Tutti, ma loro…

E’ un periodo che sympatia, allegrezza e joia pervadono il mio essere, tanto che schiafferei di mazzate, sputi e bastonate chiunque mi attraversi la strada, giovine, vecchio, sano, malato, vivo, morto, animalo o vegetalo che sia.

Tutti, schìfii allo stesso modo.

Cioè, quasi tutti.

Perchè se tra tutti gli schìfii degli schìfii che popolano questo mondaccio cano e schìfio, ecco, in questo momento tra tutti, gli abbronzati.

Che te sei  bianco, pallido, molle, vecchio, stanco, occhiaiato, brùfolo, malaticcio, e invece lui - o lei - sono abbronzati.

Cioè sono andati un un posto in cui, a differenza di qui, non piove tutte le domeniche da un annemmezzo, e già qui meriti la morte; ma hanno anche avuto modo e tempo di sdraiarsi, cospargesri di unguenti emollienti - sennò non saresti abbronzato, malidetto, saresti rosso spelato scottato -, per poi abbioccarsi al solicchio, magari dopo aver letto qualche paginuccia di un libruccio o aver sorseggiato un qualcosa do frèshco.

Quindi, tra tutti, l’odio mio più puro, scintillante e portamerdesco, giunga a voi, malidetti abbronzati ai primi di giugno.

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