a letto, gonfio ma sereno.
Il buon Wilson invece riporta in provincia un paio di amici, tra cui Cioccio detto “treppiede” detto “kranio” detto “colpo di sonno”.
Arrivano sotto casa di Cioccio.
Lo scendono dalla macchina, Cioccio attraversa la strada e si avvicina ad un cancello.
“Guarda Cioccio che se a piscia prima di salire a casa”, dice Wilson mentre ingrana la prima.
Poi si ferma un attimo, si gira e vede Cioccio che mantrugna con le chiavi davanti al cancello.
Wilson si sporge dal finestrino e grida:
“Cioccio! Ricchione! Casa tua è dall’altro lato della strada! Pirla!”
Cioccio si scuote, barcolla e attraversa la strada.
Arriva al cancello, ritira fuori le chiavi e ri-mantrugna.
Wilson si sporge di nuovo
“Cioccio!!! Maledetto ricchionazzo sbudellato!!!! Casa tua è L’ALTRO cancello!!!!! Quello più avanti!!!!!”
Ciccio si ri-scuote, ri-barcolla, ri-mantrugna con le chiavi, entra nel cancello.
Wilson scende dalla macchina
“Cioccio!!! Cazzo fai lì fermo???? Avanti!!! Cinque passi… uno, due, tre… bravo! Ecco, quella è la porta del tuo palazzo, adesso entri e sali al primo piano, lì c’è casa tua!!!!!!”
Cioccio entra nel portone.
“dici che ce la fa?”
chiede l’altro passeggero a Wilson
“mha, al massimo lo trovano domattina che dorme sullo zerbino di qualche vicino…”
Vecchi, siete.
Capisci che sei alla frutta quando ti commuovi sentendo che tua figlia, al mare, ha pùcciato il ciuccio nell’acqua, se l’è rimesso in bocca ed ha poi fatto una faccia stranita togliendosi il ciuccio, guardandolo e facendo mha! mha! mha! con la bocca, per poi fare un’espressione tipo “eh vabbè” e rimetterselo serenamente in bocca.
E rimpiangi disperatamente di non esser stato lì a vederla.
La Roma ha preso Adriano per la prossima stagione.
Oggi è il giorno dell’arrivo dal grande campione a Roma.
La Gazzetta: “Adriano sbarca a Malpensa”.
Cominciamo bene.
Dice hai visto i film di Tarantino, belli sì ma lui è matto, esagera tutto e sembra un fumettone e insomma dai
Corriere di oggi.
“Porno attore si suicida buttandosi da un dirupo dopo aver ucciso un collega sul set usando una spada da samurai”.
No, dico, manco in Kill Bill…
Domani la Schiavone gioca la finale del Roland Garros di tennis.
Prima donna italiana della storia, seconda italiana in generale (dopo Panatta, daje Panà!).
Se mai cercate un motivo per guardare la partita e tifare, ecco ho scoperto che la ragazza (30 anni, mica una sbàrba teenager russa o afroamericana) gioca il rovescio a una mano sola.
Come una volta.
Come prima della Seles.
Come che invece di intorcinarsi tutta con due mani sulla racchetta, girarsi tutta e sbracciare come un orsa attaccata dalle api, lei fa il movimento con una mano sola, taaaaaac.
Che è bello quando giochi lo spin, ma è molto bellissimo ed elegantissimo quando tagli la palla dall’alto (”in chop”, dicevano ai miei tempi) in basso, e essa la palla vola via dritta e quando atterra fa tnf! e non rimbalza e l’avversario deve scavar sotto la palla, per tirarla su.
Ecco, sono un vecchio ex giocatore di tennis che domani guarderà e farà il tifo per una che gioca il rovescio ad una mano, ed è anche italiana (de Milàn), nel frattempo.
Faffico postare un post sul popo blog dall’aeroporto di Heathrow, usando un iPad…
L’ammmmmore miiiiissimo e lèbbimbe sono al mare.
Sabato notte, ero con loro.
Io, l’ammore miiiiiiissimo dormiamo in un letto matrimoniale sardo.
Il letto matrimoniale sardo è un letto che, in quanto sardo, non indulge in mollezze continentali.
Largo una piazzaemmezza (piazzetta di paese, eh, mica piazza duomo), lungo che a me mi escono le caviglie dal fondo (”e allora dormi con le gambe piegate, no?”).
A casa, noi dormiamo in un letto grande largo e lungo che, quando siamo fuori, ce l’ha chiesto la protezione civile per posteggiarci gli elicotteri: quindi, già di nostro, stiam strettini, nel lettosardo.
Labbimbapiccola dorme nella culla accanto al letto, ma màgna ogni tre ore e si riaddormenta solo se sta abbracciata alla mamma, dopo la poppata: quindi, nel lettosardo io, l’ammmmmmore mio e lappiccola. Stretti.
La grande, dorme nell’altra stanza.
Oddio, dorme.
A casa, dorme.
Al mare, si sveglia ogni 20 minuti dalle 22.00 alle 02.00 piangendo disperata.
Io mi alzo, mi infilo la mutanda - dormo senza, se no mi manca l’ossigeno al cervello… - e sacramento fino all’altra stanza.
Zanzare.
Che si nutrono del sangue di mia figlia.
Ne spiaccico, in 4 ore di caccia, una cinquina sul muro, ma la bimba orami piange disperata.
Scelta obbligata, cinpripessa in braccio, e via nel lettone (sardo).
Ammmmmmore mio, piccola in braccio, cinpripessa de sbiès, io aggrappato all’estremo limite del materasso come un free climber.
Stamattina, dopo una notte a casa a Milano, chiamo l’ammmmmoremio per sapere com’è andata.
- Com’è andata la notte? -
- Bene, la piccola si è svegliata tre volte per mangiare, ma si è riaddormentata subito -
- Bene! E la grande? -
- Tutta una tirata! -
- Hurrà! Ma le zanzare? -
- Mha, guarda, tra pire funerarie di citronella, ultrasuoni che han bloccato il traffico dell’aeroporto, fornelletti tipo braciere greco sul treppiede, bimba pùcciata nel liquido repellente e elicotteri che spargevano antizanzare che l’attacco di Apocalypse Now è una mezza scorreggia, credo che abbiamo liberato il quartiere dalle zanzare, per un po’… -.
Leggo un romanzaccio di spionaggio, agenti che si inseguono su cornicioni di alberghi di lusso, spie in fuga attraverso scantinati abbandonati, terroristi suicidi con bombe legate alla cintura, missioni impossibili e sparatorie in centro a Londra.
E mi immedesimo nell’eroe.
Poi mi rendo conto che c’ho quasi quarant’anni, ed è ormai improbabile che io venga assoldato dalla CIA e che mi addestrino per diventare una spia che gira il mondo, sventa attentati e tromba gnocche esotiche.
La realtà a volte è dura.
Funerale.
Dopo il prete, prima della fine della messa, sale sul pulpito un amico del morto e legge un breve ricordo.
Dolcissimo, affettuoso e commovente.
Parla di gioventù all’oratorio, di dedizione al lavoro e alla famiglia, di valori, di etica, di rispetto.
Racconta della passione per il calcio, dagli inizi nelle giovanili alle sfide in categoria eccellenza fino alle ultime apparizioni nella squadra della parrocchia.
Ricorda il concerto di Paul Mac Cartney, o quella gita a Roma con gli amici e le mogli.
Davvero commovente.
Ho detto pensa bello, ho detto lo voglio anch’io.
Ho detto anche no, va.
Ho pensato a uno qualsiasi dei miei amici, che passa all’altare e gòlla giù il vino benedetto (”fashiamoshi forsha…” biascica, già completamente ubriaco) e lo degusta come un Brunello (”tànnico, buono ma leggermente tànnico, magari se lo fate respirare ancora un po’…”).
Che si avvicina al pulpito e mentre va su saluta quelli che riconosce (”uè! Ciao! Cazzo ci sei anche tu! Oh te mi devi ancora cinque sacchi, dopo finito qui mi paghi un ape! Ciao cara, resti sempre un bel figone paciarotto…”).
Che finalmente arriva al microfono e fa la prova (”sssssssssà! Sssssssssssssasssà! Provaprovaprova! Si sente là in fònto? Ah ah ah! Ssssssssssssàsssssà! Sàssssssssssaroli”).
Che si accende la zìbba (”a lui avrebbe fatto piacere…”; col cazzo, ti avrei malidetto).
Che comincia a raccontare di quando giocavo a calcio (”difensore roccioso ma corretto…”) ma viene subito interrotto (”era ‘na pippa!!!!”) e gli altri dalle panche davanti danno il via a un dibattito (”sì sì era una pippa!” “ma si impegnava…” “va bhe faceva schifo lo stesso”).
Allora passa a parlare della mia famiglia ma o interrompono di nuovo (”minchia meno male che se l’è preso Tisana sennò ci restava sulle croste annoi” “meno male va però minchia che sòle ha preso prima di Tisana”, e via un dieci minuti a ricordare quanto cacacazzo fossero le mie prime fidanzate).
Allora svicola sulla dedizione al lavoro (”aò e vabbè che è un funerale però c’è un limite anche alle cazzate che se pònno dì…”; applausi).
Quindi chiude sulla passione per i viaggi, e qui partono racconti raccapriccianti su furti, contrabbando, droghe, prostitute albanesi, commercio internazionale di armi, furto con scasso aggravato dai futili motivi, aggressione a mano armata, schiaffo del soldato e sputo controvento.
Prima o poi il prete interverrebbe, e tentando di ridare un po’ di dignità alla cerimonia direbbe “fratelli, cantiamo”, dando così il via libera ai “cinque + altri madrigalisti moderni”, che intonerebbero “bella figlia dell’amor”, allontanandosi verso l’uscita della chiesa, diretti al bar all’angolo, dove hanno già da tempo prenotato un tavolino per l’aperitivo a nome Sasso, detto Ron.
Magari è meglio se muoio per ultimo.
Il PD ha dato il via a “Open PD”, una specie di forum per discutere il futuro del partito.
Hanno anche presentato lo slogan per l’assemblea nazionale “Prepariamo giorni migliori per l’Italia”, e l’hanno messo su friendfeed per vedere che ne pensano gli elettori.
Di seguito, un mio personalissimo best of delle risposte alla domanda “vi piace? Che slogan vorreste, in alternativa?”:
porta scalogna;
manca la fregna;
“Guardate che girano i coglioni anche a noi”;
“ENLARGE YOUR PD”;
“zeru tituli”;
“vediamo le persone morte”;
“Prepariamo giorni migliori per l’Italia. Cominciamo lunedì.”;
“per dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande”;
“Prepariamo anche pizze da asporto”;
“Che fai, ci cacci?”;
“per un radioso meno peggio”;
“404 Not Found”;
“dateci un’altra possibilità”;
“epperò nun ve sta mai bene ‘ncazzo”;
“Stamo a pensà ao slogan”;
“Votateci, dopo vi diciamo perché”;
“Noi siamo quelli senza la elle”;
“Vi scendiamo il cane. Ve lo pisciamo”;
“Qui una volta era tutto comunismo”;
“ce state a rompe li cojoni, questa è l’ultima volta”;
“Quando quello se ne sara’ andato, noi saremo ancora qui. Fermi.”;
“non ci vota nessuno, abbiamo fame!”;
“non è che non siamo contro, è che uno magari ha da fare!” (M. D’Alema);
“Noi fare amore lungo”;
“nun succede, ma se succede”;
“Ve Lo Meritate Berlusconi”;
“ma tu ce lo metti il pecorino nella carbonara?”;
un bel “viva la patacca” e finiamola;
che ne dite di “Chi non muore si rivede”?;
“PD: da oggi siamo l’abbreviazione di una bestemmia”.
(sottotitolo: gli ammmerigano sò forti)
Il deputato americano Mark Souder ha annunciato le dimissioni.
Infatti si è scoperto che il buon Mark ha avuto una relazione extraconiugale con una sua assistente.
Uff, vabbè, ecchè, cheppalle gli Americani co’ sta storia… ecchessarà mai?
Avreste anche ragione, avreste.
Se non fosse che l’assistente del nuon, vecchio, caro Mark era stata assunta per comparire in uno spot in cui Mark promuoveva l’astinenza sessuale…
Cioè, ma com’era, lo spot?
Tipo che c’è lui che guarda la telecamera e ciancia a favore dell’astinenza, poi la camera allarga e c’è una patonza in tanga e lui “ecco, vedete, quella bella cinghiala in tanga? Io adesso potrei andare là e ribaltarla sul tavolo e pèm pèm pèm, e invece… NO! Astinenza! Niente! Resistere, resistere, resistere! E poi vedrete, come sto bene!”.
Poi però, spente le luci, tolte le telecamere, allontanati i registi i lucisti gli assistentisti i fancazzisti dello spot, ecco il buon, caro, vecchio e tenace Mark che prende la budellona in tanga e le dice “mo vieni mo qua, che adesso ti spiego io due o tre cose, sugli effetti dell’astinenza…”.
Questo blog esprime virile solidarietà a Mark Souder.
Tra le gioie della paternità vi è la considerazione che, se ti metti a letto alle 22,15 di sera - come me ier sera, per esempio - quando al mattino la sveglia suona alle 8.00 sei inspiegabilmente bello riposato.
Sono morti due soldati, l’altro ieri.
Erano in guerra, eccetera eccetera.
Io ho pensato, tenendo in braccio la mia piccola piccolissima che piangeva mentre la piccola meno piccola accatastava carabattole in precario equilibrio dicendo “tòe!” (torre…).
Io ho pensato che, quando io avevo 24 anni, e come me i miei amici, a noi ci avrebbero mandato là, per 12 mesi, a prender le cannonate, le fucilate, le bombe, le mine, i sassi, i missili.
Per sessantamilalire al mese, circa.
Senza poter dire “no”, che la leva era obbligatoria.
‘fanculo, a tutti quelli che dicono che però il militare “formava i giovani”.
Formava un cazzo.
Ti mandavano a farti sparare addosso, ti.