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Hippo blog » 2011 » March

Archivio di March 2011

Bèl preciso fin dal mattino presto.

Thursday 31 March 2011

Stamattina.

Come tutte le mattine da una settimana in qua, per tirarmi su dal letto ci vogliono i gruisti, e anche dopo doccia barba caffè giacca cravatta scarpe e cappotto sono comunque operativo e utile come un semaforo alle tre di notte (giallo… giallo… giallo… giallo…).

Stamattina, prima del lavoro, devo passare in commissariato - no marescià lasci stare, quella è una storia vecchia, prescritta… no marescià pure quell’altra l’abbiamo risolta, patteggiato… no, ma no le dico per quella poi hanno archiviato… no guardi poi anche lì per quest’altra storia le spiega tutto il mio avvocato… marescià cosa chiama a San Vittore a fare, venga marescià le offro un caffè - dicevo devo passare per il passaporto.

Il passaporto è una roba che costa un immenso sforzo, da tante cartacce richiede, ma stamattina io taaaaaaaac! ho una borsa da avvocato con dentro un fascicolo verde con scritto sopra “passaporto” (si rincoglionisce di botto, basta una notte, bisogna esser pronti) e dentro uno dopo l’altro tutti i documenti belli precisi in fila in ordine in duplice copia.

Scendo.

Saluto l’ammmmmmorissimo mio, mi accosto alla mia My Personal Vespetta.

Attacco la borsa con “passaporto” al gancio che sta davanti alla sella, sotto la copertina antifreddo antipioggia, poi risistemo la copertina.

Infilo la chiave.

Giro.

Essa non gira.

Mha. Sfilo, riinfilo.

Non gira.

Faccio forza.

Nonnonnonnonnò.

Faccio parecchia forza.

Ungàzz.

Sbuffo, inizio a sudare.

I due guardiani dell’ufficio avanti al quale parcheggio la My Personal Vespetta son fuori a farsi la prima zibba della giornata, e mi osservano.

La cosa mi infastidisce parecchio, se mai ce ne fosse bisogno.

Alzo la copertina, caccio dentro il naso per vedere se mi hanno provato a forzare l’accensione, stanotte, d’altronde qui ghè pien de negher e si sa che quelli lì eh signora cosa ci vuol fare.

Niente, l’accensione è precisa.

Sudo parecchio, adesso, e bestemmio di più.

Mi tolgo il giubbottone e lo appoggio sullo scooter parcheggiato proprio accanto.

Tho, guarda.

Un’altra My Personal Vespetta.

150, come la mia che sto cercando di far partire.

Nera, come la mia.

Con una copertina nera, coma la mia.

Anzi, guarda, questa accanto ha uno sbrego sulla fiancata, proprio come la mia, mentre questa qui che non parte mortaccisua non ce l’ha, lo sbrego.

Ah, dice?

Dice che quella lì, accanto, è la My Personal Vespetta, e questa qui che non parte non è mia ma di un CAZZONE MALIDETTO MORISSI DOMANI però con un gran gusto e di una certa eleganza negli accostamenti cromatici e nella scelta degli accessori?

Esaurita la giusta dose di bestemmie, mi accavallo sulla MPV - la mia - e schizzo al commissariato.

Parcheggio.

Tolgo casco, lego la MPV - nei commissariati girano della gran brutta gente - e mi chino a prendere la borsa “passaporto”.

Non c’è.

Cazzo.

Paura.

Terrore.

L’ho persa!

Mi è di sicuro caduta mentre sorpassavo a duecento in piega contromano col medio alzato la macchina dei vigili… oppure quando ho saltato la coda al semaforo infilandomi nel parcheggio del bar in controsterzo… ecco adesso devo rifare tutta la strada in contromano - o nel senso giusto, per alcuni tratti… - per vedere se la trovo…

’spe.

Aaaaaaahhhhhhh.

’spe ’spe ’spe.

Tu dici che forse, màfforse he, essa la borsa “passaporto” è rimasta nel gancio della My Personal Vespetta che però era la Sua Personal Vespetta, quella che ho provato ad accendere sotto casa… aaaaaaaaahhhh…

Dici?

E dici che è il caso che mi muova in fretta, che col cùlo che ho stamattina quello è partito con la mia borsa “passaporto” al gancio e sta facendo il piccolo giro delle Alpi Austriache in vespa e prima di due mesi non torna… vado, va.

Eleganti…

Tuesday 29 March 2011

- E tu, come sei messo col lavoro? -

- Guarda, ho tante di quelle robe da fare che al solo pensiero mi vengono i coglioni alla zuava… -.

A’stronzo (punto esclamativo).

Tuesday 29 March 2011

Allora lei è un’attrice pakistana che ha partecipato a Big Boss, la versione indiana del Grande Fratello.
Appena tornata in Pakistan, viene invitata in una trasmissione e in collegamento ce sta un mullah che la attacca perchè abbrutta azzozza attroia allah vergogna le donne in casa zitte sotto e il chador ecchezzozzeria.
Lei, invece che star zitta, si incazza - ohi, se si incazza… - e prende il mullah e gli fa un culo così.
Chiunque sia passato almeno una volta in un paese islamico, ha avuto quella sensazione, che ci siano uno accanto all’altra il mullah e l’attrice, e che si deve sperare e fare il tifo per le attrici, che se vincheno i mullah sono cazzi.
Dura otto minuti, ma ne vale la pena, e alla fine ti vien anche voglia di dire “e mandacelo, affangul’, stucazz’ eeemullah!!!!!!!”.

Spinoza? No, Hippo…

Monday 28 March 2011

Il Corriere:

Bocchino chiede scusa per la Carfagna.

Bha, sai che a pensarci bene la frase potrebbe avere senso anche coi nomi invertiti?

We got a deal!

Friday 25 March 2011

Ier sera che l’ammmore mio è stracca stanchissima dopo una settimana d’inferno e oggi è ancora peggio, e alle undic’emmezza è ancora lì sul divano con il computer sulle gambe che tra una parolaccia e uno sbadiglio smazza mail, istruzioni, documenti e robe di lavoro.

Io le dico - amore mio, ti va bene se io intanto vado a letto? -

- certo - mi risponde lei senza nemmeno alzare gli occhi da una mail che dice robe tipo business meeting communication international global account good morning motherfucker

e io - ok allora vado, magari prima passo in cucina e faccio i piatti -

- davvero? -

- sì dai -

- grazie more mio, grazie davvero, lo so che sei tanto stanco anche tu che sei in piedi dalle cinque di stamattina, grazie grazie… -

- se se se, grazie va bene, ma tienilo a mente quanto mi sei grata, che appena ci riprendiamo e abbiamo dieci minuti per noi ti chiedo un rubinettone a tre mani con fischio e gorgoglione sifonato… -.

Prcptnz!!!

Wednesday 23 March 2011

Il capo - Hippo, devi andare a Roma in questi giorni? -

Io - sì ma non ho ancora deciso quando fissare una riunione… perchè? -

- No che domani c’è un’udienza a Roma e se magari devi già andare giù per altre pratiche potevi farla tu… -

- Certo! Fisso la riunione domani, allora… a che ora è l’udienza, che così mi regolo con gli altri incontri

- L’udienza è alle 10,30, ti ho già fissato un incontro col cliente per discutere e ripassare la questione alle 10,00, quindi se prendi il treno delle 6,30, anzi guarda meglio quello delle 6,00, e ci stai dentro largo -

Prcptnzzzldrsfndt!

Bèrghem (da òta, come sempre).

Tuesday 22 March 2011

Ecco ricordate la storia che avevo il clientone di Bergamo, e gli avevano cazzato un pagamento, e allora gli saltava la stagione, e beshtèmava parecchio?

Ecco, bravo Hippo bravo, con il vecchio ma sempre efficace trucco delle tre carte (uì uà uè carta c’è carta non c’è, addò stà l’ass’èbbastoni… qua sta la donna, qua sta o’ siett’addenari… qua sta l’asse abbastoni… addostà mo’?) l’abbiamo sfangata.

Cioè, risolta, dici ma va? cioè succede che uno paga un avvocato e questo ti risolve un problema? succede, succede. Non a voi, state tranquilli, ma succede.

Ecco, oggi arriva la mail con il comunicato ufficiale del clientone, che dice “…e grazie all’attività degli avvocati Hippo e Mariuolo, che hanno realizzato l’impalcatura difensiva…”.

Mi scrive il collega Mariuolo mi chiede:

“ma tu sapevi che stavamo a fa’ un’impalcatura?”

E io gli spiego ma no, è una metafora, è per spiegare, è per farsi capire da tutti… d’altronde sai, a Bèrghem (da òta), tutto gira sempre e comunque intorno ai concetti base dell’edilizia…

Giornate amare (non al mare, amare!).

Tuesday 22 March 2011

Son giorni duri.

Difficili, le piccole che c’han l’influenza il raffreddore e stan male, l’ammmmore mio che si è ammalata pure allèi, io che per lavoro ho girato e rigirato (senza sapeeeeere doveandaaaare…) come una trottola, si arriva a sera stanchi cotti basiti, ci si addormenta appoggiati con la fronte agli spigoli.

Eeeeeh esagerato!

Esagerato un mar caspio.

Vedi te, son tre settimane secche che non accendo la xbox 360…

Primawera.

Monday 21 March 2011

Oggi è primawera.

C’è il solicchio, calduzzo, cielo blè e woglia di non fare una verza a gagganella.

E invece son qui, chiuso, con la guerra alle cartacce appena iniziata, e già sto perdendo.

Ma vdvic!

Tènnica.

Tuesday 15 March 2011

L’altra sera séri dréee a guardar il Milan che giocava contro il Bari.

Male, giocava, sia detto per inciso.

A un certo punto, tipo a dieci dalla fine, metton dentro Seedorf.

Ed ecco che il Milan perde palla al limite dell’area avversaria, e il Bari parte con un sanguinoso contropiede, tipo quelli del calcio di una volta.

A centrocampo, Seedorf. Che per girarsi su se stesso ci mette una vita, poi accenna tre passi di corsa per correr dietro al contropiede, poi rallenta e trotterella, lento.

Io sbuffo “aloooooora, ma dai, ma insomma, ma corri no!!!!!”.

La mia cinpripessa, che era sdraiata con me sul divanone, si gira e con i suoi occhioni mi guarda e dice, con la serafica certezza che hanno i bimbi quando spiegano un fatto evidente:

- ma papà quel signore lì non va forte! Va piano piano vero? -

Minchia, delle due l’una: o mia figlia ci piglia già adesso parecchio, di calcio, che si sa mai, eh; oppure il Seedorf l’ha fatta proprio schifa, la finta di correr dietro al contrpiede…

Bèrghem (da òta).

Friday 11 March 2011

Sono a Bèrghem, da un cliente.

Un clientone, meglio. Uno che hanno cinque sei fabbriche, fanno robe, che spostano con i camions in giro per il mondo, uno gggrosso, insomma.

Il cliente ha un problema, che insomma un ragioniere ha sbagliato e in un pagamento ha messo tipo la data del 12 invece che l’11, e adesso a questo clientone per una cagata del genere rischia che gli salti mezza stagione.

Il cliente, ha un presidente, che l’è anca il parùn, è il padrone che la baracca è sùia, un bergamasco vero, di una volta, intelligente, catìvo come un lupo e carigna che conta le penne sui tavoli e fa il culo se ne manca una.

Vedo il direttore generale e gli chiedo

- e il pres, come l’ha presa ’sta storia? -

- eh, s’è incazzato. Più che altro, bestèmia -

- tanto? -

- eh guarda, credo di aver sentito più io le parole “Dio” e “Madonna” in questa settimana che Ratzinger da quando è diventato Papa… -.

E’ venuto un ett’emmezzo… cosa faccio, lascio?

Monday 7 March 2011

Ieri abbiam battezzato la piccolezza.

Tutto bellissimo, e io avevo prenotato un po’ di robe mangerecce per parenti e amici, meno di venti, che ci han fatto compagnia.

Avevo prenotato, in uno dei caffè pasticceria più fichi chic e stronzi di Milano, che però fan cose buone, parecchio.

Due panettoncioni gastronomici pesce e carne, pizzette, cabarets di paste, panini al latte con dentro roba buona, insomma cose così.

Vado a ritirare il tutto, domenica mattina alle undicemmezz.

- Buongiorno sono Hippo devo ritirare questo e quello -

- Buongiorno, provvediamo subito a incartarle tutto -

- Grazie! Mentre aspetto, mi prendo un caffè al banco -

- Prego, vadia! -

- Grazie -

- Eccomi qua di nuovo, è tutto pronto? -

- Tutto pronto impacchettato -

- Grazie. Quant’è? -

- Son duecentonove euri tondi tondi, e non si preoccupi, il caffè lo offriamo noi! -

Tutto vero, juro.

Ah, mein lieben Milano…

1, 2, 3, 4…cen-to! Cen-to!

Wednesday 2 March 2011

Siccome non si è mai matti abbastanza, io e l’ammmmmore mio, a tempo perso, si è parlato anche di un terzo incomodo, inteso come figlio, ‘mbecilli, non come uno che ci dorme in casa.

Lei un po’ ci pensa, io ho sostituito lo slogan “preferisco vivere” con un più attuale e calzante “preferisco dormire”, ma insomma.

Oggi lei l’ammmmmore mio è in giro per lavoro con gente e mi chiama e mi dice che chiacchierando con uno che c’ha effettivamente tre pargoli, questo gli ha detto

“guarda, per farti capire la differenza, passare da due figlie a tre o più è come passare dalla marcatura a uomo alla zona pura con fuorigioco alto”.

Che l’ammmmmore mio non l’ha capita, ma io invece sì, fino in fondo.

Peccato che io nasca stopper o, quand’ero in forma, al massimo terzinaccio.

Aitalians leaiaederships and quòlidi in ze wòld.

Tuesday 1 March 2011

- Buongiorno signorina TIM? -

- Sì buongiorno sono l’operatrice numero XYZ, come posso aiutarla? -

- Guardi, prima di tutto mi servirebbe un medico per il dito perchè a forza di schiacciare uno, sei, otto cancelletto asterisco due volte cancelletto la mia data di nascita il mio numero segreto e il numero segretissimo de li megghiu muort’ e mamete, mi si è slogato, il dito.

Poi, potrebbe anche occuparsi di inviarmi alcuni aiuti umanitari., chè da quando son qui al telefono son passati tre giorni e comincio a patire la sete… -

- Scusi? -

- No, niente, lasci perdere, non è colpa sua, povera vittima sottopagata di un sistema vergognoso, guardi ho questo problema così così e cosà e siccome siamo uno studio legale ed abbiamo diversi contratti TIM e paghiamo fior di palanche di bolletta, ci chiedevamo se potessimo avere un agente assegnato a noi che così quando abbiamo un problema o un dubbio taaaac chiamiamo lui -

- Ma certo! Ancora non avete un agente? Ma come, con tutto il traffico e le bollette che pagate… ci scusi, ecco, ci penso io, subito… -

- Brava! Bene! Dopo tanto patire, è un piacere vedere che poi alla fine la qualità di una delle aziende leaders italiane minchia capa sul mercato mondiale vien fuori, c’mon Italy, daje regà, bravi! -

- Ecco, guardi, chiami questo numero… preso nota? Bene, loro sono il centro coordinamento delle agenzie TIM a Milano, loro le assegneranno immediatamente un agente TIM che si prenderà cura di voi! -

- Grazie! Bene! Fico! Ganzo! Alè! Italia, 150 anni spesi bene!!!! -

*

- Pronto? -

- Pronto buongiorno sono l’avvocato Hippo noi siamo uno studio legale noi abbiamo parecchi abbonamenti TIM e siccome paghiamo parecchie palanche la TIM ci ha dato il vostro numero dicendo che ci avreste assegnato un agente guardi noi avremmo necessità di modificare i contratti che… -

- Mi scusi se la interrompo, avvocato -

- Dichi -

- Non è la prima volta che dalla TIM sbaglino, ma… noi siamo il centro agenzie Vodafone -.

Tutto vero, juro.

Dice che emigrare sugli Appalachi non è una prospettiva da buttar via.