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Hippo blog » 2014 » February

Archivio di February 2014

Minitalia..

Friday 28 February 2014

- …e sono stata in questo posto pubblico di servizi eccetera ed è stato incredibile pazzesco tutto funzionava figata tecnologico spaziale bello pulito preciso, non sembrava nemmeno di essere in Italia… -

- ma infatti. Eri a Bergamo… -.

Può…

Thursday 27 February 2014

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Secessiùn!!!!

Thursday 27 February 2014

Il governo deve dire con chiarezza se ci dà gli strumenti legislativi per risanare. I soldi sono tasse dei cittadini del comune che devono essere restituite ai cittadini del comune. Il governo deve restituire alla città ciò che è della città, stiamo pagando il debito di denaro dissipato negli ultimi 50 anni“.

Maroni? Bossi? Lega? Sudtiroler?

No, Ignazio Marino, sindaco di Roma.

#parliamone.

Bye bye.

Wednesday 26 February 2014

Per un periodo della mia vita, nemmeno molto corto, questo è stato uno dei miei pezzi preferiti, lo conosco ancora praticamente a memoria.

Gli artisti si ricordano per quello che lasciano nella tua vita.

Deutschalnd, Deutschland über alles…

Tuesday 25 February 2014

Lo conosco da qualche anno, due parole scambiate ogni tanto. Si lamenta.

- perché io sono qui da oltre dieci anni, ma non ne posso più - dice - la disorganizzazione, le tasse, la burocrazia, i ladri… non ci sono soldi, è un paese morto, finito, non  si può fare impresa… io guarda, volevo fare, aprire un bar, un locale, un’attività… con i soldi miei, senza nemmeno le banche… ma ho rinunciato… non ce la faccio, questo paese è invivibile… al mio paese le cose funzionano diversamente, uno investe, fa impresa, e lo stato lo aiuta, lo sostiene… ho deciso, guarda, vado via a fine mese e vado a investire là -

- in Germania? -

- no, in Sri Lanka -.

Dei delitti e delle péne.

Monday 24 February 2014

Gli sbirri, i carìba, insomma quelli, hanno fatto un blìs e hanno scoperto a Milano un grossista con tonnellate di pesce marcio e scaduto pronto per essere venduto ai ristoranti - cinesi, giapponesi ma anche no - di Milano.

Solo a leggere, viene da fare burp! dallo schifìo.

E lui, il titolare del grossismo (cinese; eh, lo so lo so, non dovrei se no sei razzista eccetera, ma: cazzo, dico, o no? eh? eccheccazzo, dai, o no? eddai), lui il cinese titolare della schifezza, dice l’articolo, è stato denunciato.

Ecco, direte voi, bene, denùncilo, che se lo merita.

Poi, ci pensi un attimo.

E dici.

Che se invece che lammerda, le tonnellate di pesce scaduto, la salmonella, lo schifìo, il disprezzo per ogni minima norma igienico sanitaria, l’avvelenamento di centinaii di persone, ecco, se invece di queste avesse, chessò, avuto in tasca cinque grammi di fumo, ecco, il cinese se lo bevevano e stava ar gabbio, mica “laddenunzia” e poi vediamo.

Voi vivete in questo paese, perché ve lo meritate.

Abbecedario (baby booomz…)

Friday 21 February 2014

La mia ciàmpolina piccola quella grande sta imparando i letteri dell’alfabeto.

Mica solo lei, eh, tutti nella sua classe dell’asilo.

Ieri la maestra dell’asilo fanno una roba con le lettere e la maestra chiede:

- chi sa riconoscere questa lettera? - mostrando un foglio con su scritta un “P”.

e i piccoli bimbi più o meno tutti in coro - è la lettera Piiiiiiiiiiiiiiiiiii -

- bravi piccoli - dice la maestra - e adesso, chi sa dirmi una parola che inizi con la lettera “pi”???-

- io io io!!!! -

- dimmi, piccolo -

- PAPA’! - grida il piccolo

- bravo! Qualcun altro? -

- PAPPA!!! - grida un altro

- bravo? qualcun altro? -

- PRINCIPESSA! - grida una piccola

- brava! qualcun altro conosce qualche altra parola che inizi con la “pi”? -

- PUPU’! - grida il pagliaccio della classe, e tutti i bimbi rìdeno

- bhe anche questa è una parola che inizia con la “pi” - dice magnanima la maestra - qualcun altro? -

La mia ciampolina alza la sua manina santa.

- dimmi, conosci anche tu qualche parola che inizi con la “pi”? -

- palpitare -.

Cultura, arte e architettura.

Friday 21 February 2014

Ma cone fate a vivere in città? Chècci trovate? E’ caotica, pericolosa, c’è il ciàffico, rùbbeno, spùteno, vuoi mettere il mare la montagna la campagna la frègna.

Poi ooooh guarda anche qui a Calzate Lecalze sul Membro abbiamo le stese cose che c’avete voi, abbiamo due pub, un teatro, il cinema multisala a pochi chilometri, e io c’ho un amico che conosce uno che suo cugino quando lo chiami manda un messaggio a uno che mentre va al lavoro passa da un bar dove c’è la cassiera che il suo ex ragazzo a volte vende un po’ di fumo…

Che poi, Milano, mica New York, Londra, Berlino, tze tze tze.

Che è vero, per carità.

Però anche la città, nel suo piccolo, ha i suoi pregi.

Gino Mario Franco Hoffmann, o come si chiamava, quello morto di eroina l’attore molto fico.

Hanno aperto il testamento.

Nel testamento lascia tutto ai suoi familiari, con una sola indicazione.

Che i suoi figli crescano a New York, o almeno San Francisco o Chicago.

E se proprio non sarà possibile, che vengano portati a visitare queste città almeno due volte l’anno.

Perché, spiega Gino Paolo Franco Guidobaldo Hoffmann nel testamento, “lo scopo di questa richiesta è che mio figlio sia a contatto con la cultura, all’arte e all’architettura che queste città possono offrire“.

Posso dirlo, che ho detto bella lì, Claudio Antonio Maria Giovanni Hoffmann?

Controcorènte.

Wednesday 19 February 2014

Se mai ne sarò capace, dis scrivere una canzone, oggi vorrei scrivere una canzone che parla di perché mi piaccia, Milano, con la pioggia, mentre scende la sera a febbraio.

Ma mi sa che per scrivere una canzone così, dovrei diventare molto, ma molto molto bravo…

Women in sport (sòccia sochi…).

Monday 17 February 2014

Ieri sera, io impallatissimo a tifare durante la diretta del terzo tempo della partita tra Russia e Finlandia alle olimpiadi di Sochi.

Lei, l’ammmmore missssimo - ma dai, a te piacciono davvero tutti gli sport… non lo sapevo che ti appassionasse così anche il rugby!!!! -

E io - no no, mi piace moltissimo il rugby… proprio per questo sto qui a guardarmi estasiato una partita di hockey… -.

Labbètti (lèbbasi).

Friday 14 February 2014

Stamattina l’ammmmore mio a colazione mi racconta di una cha fa delle cose.

E mi dice “la conosci anche tu, la Betty”.

E io “ah, quella con le ginocchia a punta?”, dico sorridendo.

L’ammmmmore mio mi guarda con lop sguardo perso nel vuoto e dice, un po’ perplessa “no, non ha le ginocchia a punta…”.

E io, ancora più sorridendo e facendo l’accento siciliano “allora non è lei”.

Mia moglie mi guarda.

Non capisce.

Non capisce le ginocchia a punta, né l’accento siciliano.

Poi vede la mia espressione. La riconosce.

Mi scruta, e poi dice “ah, ma è una di quelle robe di film o canzoni o libri insomma una citazione di quelle che capite solo tu e i tuoi amici?”.

“Sì”, rispondo io “però no, cioè, non è una cosa che capiamo solo noi… queste sò lèbbasi, le elementari, quasi comefoss’antani”

“eh?”

“ecco, appunto”.

Donne… ‘ngi màncheno lèbbasi, ‘ngi mancheno…

Enàzor brik ìnze uòl.

Wednesday 12 February 2014

Lo squash è un gioco semplice.

Banale.

Te stai in una stanza, grande più o meno come un soggiorno - di quando le case avevano il soggiorno, no Milano che un garage col soppalco e il cesso in piedi è un “moderno monolocale ristrutturato con soluzione avveniristiche“.

Te insomma stai in una stanza, con una racchetta da tennis ma più piccola e una palla di gomma.

Lo scopo del gioco è colpire la palla di gomma e farla battere contro la parete in fondo.

per farlo, puoi fare tutto quel che vuoi: la palla può sbattere contro tutte le pareti della stanza, tutte le volte che vuoi ma può pure non sbatterete da nessuna parte, e dopo che ha sbattuto uguale, può andare lunga, corta, rimbalzare di nuovo contro tutte le pareti, tipo flipper.

Un po’ quello che facevi tu nella tua cambretta da ragazzo, ma senza le mensole, i libri, la scrivania, il letto e il tappeto scivolone,

Lo squash mi piace per svariati motivi, ma forse il principale è che siccome io sono scarso e la palla non va praticamente mai dove vorrei che andasse, questo non è un problema: infatti, basta che la palla finisca in qualche modo contro la parete in fondo, ed è fatta. il resto, è solo correre di qua e di là per il soggiorno.

Facile, basico, fisicamente alienante e decisamente stupido: il mio sport (da quando non faccio più pugilato, eh).

Ebbene, nel posto dove gioco io  squash, in uno dei campi hanno un problema.

Dici quale potrebbe essere il problema in un campo da squash?

Facile. Il buco nel muro.

Il muro, quello in fondo, a forza di essere colpito mille mila volte dalla pallina di gomma, l’intonaco si è staccato e poi rrrrròtto.

Ora, nel mezzo del muro, c’è un buco, del diametro diciamo di quindici centimetri.

Ecco, adesso domandatevi, pensando al vostro soggiorno: anche da fermo, anche prendendo la mira, io quante volte posso riuscire a beccare il buco, colpendo una pallina di gomma con una piccola racchetta?

Ecco, esatto: praticamente mai.

E allora comecazzoè che io e l’amico mio quando giochiamo praticamente uno scambio sì e l’altro pure pònf! becchiamo il buco?

E comecazzoè che oggi telefono per prenotare e gli dico all’omino “oh mi raccomando non darmi il campocolbuco…” e lui mi risponde “ma il buco te non lo colpisci nemmeno a provarci mille volte” e io “esatto, ma fatticazzituoi”.

Ah, lo sport, de cubertin, sochi 2014 e la maiala di tu’ mà.

Ispettore.

Monday 10 February 2014

L’amica Leila è una donna di una certa età.

Milanese, “giusta”, vedova, senza figli.

Leila a gennaio va a fare un viaggio in medioriente.

Per il viaggio si affida ad un’agenzia, diciamo Gino Tours, che per il viaggio in medio oriente  si appoggia al network internazionale di un grande gruppo, tipo Alpitour ma potrebbe essere qualsiasi altro.

Leila arriva in medio oriente e comincia il tour, con il classico gruppo di turisti italiani e la guida mandata da Gino Tour.

La guida, dopo un paio di giorni, per fare simpatia comincia a fare qualche domanda personale, tanto ormai ci conosciamo.

E quindi chiede qui e chiede là e poi arriva da Leila.

“e tu, Leila, come mai viaggi da sola?”

E Leila, giustamente, si rende conto che dovrebbe rispondere che è vedova, e spiegare che lei e il marito non hanno voluto figli e tutta una serie di altri cazzi assolutissimamente suoi, che non ha nessuna intenzione di condividere con degli estranei.

Però, invece di rispondere “fatticazzituoi”, Leila con espressione seria e professionale risponde:

- io sono un’ispettrice Alpitour -

Gelo in sala.

La guida viene scoperta la sera al telefono con Gino Tour di Milano “cazzo capo, c’è qui l’ispettrice della Alpitour, cambi l’hotel a Jajajaraja dove arriviamo tra due giorni che è un hotel dimmerda… e poi chiami a quelli della cena di venerdì cazzo che l’ultima volta sono stati male in due… cazzo cazzo cazzo!!!”.

E’ stato un viaggio molto tranquillo, sereno, senza nessun problema e la guida è stata de li zio sa.

Leila, tre rotonde avanti.