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Hippo blog » 2012 » April

Archivio di April 2012

Non lo dico più…

Monday 30 April 2012

Vabbè allora lo ammetto, è colpa mia.

Un mese fa, quando all’improvviso fece quel cazzodicaldo e la ggènte cominciarono ad andare in giro smanicati senza calze le polo e le tishirt, ecco io una mattina lo scesi e lo dissi, tra me e me, certo, ma lo dissi

“vabbè allora questo fine settimana tolgo la copertina dalla My Personal Vespetta”.

Da allora, piove.

Ritiro, ok?!!!?!?!

Non la tolgo fino al 1 giugno, prometto…

Wùltras…

Tuesday 24 April 2012

Io litigassi tipo un anno fa con uno.

Un ragasso simpatico, serio, anche studiato.

Ma un capo ultras di una squadra di quelle che un anno sono in B, un anno sono in A, quello dopo ancora in B. Insomma, una squadra seria, non robe di terza categoria.

E lui diceva no, noi siamo i veri tifosi, no, noi siamo gli unici, noi i cori, noi gli striscioni, noi i tamburi, noi “lamaglia”, noi le bandiere, mica come i tifosotti, quelli della tribuna, quelli che van via dieci minuti dalla fine per non trovare traffico, quelli che se piove e fa freddo magari non vanno allo stadio, quelli che se la squadra perde fischiano, noi no, noi siamo diversi, noi siamo il calcio, noi amiamo la squadra.

Ecco, tu provi, spieghi, ragioni, e lui no, noi siamo ultras.

Ecco, un capo ultras, che è entrato nel campo di allenamento del Piacenza, quest’anno eh mica nel 1987, ecco, lui, che non è padrone di un cazzo, non paga gli stipendi, non ci mette i soldi, non va in campo, non allena, no, lui, lui si permette di fare questo (e gli viene permesso).

Furmìga.

Friday 20 April 2012

Formigoni ha scritto una lunga lettera a un giornale. Dice cose di politica, e non ci metto becco. Però a un certo punto dice una cosa, che è una cosa bella.

Non sono un uomo perfetto, non sono un uomo sempre all’altezza dei miei amici e degli insegnamenti che ho ricevuto.

Mi perdonerete, ma non direte mai che non è vero“.

In certain moments, the habit makes the monk…

Friday 20 April 2012

Io parcheggio il mio arrogante macchinone in un garage di quelli di Milano, sotterraneo, con la sbarra che si alza e si abbassa per entrare e uscire.

Per far alzare la sbarra, devi agitare davanti al sensore una tessera magnetica.

Un mese fa, la sbarra non si alza; mi chiama l’omino del controllo, mi dice “stiamo facendo il censimento degli utilizzatori”, firmi qui scriva là, tra qualche giorno la sia tessera sarà di nuovo attiva.

Passa un mese. La tessera non fùnzia ancora, ma io me ne batto allegro e quando arrivo suono, e l’omino mi apre.

Fino a stamattina.

Suono.

- Pecchè no apri con tessera? -

- Perchè non va… -

- Pecchè non va? -

- Uff… facciamo che poi vengo su e ti spiego, adesso alza la sbarra, king kong!  -

Parcheggio, e salgo.

Mi accoglie un altro omino, un albanese che ha studiato da kossovaro ma da grande ha fatto il rumeno.

Gli spiego perchè la mia tessera non funziona.

Lui scuote la testa.

Mi guarda con la faccia seria e scuotendo il dito mi dice:

- No me interèsa questa cosa. Tu da oggi no entra più. Io no ti apre. Tu resta fuori -

E sorride, soddisfatto del potere che (crede) ha esercitato.

Ora.

Malidetta scimmia pelosa e inutile.

L’istinto è quello di gridare, urlare, litigare, scimmiare e kossovare e albanare, ma invece no.

Io, mi slaccio il giubbottone da Vespetta che fuori piove e fa freddo.

Oggi, io, indosso un me.ra.vi.glio.so doppiopetto, camicia su misura, cravatta regimental sette pieghe, scarpa coda di rondine color moro con finiture bruciate.

Il kossovaro spalanca l’occhio.

L’animale, che si sappia, rispetta solo una cosa, il potere, e in questo mondo albano kossovo rumeno, il potere è rappresentato da due sole cose: una divisa, o un completo giacca cravatta.

Mi tiro in fuori le maniche della camicia, mi sistemo il nodo doppio scappino, guardo l’animale e dico, senza alzare la voce ma scandendo:

- no, guardi - che l’animale lui ti da del tu, e tu gli dai del lei, per mantenere le distanze - no, guardi: io. Entro -

L’animale boccheggia.

- no tu scusa è che -

- “Che” niente. Se. Voglio. Entrare. Io. Entro -

- no certo certo tu entra scusa no è per dire io faccio mio lavoro tu entra tu entra tu suona io apro -

- E la mia tessera? -

- Io pensa a tutto, tu viene lunedì e vedi tutto sistemato tessera funziona se no funziona, tu chiama io apre -

Bravo, ènimol. Lento, ma bravo.

Incompatìbbole.

Thursday 19 April 2012

Lo so lo so, è incompatìbbole con la scelta salutista che caratterizza la mia alimentazione da qualche mese in qua.

Però minghia io stasera mi ammazzerei di aperitivi, poi mangerei un chilo di pasta sugna, poi un bove ripieno di fagiani lardellati al fegato grasso, ma tanto grasso, poi formaggio, dolci, caffè, ammazzacaffè e una fetta di mela, che sgrassa, il tutto innaffiato da wino, tanto wino, wino bòno.

Faffreddo, piove, hoffame.

***

Aggiornamento: nella segreteria dello studio son comparsi pasticcini e pizzette ad usum di chi passi… vabbè allora ditelo.

Appiàmo.

Wednesday 18 April 2012

Il mio amico Appiàmo lavora in uno di quei posti di quelle aziende di quelle mutinazionali di quelle merchant banks che hanno sedi in tutto il mondo, che se l’amministratore delegato scoreggia in bagno a Dublino crolla il mercato della carta igienica a Singapore.

Uno di quei posti così.

Appiàmo ha un ruolo importante, e mi raccontava di quando l’anno scorso è arrivata la finanza, hanno preso possesso militarmente degli uffici, hanno ribaltato ogni pezzo di carta cercando… cercando… cercando non si sa bene cosa, ma piantandosi negli uffici per mesi e mesi, e poi se ne sono andati grazie dottore arrivederci grazie per la sua pazienza e collaborazione, a proposito, quando decidete come pagare i cinquanta milioni di euri di sanzione ci chiami.

Non l’hanno presa bene, nè negli uffici di Milano, nè in quelli dell’amministratore delegato mondiale internazionale spaziale, anzi, si sono parecchio incazzati. Soprattutto, non è che l’Italia gli fosse molto simpatica prima, pensa adesso.

Mi chiama stasera, Appiàmo.

Come va, gli chiedo.

Non so cosa fare, risponde.

Perchè? Che succede?

Son tornati quelli dell’agenzia delle entrate con la finanza, di nuovo, stanno a ricontrollà tutto, di nuovo.

E su, dal supercapo mondiale internazionale, come l’han presa?

Non gliel’ho ancora detto, ma mi sa che stavolta, è la volta che ne approfittano, ci mandano in culo tutti, chiudono baracca e burattini qui in Italia che già non rendiamo una mazza da anni, se continuiamo a costargli di tasse e multe, questi mollano il colpo.

Viva, li Talia.

Coup de foudre.

Tuesday 17 April 2012

Allora sabato ero a caicciare in un consesso di ciaccioni interessati ad una specifica branchia del ciaccionismo di cui mi occupo io.

Proietto le mie slides, ciàrlo felice per quasi un’ora, poi apro una metaforica parentesi sulle più recenti decisioni prese in materia di ciaccionismo.

Faccio andare una due tre quattro decisioni, le commento, poi c’è un’altra decisione, che ho inserito nella presentazione qualche tempo fa e di cui non ho ancora io capito se sia una figata unica (e lo è, per certi versi) o una cagata pazzesca (e lo è altrettanto, per altrettanto nobili ragioni).

Sto per lanciarmi nella filippica della cagata pazzesca e poi mi dico, guarda un po’, è sabato, c’ho la tonsillite acuta, so’ a quattrocento chilometri pioggiati da casa, non ho mangiato una seppia e mi girano le balle, vediamo di trovare almeno gli aspetti positivi in quel che son qui a fare.

E allora attacco con “ecco questa recente decisione della commissione ciaccionica, che è straordinaria, coraggiosa e per certi versi rivoluzionaria, per questo, questo e quest’altro motivo, e io non capisco per esempio perchè i giudici che l’hanno presa non siano portati in giro con le portantine, adorato come vitelli d’oro ed innalzati al soglio di Pietro seduta stante”.

E un omino, in prima fila, alza la manina “scusi, avvocà…”

checcazzovuoiorridascimma “mi dica carissimo utente, ànsio dalla curiosità di darle ascolto”

“volevo ringraziarla…”

“ma prego, sifigurivaffanculo, adesso che il signore qui ha ringraziato, possiamo proseguire con la prossima slide…”

“no dicevo volevo ringraziarla, perchè io sono il presidente di quella commissione ciaccionica che ha preso quella decisione, e anche io mi stupisco che nessuno ci abbia portato doni e salmerie per ringraziarci, e pòpo per questo apprezzo ancor di più il suo intervento che lo ha evidenziato… ”

“grazie caro, è anzi un onore per me averla nell’uditorio…” (pssssst… oh! OHOH!! Il cazzone qui davanti ha pagato la quota? Sì? Sicuri? Bene grazie…) “…e come le dicevo sono lieto e onorato della sua presenza, grazie mille davvero”.

E la successiva slide, in cui si spiegava perchè la decisione faccia d’altro canto cacare, hop!, è sparita…

‘ttana majala zozza tua sorella…

Monday 16 April 2012

Ho sempre pensato che le maledizioni, intese come gli accidenti, alla lunga facciano effetto.

Voi direte, non è vero, guarda per esempio gli arbitri di calcio, o Berlusconi.

Ma quelli son casi diversi, l’accidenttattè è troppo diretto, e fa l’effetto contrario.

Io per esempio son convinto che la signorina che ha registrato la voce che al casello ti diceva (prima che diventassimo tutti dei ricchi borghesi col telepasse) “prego introdurre la tessera” e poi “grazie arrivederci”, a forza di “la tessera la introduci a tua sorella” “muori stronza” “ch’at’ vegn’un cancher” “muori gonfia”, oltre ai generici “troia”, ecco son convinto che quella signorina là sia morta, da tempo, e male.

Perchè tutti, ma io tra gli altri, non mi sono mai esatto (esunto? Esimito? Esimio? Esimio ingegnere! Che piacere! Minchia l’italiano, che lingua bashtarda…) dal seguente dialogo tipo:

signorina elettrica - buongiorno -

io - buongiorno stocazzo -

- prego introdurre la tessera -

- introduci stocazzo -

- grazie e arrivederci -

- arrivederci stocazzo. Muori -

Certo, se c’è qualche passeggero in auto, la cosa è più del tipo “bgirn stczz!! Ntrdc stczz!! Rrvdrc stczz. Mr!!”.

Ecco, insomma, per me lei è morta, male, ed è a fare compagnia a quelle della TIM, Vodafone, Tre, Wind del “cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”, che di mortaccitua ne hanno accumulati talmente tanti che c’hanno affittato un capannone, dalle parti di Bergamo, per tenerceli tutti.

Ecco, la frontiera del mortaccitua muori stronza 2.0 sono le app del meteo.

In questo aprile da branzino al guinzaglio, da cic ciac nelle scarpre, da cazzodifreddo, ecco io tutte le mattine apro le mie quattro app del meteo, e uno dopo l’altra le interrogo sperando di vedere la faccina del sole e trovo pioggia, grandine, neve, vento, ventifreddi, acquazzoni, sputi, schiaffi e autunno da qui a finchè durano le previsioni.

Ecco, se qualcuno dei programmatori delle app del meteo comincia a non star più così bene di salute, ecco, diteglielo, che io ho piacere.

Vien su bene.

Monday 16 April 2012

C’è la grisi.

E siccome c’è la grisi, anche il mercato immobiliare esso ne soffre.

La mia cinpripessa: - ma noi da quanto tempo siamo in questa casa? -

- amore mio bell’appapàttuo, noi intesi come mammà e io stiamo in questa casa da quasi cinqu’anni, tu da tre e tua sorella da due, per motivi anagrafici, disciamo -

- allora questa casa è vecchia. Compriamone una nuova! -

L’altro giorno, per andare in un posto, arrivo sotto casa e prendo le mie donne con la macchina.

- Bravo papà, la tua macchina è bella pulita e lucida e dentro c’è un buon profumo. Lo sai infatti che a me non piacciono le macchine sporche e che non hanno un buon odore -

Eh, saranno bei cazzi, per i tuoi futuri fidanzati, figlia mia (bravappapà).

Lift.

Monday 16 April 2012

Nell’ascensore, in un ospedale.

- …eh no, perchè te la zebra mica puoi ammaestrarla!!! -

- No???? -

- Eh no eh! La zebra è animale inammastrabile! Essa zebra rifratta l’ammaestramento!!! -

- E allora come hanno fatto? -

- Eh hanno deciso di… -

PING!!!!

- … -

- Scusi - guardando me - ma non era lei che aveva schiacciato il 7? Non scende? -

Io - aaaaaahh… ehhh… sissì… scusi sendo scendo… -

Cazzo cazzo cazzo.

Adesso io. Voglio. Sapere. La. Storia. Della. Zebra. Inammaestrabile.

Non ci dormo la notte, non ci.

Cazzo.

PS: ma le conversazioni ascensoristiche di una volta “eh la frutta non sa più di niente”, dove sono finite?????

Ubi maior…

Monday 2 April 2012

Che è lunedì mattina e te chiami un cliente / parente, e gli devi dire delle cose, sia di lavoro sia di famiglia, e cominci:

- e allora per quel contratto farei così e cosà, poi ho sentito uno per una cosa da fare con l’altro, poi ci vuole la conferma dell’incontro con Er Cilindro, poi ti giro la mail di Tele Norba Due che forse fa uno speciale sulle lettiere dei gatti, e poi le bimbe… -

- sì sì vabbè vabbè sì sì -

- e no dicevo poi il progetto per allagare il Basso Piemonte, farlo ghiacciare e farne campi da curling va avanti, ti mando le foto del matrimonio in alta risoluzione da stampare con la stampante a aghi di casa… -

- sì sì vabbè vabbè -

- ma sei impegnato? -

- sì sì non ho tempo sono preso, con qui che parlo con dei pescatori di Mazzara del Vallo, non ho tempo per ascoltarti ciao ciao cià -.