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Hippo blog » 2011 » July

Archivio di July 2011

Tànnico (amomilano).

Tuesday 19 July 2011

Porto a fare il tagliando alla My Personal Vespetta.
Lasciamo stare 443 euri grazie prego mortacci tua e di tu’ ma’, lasciamo.
Ritiro la vespetta e lui l’omino mi dice “guarda, già che ero dietro a metter le mani alla trasmissione al cambio al variatore all’antani come se fosse prematurata, ho fatto una modifichina…”
Che modifichina, chiedo io.
“ma guarda, provala” mi risponde lui “la troverai più rotonda, gustosa, ti lascerà una sensazione diversa, più strutturata, tradizionale ma originale… Prova prova e mi dirai”.
Maccheccazzo.
A Milano anche i meccanici ti parlano di carburatori comense parlassero di un Brunello del ‘94?????
Mavacagà….
PS: minchia, la MPV, come va… Forse un po’ tànnica, ma va….

Pazzaglia.

Friday 15 July 2011

Giovanni Allievi, sul corriere.it: “meglio un cappuccino di mille mail”.

WOW.

Meglio il serbatoio pieno che pestare una merda.

Meglio una pizza al salame piccante che un black out.

Meglio l’aria condizionata che una libreria rotta.

Ad libitum

Spinoza e riflessioni, non mie.

Thursday 14 July 2011

Le Lega vuole un crocefisso in Parlamento, perchè dice la democrazia nasce dalla religione cristiana.

Un paio di considerazioni, la prima una battuta da Spinoza, la seconda… bhe la seconda… la seconda è che una mattina, presto, sul Partenone, seduto su un sasso, mi son detto “ecco, io, il mio mondo, son nato qui”.

Il resto, è solo inarrestabile entropia, e declino.

La Lega: “La democrazia nasce dalla tradizione cristiana”. Povera Grecia, non è proprio l’anno tuo.

“Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: per questo è detto democrazia. Le leggi assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora egli sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, non come un atto di privilegio, ma come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se preferisce vivere a modo suo.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e le leggi, e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono un’offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte la cui sanzione risiede solo nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso.
La nostra città è aperta al mondo; noi non cacciamo mai uno straniero. Noi siamo liberi di vivere proprio come ci piace, e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Un uomo che non si interessa dello Stato non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché soltanto pochi siano in grado di dar vita a una politica, noi siamo tutti in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione un ostacolo sulla strada dell’azione politica. Crediamo che la felicità sia il frutto della libertà e la libertà sia solo il frutto del valore” (Pericle, Discorsi sulla Democrazia).

Manovra economica (AKA ven chì caa te manouevri).

Thursday 14 July 2011

bloody-ticket1

Amomilano.

Thursday 14 July 2011

Io e l’ammmmore mio, chè siam soli le bimbe cinpripesse al mare dai nonni, ecco stasera diciamo l’altra sera, stasera ape.

Andiamo qui? no qui no, lì? no lì no, là? no là no, andiamo - dice lei - andiamo nell’hotel molto fico molto trendy molto fashion molto moda - no, non è il Diana - che dicheno fanno l’ape molto bòno?

Andiamo.

Molto fico fashion trendy ganzo, siamo gli unici che parleno italiano a parte un romano ciaccione in mocassini senza calze, abito grigio con i pantaloni molto corti, camicia bianca senza cravatta, abbronzato, stempiatura alta, royal oak caucciù al polso, che urlacchia aho embè dde che aho ennò, però poi a un certo punto si alza e se ne va e siamo solo noi, gli altri cinese giapponese inglese spagnolo.

Molto moda, molti finocchi, ah sappiate che quest’estate c’è il ritorno delle espadrillas, se non l’avere notato, portate col panta leggero tagliato alto, quasi ala caviglia.

Due ape a testa, io e l’ammore mio ma tipo spritz, mica sciampo o robe costose o vino superfico.

Màgnamo, certo, tartinine e cazzatine, piccole, buone, chic.

Buonasera, le pago quattro ape.

Normali, niente di zozzo costoso invecchiato elegante?

No, guardi, son quattro spritz.

Bene, allora, son sessanta euri.

Sessanta euri?

Sessanta euri.

Grazie.

Prego.

Arrivederci.

Ci conti.

Amomilano.

(PS: quando i soldi avevano ancora un valore, e i numeri erano detti con un senso e non alla cazzodicane, io per 120.000 lire avrei accoppato uomini, donne, bambini e cani, per 120.000 lire. Oggi, quattro spritz).

Ciclismo, sport e fatichi.

Thursday 14 July 2011

Ieri siamo a incontrare il ciclista.

Il ciclista è un ciclista, giovane, ma michia forte, diciamo che ora se non va tutto a pattane proprio oggi o domani, l’anno prossimo il ciclista fa Giro Tour e Vuelta e non da gregario, diciamo.

Vabbè.

Ci siamo io, come avvocato, a fare quello che fanno gli avvocati in questi casi, e cioè star lì in giacca e cravatta a sudare come merde al sole mentre tutti gli altri sono in braghette e canotta, e spiegare come frodare il fisco.

Poi c’è il Boss.

Il Boss è un capo, capo vero, del ciclismo, uno che ha allenato e e tirato su i campioni, veri eh.

E spiega al ragazzo, con accento diciamo bergamasco.

- che la verità è che te non ti alleni… -

- ma guardi io faccio chilometri ogni giorno… -

- làssa pérdi, ti ho visto, ti ho guardato, te non ti alleni, fai finta… -

- ma guardi che io… -

- no scòlta, scòlta, sai come devi allenarti te, come deve allenarsi un campione? -

- no, cioè… -

- te devi uscire in bici, e devi portarti dietro il telefonino -

- il cellulare? E perchè? -

- perchè te devi arrivare a trecento, duecento metri da casa… -

- …eh… -

- e devi chiamare tò mà, e dirle “màma vien a prendermi”, e lei “ma dove sei?” e te “son qui a duecento metri da casa” e lei “e alòra vièn a cà no, che te set anche in bicicletta” e te “no màma no òstia màma vien a prendermi che ghe la fo’ minga a fà altri dosento metri màma vien a prendermi che go’ poeu gnànca una goccia di sangue màma vien presto che se no mi moeri chè…”, ecco te sei mai arrivato così? -

- no, io così mai… -

- ecco, alòra te non ti sei allenato sul serio, come un campione -

- e poi, oltre a questo, lo sai quali sono le tre cose che un campione, un vero campione, non fa mai??? -

- no! Cosa? -

- un vero campione non cade mai, non buca mai e non si ammala mai… -

- e come fa? -

- eh, ‘l sa sa no, ma lù l’è un campione, e te, ancora, no… -.

Bello, lo sport.

La majala (der budello di su’ ma’ travestita da pirata).

Monday 11 July 2011

Càpita.

E’ un mondo difficile e incomprensibbole, oltre che bastardo.

In quanto incomprensibbole, càpita che in questo mondo il vostro eroe, malgrado la sua indomita cialtroneria e ignoranza assoluta e ridondante (nel senso che non so un cazzo di un argomento, ma so un cazzo meno anche di tutto il resto), esso sia richiesto di parlare, spiegare, discettare e genericamente insegnare, di norma a gente che ne sanno ohi! ben parecchio più di lui.

Càpita, l’ho detto, ed è incomprensibbole.

E di cosa discetti, chiederanno i miei piccoli lettori?

Ma di stracazzidimare conditi con riserva di pregiudizio olistico, è chiaro.

Chiarito ciò, ecco che alcuni mesi or sono il Professore, esso sì, esperto, studiato, preparatissimo e anafestico mi chiede se volessi mai discettare con lui e la dilui assistente in un convegno, a fronte di platea di centinài e centinài di superesperti.

Certochesì, risposi io.

Poi, come è giusto, dimenticai il tutto per mesi, sino alla sera prima del convegno.

Quando, pressato dall’urgenza e dall’ignoransa crassa (tutto con la “s”), decisi di mascherare la cialtroneria e il vuoto pneumatico della mia conoscenza con una presentazione in Keynote* molto fica, con slides che vanno, vengono, si sovrappongono, tornano, torniscono, suonano, musicano, pupazzano e in generale distràono l’uditorio dalle cazzate che dico.

E la sera prima del convengo, invio tutto all’assistente del Pro’essò, che lei tiene tutti gli atti e i carabatti dei convegni.

Convegno.

Il Pro’essò fa la sua spiega, bella seria precisa puntuale cazzuta tènnica.

Poi, tocca all’assistente.

Lei, attacca il pc e parte con la prima di 60 (sessantacazzo!) slides in powerpoint.

Nelle quali ha pedissequamente (no, dico, “pedissequamente”…) riportato articoli di legge e sentenze.

E lei, con voce monocorde e un po’ nasale, insomma immagina Topo Gigio al microfono, legge: “…e l’articolo 5 recita: è sanzionato con la squalifica di 5 anni colui che commetta l’illecito di cui all’articolo 3, mentre la sanzione  raddoppiata nel caso in cui…”.

Dopo 25 minuti, gli astanti si dividono in quelli che si sono impiccati subito, quelli che c’han provato ad ascoltare e quindi adesso ronfano della grossa, e i furbi che hanno acceso l’iPad e tirano al record di Angry Birds o di Asphalt 2 HD.

Insomma alla slide numero 37  la abbattono a colpi di verga (Giovanni, l’opera omina rilegata in brossura, per rimanere in tema di pesantezza) e tocca a me.

La platea boccheggia come i totani all’acquario di Genova.

Io, accendo la prima slide e parto a urlacchiare, che l’attacco del Boss di Born to Run pare una ninnananna.

Insomma, applausi.

Va che la ggènte, je dai du’ pupazzi che girano e tre dissolvenze incrociate, e sembri uno serio.

C’è anche da dire che dopo la Topo Gigia, anche “Protestantesimo” su RAI 2 sembra i Metallica.

Vabbè.

Passano pochi mesi, e ci chiedono di replicare il convegno in un altro posto.

Insomma, siamo in tour, tipo.

Io, memore della mia cialtronaggine, chiappo una stagista in studio e le dico “ooooh vuoi fare una roba molto ma molto fica, che ti farà avere 100.000 punti sul curriculum e che ti potrai bullare con tutti i tuoi amici che fanno stage del cazzo in Banca Centrale Europea, alla Casa Bianca o alle Nazioni Unite??? Sì? Ecco, allora controllami ’ste slides e vedi se stanno scritte troppe cazzate”.

Ella controlla, emonda quanto possibile le cazzate e vien con me al convegno.

Parla il Pro’essò, solita lezione tènnica fica precisa.

Parla un altro, bene bravo.

Tocca all’assistente del Pro’essò.

Attacca il pc, partono le slides.

Non le sue 60.

No.

Le MIE.

Che la troja impunita impestata malata zoccola ha bellamente copincollato in una sfigatissima presentazione in power point.

Alla quinta slides, che per altro la puttanazza legge senza nessuna enfasi, e che privata dei pupazzi che gireno e balleno che ci avevo messo io tradisce tutta la sua cialtronaggine e superficialità, alla quinta slide dicevo dalla sala la stagista mi guarda e mi fa con gli occhi “macheccazzo????” e io le sorrido bonario come a dire “’statroia”.

Insomma ’statroia si fa la mia presentazione, tutta, compresi i trucchi balenghi che uso io per non far addormentare chi ascolta (in verità siccome essa è coniglia ha omesso di far esplodere un petardo-fischione in fondo alla sala, come faccio invece solitamente io, per sottolineare quando parlo di una sentenza della Cassazione che mi piace particolarmente).

Poi sorride, mi guarda, e dice “adesso passo la parola al collega Hippo”, con il sorriso del “mo’ so’ cazzi tua”.

Io non faccio un plissè, tiro dritto, slalomeggio nella MIA presentazione slatando tra le slides e, complici i pupazzi che ballano e il diverso colore dello sfondo delle slides, nessuno pare accorgersi di nulla, segno che sostanzialmente nun je ne frega una briscola a nessuno.

Porto a casa un bel risultato, salutato da calorosi applausi quando concludo dicendo “ci sarebbero ancora molti argomenti da toccare, ma vista l’ora ritengo si possa chiudere qui”.

Poi bacio calorosamente la troja, saluto il Pro’essò e mi avvio, felice, meditando una adeguata vendetta per la prossima data del tour.

Va che ci sono in giro della brutta gente, oltre a voi, intendo.

Keith.

Thursday 7 July 2011

E’ un caso che un musicista che ha fatto uno dei concerti più belli che abbia visto in vita mia, venga a suonare nel teatro dove ho visto un altro dei più emozionanti concerti della mia vita?

Sa, è un caso, sa sa.

Ciononostante, ‘ngul’ al caso, mi son preso i biglietti per il Keith Jarret trio agli Arcimboldi, il 21 luglio, sa sa.

Che ho visto sul sitolo del teatrolo che i posti che ho preso son parecchio laterali, ma insomma, dice che quando suonano si sente uguale.

Io, l’ammmmmmore miiiiissimo e Keith Jarret, come in piazza Della Loggia a Brescia, cos’era quattr’anni fa, all’Arcimboldi stavolta, dove un paio di anni fa siam usciti e abbiamo comprato le magliette con scritto sopra “Tom Waits World Tour” senza nemmeno chiedere quanto costa, che certe emozioni devono essere ricordate.

Ma dice che nello stesso periodo stanno anche i Take That, per voi.

Bye Bye Cy.

Wednesday 6 July 2011

Mòrse Cy Twombly.

Che quando lo vìssi alla Tate Modern cos’era tre anni fa e…

Ma cosa ne parlo a fare, a voi, io, di Twombly.
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Giocattoli nuovi.

Monday 4 July 2011

Te ridi, te.

La verità è che non se ne può più. La gente sono stanchi.

Io, in particolare, sono  la gente che sono stanchi. Dice perché sono stanchi, la gente? Non lo so, non è che si dorma poco, dici con questo caldo, non è quello, abbiamo l’aria condizionata, certo, metterla a 27°, non aiuta, ma dice è per le bimbe, che poi io non sono mica sicuro che le bimbe bollite stiano meglio, ma probabilmente la ciccia viene su tenera, e questo probabilmente è un bene.

No, è una stanchezza stanca, calda, assonnata, pelosa, unità, ubriaca, con le borse sotto gli occhi e il cervello lento, con la gente che non capiscono e non si spostano, mai, nemmeno quando sei bloccata nel traffico, sulla vespetta, davanti uno, e te sei sotto il sole e lì c’è l’ombra, e lui non si sposta, sta, fermo, anche se scatta il verde, e tu sudi, stanco.

Per esempio stamattina, per farla breve, che ho portato la Cinpripessa  all’asilo ma siccome poi dovevo tornare a casa a prendere la vespetta e poi andare in ufficio e poi tornare a casa riparcheggiare la vespetta e poi andare all’asilo e poi riprendere la Cinpripessa  e poi riportarla a casa e poi riprendere la vespetta e poi ritornare in ufficio. Ho preso la bici. Caricato la bimba. Pedalato fino all’asilo. Scaricato la bimba. Cambiato la bimba. Risalito in bici. Pedalato fino allo studio. Lavorato lavorato lavorato. Ripreso le bici. Ripresa la bimba. Pedalato fino a casa.

La  bici, quella dell’ammmmmore mio. Con la sella bassa. Parecchio bassa. Che io pedalavo e i ginocchi mi arrivavano all’altezza del costato. Mentre pedalavo, la bimba era seduta nel seggiolino quello attaccato al manubrio, così che io, ogni pedalata, colpivo alternativamente con il ginocchio destro e col ginocchio sinistro l’affilatissima base in acciaio temperato del seggiolino, ogni pedalata STIO’! una rasoiata sulla rotula, destro, sinistro, bestemmie, bestemmie, destro, sinistro, bestemmie, bestemmie.

Per chi non lo sapesse, a Milano, in questi giorni, ci sono 100°, ma almeno l’aria è del tutto ferma e c’è un’umidità che la gente invece che i cagnolini portano al guinzaglio dei branzini: pertanto io, con grande gioia, pedalavo, con le gambe all’altezza del costato, rasoiandomi  le rotule, con addosso una giacca e una camicia, che a metà mattina era come se avessi scaricato dei bancali di cemento in una sala una (accesa).

Però, però, però, mi sono comprato un giochino che lo attacchi al computer c’ha il microfono  e tu ci parli dentro, e lui scrive, ebbene, ecco il primo post scritto con il simpatico programma di  dettatura elettronica.

Fico. Stanco, caldo, ma fico.

Il mio paese, non il vostro.

Monday 4 July 2011

Janis As a Police Woman, da qui.

ho le occhiaie per la serata di ieri a New York
e ora sono all’aeroporto di Stoccarda
sfinita e in attesa
di un aeroplanino per Rimini

come faccio a suonare stasera?
non mi vengono neanche le parole
ho il cervello bollito
e l’anima spianata da una ruspa
e ridotta in catrame
sonno sonno sonno sonno sonno sonno
prego gli dei
che ci benedicano di sonno

l’aeroporto di Rimini è piccolo
proprio come mi piacciono
un rullo dei bagagli soltanto
questa è vita

fa caldo e c’è il sole
e un letto d’albergo che mi aspetta
somewhere over this rainbow

il cielo rovente
la vernice che si scolla
le tegole spaccate
i colori pastello
gli alberi a broccolo
il suono familiare dell’italiano
dalla guida del bus
sono a casa

le porte di Rimini
sulla lista degli ospiti c’è anche Augusto
chissà se viene

il locale è splendido
si chiama Notte Rosa
la gente che lavora è meravigliosa
suoniamo in un cortile
gli uccelli cinguettano
è una specie di idillio
tramonta il sole
se tutti i soundcheck fossero come questo

e poi ovviamente il cibo…
mi ero promessa di non parlare
di cibo in Italia
MA è stata DAVVERO una cena stupenda
e non ne dirò una parola di più

il concerto è stato grande
volato come il vento
bel pubblico
mi sono pure dimenticata di quanto ero stanca
parker (kindred, batterista sceso dal cielo)
e rob (gentry, tastierista mandato dagli dei)
sono stati fantastici

c’era pure il sindaco di rimini
e naturalmente sembrava un divo del cinema

l’italia è diversa  da qualunque altro posto
e mi piace.

Il vostro paese, non il mio.

Friday 1 July 2011