Bèla tùsa.
Tuesday 29 November 2011Io e l’ammmmmmmmore mio dobbiamo uscire.
Andiamo con la My Personal Vespetta vero? Mi dice lei.
Maccerto, rispondo io.
Ci si veste ci si barda ci si e ci si risi, e si va.
Via, come sfreccia la mMy Personal Vespetta nel traffico parco del tardo pomeriggio, “fàffreddo vero?” mi dice l’ammmmmmmore mio “mha oggi meno” rispondo io “io ciòffffreddo” risponde lei.
E la My Personal Vespetta sbisciula e sbigola tra le macchine.
Semaforo rosso.
Mi fermo.
Guardo verso destra, dove c’è una vetrina che ci si specchia dentro.
Io mi guardo, anzi ci guardo.
L’ammmmmore mio si guarda, anzi ci guarda anche lei.
- Amore, hai visto? - domando io
- Che cosa? -
- Ti sei guardata nello specchio nella vetrina? -
- Sì hai visto, guardavo che forse questo giubbotto è troppo corto e mi entra l’aria nella schiena -
- Vero. E poi? -
- E poi… ah già che questo taglio che ho fatto l’altra settimana non mi convince per niente -
- No? -
- No… -
- Eccome mai riesci a distinguere il taglio mentre filiamo come due spie sulla My Personal Vespetta? -
- … -
- … -
- …il casco… -
- Eggià -
- Vabbè, tiro su il cappuccio -
E via, che siam stanchi tutt’eddue, e si vede.
Non so, sarà la luce, saranno ìbbicicletti, saranno le facce, sarà il cappotto del Lillo (quello di spalle a sinistra), sarà che io mi ero appena sposato e stavo su un trams bello caldo e loro no, sarà che èremo tutti già gonfi ohi se gonfi ohi se gonfi, ma a me piace parecchio, questa foto, sissì parecchio.