…e la giornata è svoltata (baby boomz).

Pomeriggio assolato di giugno, quattro quattr’emmezza.

Nel cortile - assolato di giugno - della scuola materna della cinpripessa grande ha luogo l’evento cultural-mediatico dell’anno, ovverosia la “recita”, laddove un centino di bimbi tra i tre e i cinque anni si son schierati ed hanno cantato (no, cioè, la base registrata cantava, loro si agitavano parecchio fuori tempo) una canzone.

Lascia stare che la canzone era di chiaro stampo antirazzista, cioè una roba tipo “tutti i colori sono un colore / il colore dell’ammmmmore / bianco nero giallo o blu / l’unico colore che conta è quello che nel cuor hai tu”. Anche carino e pedagogico, ma nella scuola della cinpripessa son tutti bianchi e anche parecchi biondi, tranne una bimba di colore, che era seduta in prima fila e io mi aspettavo che da un momento all’altro della canzone tutti i bimbi bianchi e biondi si alzassero e la abbracciassero povera negra sei nata negra ma ti si vuole bene lo stesso, lo so, sono io che vedo le cose sempre dal lato sbagliato lo so ma ormai.

Dopo l’allegro spettacolino, i bambini sono stati slegati e si sono sparpagliati nel giardino, tra rovi spinosi, altalene - tagliola, scivoli di acciaio resi roventi dal sole, inseguiti da frotte di genitori, mamme con i tachci che affondavano nell’erba e papà in pausa dal lavoro drammaticamente pezzati nelle loro camicie cravatte panta fresco lana.

Nel pieno della bolgia mi viene incontro un papà di cui so per certo due cose: primo, ha un figlio (o figlia) in classe con la cìnpripa, secondo è simpatico.

Oh ciao come va? gli chiedo.

Bene, grazie: prima ho perso mia figlia, poi ho perso anche mia moglie. Se adesso riesco a trovare dove farmi una birra, potrebbe essere il pomeriggio perfetto.

I commenti sono disabilitati.