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Hippo blog » 2013 » March

Archivio di March 2013

Dell’insopportabile ingiustizia del talento (e dell’errore intrinseco dell’egualitarismo).

Friday 29 March 2013

Siamo tutti uguali?

No.

Questa è una verità che, a dirla così, sembra che razzista fascista nazista leghista estremista terrorista.

Ma è vero, siamo diversi.

Abbiamo capacità, sensibilità, forza e caratteristiche che ci differenziano gli uni dagli altri e, tanto per chiudere qui la parte seriosa, compito dello stato dovrebbe essere quello di far sì che tali differenze non creino squilibri troppo gradi tra i cittadini.

Ciò detto.

Ti è mai capitato di vedere uno, che tu dici cazzo io sono giorni mesi anni che mi alleno, mi esercito, studio, mi applico, insomma mi faccio un paiolo così, e sono ad essere generosi uno normale, mediocre, dai.

E poi vedi lui.

Lui che senza aver mai fatto nulla o quasi, avendo fatto il minimo sindacale, ecco lui, lui lo vedi e lui è bravo. Ma di una bravezza, che non è il risultato di lavoro, applicazione, mazzo, scazzo, no: cioè quella c’è, ci sarà, e ci dovrà essere per diventare davvero davvero bravo, ma lui ce l’ha, e tu no. Lui, quando è nato, nostro Signore gli ha messo la mano sulla testa e gli ha detto, guarda, tu saprai fare quella cosa là, e gli altri no.

Ieri ero a vedere dei ragazzi, che giocavano a pallone.

Avevano quindici, sedici, diciassette anni, erano bravi, gente che la gente vengono a vederli, per dire.

Alcuni bravi, altri meno, qualcuno anche bhe bhe bhe hai visto mica male.

Poi, c’era lui.

Il nano maledetto, quattordici anni appena compiuti, da un paese extracomunitario, Tunisia Albania Montenegria Algeria Colombìa, insomma un paese così.

Non parla una parola di italiano, piccolino. Timido.

Poi, becca la biglia e comincia a giocare, a tirare in porta, dribbla, finta, corre, fa tutt’ecos’.

E tu dici ecceccaz.

E tu dici ma sono io? e poi vedi che gli altri, i diciassettenni, non gli passano la palla perchè quello bravo, più bravo, più moltissimamente bravo,a te che per essere lì ti sei fatto un mazzo così, e capisci che quello che fa lui, non ci sono cazzi, non lo sai e non lo sparai mai fare, ecco a te uno così ti sta enormemente sul cazzo, e la palla non gliela dai, cazzo.

Poi lui si mette a tirare in porta e l’allenatore dice “oh ma a quattordici anni tira che pare Careca”, e il portiere dopo che gli ha fatto gol di sinistro, di destro, di piatto, con la finta e con il pallonetto al tiro dopo manco fa finta di buttarsi e dice solo “mavaffanculo”, e si gira.

Ecco, volevo solo dire, il talento, esiste, e quando lo vedi,un po’ ti viene da ridere, perchè le cose, fatte bene bene bene ma bene bene bene, sono belle, e un po’ ti incazzi, perchè a lui sì, e non a me?

Però, che bello.

Giovani donne.

Wednesday 27 March 2013

Milano, centro, ora di pranzo, distributore.

Chiuso, chè a Milano, centro, all’ora di pranzo, i distributoristi chiudono, minchia, vurìa mica che stan lì a lavorare anche in pausa pranzo? Ti serve la trènza? Uhè, nani, c’è il self, scendi, cacci dentro il grano - se ce l’hai, se non ce l’hai, qui davanti passa la 94, ciàpa su il tram e pedala… - e ti fai la trènza da solo.

Io, mi faccio la trènza da solo.

Sto per cacciare dentro i miei cinque euri - un giorno diremo che con cinque euri la My Personal Vespetta non arriva a un quarto di serbatoio, puttanazza della maialazza - quando la signorina.

Che dall’altra parte della pompa sta una signorina.

Carina, sui vent’anni.

Con gli occhiali da sole, i leggins, la bbbborsa di marca gggggrossa, la macchina parcheggiata e il bocchettone infilato nel serbatoio.

- Scusi… -

- Mi dichi, gentile signorina coi leggins e la bbbbborsa gggggrossa -

- Scusi lei sa come funziona? -

- La pompa? Eh, cara, io potrei farle un trattato, sulle pompe… guardi, non per vantarmi ma io, sulla qualità delle pompe sono sempre stato intransigente perchè, veda, ci sono alcuni elementi, in una pompa, che debbono essere tenuti in consid… -

- No, dicevo, lei sa come funziona QUESTA pompa, quelle del self-service? -

- Ah oh eh sì… dichi dichi… qual è il problema? -

- Eh è che io ho messo cinquanta euri -

- Brava, fin qui tutto bene -

- Poi ho infilato la pompa -

- Bene, fin qui tutto bene… -

- Poi ho iniziato a far benzina -

- Giusto, così si fa -

- Poi, arrivata a quindici euri, ho smesso -

- Ha smesso? Perché? -

- Perchè io voglio fare solo quindici euri -

- Ah -

- E adesso? I miei trentacinque euri? -

- Quali trentacinque euri? -

- Il resto dei cinquanta. Quando c’è il pompista, io gli do cinquanta, lui fa quindici, mi chiede acqua olio tutt’apposto io rispondo tutt’appposto grazie che il mio papà da quella volta che mi han fatto acqua olio duecentoquaranta grazie, mi dice di dire sempre così, e poi mi da trentacinque di resto. Quindi, adesso, dove sono i miei trentacinque di resto? -

- I suoi trentacinque euri, cara ragazza, se li è sucàti i pompista -

- Maaaaaa… -

- Ora, se lei si appropinqua alla colonnina, vede che è uscito un foglietto che dice in sostanza “quando, in un giorno d’autunno, col sole che arrossa le nubi al tramonto, mentre una leggera brezza ti scompiglia i capelli e le ultime rondini si affrettano verso sud, tu passerai di qua e ti ricorderai di avere ancora, in un qualche recesso della tua bbbbborsa ggggggrossa, questo foglietto, forse, ma forse forse, eh, forse potrai fare altri trentacinque euri di benzina” -

- Quindi io ascesso, prendo questo foglietto e…? -

- …e, sostanzialmente, te lo fumi… con calma, e godendotelo, che trentacinque euri, va goduto… -

- Eh ma è una roba da matti!!!!!!! -

E se ne va, scuotendo la testina, e io sento un leggero tracche tracche tracche, da dentro, tipo ciottoli.

Maròòòò…

Friday 22 March 2013

No, ma la storia del marò, se fossero stati gli inglesi, o i francesi, o gli ammmmerigani o pure gli spagnoli, dai.

O no?

Fotografia, letteratura, storia e un “dipartimento di servizi giuridici” (cioè degli avvocati).

Friday 22 March 2013

E’ una storia che mette insieme alcune delle cose che, negli ultimi anni, mi piacciono di più, che mi piacciono di più sia fare, sia guardare.

La fotografia, che da fotografo ciaccione e pasticcione, ho imparato solo alcune cose, piccole e semplici: a capire quando una foto è bella, è popo popo bella; che quando un fotografo è bravo, è bravo; che anche nella fotografia, la differenza tra un professionista e un mucchio di ciaccioni della domenica, magari non la noti subito, ma poi piano piano, eh; che la fotografia, quando è fatta bene bella, è bella vera.

La letteratura, e la faccia di chi la fa.

La storia recente e contemporanea, che con la fotografia e la letteratura si incrociano e si sovrappongono.

Poi, ci sono gli avvocati.

La storia è di Daniel Mordzinski.

Mordzinski è il fotografo degli scrittori latinoamericani e spagnoli.

Da decenni, li fotografa tutti. Sepulveda, Garcia Marquez, Manuel Vásquez Montalbán, Javier Marías, Enrique Vila-Matas, Javier Cercas, Carlos Fuentes, Eduardo Galeano, Ernesto Sabato, Jorge Luis Borges, Luis Sepulveda, Mario Benedetti, Mario Vargas Llosa, Octavio Paz, Osvaldo Soriano, Roberto Bolaño, e via e via e via con altre decine di nomi.

Le foto di Mordzinski sono belle perché è un grande fotografo e perchè lui, prima che fotografo, diventa amico dello scrittore, e da questo nasce una complicità che quando poi lo fotografa, si vede.

Mordzinski ha un archivio di centinaia di migliaia di negativi.

Siccome lui lavora per El Pais, quotidiano spagnolo, ma sta di base a Parigi, tiene il suo archivio in una stanza della redazione di Le Monde, a Parigi, che è dello stesso gruppo editoriale del Pais, in una stanza accanto a quelle dei due corrispondenti del Pais a Parigi.

Mordzinski va via da Parigi, per lavoro.

Torna, e trova la sua stanza svuotata, sbaraccata.

Insieme ai due amici del Pais cerca dappertutto, ma trovano solo in una cantina gli scatoloni dello schedario,ma dei negativi, delle fotografie di una vita - anzi, di mille vite… - nessuna traccia.

Le Monde spiega che gli serviva una stanza.

La sua era libera.

Hanno verificato.

Non c’era nessun contratto o, se c’era, era scaduto.

Hanno chiesto al “dipartimento di studi giuridici” della testata, cioè ai loro avvocati.

Che han detto, serenamente, sbaraccate, e buttate e distruggete tutto. Ne avete tutto il diritto.

Fotografia.

Letteratura.

Storia recente e contemporanea.

Avvocati.

Indovina quale mi piace meno.

PS: qui la storia spiegata bene.

Heinz.

Wednesday 20 March 2013

Per la festa del papone, le mie piccole e l’ammmmmore mio mi hanno regalato una mattina di sci.

Nel senso che ieri èramo in montagna, c’era un giornata di paura, dopo due giorni che nevicava, aveva smesso la sera prima quindi tutta notte i gatti a battere le piste, al mattino sole e cielo blu.

Io ho approfittato del regalo e mi son regalato due ore di lezione con Heinz, maestro di sci tedesco.

Heinz, nella vita fa il maestro di sci, ma tendenzialmente lui dice che nella vita “segue l’inverno”.

Cioè, d’inverno - inverno sta in Svizzera, a fare il maestro di sci.

In primavera, molla la Svizzera e va in Canada, a fare il maestro di sci.

D’estate, vola in Nuova Zelanda, a fare il maestro di sci.

Per staccare, tra la Svizzera e il Canada va tre settimane alle Hawai, da un suo amico, a fare surf.

Dura un millisecondo, dura, e poi passa.

Però, un millisecondo d’invidia…

Un giovane Ronaldo (quello bravo).

Thursday 14 March 2013

- Uè, mi chiamano dagli Emirati che c’hanno una squadra che cerca un attaccante, gli danno 250.000,00 Euri netti all’anno -

- Bene. Ce l’abbiamo -

- Ce l’abbiamo???? -

- Oh yes -

- Cazzo, bene!!! Chi è? -

- Io. Per 250.000,00 sacchi ci vado io. Tranqui -

- Bavaffangule -.

Caprìsh (baby boooomz….).

Tuesday 12 March 2013

La ciampolina piccola è malata da qualche giorno.

La ciampolina piccola già quando è sana precisa in bolla, c’ha un carattere che scànsati, ecco quando è malata è una piccola carogna fatta e vestita, capricciosa, tignosa, ‘ngazzata e generalmente ostile al mondo in generale e ai suoi familiari in particolare.

Oggi, papone la porta dalla pediatra, a far la visita chè mammà è a Torino.

Papone ritiene che sarà una guèra, e si prepara a pianti, urlii, strepitii, sputi, ribellioni e terrorismo generico.

Papone è pronto, psicologicamente e fisicamente, a bloccare la ciàmpola sul lettino con tutte le mano e i piedi, per permettere ad un’affranta e disperata pediatra di visitarla.

La ciàmpola, dal momento in cui si esce di casa, si trasforma in un magico incrocio tra un angioletto, un orsacchiotto coccoloso ed una adulta seria e consapevole.

Precisa, non fa una piega durante tutta la visita.

Respira e tossisce a comando, apre occhi recchie naso.

Si piega avanti e indietro, si fa vestire, svestire, toccare e sballottare.

Non dice “bao”.

La dottoressa prende un miniago, e le buca un ditino, prelevando poi il sangue che esce per un esame.

Papone, i bookmaker danno a 5 lo svenimento secco e a 7 il vomito, seguito dallo svenimento.

La ciàmpola, non una piega, nè un plissé.

Quando la dottoressa le buca il dito, manco “aia”.

Non ritira indietro il dito.

Non alza nemmeno gli occhi.

Quando il sangue scorre dal dito alla provetta, lo guarda serena, fredda.

Perchè quando si esce, e c’è da fare lèccose, si fanno e basta.

Azz, c’ho una figlia che ha preso un cicinìn dalla mamma.

Amìchi…

Monday 11 March 2013

Scambio di sms tra me e il Lillo.

Lillo - venerdì sera ci saresti per una birretta? -

Me - no, venerdì parto, vado a fare un week end lungo in montagna con il nostro comune amico Biossa -

- vai in montagna col Biossa??????? -

- esatto -

- ma perché? Hai perso una scommessa????????? -.

Dubbi.

Friday 8 March 2013

Entro nello spogliatoio della palestra e becco una conversazione tra due.

“…e vabbè ma non è che ogni volta che perdi devi dare la colpa all’avversario”

“ma io non do la colpa dico che li abbiamo sottovalutati”

“e allora è colpa della dirigenza, che va presa e mandata via, subito”

“sì, e chi ci metti al posto loro?”

“che poi quando anche solo pochi mesi fa andava tutto bene si vinceva, erano tutti a dire bravi bene bravi”

“comunque sto vizio di non ammettere mai i propri errori e di dare sempre la colpa alla stampa, che ce l’ha su con noi, al mercato, che non va mai bene, ai poteri occulti, che non vogliono che si vinca noi, non lo sopporto più…”.

Ci ho messo un bel po’, a capire se parlavano dei risultati del PD alle ultime politiche, o della partita di ieri dell’Inter…

Pomeridièn (baby boooomz…).

Thursday 7 March 2013

Oggi all’una emezza ero a casa, chè deve venire un tènnico a fare cose tènniche.

La babysistter arriva prima con la piccola cinpripessa piccola e poi esce e torna con la piccola cinpripessa grande.

La faccia stupita con cui ti guardano le tue figlie quando, tornando da scuola, ti vedono in casa.

La piccola grande che si arrampica sulla tua pancia e ti prende in mano la cravatta e guardandola chiede “ma devi tornare al lavoro?”.

La piccola piccola che si addormenta biascicando “sciao papà”.

La piccola grande che si siede sul vasino “devofarelacacca”, “mi chiudi la porta ma lascila un poco aperta”.

Dopo qualche minuto, mi avvicino alla porta socchiusa, “ciao amore mio piccolo grandissimo, papà va a lavorare!!”.

“papà!!”

“dimmi”

“aspetta guardami ti mando un bacio”

E tu metti la testa dentro e lei si da il bacino sulla mano e poi le soffia verso di te.

“grazie amore mio!”

“papà!!Ma devi prenderlo, se no non vale!!”

Allora infili la mano nella porta del bagno, acchiappi al volo il bacio - che era ancora lì che svolazzava, nell’aria… - e te lo attacchi sulla guancia.

“Oh che bello grazie amore, va bene così?”

“Sì, va bene, adesso puoi andare al lavoro”.

Musica ribelle.

Wednesday 6 March 2013

Se sei in macchina il mercoledì mattina di ritorno da Vercelli e piove e dici sentiamo un po’ di musica e inizi a spippolare con la radio e fai tre volte il giro di tutte le stazioni e alla fine la sola cosa decente è picchiar su M2O a manetta.

Prima di tutto, c’è in giro solo musica dimmerda.

Poi, probabilmente, stai diventando come i vecchi che io sta roba qui non la riesco a sentire, ai miei tempi, ah, Amedeo Minghi…

Quel cagnulèn d’merda… (avvisatoria: nel presente post si maltrattano animali).

Tuesday 5 March 2013

Sono a Roma, a casa della famiglia Ramacci, seduto nel tinello, a discutere cazzi & mazzi.

Ci sono il capofamiglia, Rino, la mammafamiglia, Rina, il fratello maggiore, Rinuccio, e la figlioletta dodicenne Rinella; assente giustificato il figlio di mezzo, Rinaldo.

Appena arrivato, subito corre a farmi le feste il cane.

Ora.

Qual è la forma canina più odiosa, tra le diverse razze?

Esatto.

Lo yorkshire.

schermata-2013-03-05-alle-150401Lo yorkshire, per chi non ci avesse mai avuto a che fare, è caratterizzato da alcune peculiarità.

Prima di tutto, è piccolo. Fastidiosamente, piccolo.

Però, è tendenzialmente un cane scemo.

In compenso, anche appena lavato docciato sciacquato, lo yokshire puzza.

Puzza parecchio. Puzza in maniera invadente.

Da pulito.

Ma il cane della famiglia Ramacci, uno yorkshire, è sudicio.

Il sudiciume del cane è stratificato, ed ha impregnato tutto il lungo pelame pulcioso della bestia.

Quindi stupido, fetente e sporco.

Il cane, appena entro, mi si fionda sulle scarpe nere lucide lucidate la mattina stessa, e sul panta blu scuro, sfregandocisi ben bene.

Oltre che stupido, fetente e sporco, il cane secondo me è pure frocio, chè già che c’è prova a strusciarsi il bìgolo sul panta.

Lo scuoto con gentilezza ma fermezza, e scruto attento per vedere se i Ramacci si distraggono, così da potergli assestare una pedata secca di punta sui coglioni, ma essi sono vigili e quindi desisto, mentre la piccola Rinella lo prende in braccio (insudiciandosi e impuzzandosi lei stessa).

Mi seggo finalmente al tavolo, e finalmente inizia la riunione.

La bestia immonda, resta sotto il tavolo e ogni trenta secondi viene a rompercà e strusciarsi sui miei panta, zompare sulle scarpe, arrampicarsi sulla sedia e tentare di annusarmi il pacco.

Con simpatiche risatine e carezze l’odioso quadrupede viene di volta in volta allontanato, mentre io cerco di minimizzare ogni possibile contatto con il puzzone.

Poi, la discussione si infervora, e io dopo alcuni minuti noto con piacere che l’orrido ragno peloso è da un po’ che non viene a dar noia, e proseguo sereno nel mio ciaccionismo.

Poi, a un certo punto, mi giro per estrarre un pezzo di carta dalla mia cartella da avvocato in pelle marròn, appoggiata alla parete dietro di me.

L’ignobile gremilns è lì.

Con metodo, pervicacia e cattiveria, ha dapprima leccato tutto il lato sinistro della cartella, inzuppandolo per bene così da ammollare la pelle,e poi gnam gnam gnam piccolo morso dopo piccolo morso, se l’è sgranocchiata.

Al mio “ECCHECCAZZO!!!” l’intera famiglia Ramacci si allerta, notano il misfatto, prendono in braccio il botolo e con la boccuccia stretta gli dicono “catìvo! Piccolo cagnolino catìvo! Non si mangia la borsa dell’avvocato, gnò gnò gnò! E’ tanto un discoletto, lui, lo sa avvocà??”.

A questo punto l’ignobile cànide mi viene posto di fronte al muso, dove mi àlita fetido, e “dai un bacino all’avvocà che fate pace!!!!”.

La bèshtia allunga la lingua e io gli faccio una finta alla Cristiano Ronaldo e sfuggo all’orribile leccata, chè se no mi sarei dovuto far la doccia.

Prendo in mano la cartella smangiata, e sospiro “era un regalo di laurea…”.

“Ah vabbè avvocà, meno male, allora era vecchia…”.

Ho slegato i cani.

Te tè se’ mai con chi c’hai a che fare.

Friday 1 March 2013

Arriva l’avvocato Belloni, mio collega in studio, trafelato.

- Presto! Serve un penalista! -

- Usti! Che è successo? -

- Hanno aggredito Stiloso! -

Stiloso è un cliente.

- Minchia! Chi è stato? -

- L’ex fidanzato di una che lui castiga in questo periodo… -

- Azz… e gli ha menato forte? -

- No, forte no…. cioè, lo voleva menare… -

- Eh -

- Ma Stiloso ha preso da poco un nuovo assistente… -

- E ha menato pure l’assistente?!?!?! -

- No, cioè, no… c’è che questo assistente non ha sempre fatto l’assistente… -

- No? E che fàva, prima? -

- Eh non si capisce bene, tipo… un lavoro strano… poi non è di qui… nel senso non è italiano al cento per cento… -

- Strano? Strano come? -

- Strano… non ho capito bene… non si sentiva bene al telefono… una roba tipo “legiòn etrangè”… o “corpispeziàl”… ma dice anche non ho capito, che parla strano… “assèdio”, “saràievo”… ma non pronuncia bene l’italiano… ha anche detto una roba tipo “iràc” e “afgàni”… poi dice “ultras”, “zagabria”… e mi sembra abbia detto “prìson”… cosa vorrà dire “prìson”… vorrà dire presine, una roba da cucina, no? immagino… -

- ah… e, quindi, cosa è successo con Stiloso e il suo assistente? -

- Ah no sì ecco succede che arriva questo l’ex fidanzato e va lì e minaccia Stiloso io ti meno io ti picchio io ti sputo… -

- ah ecco l’ha menato quindi -

- no… non proprio… cioè… a questo punto è arrivato l’assistente… -

- ah e il tipo ha menato pure all’assistente? -

- no… dice l’assistente gli ha detto una cosa tipo “vieni un attimo di là ti offro una birretta e ti spiego come come si risolvono queste situazione nei balcani…” -

- ah quindi hanno transatto, trovato un accordo amichevole, un gentlemen’s agreement? -

- ecco, sì, tipo… -

- e allora a che serve il penalista? -

- no, serve serve, serve che l’assistente adesso lo portano in questura che il tipo l’ex fidanzato ha fratture multiple, trauma cranico grave, ferite da arma da taglio, bruciature estese sui genitali, gli mancano i due mignoli, il lobo di un orecchio mentre la punta del naso dice l’hanno trovata e messa in ghiaccio magari si riattacca… -

- PRESTO! UN PENALISTA! … MEGLIO UN PAIO!!! -.

Sex and the city.

Friday 1 March 2013

- Amò… amò… hey, psssst… amò… AMORE!!!!! -

- eh? -

- sei sveglia? -

- sì mi stavo per addormentare, cosa c’è? -

- seeeeeeenti… siccome che ecco che io che siam venuti a letto presto e che hehehehe io e tu hehehehe eh? -

- nòccapito -

- intendo… chefàmo? Fàmo? Ròbba, fàmo, intendo… mica una cosa complicata, ‘na cosetta semplice semplice, così, per dormire rilassati, come un limoncello ma senza i bruciori di stomaco… -

- ma non àààmo fatto ieri? -

- vabbè, ma se guardi al passato non avrai nessuno slancio verso il futuro, basta pensare allo ieri, basta restare seduti sugli allori, aria nuova, lo dice pure grillo… fàmo? -

- guarda amore io farei, eh, pure volentieri giuro, ma sò popo popo stanca ma stanca stanca stanca, non è per te, oh, pure se ci fosse Brad Pitt è uguale, eh -

- eh ma eh bhe eh ma -

- guarda domani sera domani sera -

- ufff… e vabbè… ho capito… come diceva quello, anche stasera si ciula domani -

- forse -

- inchessenso? -

- nel senso che “anche stasera si ciula domani, forse” -

- ah, in quel senso -

- popo in quello -.