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Archivio di December 2013

Stanco e perduto (roba seria & noiosa).

Thursday 19 December 2013

Il titolo è una canzone di viniciocapossèla che poi la canzone è quella che è ma il titolo è bellissimo.

Piove, e tra il governo ladro e le tamerici salmastre (ma che, salmastre? Come salmastre? Ma le hai assaggiate? …oddio, è pur vero che quello strano era strano, eh…) ed arse (arse? ma come… piove! o so’ arse, e allora è secco, o so’ bagnate che piove e allora arse sto cazzo).

Dicevo piove, e se a milano piove a dicembre ci sta che suonino canzoni in bianco e nero nelle cuffie (lo so lo so, “canzoni in bianco e nero” è un trucchetto vecchio come il cucco che farebbe una gran figura in un post sentimentale su Facebook, per esempio, e lo so lo so che c’è pure una figura retorica che spiega quella roba lì, ma il nome della figura retorica non lo so perché quel giorno al liceo ero malato perché c’era interrogazione di greco, ma che c’entra, non è una malattia, pensaci bene… ahhhh…. eh beh eh beh no no certo stava interrogazione di greco, uuuuuh che malattia bruttabbbrutta ecco vedi che alla fine tu pure hai capì).

Dicevo a milano quando piove a dicembre è giusto e bello suonare musica in bianco e nero e leggere cose lente e fermarsi e invece del caffè chiedere qualcosa di caldo e lungo e schiumoso e osservare le vetrine le luci tutto buio e dire ma come, sono solo le cinque, eh ma è dicembre a milano, e alzare il bavero stringere la sciarpa e andare via, sotto la pioggia.

Dice e l’ombrello? a milano il milanese non usa l’ombrello, non ce l’ha.

Se ce l’aveva l’ha perso lasciato al ristorante in ufficio al bar da un amico.

Se ce l’ha lo lascia a casa che è già troppo carico.

Se ce l’ha e se l’è portato lo lascia perché guardando in su “ma tanto smette”.

Se ce l’ha e se l’è portato dietro, è rotto.

E quindi piuttosto che andare in giro con l’ombrello sbirulenco e sciagattato, lo tiene chiuso e a chi lo guarda bagnarsi risponde “sarà mica pioggia, questa qui… questa qui bagna solo quelli che arrivano da fuori che non sano come si cammina, a milano, sotto i cornicioni ” ma sei in piazza duomo! e vabbhè, poi entro in un bar e prendo qualcosa di caldo e lungo e mi asciugo, dentro, l’anima, intendo, che è più importante che fuori.

Il tempo, il tempo che perdiamo a correre dietro alle cose che tra una settimana puf!, come lacrime nella pioggia - dice? è sicura? ah lei dice lei che lei nel film lei si ricorda perfettamente che le lacrime nella pioggia non facevano “puf!”? ma lei, signora, l’ha visto doppiato dai romani in romanesco o in lingua originale? aaaah…eeeeh beh visto? ecco, cara, vàdia, vàdia, si infòrmia, e vèdia anche di non romperà, già che è di strada - ecco tempo e cose perse e noi non ci fermiamo e poi ci diremo embè? ma saremo troppo impegnati per rispondere.

Ero partito per scrivere una roba seria e sentimentale ma sono vecchio, mi sa, e le cose sentimentali si sono annidate nascoste sotto il piumone dell’ironico cinismo (oggi figure retoriche basic a gagganèlla…) e siccome fa freddo, uscirà solo in privato, quando siamo solo noi, e voi, ciao, cari, mi faccio vivo io.

Richie Rich.

Monday 16 December 2013

L’amico nonché collega avvocato Pupazzi è, per una serie di fortunate coincidenze, entrato in un certo giro.

Un certo giro di gente giusta. Molto giusta. Giustissima.

Tra la gente giustissima, il Commendatore è noto per essere persona splendida, organizza feste di grandissimo livello & raffinatezza nella sua tenuta in Umbria a cui alterna serate mondane a Milano.

Il Commendatore, però, è anche appassionato sciatore e da anni, ormai, scia solo a Gstaad.

A Gstaad, il Commendatore aveva casa, ma sai, caro, alla fine era una fatica, un impegno… così l’ho venduta.

Bravo Commendatore.

Adesso il Commendatore, per tutta la stagione sciistica, prende una suite all’Hotelpiùficoeschifosamentecaro di Gstaad, ma solo dal giovedì alla domenica. “Mi costa un po’”, spiega il Commendatore, “ma vuoi mettere la comodità”.

Quanto sia “un po’” per il Commendatore il Pupazzi lo ha anche chiesto, ma il Commendatore lo ha liquidato con un signorile gesto della mano, come a dire “ma lascia stare, non perdiamo tempo a disquisire di certe quisquilie…”.

Recentemente, il Commendatore invita Pupazzi e la signora Pupazzi a Gstaad, per questo fine settimana.

Venite, cari, ci tengo!! - dice il Commendatore - vi ho prenotato all’Hotelpiùficoeschifosamentecaro di Gstaad!!!

Pupazzi e la signora Pupazzi vanno: ci ha invitato il Commendatore, ci sono anche i suoi amici, le previsioni danno un fine settimana meraviglioso a Gstaad… e quanno ce ricapita? si dicono.

Hanno una suite enorme, lussusosissima, nell’Hotelpiùficoeschifosamentecaro.

L’Hotelpiùficoeschifosamentecaro è veramente fico, tipo che Pupazzi deve affittare gli sci e l’Hotelpiùficoeschifosamentecaro mette a disposizione un omino che prende gli sci e gli scarponi, poi con il phon scalda per benino i piedi di Pupazzi prima di infilargli (a Pupazzi) gli scarponi “vanno bene così, signore? o glieli stringo un po’?”.

Pupazzi si gode il lusso e la lussuria ad esso collegata.

Il Commendatore, il sabato sera a cena, avvisa “ragazzi vi saluto adesso che io domani mattina parto all’alba che ho da fare”.

Pupazzi, la mattina dopo, mentre la sua signora fa le valigie si presenta in reception per il check out, dice “dai, almeno il noleggio degli sci me lo pago io, faccio il gesto sennò faccio la figura del barbone”.

Alla reception, due arrogantissimi concierge vestiti da becchini schiacciano due tre tasti taaaaaaac ecco here it is for you Sir please check if it is correct e gli allungano il conto.

Pupazzi prende il foglio e controlla.

Noleggio sci… trecento franchi svizzeri (cazzo!!!).

Noleggio scarponi… cento franchi (ri-cazzo!!!).

Minibar… duecento franchi (ri-ri-cazzo!!!!!).

Stanza… tredicimila franchi.

Che al cambio attuale… fanno… diecimilaseicentosessantasette euri… facciamo diecimilasettecento mancia compresa, va.

Pupazzi comincia a sudare.

Sarà che forse mi sono vestito troppo? La maglia di lana? si domanda. Sarà che hanno alzato all’improvviso il riscaldamento? Sarà una disfunzione ormonale? Saranno i tredicimila franchi?

Pupazzi fa i conti.

Non ci vuole molto.

Sono rovinato.

Cioè, vendo la macchina, due piotte da parte le ho, chiedo un finanziamento e con calma, in tre quattr’anni mi pago questo weeek end a Gstaad…

Pupazzi però è uomo vero, e prima di darsi per vinto decide di giocarsi il tutto per tutto.

Con la mascella semiparalizzata bofonchia - yessssss… sènchiu… bat… the Commendèitor… who left zìs mòrning (morissedomani)…. yes… ài uòs hhhhhhìs ghèst… -

- oh yes, Sir? Please, let us double check, Sir - dicono con teutonica indifferenza i becchini  dellHotelpiùficoeschifosamentecaro.

Si ritirano nella stanza dietro il banco.

Pupazzi resta là venti minuti, i venti minuti più lunghi della sua vita, con in mano il foglio del conto (”minchia però… cento franchi per l’affitto degli scarponi…”).

Escono i due pagliacci vestiti da becchini dell’Hotelpiùficoeschifosamentecaro e serafici come una merda al sole dicono

- oh yes Sir, we made a mistake, you have a very special rate as agreed with Mr. Commendator, and therefore this is the new bill… - e gli passano un conto da millecinquecento franchi, milleduecento euri malcontati.

Come è strana la vita, pensa Pupazzi mentre guida verso il confine, più leggero di milleduecento euri, io son qui tutto contento perché per un giorno e mezzo di sci ho speso milleduecento euri, che se me l’avessero detti l’altro ieri gli avrei sputato attutti…

E via, guida sereno verso casa, pensando che alla fin fine, saltare il pranzo per le prossime due settimane per rientrare della spesa, gli farà anche bene alla linea.

Il tutto, naturalmente, senza dimenticare di mandare una maledizione al Commendatore e a quelli come lui, che dice Pupazzi non è il fatto che siano ricchi, a farti incazzare, anzi, se li hanno e se li godono fanno solo bene; è che basterebbe si rendessero conto che non tutti vivono una vita come la loro.

Slash.

Thursday 12 December 2013

Lo so.

L’ho sempre saputo.

Non è una malattia, in senso stretto. E’ più… come dire… un approccio mentale al problema leggerissimamente deviato…

C’era un amico della mia famiglia che era famoso perché qualunque cosa facesse, dallo sport agli hobby ai viaggi, lui la prima cosa era avere l’attrezzatura giusta.

Quindi per giocare a pallavolo con gli amici la domenica, scarpe professional, magliettina tecnica, fasce salvavita. Per il viaggio in medio oriente, sahariana, scarpe in tono, cappello tattico e occhiali da deserto. serata alla Scala? Gemelli con le note, binocolo a tasca e minilucina per illuminare il libretto e seguire. Sugli sci, scarponi coppadelmondo, sci preparati dallo skyman del paese, guanti con paracolpi per le porte e casco sponsorizzato.

Gli amici lo prendevano in giro, io lo capivo abbestia.

Che io, ho sempre pensato di essere una vittima del marketing, ma non è solo quello.

E’ che quando faccio qualcosa, lo so che lo faccio male, per carità: ma vuoi mettere fare qualcosa male, ma con gli strumenti giusti? E’ tutta un’altra cosa…

Che io adesso che c’ho una certa ho ricominciato a strimpellare la chitarra.

Da qualche mese, eh.

Per adesso faccio le scale su e giù, gli esercizi di diteggiatura e qualche plin plon ogni tanto.

Mi son comprato anche una bella chiattrina, una fender stratocaster made in mexico sunburnt, mica paglia e fichi.

Ma quel bastardo del signor amazon, mortacci sua e i chi non glielo dice facendo il coro saltellando col dito alzato (MORTACCI SUA!!!), mi manda le mail che mi vende la Gibson quella che io aaaaaaaah con la lingua fuori che siccome sono uscite quelle del 2014 la 2013 ne hanno alcune con il 49% di sconto e io aaaaaaaaaah con la lingua di fuori.

Dice ma prima di tutto sei ‘na pippa a pedali a suonare, per come suoni te suonassi la chitarra che ti presta Eric Clepton o la cassetta di frutta del mercato delle melanzane sarebbe uguale.

Poi, la differenza tra la tua e quella là la sentiresti attaccandole ad un amplificatore, magari valvolare, mentre suoni l’assolo Master of Puppet, non mentre fai plin plon in casa, staccato dall’amplificatore alle undici di sera…

Ooooooo so ooooooo so, e allora?

Pure tu che guidi lo scooter Piaggio a tre ruote e ti preoccupi quando devi scavalcare le rotaie del trams,  sbavi vedendo quelli che fanno le penne nel deserto con le Yamaha e ci fai un pensierino…

Malidetto Amazon, malidetto lui.

Uooooòòòòòoooòòòòòò…

Friday 6 December 2013

Uomini soli 2.0.

Thursday 5 December 2013

- ciao buona serata-

- ciao buona serata anche a te. cosa fai stasera? -

- ma, niente… mia moglie è via, mi spupazzo le bimbe, le metto a nanna e mi guarderò un po’ di televisione… tu? -

- ma niente…mi farò due spaghi, una birretta, un po’ di televisione o un bel libro… -

- allora ciao, buona serata -

- anche a te… mi sa che ci becchiamo dopo, allora -

- come? in che senso? dove? -

- su youporn… -.

Milano gaia.

Wednesday 4 December 2013

C’è la notizia che il tuffatore inglese Sbrudlf Rufflsrg - o come cavolo si chiama, chìssene… - ha fatto caminàu e ha detto di essere gay, o almeno ha detto di essere anche gay, cioè ha detto primo stavo con delle ragazze, adesso però ho provato il ciùfolo e ho scoperto che mi ci trovo bene e ne traggo un certo giovamento quindi per ora lo dichiaro pubblicamente, mi gusta il ciùfolo.

E tutti uuuuh oooooh eeeeeeh il caminàu e che coraggio e che cureggia e che cazzo.

Cioè.

Io non so voi, ma Milano è un po’ New York e un po’ Londra, almeno per questo.

Nel senso che a Milano i gay e le gay lo dicono lo sanno tutti e allora, cioè a parte ogni tanto che uno dice “oh ma quanti cazzo sono? Ma dov’erano diec’anni fa??? C’è stata un’esplosione demogayfrica?” ma a parte questo niente.

Cioè, ciao ciao, a me mi piace la patata a me mi piace il ciùfolo a me mi piace la patata e il ciùfolo io tengo all’inter io preferisco il mare alla montagna io guardo masterchef io invece solo serie su fox.

No, davvero, è così.

Per me, per noi - e me e noi siamo la generazione di passaggio, quelli cresciuti che da ragazzini al “culattone” dovevi fare attenzione - per me per noi davvero se uno ti dice di essere gay, o se non te lo dice, è come se uno ti dicesse, o non te lo dicesse, che lui con la sua donna quando trombano a lui gli piace farsi legare e frustare con il Mòcio Vileda, e uno dice vabbè, se ti piace, daje fratè.

Non so, ma mi sembra che Milano sia davvero speciale, in Italia, almeno in questo.

Daje.

Bimbi moderni (rubato da un altro blogghe).

Tuesday 3 December 2013

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Giàgh of pìs (per avvocati).

Monday 2 December 2013

Hippo - uhè animale dove sei? -

Wilson - sto in coda al giudicedipace di Velate Lecalze, làassa sta, làssa… -

- usti, che lunedì mattina bruto bruto -

- no che poi, io, io non ci posso più andare, dai giudicidipace -

- no? -

- no, io, inteso come io proprio io, con la mia esperienza, competenza, sapènza, sapùzia e arguzia giuridica, non ci posso andare più, da un giudicedipace -

- che… -

- che, per dirla tecnicamente e giuridicamente, per usare le parole del poeta, insomma per dirlo come lo direi in cassazione, non ha idea peruncazzo di quello di cui stiamo parlando… -

- lo so lo so -

- no, guarda, io, dico, non in generale, ma anche in generale, dovrebbero fare un esame, prima di farti andare a discutere una causa davanti al giudicedipace -

- un esame? -

- sì, un esame, due o tre domande tecniche, una di diritto, una di procedura, una di italiano inteso come grammaticacazzo, ecco, e se rispondi correttamente a tutte e tre le domande, ecco, ti dovrebbero dire

“nogguardi lei non può entrare, dal giudicedipace, lei è troppo qualificato, leisa di cosa parla, e ne parla in un italiano diciamo corretto, quindi guardi, lasci fare, si sposti, facci posto che qui c’è gente che deve lavorare  (MALE), quindi sia cortese, vàdia, caro, vàdia che qui non è posto per lei”.

Cazzo, un esamino, semplice… è così difficile? -

- no -

- ecco -.