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Hippo blog » 2015 » July

Archivio di July 2015

Week end di fine luglio.

Friday 24 July 2015

O’ professor’ (le basi, mancano le basi…).

Wednesday 22 July 2015

L’ammmmmore miiiissimo sta bene.

Ma da qualche mese ha un piccolo fastidio, che non passa, e alla fine la convinco e va a farsi vedere da o’ Professor’, noto professore nonché massimo esperto di piccoli fastidi.

La visita va benissimo, e o’ professor’, preparato e cortese, dice che non è niente, basta prendere queste gocce due volte o tre, e tutto andrà a posto.

L’ammmmmore miiiissimo a questo punto chiede “quanto le devo?” e o’ professor’ risponde “parli pure con la signorina”.

La signorina in realtà è un’arpia che siede incattivita e maleducata vicino all’ingresso, dietro una piccola scrivania tra computer e registri.

- buongiorno, ho fatto la visita… o’ professor’ ha detto di parlare con lei… quando devo? - chiede l’ammmmmore miiiiisssimo

- dùgento euri - abbaia l’arpia

“mìnghia”, pensa l’ammmmmore miiiissimo, ma insomma è molto contenta della visita, poi il risultato è quello sperato, quindi apre il portafoglio e allunga due pezzi da cento all’arpia.

Che li agguanta, li infila tra le pagine di un vecchio registro, e senza alzare la testa comincia a scartabellare tra le scartabelle sulla scrivania.

L’ammmmmmore miiissimo aspetta qualche secondo, poi si schiarisce la voce - ehem… -

L’arpia alza gli occhi, e agghinda un’espressione stupita, come se vedesse per la prima volta la persona davanti a lei - ssssssììììììì? - chiede

- eeee… èèèèèèè… allora… io vado? -

- vàdia, certo… vàdia. Arrivederci, he, tante care cose a casa… -

- grazie ma… no… dicevo… -

- cosa diceva? Non è soddisfatta della visita? Deve chiedere altro a o’ professor’? -

- no no, anzi, ecchè, grazie… se lei mi volesse… potesse… dare… la ric… -

- scusi eh, ma c’è molta gente che aspetta, siamo in ritardo, qui è come là ma meno, guardi il dito, vede che insinua, l’antani quest’anno uuuuuh non me ne parli, è stato terribile, meno male che tarapioca anche per bocca, ma mi raccomando lontano dai pasti, per Natale auguri, mi raccomando ci mandi un saluto eh -

- allora arrived… -

- ciao cara ciao, ciao, vàdia, cosèbbelle!!!!!! cià cià cià -

“e tu?”, le chiedo, quando alla sera mi racconta

“e io niente, sono uscita… non ho avuto la prontezza di insistere…”

“amore io!!! Ma insomma!!! Ma non si fa!!! Avresti dovuto insistere!!!!! Lottare!!!! Insomma, è una questione di principio!!!”

“LO SO!!! LO SO!!! Mi fa una rabbia, guarda, solo a pensarci…”

“Cioè, infatti, dico io… cazzo!!! Se non ti fa la ricevuta DEVE farti almeno il 25% di sconto, eccheccazzo!!!!!! Sono le basi!!! Le basi!!!! Guarda, non ti può mandare in giro…. lèbbasi, lèbbasi…”.

Il coso, lì, ai tempi di Facebook.

Thursday 9 July 2015

Io ho un amico.

Cioè, ne ho diversi.

Ma l’amico in questione, chiamiamolo Nif, pur avendo da un pezzo ormai superato tanto l’età della ragione quanto quella in cui laggènte mettono la testa a posto, non ha del tutto cessato di apprezzare alcuni divertimenti che il legislatore, a torto o a ragione non stiamo a discutere adesso, ancora non vede di buon occhio.

In altre parole, all’amico Nif ‘ngi piace ancora farsi le canne.

Ma succede che a un certo punto, il pusher abituale del buon vecchio Nif se ne va, insomma si trasferisce.

E voi mi dite, sparito un pusher, ne trovi un altro.

Facile, se hai tipo sedici anni e frequenti un giro di studenti sfaccendati, o se ne hai qualcuno in più e bazzichi le aule occupate di scienze politiche.

Ma se invece di anni ne hai, diciamo, un pochetto di più, non è che puoi andare in ufficio e dire ai colleghi che son lì alla macchinetta del caffè “a proposito, nessuno ha un contatto che mi possa vendere del fumo buono?”.

Quindi Nif per un po’ si dispera, e , diciamo così, digiuna.

Finché un sera si trova con l’amico Boy George.

Boy George tira fuori la sua cannetta, e offre elegantemente a Nif.

Nif assaggia, apprezza e chiede a Boy George chi gli procuri il prodotto.

Boy George gli passa subito il contatto.

Il contatto, cioè il pusher, è un giovane sudamericano, di bella presenza, che a causa del taglio di capelli e dei tatuaggi viene chiamato “Vidal”, come il giocatore cileno della Juve, con il quale effettivamente il pusher ha una certa somiglianza.

E così nei mesi successivi Nif riprende felice e contento le sue antiche abitudini, affermando a più riprese la qualità del prodotto di Vidal.

Fino a qualche giorno fa.

Quando Nif, accedendo alla sua pagina Facebook, trova il tipico “persone che potresti conoscere” e, dopo un vecchio compagno delle medie che sembra avere ingoiato un cocomero, la seconda persona che Facebook gli proporne come possibile contatto altri non è che un sorridente Vidal, lo spacciatore.

E mentre Nif discuteva con noi se si possa essere amici su Facebook del proprio pusher, o se invece non sia meglio tenere un rapporto più distaccato e professionale (”no, niente amicizia su Facebook, al massimo lo metti tra i contatti linkedin, che riguarda i rapporti di lavoro…” chiosa il saggio Wilson), io mi domando: ma Facebook, i cazzi propri, mai?