Bobby Sands o Alberto Arenas?

Nel 1981 in Irlanda c’era la guerra civile (o i “riots”, come gli inglesi decisero di definire trent’anni di lotta indipendentista).

Gli inglesi istituirono dei tribunali speciali, che giudicavano secondo leggi speciali e coloro che erano condannati finivano in carceri speciali (i cosiddetti H blocks). Il concetto inglese di “speciale”, lo avrete già capito, consisteva nel “noi facciamo un po’ come cazzo ci pare”, e sulla base di questo centinaia di sospetti militanti o simpatizzanti dell’IRA finirono incarcerati per anni, in condizioni disumane, dopo processi a porte chiuse senza poter essere assistiti da un difensore, giudicati non secondo diritto ma secondo leggi di guerra e sulla base di confessioni estorte con la tortura.

Ma gli irlandesi non è che fossero proprio delle mammolette, e negli H blocks delle prigioni organizzarono molte forme di resistenza passiva.

Una delle battaglie più importanti che sostennero fu la cosiddetta blankets protest: infatti gli inglesi dichiararono che i detenuti dell’IRA non erano prigionieri politici, ma criminali comuni, e siccome i regolamenti delle prigioni prevedevano per i “politici” il diritto di usare abiti normali, mentre per i “comuni” era obbligatorio utilizzare le divise da prigioniero, vietarono ai detenuti dell’IRA di usare qualsiasi altro abito che non fosse la divisa della prigione.

I militanti dell’IRA si opposero e per anni - anni! - si vestirono solo degli asciugamani (i blankets) forniti dalla prigione. Gli inglesi, simpaticoni, tolsero i vetri alle finestre lasciando solo le sbarre: si può immaginare come stessero bene i detenuti irlandesi con addosso solo un asciugamano, nelle notti inglesi, con la finestra aperta.

Per protesta contro questo ed altri abusi legati alla decisione di non considerare i militanti dell’IRA detenuti “politici”, molti militanti iniziarono uno sciopero della fame.

Siccome erano irlandesi e non italiani, lo sciopero della fame lo fecero davvero, fino alla fine; molti morirono.

Il primo a morire fu Bobby Sands, che da allora è un simbolo della lotta contro il potere, delle idee che si contrappongono alla forza, e della decisione di non scendere a compromessi, fino alle estreme conseguenze (su Bobby Sands ci sono film, videi su youtube, canzoni su iTunes e il suo diario One day in my life).

Minchia che palle.

E c’hai ragione, c’hai.

E non ti avrei mai sfratumato i maroni, oggi, con questa tirata di storia contemporanea - di cui tu, per inciso, non sai una ceppa sotto spirito - se non avessi letto questa notiziola, su repubblica, stamattina:

CUBA, MUORE IL DISSIDENTE ZAPATA, IN SCIOPERO DELLA FAME DA 85 GIORNI.

Tamayo Zapata aveva 42 anni, era di Santiago di Cuba, faceva il muratore, militava nel “Movimento per l’alternativa repubblicana” ed era stato arrestato per la prima volta nel dicembre del 2002 per “vilipendio al Comandante en jefe Fidel Castro”. Rilasciato qualche mese dopo era finito di nuovo in carcere durante la retata contro i dissidenti della primavera 2003. Tre mesi fa aveva iniziato lo sciopero della fame perché la direzione del carcere, la “Kilo 7″ nella provincia di Camaguey, gli proibiva di indossare l’abito bianco (il colore che rivendicano i detenuti politici) e lo costringeva, facendolo picchiare dai carcerieri, a mettere l’uniforme dei detenuti comuni

Bèla, Cuba.

Poi magari la gggente non andranno a far le foto davanti ai murales con la faccia di Zapata, come fanno quelli che ancora oggi vanno a Londonderry a farsi la foto davanti al murales con la faccia di Bobby Sands, perchè a Cuba, secondo me, il murales di Zapata non lo fanno fare.

Bèla, Cuba. Il daiquiri di hemingway, le spiagge bianche, hasta la victoria siempre e le magliette del Che.

Update: leggendo fino alla fine l’articolo di wiki, si trova questo divertente episodio:

In 2001, a memorial to Sands and the other hunger strikers was unveiled in Havana, Cuba.

1 Commento a “Bobby Sands o Alberto Arenas?”

  1. manovale e gentiluomo scrive:

    non era il mohjto, di hemingway?