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Hippo blog » 2011 » May

Archivio di May 2011

Polytix.

Tuesday 31 May 2011

Che parlando con amichi che han votato Pisapia - sì lo so lo so ho amichi che son terroristi ladri drogati e comunisti - mi han detto una cosa che ho detto “ah però!”.

Mi han detto fico Pisapia bello tutto, però cazzo, subito sul palco con lui Lellacosta Dariofo Paolorossi Francarame Eugeniofinardi Gadlerner e tutta una truppa di cantanti attori regggisti poeti intellettuali e compagnia cantando che sembra il concertone del primo maggio sembra raitre in seconda serata sembra Michelesantoro, tutti sul palco, loro, e tutti sotto, noi, e non capisco perchè Paolorossi Lellacosta Francarame stanno su e noi stiamo qui, non so, mi è sembrato di vedere gli amichetti che poi son sempre loro, dalle terrazze romane ai salotti di Milano.

Ecco, cos’era, mi son detto, che mi ha fatto sbuffare, non Pisapia, non la gente che festeggiava, non i ragazzi con le magliette arancioni e nemmeno, guarda, quelli con le bandiere del Che o di rifondazione, no. Ma Lellacosta, Lellacosta e Paolorossi sì.

Nel frattempo, Massimo Boldi accompagnava la Moratti a prendere un caffè in Galleria Vittorio Emanuele.

Mettendoci il faccione, che nessuno glielo aveva chiesto.

Minchia, Cipollino.

Altro che Lellacosta.

Polityx.

Monday 30 May 2011

Io - Amore! Amore!! Amore!!!! -

- Dimmi! Cosa c’è? Dimmi dimmi! -

- Corri a casa! Le bimbe!! Chiudetevi dentro!!! Con la catena! Metti il frigo davanti alla porta!!!! -

- Perchè? Che succede? Le bimbe? Cos’hanno le bimbe??? -

- Eh, ’spetta qualche giorno, che qui i comunisti ce le mangiano, se non stiamo attenti… -.

Maschiacci…

Monday 30 May 2011

Cena con due amici, una coppia gay.

E io racconto del viaggio in USA con gli amichi miei, e gli dico così e cosà e siamo atterrati a Los Angeles e abbiamo affittato due muscle car una Camaro e una Challanger e siamo andati nel deserto e abbiamo scavato una buca per metterci i nostri ricordi e…

- scusa scusa scusa - mi dice uno dei due ridendo - ma tu non immagini quanto sia terribilmente ETERO tutto quello che mi stai raccontando!!!!!!! -

Inchessènso, scusa?

- nel senso che una roba del genere è del tutto fuori da ogni idea di viaggio gay… -

Dàvero?

- giuro! Tu, per esempio - dice rivolgendosi al suo compagno - lo faresti mai un viaggio come il loro? -

- Io? Mai mai mai nella vita - risponde lui, scuotendo la testa.

Ah, io e miei amichi maschiacci…

Giggi.

Friday 27 May 2011

No, adesso spiegami.

Spiegami: la festa.

La festa della fine della campagna elettorale, che dici tutti i miei sostenitori, gli amici, i volontari, gli sguatteri, i ragazzi che hanno volantinato, quelli delle interviste per strada, dei gazebi (?), dei siti internèt, la gente che hanno telefonato alla zia novantenne per convincerla a votare, tutti quelli, insomma.

Facciamo una grande festa, organizzo io ci penso io tranqui voi dovete solo gòdere, è la festa vostra, minchia vi faccio sballare come manco ai mondiali del 2006.

Bella zia! Che fàmo?

Concertone in piazza Duomo!

Bella bellissima zia! Grazie!

Sì, concertone aggratis per touch i mè amìs de Milan che si sùn fatt un cul inscì per la mè campagna elettorale… e vi invito Gigi D’Alessio!!!!!!!! Contenti???????

Oh, come si scrive, Pisapia?

Politicamente corretto (fino a un certo punto).

Friday 27 May 2011

- …e insomma avvocà - mi dice ieri il cliente di Latina- da noi la città è grande ma è anche piccola, ci conosciamo tutti. Per esempio io, quando esco di casa,  incontro sempre un ragazzo che mi saluta… un ragazzo… un ragazzo del paese… ma uno… come dire… come si dicono, chiamano, adesso… un… ecco! un diversamente abile… -

Io - ah, ho capito -

- eh sì eh no, ma questo è MOLTO, MA MOLTO DIVERSAMENTE abile… -.

Serbelloni Mazzanti Viendalmare.

Wednesday 25 May 2011

La cinpripessa grande ieri sono uscite le graduatorie degli asili comunali.

Siccome essa crebbe, l’anno prossimo la cinpripessa grande lascia l’asilo-nido e va all’asilo-asilo.

A Milano, te fai richiesta per l’asilo-asilo che vorresti, e se è vicino a casa tua e te lo meriti, il comune ti assegna all’asilo-asilo.

Noi, per una serie di circostanze che non sto a spiegare, viviamo in una zona ganza, e al centro di questa zona ganza c’è un asilo-asilo molto ganzo, molto bello, con il  verde il parco e tutte le case ganze intorno.

Ieri il comune fa uscire le graduatorie, e la cinpripessa risulta assegnata all’asilo ganzo.

Bene, gaudio gioia a tripudio, soprattutto perchè esso è a uno sputo controvento da casa, comodissimo.

L’ammmmmore mio a questo punto apre il file del comune con l’elenco dei bimbi che sono stati assegnati all’asilo ganzo, per vedere se qualche amichetto dell’asilo-nido è stato assegnato all’asilo ganzo, così la cinpripessa non soffre il passaggio.

Elenco dei nomi dei pargoli assegnati all’asilo ganzo:

BERNASCONI GUIDO MARIA ALBERICO

BERNASCONI ALDO ZENO MARIA

VISCONTI ALLEGRA PAOLA MARIA LUDOVICA

VISCONTI CLEMENTINA ADA UBERTA

WERMACHT JENO FRANZ UBERT ILDEBRANDO

DE MAGISTRIIS UMBERTO ZENO FRESCO ANDREA

ALDOBRANDI DI FRASCATI MERCELLINA ALLEGRA JACOPA SOLITARIA BENEDETTA

COZZOLINO GENNARO (il figlio del portinaio)

ASBERATH MALAFH JANKALA (la figlia della filippina di casa).

Minchia, la zona ganza, a Milano.

Bei posti, bea gente (amomilano).

Monday 23 May 2011

Che uno esce a cena con gli amichi e le mogli degli amichi.

Che si va in un posto così, di quelli un po’ rustici ma che se fai cagnara nessuno ti rompe le balle e siccome era una serata di cagnara, perfetto.

Che poi però viene il camariero a prendere le ordinazioni.

Siamo una dozzina e non siamo del tutto presenti a noi stessi, non siamo ancora del tutto molesti, quello no, però insomma “io prendo questo” “io quest’altro” “allora quello anch’io ma ben cotto” “posso averlo anch’io ma come secondo, che invece prendo sue antipasti ma uno me lo porta come primo?”, e via così.

Ma niente de che, ripeto.

Che a metà delle ordinazioni, il camariero smette di scrivere sul taccuino unto, mi guarda, appoggia la sua manaccia sugna sula mia spalla, squote la testa e mi fa

- minchia, che serata dimmerda -

e poi ricomincia a prendere nota delle ordinazioni, così, come niente fosse.

Amomilano.

Polytix II.

Friday 20 May 2011

In una conferenza stampa Bondi, La Russa, Verdini, Cicchitto, Gasparri, Quagliarello e Capezzone spiegano l’esito del voto. Senza nemmeno bisogno di parlare.

(copyright spinoza).

Polytix.

Wednesday 18 May 2011

Stamattina caffè con la collega Lamargherita.

Che mi dice “ma secondo te come facciamo a non far vincere Pisapia?”  e poi preoccupata “che tu non sarai mica per Pisapia no?”.

E io “no no però”.

Però che? mi chiede lei.

Però cazzo, rispondo io.

Cazzo cosa, chiede lei.

Cazzo cazzo, rispondo io.

Io queste elezioni campagna elettorale non l’ho seguita, eh.

Però, cazzo.

Posso dire che i Morattofili non mi hanno detto niente, ma niente niente, su Milano?

Posso dire che in quanto babbo, io so che han chiuso il consultorio nella mia zona, e l’ammmmore mio per portare le cinpripesse deve sgroppare per mezza città e far la fila in mezzo a mezza città?

Posso dire che gli asili, e i trams, e i trans, e le piste ciclabili che l’ammmmmore mio  porta le cinpripesse in bici e le piste ciclabili son lunghe dugento metri orco qui e orco là, e finite le piste ciclabili pare de stà ar Mugello?

Posso dire che sotto casa mia svernano e si briàgano e pìsceno e càgheno e ammucchiano rifiuti una massa di negher che rutteno e importunano le donne le ragazze e anche se non fossero ngher è uguale ma cazzo?

Posso dire che il bar sotto casa mia la ggènte parcheggiano in sesta fila e la sbirraglia comunale passa e tira dritto posso dire che cazzo la mazzetta, cazzo?

Posso dire i taxi? Posso dire che arrivi a Linate dopo un viaggio di mille ore gonfio come un papero carico di valige come un migrante stanco come una merda al sole d’agosto e o il taxi a mille euri al chilometro o aspetti un pulman catrame che ti lascia dopo tre ore di pieno zeppo a cento chilometri dalla metropolitana?

Posso dire gli autovelox su viale Zara, tarati a 50 all’ora?

Posso dire viale Fulvio Testi, cantierato da un secolo e mezzo?

Poso dire Paolo Sarpi, posso dire l’Arena inagibile, posso dire che chiudono i teatri e aprono i negozi di mutande, posso dire scavano per terra e lasciano i buchi per sempre, posso dire che per andare allo stadio devo fare mille chilometri a piedi prima e dopo, perchè il metrò no?

Posso? No davvero, perchè a me, di Perluscone, dei processi, dei magistrati delle BR dell’economia mi frega così così, chè qui si parla di Milano, e invece i magistrati, le BR, il processo Mills, Tremonti e le spiagge, checcazzo mi frega delle spiagge, tanto io sono di Milano e quando vado in spiaggia, Ligurai, Toscana, Veneto o Argentina che sia, sempre pagare - e caro - mi fanno.

Cazzo.

Che poi Pisapia èccomunista, ma questa è un’altra storia.

Thunderstruck.

Tuesday 10 May 2011

Maddavèro davèro su iTunes non ci sono gli AC/DC?

Naaaaaaaaaaaaaaaa… paaaaaaaaaaccoooooooo…

E’ un problema di metrica…

Thursday 5 May 2011

Dice che Silvio Berlusconi dice che sarebbe ora che si merita che lo stadio San Siro di Milano sia dedicato a lui.

Dice.

Ma “Luci a Silvio Bersluconi / di quella sera / che c’è di strano / siamo stati tutti là” suona diverso, come dire, meno… meno… poetico?

PS: la battuta è rubacchiata, eh.

Minchia Pacquiao (pron.: mìn- ki -a, pa - ki - à - ho).

Thursday 5 May 2011

Dice ma i pugili fanno fatica?

Lo dice perchè non è mai salito su un ring. Anzi, fàmola facile facile, lo dice perchè non ha mai fatto una o due serie di ripetute al sacco.

I pugili fanno una fatica bestia.

Dopo la prima volta che fai due riprese - da un minuto l’una, eh - con un minutemmezzo di riposo tra una e l’altra, e con un’intensità che tu’ nonna al bingo va il doppio di te, ecco vedi un incontro e alla quarta ripresa dici “eccomecazzofanno”, ed è una sensazione diversa anche da quando vedi i maratoneti che al quarantesimo chilometro scattano, cazzo ti scatti, o’ scemo, che ti fanno impressione, ma vedere un pugile dopo sette otto riprese da tre minuti che ancora je dà e le prende, bhe, tanta roba, tanta tanta.

Questo in generale.

Poi, negli ultimi cinque dieci anni il pugilato ha avuto Pacquiao.

Ora, vi spiego, il pugilato non è quello dei pesi massimi; cioè, sì, due cinghiali da 120 chili di muscoli con du’ ciavatte al posto delle mani che si pestano è impressionante, non lo nego.

Ma quelli normali, quelli da 70, 80, 90 chili, uomini normali, appunto, i loro incontri hanno un’intensità e una fisicità che lèvati.

Ecco, e qui arriva Pacquiao. Leggete per capire chi è e cosa ha fatto.

Sabato, a Las Vegas, difende il titolo (qualo? Non è importante, uno, ne ha talmente tanti…).

Dice e come si allena, Pacquiao?

Il Washigton Post lo ha seguito un po’.

Per prima cosa, Pacquiao ha un battito cardiaco estremamente lento, di circa 42 battiti al minuto. La caratteristica lo accomuna a diversi atleti negli sport di resistenza, ma a differenza di questi lui non fa mai allenamento ad alte latitudini. Nei momenti di maggior sforzo il suo cuore può accelerare fino a 205, e mantenere il ritmo per molto tempo.

Pacquiao si allena moltissimo, e i ritmi forsennati con cui lo fa contano almeno quanto il fisico. Ogni giorno fa circa 2.000 addominali, ma la giornata si apre sempre con una lunga corsa per le colline, accompagnato solo dal suo cane. Nel pomeriggio invece si allena con 12 round di sparring, che intervalla con corse a zig-zag per aumentare l’agilità delle gambe, ginnastica ritmica e, se non ci sono incontri in vista, partite di basket. I suoi diversi allenatori sono concordi nel dire che, se altri pugili si allenano quanto lui in termini di tempo, la sua intensità è unica. Pacquiao usa gli intervalli di sessanta secondi tra un round di sparring e un altro, dice il suo allenatore sul ring, per fare altri esercizi, e insiste perché la sua sessione di corsa mattutina non venga eliminata neppure nei giorni in cui è previsto un allenamento più intenso.

Minchia, Pacquiao, rispetto.

Ecco il piccolo Manny, in 8 anni, metter su chili e chili di peso e potenza senza perdere velocità abbestia, e trovarsi di fronte avversari via via sempre più grossi e potenti e carigne, e gonfiarli tutti, senza distinzione, senza cambiare una virgola, veloce il doppio e catìvo come una merda d’estate.

Che poi, se volete, potete sempre guardarvi la replica di Varese - Ascoli.

Ussama.

Wednesday 4 May 2011

Eeeeeeehh… certo però che poteveno anche arrestarlo processarlo Norimberga laggiustizia lallegge laddemograzzia i cowboys Giònuein eeeeeeeehhh… certo poteveno anche arrestarlo.

Anche no.

E se fai questi discorsi, te resti un italiano ciaccione col ditino alzato, e non hai capito una seppia dell’America, e del perchè loro sono americani, e tu no (purtroppo per te).

Nido (baby boomz).

Monday 2 May 2011

La mia cinpripessa l’altra sera dopo cena era cinpripessata sul divano, in pigiama e profumo di bagnetto e piedini scalzi con le dita piccole.

Ecco che si stringe le gambe al petto e le prende con le mani e mi guarda e mi dice “questo è il mio nido”.

E io “posso venire nel tuo nido?” e lei “tu puoi” e allora io mi accoccolo attorno a lei e la stringo piccola e calda che sa di pigiama e bagnetto.

E lei vede che nella stanza ci sono anche mamma e la piccola piccolissima e dice “vojo anche la mamma e Martina nel mio nido” e mamma e Martina allora arrivano e ci stringiamo tutti attorno a lei e lei dice “questo è il nostro nido” e io dico “e nessuno può entrare” e lei “nessuno solo io papà mamma e Martina” e ci stringe tutti.

Ecco, come dire, una bella serata.

I hate mondays…

Monday 2 May 2011

No per dire, diciamo, che è da stamattina che sono entrato in studio ho preso un caffè e ho detto “mmmmmmmmmh” che mi è partito un gorgoglione bassoventrale e mi si era apparecchiata una lussuosa cagata che già mi prefiguravo e pregustavo, ecco, diciamo, che son le cinquemmezzo del pomeriggio e ancora gorgoglia, cazzo, e dici ma almeno hai lavorato ti sei messo avanti, avanti ’sta ciòlla, avanti, che c’ho talmente tante cose da fare indietro che quasi quasi non faccio un cazzo, per quello che cambierebbe continuare a lavorare oggi fino a tardi.