…piove merda…

Verso lo quattro, la ggiòvine praticante è con il gggiòvine praticante (che ci sia del tenero, tra i gggiòvini praticanti? Mha…) sul balcone della sala riunioni grossa a fumare una sigaretta.

I praticanti hanno il tempo di andare sul balcone a fumare una sigaretta, tutta inteeeeeera?????????????

Direte voi. Eh lo so lo so, anche la professione legale non è più quella di una volta, ai tempi miei pane e cipolle, si dormiva in studio, si passavano le ore chiusi nei sottoscala a far ricerche polverose, due anni fa han trovato dietro uno scaffale di libri nella biblioteca dello studio un praticante che era sparito nel ‘74, e nessuno si era preoccupato di cercarlo… era ancora lì che approfondiva una questione di diritto successorio di quote di società in accomandita detenute da fiduciarie svizzere.

Insomma i due son lì che fumano, e dalla finestra del bagno - posta accanto al balconcino - vedono volare FLOP FLOP FLOP un oggetto bianco, che cade lento dal quarto piano - il nostro - finendo a terra, proprio accanto allo scooter del verduraro che sta sotto lo studio.

Checazz’è? Si chiedono i gggiòvini praticanti.

Chi c’è in bagno? chiedono alla centralinista.

L’avvocato Squarra, che è in riunione con il nostro avvocato Bubich, ed anzi è entrato in bagno da un po’, risponde perplessa la centralina.

I ggiòvini praticanti a questo punto, probabilmente non avendo un cazzo da fare, decidono di approfondire, e scendono.

Accostano lo scooter del verduraro, e scoprono che l’oggetto bianco che è planato dalla finestra del nostro bagno al quarto piano fino a terra è UN PAIO DI MUTANDE DA UOMO COMPLETAMENTE SMERDATE.

La sequenza è stata quindi ricostruita applicando metodi che CSI a noi ci fa la spesa.

Durante la riunione, l’avvocato Squarra sente un rimescolìo intestinale molto preoccupante.

Con i sudori freddi, chiede al collega dove sia il bagno, e se può assentarsi un attimo.

Si alza, e con estrema dignità si dirige al bagno.

E’ un tratto breve, pochi metri, ma per l’avvocato Squarra sono lunghi come una maratona.

E quasi al traguardo, anche l’eroico avvocato, novello Dorando Pietri, cede di schianto.

E, come dire, si caga addosso.

Parecchio.

Infila la porta del bagno.

Con la grazia di un funambolo si sfila i pantaloni, li allontana - per metterli al sicuro - e poi affronta la mutanda.

E, tragicamente, prende coscienza della sconfitta.

La mutanda è ormai persa, irrecuperabile, finita.

In un’altra occasione il buon Squarra avrebbe preso la mutanda, l’avrebbe sciacquata alla bell’emmeglio nel lavandino e poi le avrebbe dato dignitosa sepoltura nel cestino del bagno, magari cammuffandola con carta e tovagliolini per le mani.

Ma stavolta, Squarra si ribella, e per punire la mutanda maramalda la scaglia con rabbia dalla finestra, lasciandola al suo destino, e alle domande senza risposta del verduraro.

Come tutte le storie, anche questa ha un finale prosaico.

Dopo che l’avvocato Squarra lascia lo studio, le segretarie imprecano sostenendo che il bagno è in condizioni “disumane” e si armano di ammoniaca, disinfettante e parolacce.

L’avvocato Bubich, invece, sbianca leggermente quando, dopo la riunione, gli raccontano cos’è successo: “e io che gli ho stretto tanto tanto forte la mano…”.

5 Commenti a “…piove merda…”

  1. fab scrive:

    Ah, il vecchio trucco del guttalax nel caffé offerto alla controparte, per sveltire le riunioni. Bisogna stare attenti alle dosi.

  2. Robi scrive:

    stupendo!! non è possibile che sia successo davvero!! Esilarante!

  3. Biossa scrive:

    “Usti! Me sum gagà adoss!”

  4. anonimo scrive:

    uno che lancia un paio di mutande sporche di merda da una finestra del quarto piano, col rischio che finiscano in testa ad un ignaro passante, è un essere senza alcun scrupolo morale.

  5. Biossa scrive:

    E chi ha mai detto che un avvocato abbia “scrupoli morali”?