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Hippo blog » 2012 » November

Archivio di November 2012

Questa musica va sentita alta.

Wednesday 28 November 2012

L’altro giorno sono andato all’aeroporto di Bergamo, oh che gioia, per prendere un bel volo Ryanair, e qui la gioia si trasforma in autentico entusiasmo, lo so lo so.

Ma almeno per fortuna pioveva forte e a dirotto.

Ma consoliamoci, almeno il volo parte alle sei e un quarto e quindi io devo esser lì alle cinquemmezzo e quindi sono in strada alle quattro e quaranta. Di mattina, sì, non di sera.

La faccio tutta mezzo incazzato e mezzo addormentato, cioè con gli occhi socchiusi ma i denti e la mascella contratti àbbestia, e un “porcamerda” che mi esce a ogni respiro.

Ma a un certo punto, dalla radio che saltabecca tra radiomaria e radiopadana superiore e radioradicale, incappo in questo.

Prima di schiacciare il pìppolo play, alzate il volume, chè questa è una musica che va sentita alta.

Ecco, e io all’improvviso ero a fare wàlla wàlla con la testa, la musica àppalla, i finestrini abbassati e in culo a tutto all’alba sveglia presta a Ryanair alla pioggia all’uscita di Bergamo e pure àssoreta, rock an’ roll…

In piena notte (baby boomz…)

Tuesday 20 November 2012

E’ piena notte, che è quell’ora tra le tre e mezza e le cinque del mattino quando gnènte, nemmeno quando eri ragazzo e facevi tardi con gli orari da ragazzo, e nemmeno quando eri grande e ti svegliavi presto con gli orari da grande.

Notte piena.

- maaaaaaaaamaaaaaa… MAAAAAMAAAAAAAAA… !!!!! -

Una voce nel bui0.

L’ammmmmore mio fa per alzarsi  e io dico “lascia vado io” e lei lascia.

Come, lascia?

Dicevo “vado io” per dire, mica sul serio, poi chiama te…

Ma l’ammmmore mio si è già girata dellà e non è che puoi scuoterla e dire “ooooooh! Scusa ho detto vadoio ma dicevo per far bella figura, non vado, vàila tu”, cioè, si potrebbe anche dire, ma poi insomma, forse ma forse eh ci potrebbero essere delle conseguenze non proprio felici sul lungo periodo.

Quindi mi alzo e sciabatto scalzo (bella questa) verso la cameretta dove alla luce del Barbapapà mi avvicino alla piccola grande

- cosa c’è amore mio? -

- papà… -

- sì amore dimmi cosa c’è? -

- avevo bisogno di un abbraccione -

E tu allora ti abbassi, la abbracci e lei subito si gira di lato e si addormenta felice.

Tornato in camera, mi infilo a letto

- tutto bene? - chiede in un sussurro l’ammmmmore mio

- tutto bene. Molto bene. Molto, molto bene - rispondo io, e mi addormento col cuore calduccio.

Càmi in sù.

Thursday 15 November 2012

Edughèscional…

Thursday 15 November 2012

Stamattina siamo lì che ci prepariamo e in televisione sul tiggì passano le immagini degli scontri poliziotti e manifestanti di ieri.

La piccola grande li vede e dice “chi sono quei signori vestiti di blu?”

“sono la polizia amore mio”

“e chi sono quegli altri, che si picchiano con i poliziotti?”

“è della gente arrabbiata amore mio”

“e chi ha ragione?”

Già, chi ha ragione?

E dalla mia posizione borghese, conservatrice, democratica, liberale, liberista, filocattolica e anche un po’ da ex sbirro, non ho saputo rispondere.

Brutto segno.

Tttràco (baby boomz…)

Tuesday 13 November 2012

Stamattina son lì che mi vesto e sento un ruggito venire dal soggiorno.

Ruggito nel senso che una trappolina di due anniemmezzo fa “grrrrrrrrrrrr!!!!!” però lo fa con tutta la credenza (nel senso che ci crede…) e allora non puoi far altro che correre di là e dire

- che paura!!! Ho sentito un terribile ruggito!!!! Cosa è successo??? -

- Sono stata io!!!!!! - dice lei con la faccia soddisfatta

- e chi sei tu, che ruggisci così? -

- sono il DRAGO CERNIA!!!!! -

Il drago cernia.

Che poi, a pensarci bene, al forno, con patate, ulive e magari dei carciofi, deve far la sua bella figura…

Il Gallo Cantastorie (baby boomz…).

Monday 12 November 2012

Allora la sera funziona così, che io me ne sto bello sciàllo e spaparanzo sul divano, mentre l’ammmmore mio lava cambia veste e imbusta le ciampoline.

Quando finalmente le ciàmpole sono a letto, arriva il turno mio e “papààààààààà, vogliamo una storia!!!” e papà arriva e racconta una storia.

Ieri sera io sono ancor più spaparanzo del solito, e mentre maltratto un telecomando tra Inter - Atalanta e qualsiasi altra bojata televisiva, distrattamente seguo l’evolversi dei ruggiti, delle grida, dei pianti e della resistenza passiva che la FIOM a Pomigliano gli porta le buste della spesa, al confronto, che precedono abitualmente alla messa a letto delle cinpripesse.

Quando finalmente cala il silenzio, ecco che sento, distintamente “mamma, adesso che siamo a nanna, ci mandi il GALLO CANTASTORIE???”.

Il “gallo cantastorie”????

- vogliono il gallo cantastorie… - mi dice sorridendo l’ammmmmore mio ritornando in soggiorno, con l’espressione tipica del “mo’ so’ cazzi tua”.

Io mi reco in camera, e alla luce del Barbapapà luminoso (ebbè…) chiedo

- ma chi è ’sto gallo cantastorie? -

- ma come!!!! Sei TU il gallo cantastorie, papà!!!!! -

- e da quando????? -

- da sempre! Adesso basta parlare racconta una storia bla bla bla - (”bla bla bla” non è finzione letteraria, èsse quando devono dirmi che devo raccontare una storia mi fanno proprio “dai dai papà racconta su bla bla bla”; mha!).

- e che storia volete dal gallo cantastorie, stasera? -

- cappuccetto rosso!! -

Vabbè, stasera è facile, penso io, e già sto a inserì l’autopilota di cappuccetto

- sì ma con un leone!!! - dice una

- e senza il lupo!!! - aggiunge l’altra

- va bene - dico io - allora al posto del lupo mettiamo il leone… -

- sì ma il leone è buono!!! -

- hòccapito, ma se non c’è il lupo e il leone è buono, chi cazzo è che mangia cappucceto e la nonnina??? -

- e poi c’è anche un coccodrillo!!! -

- oh, bene, allora è facile, e il coccodrillo (cattivo, lui, per piacere, eh!) mangerà lui cappuccetto e la nonnina… -

- No!! Il coccodrillo mangia Peter Pan!!! -

- àmmmmmmore bbbbbèllo de papà, a parte che se mai mangiasse a quàccherun’, il coccodrillo mangerebbe a Capitan Uncino, tanto per essere precisi, ma vabbè, questa è la storia di Cappuccetto Rosso e mo’ secondo te io come minchia ce lo infilo Peter Pan che viene mangiato dal coccodrillo? -

- E poi e poi nella pancia del coccodrillo incontra babbo Geppetto!!!! -

- e chèbbella festa… Cenerentola non passa pure lei, per caso… no eh? Amori miei belliappapà, ma non è che siamo leggermente in overdose di favole… eh? Da domani sera si cambia genere, vedrai te, e papà vostro vi legge l’Ulisse di Joyce, un capitolo alla volta… altro che favole… vedrai che pènniche… -

- e poi e poi arriva il cacciatore che non è un cacciatore -

- pure… ennò, è chiaro, sinnò è troppo facile… e chi è, invece, il cacciatore? -

- il leone travestito, no? -

- aggià, sò pìlla io a non averlo capito subito… -

- dai dai papà comincia comincia racconta bla bla bla!!! -

- vabbè ma questa storia è un cazzo di ignobile bordello è un pochino confusa…. come faccio a raccontarla? -

- ma tu DEVI saperla raccontare!!! Tu sei il GALLO CANTASTORIE!!!! Quindi sàlla!!!! -

E allora, di fronte alla granitica certezza che tu sei papà e sei inoltre anche addirittura pure il GALLO CANTASTORIE a.k.a. micacazzi, non puoi fare altro che sdraiarti, abbracciare le due ciampoline che per il tempo della storia condividono con te un minuscolo lettucolo, e incominciare

c’era una volta, tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, una bimba di nome Cappuccetto Rosso….

- e quando arriva il coccodrillo????? -

Amoooooooooooore… ma quella mia vecchia idea del sonnifero per rinoceronti, tu insisti a dire che non sei d’accordo….?

àstro.

Wednesday 7 November 2012

L’ammmmmore mio va a parlare con le maestre dell’asilo della ciampolina piccola quella grande.

- …e poi - dice l’ammmmmmmore mio alle maestre - e poi le altre mamme mi dicono che forse sbaglio, a non lasciare la cinpripessa qui anche il pomeriggio, voi che ne dite? -

- bhe, signora, prima di tutto, vediamo con che mamme parla lei… cioè… vediamo se son quelle giuste o no… -.

Amomilano.

Baracche.

Wednesday 7 November 2012

Sapete qual è la cosa in assoluto più fica della rielezione di Obama?

L’ha scritto Mantellini sulla Stampa, io lo ripeto con parole mie.

La cosa più fica della rielezione di Obama, è che questa è l’ultima. A 55 anni, tra quattro anni, Obama non potrà più essere eletto presidente.

Potrà continuare a fare politica, essere eletto senatore, entrare nello staff di un nuovo presidente, ma il presidente, lui, no, basta.

Perchè il potere, quello vero, quello ggggròsso, quello cazzuto, dopo un po’ corrompe, ‘na specie di anello del signoredeglianelli, tèsssssssoro, e non c’è nessuno, nemmeno Gandalf, che ne sia immune.

Quindi, tra quattro anni (tre anni e 364 giorni, ad essere precisi), ciao caro ciao, è stato bello, grazie caro grazie, let’s go on, plìs spostati che qui c’è gente che deve lavorare.

“Baaaaaaabbo, ma quanto minchia è lontana l’ammmméériga? Taaaaanto, Tònio, taaaaaaanto…”.

Non stasera.

Wednesday 7 November 2012

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Donne al volante…

Tuesday 6 November 2012

La mia amica Mafra doveva comprare una macchina, usata.

Il nostro amico Tas le dice Mafra, prova a chiamare il mio amico Fabio, ha un concessionario e spesso ha delle buone occasioni, se gli dici che sei amica mia ti tratta bene.

Mafra chiama, buongiorno buonasera,

“e senti, a me piacerebbe magari una Mini…”

“no al momento Mini non ne ho…”

“oppure una cinquecento”

“cinquecento ne ho una, ma non va bene per te, ha troppo chilometri”

“allora magari una Audi A1″

“no non ho nemmeno quella”

“peccato”

“però, senti, la settimana prossima mi arriva una nuova bisarca e vediamo”

“no, guarda, la bisarca proprio non mi piace, non mi ci vedo, non mi piace il modello”

“…”

“pronto?? Ci sei??”

“tut - tut - tut - tut”.

Ziù, i cumm’è, st’ammmeriga?

Monday 5 November 2012

Un caporale dell’esercito americano, muore in Iraq.

Riportano al suo paese, in Texas, la salma per il funerale.

Le radio della contea chiedono alla gente di tributare un ultimo saluto a chi ha dato la vita per il loro paese.

Il video originale dura un’ora, ed è tutto così.

Poi, voi vedeteli come vi hanno insegnato a vederli, l’ammmeriga e i ‘mmerigani.

Monday mornin’ (baby boomz…).

Monday 5 November 2012

Questo lunedì l’ammmmmmore mio si svegli all’alba per andare a fare cose vedere gggènte, e io mi spupazzo le ciampoline tutto da solo.

La cosa non è facile.

Soprattutto perchè rende evidente la differenza tra VEDERE come si fanno a fare le cose, e FARLE.

Nel senso che di solito io mi sveglio, l’ammmmmore io è già in pista da mezz’ora, io bacio le bimbe che l’ammmmmore mio ha già svegliato, mi infilo in bagno e quando esco mi incamicio ingiacco e incravatto e nel mentre osservo con signorile distacco la quotidiana battaglia tra una madre in ritardo e due jene travestite da teneri agnellini.

Cònscia della mia scarsa attitudine, l’ammmmore mio ieri sera mi dice guarda, ho preparato tutto, qui (e indica col dito con fare perentorio) ci sono maglietta calze pantaloni maglione scarpe della piccola grande, e qui (altro dito ugualmente perentorio) ci sono maglietta calze pantaloni maglione scarpe della piccola piccola, tutto chiaro? Massì, ammmmmore mio, sbuffo io, massì, ecchessaraàmmmai.

Stamattina mi alzo mi sveglio mi lavo mi doccio e faccio il primo errore: pur sapendo che in casa mia ci sono abitualmente 45 gradi, ma però almeno umidi, invece che restare in mutande e infradito fino al momento di uscire mi dico bhè, faccio prima così, e mi vesto panta fresco lana cintura calze scarpe stringate cammmicia e cravatta.

Caldo. Ma finchè mi muovo lento e cauto come un ninja, riesco a tenere sotto controllo la caldazza.

Intanto sveglio le ciampoline - sia detto per inciso: sabato e domenica se so’ svejate alle 06.55, cazzo, stamattina alle ottenquarto ancora ronfavano con la bolla al naso… - e le colaziono, poi hop hop hop le dirigo verso il bagno dove si siedono sui vasini e cacano ambedue.

Voi non lo sapete, ma quando i figli cacano, il genitore prova un senso di orgoglio e soddisfazione che manco quando caca lui. Non so come mai, ma è così, “ha fatto la cacca?” “sì una montagna!!!” “bene! E com’era???”, ecco, questa è una conversazione che fino a che non diventi pàtce non avresti mai penato di fare, e invece.

Vabbè, mangiate e cacate, vanno vestite.

Facile.

Acchiappi la prima, taaaaac, mentre la tieni brancata di sinistro con destro acchiappi i vestiti che la mamma ha lasciato pronti la sera prima, e inizi a vestirla.

Nel frattempo l’altra, che è lì che guarda, acchiappa tutti i giochi preferiti di quella che stai vestendo e le dice “guarda cosa ho io???” e glieli sventola sotto il naso.

La vestenda allora si anguillisce e comincia a cercare di sfuggirti e tu combatti per tenerla ferma e vestirla, chè poi voi non lo sapete, ma i vestiti per i bimbi sono tutti a misura di bimbo (ma va??? Eh c’oooo’ so, so’ misteri…) e suprattutto i bottoni sono piiiiiiiiiiiiccoli, che un uomo medio, fornito di mani medie, si sente come Polifemo cècato che cerchi di infilare un filo in un ago sulle montagne russe.

Qui, la caldazza arriva a ondate. I primi segni di pezzatura già si vedono sotto la camicia, la bimba si siede in braccio e schiaccia la cravatta che tira giù papà con la testa e lo strozza,

Caldocaldocaldo.

Finalmente però mo’ abbiamo finito amore mio bell’appapà mancano solo le scarpe… metti le scarpe… amore mio piccolo… come sono brandi queste scarpe… sei sicura che siano tue… non è che mamma ha sbagliato e ha messo le scarpe di tua sorella con i vestiti tuoi… no… mamma non sbaglia MAI… quindi… arrrrrrrrrrrgh… quel testadecxxxo di papàttuo ti ha messo i vestiti di tua sorella… caldocaldocaldocaldo… bhe però pure se sembri ‘na zingarella potresti andare all’asilo così… diciamo che sei vestita baggy, da rapper… azz però poi io devo cercare e trovare ALTRI vestiti per tua sorella… no no no…

Quindi spoglia l’anguilla, che era ormai convinta di averla scampata e alla prospettiva di ripetere tutto il percorso mette in atto la resistenza passiva…

Vabbè, la faccio corta, alla fine le bimbe son pronte, belle come il sole, e papà è ridotto una maschera di sudore, ha i vestiti stazzonati che nemmeno dopo un regionale  Crotone - Zurigo ad agosto.

Manca solo di pettinarle.

Quando  arriviamo alla scuola della piccola grande, la maestra dice “ma come sei bella, hai tagliato i capelli?” “NO” ringhio io “l’ha pettinata papà” “ah… bhe, sei bella LO STESSO…”.

Sssssssàso (detto Ròn).

Monday 5 November 2012

C’è a casa l’esimio professor Sassaroli, che sfoggia un vecchio paio di Clark, parecchio stanche e malandate.

- Minchia Sassaroli, non sono un po’ andate, queste scarpe? -

- Eh ma queste scarpe sono mitiche, mi - ti - che, capisci? Hanno quasi quindici anni, e ciò vuol dire che hanno fatto le manifestazioni ai tempi del liceo!!!! -

- … -

- Bhe? Che c’è? Non è che siccome te eri un cattociellinoparafascio, e non facevi le manifestazioni, allora mi devi guardare con sufficienza -

- … -

- Bhe? Che c’è????? -

- Sassaroli, io ti voglio bene, e lo so che quando ti guardi allo specchio tu ti vedi sempre come quel ragazzino del liceo, ma se quelle scarpe hanno quindici anni, caro Sassaroli, quelle scarpe te le sei messe alla discussione della tesi, e già ti regalo un paio di semestri, altro che liceo… -.

A’ bbbelli gabèlli…!

Friday 2 November 2012

L’americano li vuole corti?

Taaaaaac… corti!