Satobàggio!!! (baby boomz…).
No allora ditelo, che qui si sàbota… sabòta… sàttoba… satòlla… sattòbba…
No allora di che qui si vuole sabotare (tiè!) l’educazione e gli sforzi pedagogici di un’intera famiglia, allora ditelo, allora.
Le ciampolìne l’altro giorno sono state da un’amica e siccome era tipo festa di compleanno le abbiamo vestirte tuttebbelle, e come dici tu quando due splendide ciampolìne sono vestite tuttebbelle?
Bravo, dici “come due principesse!!!”.
Bene.
Stamattina, bimbe in vestizione per andare all’asilo & alla materna.
Sandalo, panta cotone da gioco, maglietta tshirt anche lì da gioco; insomma, normali.
Crisi. Esse vogliono vestirsi da principesse, cioè con la gonna e l’abitino e le scarpette belle (sì quelle che costano un rene e mezzo e che a solo guardare un prato si rovinano per sempre…).
Am no ma no ammmori miei belizzimi, non ci si veste da principesse per andare a scuola, a scuola si va vestiti per giocare per sporcarsi per correre, ci si veste da principesse solo nelle occasioni super speciali…
Insomma loro un po’ marognano, un po’ frignano un po’ capricciano, ma poi insomma abbozzano e andiamo a scuola.
All’asilo della piccola ciampolìna va anche la piccola ciampolìna del mio collega e vicino Portabagagli.
Arriviamo insieme, noi con la ciampolìna nostra e la signora Portabagagli con la sua.
Che è vestita.
Da.
Principessa.
Non “vestita bene che sembra una principessa”, no no.
Vestita col vestito di carnevale da principessa, ma quello bello, con sette gonne le maniche sbuffate il colletto e tutto l’ambaradan che riluccica di sberluccichii preziosi.
La mia ciampolìna piccola non dice nulla.
Ci guarda e basta.
E quello sguardo dice solo una cosa.
“A’ cazzari!”.