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Hippo blog » 2011 » April

Archivio di April 2011

Mi te còpo…

Thursday 28 April 2011

La piccola cinpripessa ieri vado io a prenderla all’asilo.

Mi vede mi fa un festone ride, la prendo sulle spalle e trottiamo verso casa cantando a squarciagola “ci son due coccodrilli”, in coro, e la ggènte ci guardano ma poi sorrideno.

E io le chiedo - amore mio bell’appapà, com’è andata all’asilo oggi? -

- Un bambino mi ha spinto -

- Come ti ha spinto? E ti sei fatta male??? -

- Sì! E poi un altro bimbo mi ha picchiata -

Menghia. Io a chill’l'accido, lo stronco, gli spezzo la noce del capocollo, lo incartapecorisco come un cleenex usato, minchia la mattanza, minchia teneeeeetemi, minchia qui scatta la violenza l’omicidio volontario premeditato aggravato e con lo sputo in fondo, minchia il genocidio…

Ma davvero, eh, mica per ridere, che ho faticato a trattenermi a non tornar dentro e spargere sangue a caso, così, tanto nel mucchio il colpevole lo becco.

Per una spinta.

Minchia.

I prossimi anni diventeranno pericolosi, per la comunità, intendo.

So far away.

Tuesday 26 April 2011

La polemica di Giovanardi (del PDL) e di Merlo (del PD) sui manifesti dell’Ikea mi ha fatto pensare.

(Non sapete di cosa parlo? Uff, ma in che mondo vivete? Parlo di questo).

Sai quando ti dicono che la politica è lontana dalla gggènte?

Ecco.

Ma Giovanardi va mai in giro, tipo a Milano, o Torino, o Roma, la sera, tra la gggènte?

O negli uffici?

O nelle palestre?

Ma lo sa, lo sanno che i gay non fanno più effetto a nessuno?

Lo sanno che nel mondo reale, che non è quello che pensano loro, i gay è talmente normale che la gggènte anche se ci sono dei gay raccontano le barzellette e fanno le battute sui gay, come le fanno sulle bionde se ci sono bionde o sugli interisti se ci sono interisti? Che “questo è il mio compagno” o “la mia compagna” o “la Franca si è fidanzata” e tu rispondi “ma dai! E chi è la matta che se l’è presa?”?

E’ la distanza, questa distanza, che da la misura dell’ignoransa, nel senso che ignorano, con la “s” per far la rima.

Stanco? Chi? Io?

Wednesday 20 April 2011

Ier sera torno a casa saran state le novemmezzo, cotto dopo una giornata che ho corso come un lupo inseguito da un branco di leoni (???) e ho parlato con più persone io che quello dello sportello informazioni della Centrale.

Arrivo entro nell’ingresso del palazzo mi metto ad aspettare l’ascensore, e intanto penso.

Penso alle riunioni di oggi, che devo fare dei memo (memi? Mema? Mou?) di quello che ci siamo detti.

Penso a quel contratto importante, che me l’hanno firmato ma c’è un errore e allora bisogna chiamare spiegare rimandare rifirmare.

Penso alla mail di quello che chiede notizie.

Penso alle cento telefonate a cui non ho risposto, tutte importanti.

Penso al consiglio di amministrazione di stasera, che non finiva mai, e all’assemblea degli azionisti di domani mattina, alle deleghe, ai bilanci da approvare, alla relazione del collegio sindacale.

Penso a quell’articolo che devo scrivere.

Penso a… minchia quante cose penso!

Come cazzo è che sto qui da dieci minuti concentrato su tutte ’ste cose di lavoro e non arriva l’ascensore????

Ah…

Dici…

Dici che se sto qui davanti alla porta dell’ascensore, fermo immobile, con lo sguardo perso e il cervello in pappa…

dici…

dici finchè non schiaccio il bottone lui l’ascensore lui non arriva, dici…

Ah…

Poesia (baby boomz).

Monday 18 April 2011

- Papà papà, prendimi in braccio che vojo guardare le nuvole -.

Ceccàp.

Thursday 14 April 2011

Arrivati a una certa età, e magara con una famiglia sulle spalle, la salute diventa importante.

La mia assicurazione mi offre un check up gratuito ogni due anni: checcarini! direte voi; col cazzo. Lo fanno perchè così sanno se sto bene o sto a morì (me tochi i ball) e se conviene o non conviene assicurarmi.

Ciò detto, e malidetto l’assicurazione come buona abitudine, mi reco al check up.

Sangue, urine, freni, frecce, elettrocardiogramma, filtri, tappetini, peso, altezza, spirometria, un continuo dentro e fuori da stanze popolate da dottori e dottoresse che ti spogliano, palpano, toccheno, moveno, ascolteno.

A un certo punto, ormai completamente rincoglionito, mi trovo seduto fuori dall’ennesima stanza.

- venghi venghi entri entri -

- buongiorno -

- buongiorno si segghi si spogli si sdrai sul lettino si cali pantaloni e mutanni -

- scusi, ho jun po’ perso il conto… lei è? -

- l’urologo! -

- ah! E che mi fa? -

- le controllo l’apparato -

- apparato? -

- apparato idrico riproduttivo. A proposito, lei a livello idrico riproduttivo, come va? -

- guardi, a livello riproduttivo direi eccello, non per merito mio sia chiaro, ma oh due colpi due figlie, non so se… -

- bene bene, e a livello idrico? -

- eh, a livello idrico ora che me lo dice, non è più come una volta che si facevano le gare con gli amici a chi riusciva a scavalcare l’intero cofano di una panda con l’arco della pisciata… ora anzi ho visto gente che si premura di allargare le gambe per non pisciarsi sulle scarpe… -

- aha! -

- checcè? Eggrave? Erròtto? -

- no niente, però diamo un’occhiata alla prostata per sicurezza -

- un’occhiata? -

- metaforicamente -

- ah, e fuor di metafora? -

- si sdrai, tiri su le gambe, faccia un respirone e pensi alla bandiera -

Figghie mie, minghia nemmeno immagginate quanti sacrifici e quali prove appapà, per voi…

Non ti.

Tuesday 12 April 2011

Non ti preoccupare che sei piccola piccola piccola picciò, crescerai.

Non ti preoccupare che non cammini, correrai, salterai, pedalerai, nuoterai, volerai.

Non ti preoccupare che non parli, parlerai, dirai cose bellissime cose banali parole semplici che saranno speciali per chi ti ascolta e parole complicate che spiegano cose semplici, canterai, sussurrerai, urlerai di rabbia o di canzoni.

Non ti preoccupare che non sai, saprai di luce e di nebbia, saprai di mattini e di notte e di sole e nuvole e piogge e mari e montagne pianure d’autunno neve che tarda l’inverno di come volano i razzi di come camminano le formiche saprai cose da dimenticare e scorderai cose che sembravano importanti.

Non ti preoccupare che non conosci, conoscerai persone, bambini ragazzi uomini donne anziani giovani un mondo pieno di gente di tutti i colori vedrai la gente mangiare e bere e ridere e dire parole che non immaginavi, e sarai felice anche solo di essere lì, a vedere come la gente fa le cose.

Non ti preoccupare che dicono il mondo brutto, vedrai la luce quando arriva, e quando se ne va, le foglie, basterebbero le foglie, e il mare, basterebbe il mare, ma vedrai di più, e sarai felice e piena di bellezza che basterà per molto, molto tempo.

Non ti preoccupare che dicono la gente è cattiva, entrerai in un museo sentirai la musica, la musica, leggerai poesie e libri vedrai un quadro e resterai lì, senza capire perchè, una poesia si nasconderà nel tuo cuore e verrà fuori quando meno te lo aspetti, e capirai che la gente è bella perchè fa cose bellissime.

Non ti preoccupare che dicono Dio non c’è, un giorno avrai qualcosa di davvero importante, e allora pregherai davvero.

E non ti preoccupare, di nulla, che c’è papà.

Auguri, martimarti.

…just a perfect day…

Tuesday 12 April 2011

A uno di quelli della palestra di pugggilato chibbòssin e savàt gli hanno inculato lo scuterone, l’altro giorno.

Lui, oltre ad essere abbastanza bravo, sarà alto un due metri larghi e peserà più di 100 chili a digiuno. Una bella bestia, insomma.

Oggi, in spogliatoio, si discuteva del furto e lui dice:

- che poi, mai che ti capiti di beccarne uno, di questi che rubano le cose, magari nemmeno da solo ma quando sei con due o te amici tuoi, di quelli giusti -

- eh, e perchè? -

- no, così, anche solo per passare una giornata diversa… -.

Tenerezze (baby boomz)…

Tuesday 12 April 2011

Da qualche mese la mia piccola grande dorme in un letto normale, anzi grande, che sembra un uccellino di notte mentre dorme spersa nel letto enorme.

Il letto grande abbiam messo le “spondine”, che sono dei trabatti alti trenta centimetri che lei se vuole li scavalla in un attimo, ma servono di notte, che così mentre si gira non cade.

Siccome a cinpripessa essa è in-tel-lig-ggg-ggg-gen-tis-ss-ssss-sssssss-ima, dopo un po’ si decide che la spondina di sotto, cioè dalla metà del letto fino ai piedi, “non serve”.

Quindi tre o quattro notti fa, la spondina di sotto scompare.

La cinpripessa, non fa un plissè, e se la ronfa alla grande.

Fino a stanotte, ore due e un pezzo.

STUMP!

- Aaaaaaaaaaaaaaaiaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!! Maaaaaaaaamaaaaaaa!!! Pappppppppaaaaaaaaàààààààààà!!!!!! -

Essa, è caduta.

E ha picchiato la testa.

E’ altresì vero che abbiamo il parquet, e di un legno morbido, mica marmo tigno delle Apuane, ma insomma, sempre chiorbata è.

Portiamo la cinpripessa nel lettone, la mamma le mette il ghiaccio sulla testa, lei frignola un po’, poi due baci una carezza e si calma, sbadiglia, dice “io ho sonno”.

- Amore, siccome ti sei fatta male e hai preso paura, se vuoi stanotte puoi dormire qui, nel lettone con mamma e papà… eh, piccola? Vuoi? Solo per stanotte, però, eh -

- No io non vojo. Io vojo dormire nel mio letto -

- Sei sicura amore mio… patatina… qui, nel lettone, con mammà e papone che ti coccolano, se vuoi ti racconto una storia per farti addormentare…? -

- Io ho detto no. Vojo dormire nel mio letto -

(Col tono del “OH! Pagliaccio in mutande! Sono le tre di notte ho picchiato la testa in terra checcazzo mi ripeti le stesse domande per sei volte?????”).

Quindi portiamo la cinpripessa nel suo letto, dove si addormenta abbracciata alla canna da pesca e al retino pieno di pescioni (ma questa è un’altra storia…) e noi ci consoliamo con un sospiro “eh, com’è già matura, la nostra piccola…” ma allunghiamo le mano in mezzo al letto, come per cercarla.

Autosuggestione.

Monday 11 April 2011

Entrare alla Feltrinelli, fare sei passi sei ed avere già le mani allungate per una bracciata di robe bellissime fichissime imperdibilissime, bloccarsi, chiudere gli occhi, concentrarsi sull’immagine di un’isola una montagna un bosco calmo, fare dei graaaaandi respiri profondi, e ripetere come un mantra:

non devo comprare libri non devo comprare libri non devo comprare libri non devo comprare libri non devo comprare libri….

Circo.

Wednesday 6 April 2011

Oggi processeno Berlusconi.

Davanti a Tribunale di Milano c’è una festa, la rivoluzione, il circo, ggènte di qua coi cartelli daje Silvio, ggènte di là coi cartelli daje a Silvio, la Celere in assetto antisommossa, camions, furgoni e furgoncini di televisioni, fotografi, giornalisti.

Siam lì, all’ombra, che osserviamo tutto ’sto cinema, e l’esimio avvocato Vernaghi mi fa

- va’ te se deve esser messo in piedi tutto ’sto cinema di casino per uno che ha ciulato qualche decina di puttante… -

- davvero… -

- perchè poi, guarda, se per poche decine di puttane fan su ’sto cinema, c’è solo da augurarsi che non processino mai il nostro amico Cioccio che allora il minimo sono elicotteri, carrammàti, guère civili e rivoluzioni popolari… -.

Mailand.

Tuesday 5 April 2011

Stasera Inter - Shalke 04.

I tedeschi a Milano a pochi giorni dalle elezioni. La città implora: restate.

(cit.).

Prudenza…

Monday 4 April 2011

Ecco stamattina sono andato a fare la visita il check up e mi han fatto il cardiotest sotto sforzo.

L’infermiera mia ha detto eh lei qui è troppo peloso poi si staccheno gli elettrodi venghi venghi poi ha preso un rasoio di sicurezza di plastica bleu e sgrat sgrat sgrat mi ha tirato via tre quattro strisce di peli sul petto.

Vado sudo sbuffo cardiocontrollano va tutto bene arrivederci eh mi dice vedrà quando cominciano a ricrescere i peli mi dicono gli uomini che le pruderà parecchio.

Arrivederci.

Ora.

E’ da tre ore che mi gratto il petto come una scimmia assalita dalle pulci fameliche del Kilimangiaro, cazzo, e son solo cinque ore che mi han rasato.

Dici che non sarà elegante se domani mi porto in studio tipo uno spazzolino da denti con le setole rigide, e ogni tanto mentre sono in riunione me lo infilo nella cammmicia e mi gratto facendo aaaaaaaaaaaahhhh beeeeeeeeeooooo con la linguetta ddde fòri?