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Hippo blog » 2013 » September

Archivio di September 2013

Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te (perchè tanto non può fare un ca**o).

Thursday 26 September 2013

No dai.

Che rubano il portafoglio, domenica mattina, all’amico Presidente.

Presidente che è uomo di mondo, ha nel portafoglio due bancomat, due carte di credito personali, una sul conto dello studio, una sul conto dell’associazione benefica, oltre alla patente e a tutte le cose che la ggènte tengono nel portafoglio.

Appena scopre il furto, Presidente telefona e blocca le carte e i bancomat, ma gli dicono mi raccomando faccia immediatamente la denuncia e ce la mandi via fax o mail perchè altrimenti non possiamo fermare eventuali transazioni, magari su internet.

Presidente va al commissariatodizona.

A Milano, mica sul Monte Wolvesass.

E’ chiuso.

Citofona.

- Diiiiiga? -

- Buongiorno furto portafoglio carte di credito bancomat patente urgente denuncia mail o fax, grazie -

- Ecchiuso -

- Chi? -

- O’ gommissariat’ -

- Cosa? -

- Ecchiuso, o’ gommisariat’ ecchiuso -

- Quando? -

- Oggi. E domenica, no? E quinti o’ gommisariat’ ecchiuso. Torni domana, che è lunedì, prenda o’ numerett’, e poi facci la denunzia -

- Domani? -

- Domani? -

- E oggi? -

- Oggi domenica, chiuso -

- Venerdì? -

- Gnocchi -

- Grazie -

- Prego, e di cosa? -

- Di niente -

- Appunto. A disposizione, eh -

Not in my name, not my country.

Piove, senti come piove, guarda come viene giù… (da su).

Wednesday 25 September 2013

Dice ma càpita sempre a voi.

Eh, lo so, checcedevo fà?

Dice ma parli sempre di quelle schifezze lì.

Eh, lo so lo so.

Lo studio, quello dove io sposto le cartacce, si devolve su due piani di un palazzo, il terzo e il quarto piano.

Al secondo piano, poi, ci sono “ipenalisti”, che sono uno studio di penalisti che eravamo associati tanti anni fa adesso non più ma siamo rimasti amici.

Un paio di settimane fa, il bagno del terzo piano fa le bizze.

Vein chiamato “ilmuratore”, che arriva, guarda, controlla, sospira, dice “eeeeeeeeh… quando fa così sono cazzi…”, fa un preventivo che il Bandito Luciano era un galantuomo, e inizia a lavorare.

Ci mette tre giorni, smartellando, montando e smontando, spiastrellando, trapanando - sempre durante gli orari di lavoro, meglio durante le riunioni - e sostanzialmente occupando il bagno con la stessa protervia e arroganza con cui i nazisti occuparono la Polonia.

Venerdì, dopo te giorni, riconsegna il bagno nelle mani - per modo di dire… - dei legittimi fruitori, e si raccomanda “è tutt’appò, mi raccomànto solo di non camminare con i pièti sul cemèndo davanti alla tazza per un paio di ccciòrni, che èffresco”.

Siccome è venerdì, nessuno cammina con i pièti sul cemèndo davanti alla tazza per tutto il week end.

Lunedì mattina, l’avvocatessa Arsa va serenamente in bagno, fa pipì, tira l’acqua, controlla che è tutt’appò e, tranquilla, torna nella sua stanza.

Drrrriiiiiiiiiinnnn…

Squilla il centralino.

E’ la centralinista dei ipenalisti del secondo piano.

Chiede, con una voce stranamente bassa e preoccupata; “maaaaaa… qualcuno di voi ha usato il bagno al terzo piano un minuto fa?”

“sì” rispondiamo dopo una breve indagine interna “l’avvocatessa Arsa, perchè?”

“no, è che… sapete che anche noi al secondo piano abbiamo il bagno esattamente sotto il vostro, no?”

“sì, certo”

“ecco, proprio mentre l’avvocatessa Arsa tirava l’acqua, nel nostro bagno c’era l’avvocato Paradiso, in piedi davanti alla tazza, che è esattamente sotto la vostra…”

“sì, e allora?”

“ecco… all’improvviso si è squarciato il soffitto e… l’acqua (e non solo…) del water tirata dall’avvocatessa Arsa è piovuta come una cascata, tutta addosso all’avvocato Paradiso…”

“e l’avvocato Paradiso? Come l’ha presa?”

“non bene”

“no eh?”

Secondo me negli altri studi, quelli normali, queste cose non succedono…

Lo so lo so (babybooooomz…).

Tuesday 24 September 2013

Lo so lo so che non si dovrebbero raccontare le cose bbbbbbuffissime e sympaticissssssime che fanno i propri figli, e che se qualcuno ti ascolta mentre lo fai  è solo perchè egli è genitore anche lui e sa che, per un patto non scritto, lui (o lei) ascolterà quello che racconti e alla fine dirà qualcosa tipo “chedddolce…” o “macchessimpatico!!!!” solo perchè dopo toccherà a lui/lei raccontare qualche  in- cre - di - bi - le storia sui suoi figli e sarà il tuo turno a fare le faccine stupite, strabuzzare gli occhi e di “ma noooooo… incredibile“.

Ecco, premesso che LO SO, racconto lo stesso.

La nostra routine serale prevede che l’ammmmore mio metta in bolla le ciampoline per la nanna.

Poi arrivo io e racconto la storia.

Poi do la buonanotte e la cimapolina quella piccola mi dice “papà ci mandi la mamma che di da un bacio un abbraccio e dorme un po’ con noi?”.

Quindi arriva la mamma, si sdraia accanto alla ciampolina quella piccola e aspetta che si addormenti.

Di solito, dopo una mezz’ora, io vado a scuotere l’ammmmmore mio tirandole un piede, mentre lei ronfa a pieno ritmo accanto alla piccola.

In questi giorni l’ammmmore mio è a Londra.

Ancòra?

Eh lo so, làssa sta.

Ieri sera metto in bolla le ciampoline tutte da solo, poi racconto la storia e do la buonanotte.

La piccola mi ferma.

“papà” mi dice “ti ricordi quando la mamma veniva dopo la storia e ci dava un bacio un abbraccio e dormiva un po’ con noi?”

“tipo ieri sera e tutte le altre sere precedenti? Sì, ne conservo una vaga memoria…”

“ecco, stasera puoi farlo tu. Ma solo per stasera, eh”

Che se no poi uno si abitua, prende la mano, e non lo schiodi più…

#milanofashionweek.

Friday 20 September 2013

Il caro amico dott. Cavalieri sta lavorando per me e con me su un’operazione con l’Albania.

Lascia stare la definizione di “operazione”, diciamo solo, per tranquillizzarvi, che è tutto legale. Oddio, tutto. Ad essere popo popo pignoli - ma pignooooooooli, eh - c’è un paio di passaggi, come dire, borderline, ma mica di penale, cioè, dipende da che parte la guardi, ma diciamo che più o meno se po’ fffà.

Insomma per l’operazione, è necessario che un albanese venga qua e firmi dei documenti.

Dopo tre mesi, finalmente l’albanese arriva.

Lo va a prendere il dott. Cavalieri.

Chiamo Cavalieri.

- E’ arrivato il negro? - noi per sviare eventuali intercettazioni da parte di qualche birbaccione che ci spia l’albanese lo chiamiamo “il negro”; noi siamo furrrrrrrbi…

- Sì è atterrato ieri -

- E com’è? -

- Guarda, è così povero che è addirittura fashion… -.

Lagggènte si abbitueno bbène, si abbitueno

Tuesday 17 September 2013

Stamattina l’ammmmore mio parlavamo della costaconcordia, e lei mi dice cheppalle ’sta storia, ma perchè la fanno così lunga?

-Eh amore mio - rispondo io - è una roba importante grossa pesante -

- Uffa maddai - replica lei - hanno preso ’sta cosa che era piegata e l’hanno raddrizzata… ecchè sarà mai… -

- Aaaaaabbèlla, guarda che siccome te sei abituata bene non è che tutto il mondo… -

- In che senso, scusa?-

- Nel senso che siccome qui da noi, ringraziando Iddio la prostata e tutto il cucuzzaro, per prendere un coso piegato e raddrizzarlo (àbbestia, aggiungerei) basta una carezza e mezza tetta intravista nella scollatura, non è che sia così per tutti, mia cara… guarda che c’è in giro gente c’hanno i probbblemi, c’hanno, e la costaconcordia che minchia ci lavorano tutta una notte ma alla fine il vecchio relitto, dopo oltre un anno e mezzo, E’ DRITTO, loro ci vedono una metafora, e si identificano, fidati… -

- ‘mbecille -

Alle donne sono ostiche le metafore, secondo me.

Law.

Tuesday 17 September 2013

Ieri era il 16 settembre.

Lo sappiamo, dite voi.

Ma è una data importante, rispondo io.

Maddechè, ripetete voi.

Effettivamente - rifletto io - quelli di voi che non fanno gli avvocati il 16 settembre sticazzi.

E siccome, malgrado sembri impossibile, non tutti in Italia fanno gli avvocati, è necessario che io spieghi.

Ieri, il 16 settembre, ha riaperto il Tribunale.

Era chiuso?, chiederanno i miei piccoli lettori.

Sì, rispondo io, dal 1 agosto.

Giusto, direte voi, per fare i lavori la ristrutturazione i trabatti e i trabatelli le impalcature le carriole e tutt’ee cose, è giusto che lo chiudeno d’estate.

Na na na.

Esso è chiuso dal 1 agosto al 15 settembre non il tribunale quello di Milano, e non mica solo quest’anno.

Na na na.

Tutto il tribunale italiano, è chiuso.

Ferie.

Cosa dite?

Che sono 45 giorni?

No.

46.

Agosto fa 31, più 15 fa 46.

Ma è chiuso chiuso, mi chiederete.

No.

C’è la “feriale”, che vuol dire che c’è qualche giudice in qualche ufficio - ma nascosto, eh - che si occupa delle “urgenze”.

Per togliervi il dubbio: no, nessuna delle vostre cause, i vostri soldi, i vostri cazzi, è urgente.

Voi, potete aspettare.

Ma io - mi dice il signor Franco, che aspetta l’udienza per sapere se Mario gli darà o meno i soldi per un lavoro che ha fatto - ma io quest’anno ho fatto una settimana di ferie, sa avvocà la grisi, i soldi, i cazzi. Perchè “loro”, loro fanno 46, no 46, giorni di ferie?

Non lo so, Franco, davvero sai, non lo so.

So che ci sono tante cose, in questo paese marcio e schifìo, ma tante, e questa è solo una, piccola, e stupida e retorica e populista, come tutte le altre.

Comunque non si preoccupi, Franco: la sua udienza è al 2015, quindi mangi tranquillo.

Cinquanti sfumituri di grigi.

Monday 16 September 2013

Mi guardo allo specchio di sfuggita e noto che sono grigio.

Grigio in faccia, sulle guance, in fronte, sul naso, negli occhi.

Le mani sono grigie, il collo è pallidamente grigio.

Se n’è andata anche l’ultima tenace traccia di abbronzatura.

Grigio.

Milanese.

Bentornati.

Làggente e i cazzi duriduri.

Wednesday 11 September 2013

Non lo so come mai.

Ma ultimamente, mi capita sempre di più di fare il cuscinetto.

Che non è una roba erotica (ma se mi ci concentro un momento sta tranquillo che una robetta zozza ce la trovo…).

E’ che alle riunioni, ai meetings, ai brain stormings, alle assemblee, laggente non parlano, non ascoltano, non “fanno”.

Laggente, sembra che deve solo dimostrare di avere il cazzoduroduro.

Quindi se uno parla e esprime dieci concetti, di cui cinque ottimi e altri quattro condivisibili, laggente si impalla sull’unico concetto non perfettamente allineato e pam! si incarigna a manetta, e l’altro invece che dire abbbello ma i miei altri nove concetti? no, si incarigna pure lui e vanno avanti a scornarsi e nessuno ascolta quello che dice l’altro, ripetono solo a macchinetta quanto l’altro abbia detto una cazzata e quanto loro lo considerino inaccettabile e non ci si muove sennò non faccio vedere di avere il cazzoduroduro.

Che poi.

Stamo a litigà?

No. Siamo soci, lavoriamo per lo stesso cliente, la stessa azienda, minchia se la chiudiamo - la cosa - guadagniamo tutti in soldi, salute, opere e omissioni.

E invece no.

E’ una questionediprincipio.

Se appena appena mollo, il mio cazzo non è più un cazzoduroduro, o comunque tu hai il cazzoduroduro più duroduro del mio.

E io, va bene scusate ma se superiamo o per ora tralasciamo questo aspetto che - converrete - è marginale, possiamo tornare ad un’analisi della big picture (a Milano, in riunione, se non dici big picture non ti offrono nemmeno il caffè) ecco allora vediamo che siamo d’accordo su come procedere e quindi possiamo anche concludere l’operazione con reciproca soddisfazione.

E loro piano piano piano, senza mollare nemmeno un centimetro sul punto del loro cazzoduroduro, mi seguono e insomma si procede.

Ma è fatica.

Ohi, se è fatica.

Con le donne, poi. Loro hanno il cazzoduroduro più duroduro di tutti.

Minchia, Milano.

Teologie.

Wednesday 11 September 2013

Oggi Papa Francesco ha scritto una lettera Repubblica, rispondendo ad un articolo di Eugenio Scalfari che si interrogava su alcuni temi, tra cui il rapporto tra Dio e chi non crede.

Scrive Francesco:

“…ciò che Le sta a cuore è capire l’atteggiamento della Chiesa verso chi non condivide la fede in Gesù. Innanzi tutto, mi chiede se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede. Premesso che - ed è la cosa fondamentale - la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire“.

A me, questo Papa piace abbestia.

…e l’Italia che lavora…

Thursday 5 September 2013

- buongiorno, Ministero ******, dica -

- buongiorno sono l’avvocato Hippo, vorrei parlare con l’Ingegnere Labusta -

- attenda… -

plin plon plinplin plon plan plinplonplinplin plon plan

- avvocato, è sempre lì? -

- sì mi dica -

- guardi l’Ingegner Labusta non è ancora arrivato in ufficio -

- ma come??? Sono le dieci e mezza -

- eh ma l’Ingegnere Labusta attacca alle nove -

- eh, appunto -

- eh -

- … -

- … -

- attacca alle nove, ha detto? Nel senso che alle nove lui c’ha da essere a lavorare in ufficio? -

- esatto -

- e alle dieciemmezza mi ha detto che non è ancora arrivato? -

- sì -

- e io le ho detto “maccome”? -

- sì -

- e lei ha risposto “eh”? -

- sì -

- … -

- … -

- aaaaaaaaaahhhhh, ora ho capito… lui attacca alle nove… e io chiamo alle dieciemmezza e lui ancora non s’è visto d’altronde lui attacca alle nove… aaaaaaaaahhh -

- bravo avvocà, vede che piano piano ma ha capito -

- eh mi scusi sono stato via dall’Italia, in Svizzera, uno perde subito il contatto con la realtà -

- non si preoccupi, capisco -

- vabbè, quindi l’ingegner Labusta, che attacca alle nove, quando lo posso trovare? -

- mha, fossi in lei proverei verso mezzogiorno -

- va bene -

- mi raccomando non dopo, che va in pausa pranzo -

- no no, e che, stia tranquillo -.

Sembra normale.

Wednesday 4 September 2013

Tutto sembra normale, col tempo.

Lo diceva il mio dentista, quando dopo un intervento dicevo ma come faccio io a stare co’ sta cosa in bocca no riesco a parlare mangiare deglutire, lui diceva la bocca si abitua a tutto, e infatti due tre giorni dopo eri lì a cantare il rap.

Ma insomma ti abitui a tutto, e ti sembra normale.

Ti sembra normale una sera invece che scendere per una scala tipo budello (di su’ ma’) con la bici sulle spalle sbattachiando contro i muri, scartavetrandosi gli stinchi sui pedali, sgrabellando le pareti con i parafanghi e in generale bestemmiare i santi del calendario ambrosiano del 1687, invece di fare ciò assicuri la bici al palo sotto casa.

E la mattina ti sembra normale, con la tazza del caffè in mano, in calze mutande e camicia - immagine eroticissima, lo so lo so - uscire sul balcone, e buttare l’occhio giù, e sorridere felice “c’è ancora, la bici, e tutta intera, con le sue due ruote, la sella e tutt’eeecose”.

E ti sembra normale, sia che col caffè in mano e in mutande ti ùrga di verificare se ci sia ancora la bici, sia che tu sia felice e contento che èssa effettivamente ci sia, con un piccolo sentimento di vittoria, tipo “l’aaamo sfangata pure stanotte” e “una giornata in più della mia vita con la bici tutt’intera”.

Ti sembra normale.

Ma non lo è.

E’ Milano del 2000, e rotti.

Ricchions.

Tuesday 3 September 2013

La realtà, la finzione e i merrigani (che sò forti, sò…).
Durante un dibattito pubblico, in Australia, un candidato a primo ministro risponde alle domande del pubblico.
Si alza un pastore, inteso come prete non come pecorista, e gli chiede cosa ne pensa dell’omosessualità.
Il tipo dice eh bhe se sono gay non c’è nulla di male anzi sono a favore del matrimonio tra gay.
E il pastore insiste come puoi dirti cristiano?
E il tipo ma tu in cosa credi?
E il pastore “io credo in ciò che dice la Bibbia”.
E il tipo “bhe ciccio se è per questo la Bibbia dice anche riconosce e accetta la schiavitù”.
La faccia del pastore dopo questa risposta è bellissima.
Ma siccome realtà e finzione si incontrano, il video è montato con una puntata di West Wing dove il presidente rispodne allo stesso modo a una contestazione.
Il video di West Wing è più lungo, ma altrettanto bello.
Enjoy.

Ah, un’ultima cosa.
Probabilmente lei crede di essere alla riunione mensile del suo circolo di ignoranti retrogradi. Ma in questo edificio, quando il Presidente è in piedi, nessuno rimane seduto.

Ah, sei di Milano? Conosci per caso Alessandro???

Tuesday 3 September 2013

Ora.

Chi mi conosce lo sa.

Io non mi ricordo niente, ma nel niente generale mi ricordo ancor meno di due cose: nomi e facce.

Quindi, Robi, fratello di Ale, che stamattina alle 7,03 mi mandi il seguente sms

“ciao, sono Robi… il fratello di Ale… Come stai? Sei in Italia?”

Chiccccccazzzzzzzoseiiiiiiiiiii????????????