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Archivio di July 2014

Visti da fuori.

Thursday 24 July 2014

Interno notte, appartamento.

L’orologio si avvicina pericolosamente alle dieci.

Divano, televisione con documentario National Geographic.

Sul divano.

Lei, in tuta, macbook air 13′ sulla gambe, picchia furiosamente sui tasti, come non ci fosse un domani.

Lui, in pigiama, sdraiato di traverso, macbook 11′ sul petto, picchia sui tasti bestemmiando a bassa voce.

Tra i due, due cartoni OK Pizza con le croste avanzate e una mezza bottiglia d’acqua.

Lui - porco cazzo figa bastarda guarda questo cosa cazzo mi chiede… -

Lei (nello stesso momento) - accidenti a loro guarda qui cosa si sono inventati di volere… -

I due si interrompono, alzano gli occhi, si guardano.

- ma noi - dice lui - a tre giorni dalle vacanze, senza le bimbe, stasera… -

- eh… - sospira lei, come se sapesse cosa lui sta per dire

- stasera - continua lui - non dovremmo essere di ritorno, belli, eleganti e un po’ blasé, da un fichissimo aperitivo milanese, per entrare poi in casa, strapparci i vestiti a morsi e trombare qui, sul divan, come se non ci fosse un domani? -

- dovremmo - conviene lei

Si guardano.

Sospirano.

Abbassano la testa, e riprendono a picchiettare sui tasti.

Com’era, la canzone di Jovanotti? Ah, “labellavita”…

Unga.

Tuesday 15 July 2014

- cosa vorresti fare stasera? -
- ungàtzo -
- cosa vorresti mangiare? -
- ungàtzo -
- vuoi vedere qualcosa in televisione? -
- ungàtzo -
- vuoi che andiamo a qualche parte? -
- ungàtzo -
- ci affittiamo un bel film? -
- ungàtzo -
- sentiamo qualcuno degli amici, se sono in giro? -
- ungàtzo -
- cosa hai fatto al lavoro oggi? -
- ungàtzo -
- è successo qualcosa di interessante nel mondo? -
- ungàtzo -
- hai sentito tua mamma, tuo papà, tuo fratello? -
- ungàtzo -

- trombiamo? -
- bhe dai sì -

Sono molto stanco.
Oramai mi rianimo solo per le cose veramente, ma veramente importanti.

Goodbye, and thank you for the music (i jazzisti dovrebbero morire d’inverno).

Monday 14 July 2014

Ci vuole fortuna. Culo, insomma.

Prima di tutto, ci vuole la fortuna di trovarlo, un artista, un musicista che ti emozioni.

Lo incontri per caso, che in un disco che compri di uno, senti che sotto, insieme, accanto, c’è uno che suona, e guardi dietro come si chiama.

Poi vai dove vendono - vendevano - i dischi cd, e scopri che lui, quello là, l’altro, insomma, fa dei dischi cd da solo, e poi ne fa anche con tanti altri.

Allora ne compri uno, per provare.

E, di nuovo, hai fortuna, perché quello che compri, WHA!!!, ecco, è proprio come speravi che fosse, ma meglio.

E allora torni al negozio di dischi cd e ne compri altri, e sono tutti WHA!!.

E t’innamori.

Non lo dici a nessuno, ma come quando hai letto quel libro, e hai detto se mai fossi un romanziere, vorrei scrivere come questo qui, e quando hai letto quelle poesie, e hai detto se mai fossi un poeta, e poi davanti a quel quadro, al MOMA (dici perché non ad Abbiategrasso? eh, sticazzi), hai detto se mai fossi un pittore.

Se mai fossi un musicista, e facessi un disco, vorrei essere capace così.

Poi un giorno, di abbastanza tanti anni fa, a Milano c’è un concerto e suona lui.

E io ci vado, con quel vago timore che hai sempre, quando incontri un mito, che non sia così bravo, così speciale, che quel giorno abbia il raffreddore o abbia mangiato le cozze o litigato con sua moglie, o semplicemente non sia in grado di fare la magia, punto e basta, e il timore che non ci sia, la magia che invece a casa tua esce dalle casse dello stereo.

Ma lui.

Ah, cazzo, ma lui.

Ma lui, semplicemente, fa la magia.

Quella volta era con la Liberation Music Orchestra, tipo dieci persone sul palco, e tutti suonavano abbestia, ma poi lui, e niente, tipo quando tutti sono bravi ma poi la palla la prende Maradona, e laggènte trattengono il fiato e io trattengo il fiato e lui, ah lui, lui fa la magia.

Non so quante volte l’ho visto, credo tre, l’ultima due anni fa, al mattino, perché a Milano fanno jazz alla domenica mattina e lui disse ridendo “non so quanti anni erano che non mi svegliavo a quest’ora” e poi tutti zitti e lui suonò di nuovo e io ringraziai di nuovo.

Poi tre anni fa Keith Jarrett fece quel disco insieme a lui, Jasmine, e io ero a Londra con uno, e parlavamo di jazz, e lui mi raccontava di avere in casa un’intera parete di dischi cd di jazz, e di girare il mondo l’Europa d’estate nei festival più fichi a sentire quelli bravi, e io gli dissi eh quest’anno Jasmine e lui rispose ma Jasmine è il disco più bello da anni e anni e anni e io dissi di sì e insieme condividemmo una scheggia di magia e gli altri ci guardavano come due matti.

A giugno, poche settimane fa, sempre con Jarrett, è uscito una altro disco cd, altre registrazioni fatte insieme a quelle di Jasmine, e il disco cd questo si chiama last dance.

L’altro ieri è morto.

Il mio musicista.

Quello che nella vita mi ha toccato il cuore più in fondo.

Mi mancherà. Non lui, che c’è tanta sua musica da ascoltare per tanto tempo.

Mi mancherà sapere che lui c’è, e da qualche parte nel mondo sta facendo l’ennesima, piccola meravigliosa magia.

Che l’unica cosa, è che i jazzisti non dovrebbero morire d’estate.

I jazzisti devono morire in autunno, o d’inverno, che tu prendi il suo disco cd, mentre fuori è scuro, buio, freddo, nebbia, pioggia, vento, ti versi mezzo bicchiere - mezzo, perché sai che è il primo e poi ce ne vuole almeno un altro, facciamo due - di quello speciale che tieni lassù, e ti ascolti il disco cd.

Buon viaggio, Charlie, e grazie per la musica.

Ah, la parte in cui lui suona e Keith lo accompagna, inizia al minuto 6.00, circa. E poi ditemi.

Doctor uuuh…

Friday 11 July 2014

- uè ciao dottore, dimmi -

- vieni in ospedale da me domani? -

- perché? -

- perché dopodomani vado in ferie e prima di partire voglio darti un’occhiata al cazzo -

- va che l’ho sempre saputo che sei un pervertito maniaco porco e pure ricchione -

- va bene allora il cazzo tuo fallo vedere al porchettaro dello stadio, che ha detto ci tiene -

- minchia, ricchione e come tutti i dottori ricchioni pure permaloso… -.

Perzongine elecànti

Wednesday 9 July 2014

- guarda quella là…  carina ed elegante -

- sì, davvero. Chissà come gestisce l’orgasmo -.

Ellevet’acamisetta…

Monday 7 July 2014

Vai al mare, per la prima volta quest’anno che sembrano passati dieci anni, tanto sei stanco.

C’è il sole di luglio - perché è luglio, tu non lo sai ma è luglio: lo scopri, stupito, vedendo quanta (cazzo di) gente c’è al mare, spaparanzata come se fosse lì da settimane, e lo sono, lì da settimane, altrimenti non si spiegherebberp il colore della loro pelle abbronzata e l’espressione rilassata - e tu ti rendi conto che è vacanza, non per te, sia chiaro, ma per lagggènte, luglio è vacanza.

C’è il sole, dicevo, e l’ammmmmore tuo riempie una piscinetta portatile di crema protezione 50 “himalaya” e poi afferra le due cinpripesse, una alla volta, per un tallone e le intinge tipo macine del mulino bianco nel latte, finché non sono zuppe, poi dice “adesso potete stare al sole, MA SOLO con il cappello e la maglietta e poi quando è mezzogiorno mettevi all’ombra”.

Tu, invece, sei maschio e ti stupisci sempre.

La scienza, e gli scienziati, invece che perdere tempo in cosa stupide, dici, tipo mandare su Marte delle macchine da golf o cercare i bosoni, dovrebbero indagare il mysterio più mysterioso che c’è.

Perchè nessuno si è ancora accorto che il maschio, dopo una certa età, al mare NON SI SCOTTA.

Perché IO NON MI SCOTTO.

Io lo so, gli altri maschi di mezz’età della spiaggia lo sanno.

Gli unici a non saperlo sono, nell’ordine: le mogli, e il sole.

Quindi avete l’intera spiaggia di bambini ricoperti da uno strato di circa due centimetri di calce, gesso e crema protettiva; le mamme / mogli che api spalmano ogni dieci minuti mezzo tubetto di quelle creme che costano come una punto cabrio la confezione.

E poi l’òmme, che lei gli dice “amore, ma non vuoi che ti metta un po’ di crema?”.

E l’òmme si gira di scatta e dice “piaaaaaano… sssssst!!”, ma ormai i vicini l’hanno sentita e sussurrano, tra di loro, ghignando “ricchione…”.

Quindi l’òmme spinge in fuori il petto, tira in dentro làppancia e dice con voce stentorea la classica frase “no, tanto io non mi scotto“, seguita dal corollario “eppoi oggi non picchia“, mentre sposta con il piede le ossa dello gnù morto di sete lì accanto.

Vabbè, tutto questo per dire che poi ieri sono stato al mare e oggi ho pancia e schiena e gambe e piedi e spalle rosso gambero, ma per imperscrutabili motivi - tipo che mia moglie ha insistito e alla fine in faccia un po’ di crema me l’ha messa - ho la faccia non dico abbronzata, ma di un colore quasi sano e normale, rispetto al fumodilondra tipico.

E cosa si mette, cosa si mette, aiutatemi a dire cosa si mette, un uomo, maschio, cresciuto suo malgrado negli anni ‘80 che è un imprinting che ti segna, ohi se ti segna, da Jerry Calà e Sandy Marton, per capirci, cosa si mette il primo lunedì che va a lavorare con un colore sano in faccia?

Bravi.

Avete capito buono.

La camicia bianca.

Eh, lo so.

A cappella (infra).

Thursday 3 July 2014

- no tutto bene, ormai è praticamente tutto a posto -

- grande dottore! Che bella notizia!! Eeeeee… dimmi… quand’è che allora, cioè, quindi… quando è che io posso ricominciare a… -

- quando puoi ricominciare a scopare? -

- eh! Quello! Popo!!! -

- tu da quando te la senti? -

- Io? Bha, diciamo dal maggio del 1983… -.