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Hippo blog » 2010 » December

Archivio di December 2010

Auguri 2.0.

Friday 24 December 2010

Zoffgentilecabriniorialicollovatiscireacontitardellirossigraziani… vuoi mettere?

Tuesday 21 December 2010

bearzot

Da qui.

Malidèti tùti / Vecchia zia.

Tuesday 21 December 2010

Malidèti tùti.

Alora ier sera l’amorisssssimo mio è fuori a cena per la cena di Natale del lavoro, e io sono a casa da solo.

So’ carico come una mina.

Pupe a nanna, birra a cannozza dalla bottiglia, bàsla di pasta al pesto, rutto libero e God of War III da finire alla playstation 3.

Alla tua età?

Alla mia età, alla mia età, embè?

Insomma ciao ciao amore mio buona serata cià cià cià, buona notte piccola bimba bella buona notte piccolissima bimba bella bacio bacio notte notte cià cià cià.

Acqua sul fuoco, birra in mano, due fettine di salsiccia sarda piccantina come ape.

Vaaaaaaaiiii… adesso prendo il pesto dal barattolo nel frigo - l’ho visto ieri - lo imbàslo, lo imputtanisco come piace a me con olio a crudo, parmiggia a pioggia e una mezza dose di peperoncino…

Usti.

Dov’è il pesto?

Era qui.

Pòpo qui.

Su questo malidetto ripiano.

Vediamo dietro.

Sopra.

Sotto.

Nel cassetto della frutta.

Della verdura.

Argh argh argh.

Tra le salse e le uova nello sportello.

Dietro le bòzze dell’acqua e del vino.

Anf anf anf.

Nel congelatore.

AAAAAAAAHHHHHHH!!!!!

MALIDETTTTTTTI TUTTTTTIIIIIII!!!!!

Se sò magnati er pesto mio!!!!

AAAAAARRRRGHHHH!!!! SCATENATE L’INFERNO!!!!! CALINO LE ERINNI A PUNIRE I RESPONSABBBBILIII!!!!

Minchia: il frigo langue, se non c’è il pesto so’ nella merda, pare il frigorifero della copertina di Titanic di De Gregori… che me magno?????

Aaaaaaargh…

Terrore, famissima, adesso c’ho una voglia di pesto che piuttosto esco e vado al parco a far su l’erba delle aiòle e poi la schiaccio e ci faccio un pesto casereccio, cazzo…

L’acqua bolle, e sembra che dice “blob ‘mbecille blob bònopesto blobblob devimorì blobb blobb”.

Odio tutti.

Mi giro su me stesso disperato, pronto ad addentare un morso di salsiccia sarda piccante così, con la pelle e tutto, per la disperazione…

’spe ’spe ’spe… cosa c’è lì sul piano della cucina, accanto alla bàsla, alla parmiggia, all’olio bòno?

Ah… c’è il pesto…

Ah… l’ammmmmore mio me l’aveva tirato fuori lei… ammmmmore… tanto tanto ammmmmore…

Bravo l’ammmmmore mio…

A questo punto, inevitabile chilata abbondante di pasta, e seconda birra a gagganella per sgrassare…

Vecchia zia.

Hippo - sai ammmmore mio ho visto su un cartellone pubblicitario di quella marca molto fica degli scarponcini invernali schicchissimi elegantissimi belìzzzimi… -

- Se vuoi, te li regalo per Natale -

- Sìììììììììì!!!!! -

Dopo qualche giorno, in giro per Milano.

Hippo, davanti a una vetrina in centro - Eccoli! Eccoli! Guardali! Che fichissimi! Scarponcini fichissimi!!! -

- Ok ok, te l’ho detto… te li regalo per Natale -

- Sììììììììììììììì!!!!!!! -

Dopo qualche altro giorno.

- Ah, amore, volevo dirti -

Hippo - Sì? -

- Sono andata a comprarti gli scarponcini invernali -

- Brava! Belli! Fichissimi!!!!!!! -

- Ma c’è un problema… -

- Li hanno finiti? Eh lo sapevo! So’ troppo fichi e li han venduti tutti!!!! Ecco! Accidenti’ammè accident’! -

- No no… esserci ci sono… -

- Ah, meno male. E allora? -

- E’ che sono un modello solo da donna… -

- Còmo? -

- Sì, quel modello lì, che ti piace tanto, è della collezione for women, non lo fanno da uomo… -

- Ah na? -

- Na -

- Ahhh… eeeee… senti… non è che hai chiesto se il modello da donna lo fanno numero 42…??? Che tanto, scarponcini sò scarponcini… no eh? -.

Dddddemogratishi…

Monday 20 December 2010

Avete per caso sentito un’intervista un dibbbattito un intervento di uno degli studenti che protesteno per strada.

Io sì. Per caso, eh, e non ho fatto in tempo a cambiare e mettere sul TG4, e allora l’ho sentito.

La ddddemograzzzia.

Làggente, taaant’aggènte.

La lottapartigggiana, dici checcentra, sempre, c’entra, te mettila dentro, che nessuno avrà mai il coraggio di dirti “cazzo c’entra la lottapartigggiana”.

Gli insulti. L’orecchino. “Voi” che poi sono tutti gli altri, e “noi” sono solo loro.

Niente idee, niente proposte, solo chiacchiere da leaderino ddde sinistra, da piccoli veltroni crescono.

Loro, invece, poi non dite che non l’avevo detto, ecco loro ce lo buttano in tasca anche con le proteste, perchè prima di tutto da loro i figli delle rockstar nella folla che protesta, e poi loro fanno parlare un regazzì di 15 (15!!!) anni e lui dice così:

Ecco. Loro.

Uòfffff…

Monday 20 December 2010

Sei lì che leggi il tuo iPad.

In particolare un’applicazione che si chiama flipboard, che sfogli leggi guardi ascolti.

Spegni l’iPad, che in realtà non si spegne mai, ma solo spegni lo schermo, quindi click, spegni lo schermo.

Poi dopo 5 minuti vai a riaccenderlo (esso l’iPad da dipendenza).

Mòtto.

Mòtto per sempre.

Non si accende, non suona, non fa BOING, niente, schermo nero.

Mòttissimo.

Tieni schiacciato il tasto - l’unico tasto… - ma niente.

Almeno ci fossero tre tasti, faresti control+alt+canc, ma non ci sono, tre tasti.

Allora chiami il servizio gratuito fabonline24, che son bravi e rispondono sempre, certo prima di poter parlare col tènnico devi sorbirti cinque minuti di pubblicità che parlano dell’Inter, ma poi eccolo il tènnico “tieni schiacciato il bottone e anche il pìrolo sopra insieme per 10 secondi”.

Uno, due, tre, quattro… BOOOOIIIINNNNNG!!!

Acceso!

Funziona…

Resettato.

Non c’è dentro gnènte di gnènte.

Libri, palettate di libri che avevo dentro.

Videi, sacchi di videi serie tivvù filmi.

Applicazioni, giochi, musica, robe.

Tutto sparito.

Vabbè, mi dice l’ammmore mio, domani mattina lo attacchi al computer in studio e SE HAI FATTO TUTTO COME SI DEVE nel computer in studio c’hai dentro tutto e lui woooooosh! se lo risuca ed è tutto come prima.

Ah!

Paura.

Chissà sa ho fatto tutto come si deve. Io il coso lo attacco, poi di solito saltan fuori una o due finestre che mi chiedon robe e io schiaccio YES!CAZZOYES!!! e basta.

Sperem.

E vado a letto incrociando i diti.

Ma il problema, quello vero, grave, pèso, è arrivato stamattina.

Che suona la sveglia.

Mi sveglio.

Bràncolo nel buio, scivolo in bagno, mi siedo là dove un vero uomo si siede ogni mattina, accendo (…) l’iPad e il mio dito cerca automaticamente l’icona del corriere che per magia tutte le mattine compare splendido e fresco di stampa sullo schermo… e invece non c’era.

E’ lunedì, mi son detto, scuotendo la testa e leggendo le istruzioni in tedesco sul retro di una vecchia confezione di shampoo rimediata dal cestino sotto il lavandino…

Bulgària.

Thursday 16 December 2010

- … e insomma l’altro giorno arriva il capo chiama tutti nel suo ufficio e apre un pacchetto di biscotti al cioccolato “prendete prendete”.

E noi prendiamo, mangiamo un biscottino o due, già che siam lì prendiamo anche un caffè.

E il capo che si sbarba fa il signore “buoni eh?” e poi a un certo punto si rivolge a me e mi fa “eh dove lavoravi prima, una roba così te la sognavi, eh???” -

Hippo - Ah. E tu? -

- Bhe io ho preso un biscotto, gli ho dato un morso, e poi gli ho detto “oh, capo, mi hai offerto due biscottini muffi, mica una bulgara in autoreggenti che mi implora di farmi fare un pompino” -

- E lui? -

- Niente, ha preso i tre biscotti che rimanevano nella scatola e se n’è andato offeso -

- Guarda, certe volte, la gente -

- Sì si offendono senza motivo -

- Interessante però l’idea della bulgara… -

- Vero? Così se vuoi farmi un regalo, per Natale, non devi sbatterti a pensarci -

- Una bulgara? -

- Una bulgara. Che implora di farmi un pompino -

- In autoreggenti -

- Sì, ma se la trovi solo senza le autoreggenti, non è che te la mando indietro -.

Mamma mia…

Tuesday 14 December 2010

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Mavvaffa…

Tuesday 14 December 2010

Ma guardando leggendo ascoltando ’sta roba della crisi politica Perluscone Fini i communishti quelli che grideno quelli che agitano le mano quelli che leggheno - male - dei discorsi orribili, quelli che parlano come De Mita, quelli orribili sudati, quelli stazzonati, quelli coi capelli unti, quelli grassissimi gònfi come paperi, quelli col sorriso, quelli che parlano del “mezzogggiònno di Tàlia”, ìggoviènno, lo shvèlupppo, gli inveshtimèndi, e laggggènde, oh lagggggggggggènde, tanta tanta gggggggggggggèende, ìppppopolo, tanto tanto ìpppppopolo.

Ma anche voi, che non hanno idea, nemmeno lontanamente, di quello che succede nel mondo reale?

It’s show time!

Friday 10 December 2010

Wedding channel.

Monday 6 December 2010

Ogni tanto, così per passare il tempo, si pensa che ci si potrebbe anche sposare, un giorno.

Hippo - …e poi sai amore ho avuto un’idea bellissima per la lista nozze -

L’ammmmore mio - ah sì? Ma in che senso, lista nozze? Guarda che noi abbiamo praticamente già quasi tutto e poi con le bimbe… -

- no guarda infatti e c’ho pensato secondo me è la soluzione ideale -

- tipo che ci facciamo regalare le quote del viaggio di nozze? -

- tipo… -

- cioè? -

- Ecco, io avrei pensato una roba del genere, dimmi se la vedi meglio già scritta in piccolo sull’invito o è meglio fare un bigliettino a parte -

- dimmi -

- Ecco:

Lista nozze presso

Banca Intesa - San Paolo

Filiale n° XXX, Via XXX, Milano

IBAN: ITXXXXXXXX

Conto corente numero: XXXX

Come la vedi? Troppo vago? Dici che è opportuno mettere entro che data deve arrivare la valuta? Metto un minimo, che io li conosco, quei barboni che ci sono in giro? Amore…? Amore mio…? Che fai, piàgni? Che te sei commossa…? -.

Babies boomz…

Monday 6 December 2010

La paternità, meglio se multipla, cambia la prospettiva e la visione che uno ha delle cose.

Tipo.

Il bidè.

Ecco, tutti abbiamo il bidè.

Esso è lì, a casa, nel bagno.

Ma non lo notiamo. Cioè, lo usiamo, ma velocemente, di passaggio tra un “prima” impellente, importante ed inevitabile ed un “dopo” più sereno, libero, leggero.

Diciamo che il bidè, al massimo, ha avuto un suo momento di gloria se e quando avete comprato o arredato casa, ecco che allora sì, scegliendo i sanitari, ecco allora “sì ecco li vorrei a forma di fungo anzi no di fiore e color rosa antico anzi anzi rosso pompeiano anzi nero, lucido, no no nero opaco, come la macchina del Balotelli, ecco a forma di margherita e color macchina di Balotelli!!!”, ma anche in questo caso il bidè è completamento, corollario, accessorio del water.

C’è chi ci si lava i piedi, c’è chi di notte di mette a mollo i mutànni e i calzi sporchi, certo, ma sono solo piccoli momenti di gloria passeggera, prima di tornare nell’oblio dei bidè.

Poi, arrivano i bimbi.

E il bidè, all’improvviso, esso diventa i paradigma accessibile di tutto ciò che è lontano, sfuggevole, vietato e inarrivabile.

I bambini adorano l’acqua.

Meglio se scorrevole e regolabile nel flusso.

I bambini passerebbero le giornate a cacciare le mani - e qualsiasi altro oggetto, meglio se inzuppevole - sotto l’acqua.

I bambini infatti guardano adornati, sùpplici e ipnotizzati il lavandino in bagno, la doccia e il rubinetto della vasca e il secchiaio della cucina.

Ma, malgrado tendano le manine verso l’alto e saltellino sulle punte, semplicemente non ci arrivano.

E si intristiscono.

Finchè il bimbo, che esso è astuto come un pumo (o come una puma, nel caso che come le mie esso sia femmina), scopre l’esistenza del bidè.

Ma il bimbo - puma, si accosta al bidè come un incursore della marina, silenzioso e cauto, in quanto il suo istinto di pumo gli ha fatto subito capire che il bidè è “NO! HO DETTO NOOO!!! STAI LONTANO!!! TI BAGNI!!!!!”.

Quindi, appena mamma e papà si distraggono, il pupo gioca indolente qui, davanti.

Poi, frush!, scivola come un pumo un po’ più in là.

Mamma e papà alzano gli occhi, e lo vedono sempre indolente, sereno, che trabiccola con un carabattolo qualsiasi lì, seduto, innocente ed angelico, tanto che “com’è tranquilla oggi… non sembra nemmen lei… sarà mica malata?”.

E appena girano gli occhi frush! frushfrush!, scivola come un pumo in caccia ancora più in là, e poi in là e poi in là, finchè a un certo punto non lo vedi più.

“Dov’è???” “era qui un attimo fa…”

E nel silenzio, questo rumore FRSHHHHHHHHHHHHHHHHHH SPLASH PLASH SPLASH FRSHHHHHHHHHHHHH che viene dal bagno.

In bagno, essa - non più pumo, ma sopravvissuta all’affondamento del Titanic - è in piedi davanti al bidè, dove ha aperto l’acqua al massimo che causa un’onda tzunami che straborda sul pavimento sul parquet sul tappetino, mentre lei ci infila le mani le maniche i pantaloni zuppi e l’orsacchiotto preferito che galleggia, gònfio d’acqua come un canotto, sereno e felice.

Ed è una scoperta.

Di quelle che fatte una volta, non tornano più indietro, i bimbi, cioè il bidè esso è lì, e il pumo, sappiatelo, è sempre in agguato.

Quello che cambia, è che il bimbo si annoia, e dopo un po’ di volte dei tzunami, cerca nuove frontiere del divertimento bideale.

Forse per questo ieri sera, prima di dormire, fatto il mio sul water, mi sono trasferito senza guardare sul bidet, ho aperto l’acqua con gesto automatico, ho schiacciato due prese abbondanti di sapone ed ho infilato la mano sotto e AAAHHHHHHH!!!!!!!

PAURA! SPAVENTO!! TERORE!!!

Cos’è? Qualcosa mi ha punto, mi ha morso, mi ha graffiato!!!!

Un ippopotamo galleggiante giocattolo, con le orecchie in su ìrte e appuntite, mi guardava pacifico e un po’ stupito, mentre galleggiava felice nel bidet, ricoperto da due abbondanti prese di sapone liquido…

Viva la FIFA.

Thursday 2 December 2010

Oggi vengono annunciati i paesi che ospiteranno i mondiali 2018 e 2022.

Si può seguire l’annuncio in diretta, sul sito della FIFA.

O, se siete in giro, potete seguire lo stesso la trasmissione video dell’evento.

Ma solo…

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Pericolose simmetrie.

Thursday 2 December 2010

Fabrizio Corona: “viviamo in un paese di merda, mi sento preso per il culo, mi vergogno di essere italiano”.

Che io sia in tutto e per tutto d’accordo con Fabrizio Corona, mi deve far riflettere?