Menaje, ma forte, però.
Oggi, in pausa pranzo, boxe, guanti.
“Guanti”, per voi che ormai gli sport di contatto sono solo quando infilate il controller della playstation, vuol dire che si fa qualche ripresa sul ring.
Mazzat’, insomma.
Oggi faccio un po’ di riprese, son ragazzi che non conosco, questi del mezzodì, più grandi (nel senso di vecchi) di quelli della sera, molti sono managerz o professionisti che arrivano in giacca e cravatta, educati, con tutti i congiuntivi al loro posto.
Certo, lo spirito zabàuro e terruncello della sera è un’altra cosa, ma insomma, meglio di un pugno sul muso (…no, ’spetta… questa forse non è la metafora ideale, nel contesto…).
E insomma ce ne sono due tre quattro, che fan pugilato.
Guanti col primo, benino.
Guanti col secondo, lingua fuori, fatica, ma insomma, benino anche lì.
Guanti col terzo. Non so com’è, mi partono du’ pigne e tre canocchie che anche a non volere lo pijo secco PIM PUM PAF!
Insomma, non è che lo metto KO, ma nemmeno lo accarezzo.
Finisce la lezione, siam tutti lì nello spogliatoio e sotto la doccia e insomma “eh devo correre al lavoro” e “eh non me lo dire son giorni infiniti” “guarda non ci si ferma mai” “ma tu cosa fai?” “ah io faccio l’avvocato, tu?” “ah io sono sottufficiale della Guardia di Finanza, lavoro per l’Agenzia delle Entrate”.
Ecc’era un motivo, se mi è venuto da gonfiarti come una zampogna…
18 February 2010 alle 20:25
Questa sì che fa invidia!