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Hippo blog » 2010 » September

Archivio di September 2010

Signorone (dedicato al mè amìs Wilson…).

Thursday 30 September 2010

Ieri ho conosciuto un signorone.

Un italiano, imprenditore, di quelli di una volta, che l’è andàa via dall’Italia nei primi anni ‘80, s’è fatto un mazzo così e adesso ha un gruppo che fattura 200 billions (come dire mijiardi…) di dollari l’anno.

Nemmeno da dire, un uomo bellissimo.

E insomma dice avvocato, io sono molto, ma molto, ma molto liquido.

Se lei avesse qualche cosa di interessante, in cui investire, me lo dica, io non mi faccio problemi, solo due cose: uno, niente borsa, fondi, stok exchange, hedge founds e quella roba lì: son cose per chi i soldi non li ha, e li vuol fare senza lavorare. Io, mi son fatto un culo così e i soldi li ho già. Due, più importante, niente - e dico niente niente, avvocato - niente in Italia. Questo è un paese che non merita niente, che non da niente, se sei fortunato ti rubano tutto e finisce lì, se ti va male ti processano,  sei poi non sei protetto ti mettono anche in galera: io me ne sono andato trent’anni fa, avvocato, per questo, e col cazzo che mi faccio inculare adesso. Ho anche il passaporto e la cittadinanza di XXXXXXXXX, e di essere italiano me lo ricordo solo quando ci sono i mondiali…

Avvocato… avvocato… che fa… mi lasci… mi lasci! Lasci la giacca!! Molla!!! Giù le mani!!!! Ma è impazzito????? Ma che fa, avvocato, piange…???

Maestro… maestro… portami con te… maestro, ti prego… non lasciarmi qui… maestro…

Webberia.

Tuesday 28 September 2010

Internèt esso è fubbo.

Probabilmente grazie ad un connubio con la CIA, i servizi israeliani e gli oligarchi russi, internet sa tutto di te. E si comporta di conseguenza.

Tipo, che quando sei su un sitolo e il sitolo ha i banners pubblicitari, i banners non sono più messi lì accazzo, ma spesso sono parametrati su di te, i tuoi gusti, i tuoi acquisti, la tua età etc.

Tipo, da un po’ noto che spesso i sitoli mi dicono “voti Silvio Berlusconi? Clicca qui!”, e io non clicco perchè temo sempre la scritta “a’ cojone!!!!”.

Poi i banners mi offrono tutte robe di calcio, scarpe maglie ciavatte canotte.

Poi mi offrono robe di arte, disegni, quadri, sculture.

Poi mi offrono enlargeyourpenis, ma - mi dico - questo è spam non è che ce l’hanno popo co me perchè sanno, non sano, diciamo che tirano a indovinare, diciamo.

Anche, ogni tanto, i banners che propongono i sitoli di appuntamenti, trova ragazze, donne per appuntamento, innamorati sposati divorzia, giovani donne parecchio majale, ogni tanto qualche invito “uomini donne gays tutti singles disponibili”, e i gays andavano in cavalleria, dai.

Oggi, un banners nuovo.

Diceva “solo per lei, un mese gratis, trova ed esci con donne mature della tua età”.

Mavaffanculo.

Impiccalo più alto*.

Tuesday 28 September 2010

No, dice che Shakira - o come si chiama, quella dell’Iran, insomma quella - non la lapidano più.

Hanno ceduto alle pressioni internazionali, si sono arresi.

E’ una vittoria della democrazia, di Obama, insomma de noantri, per dire.

Hurra hurra viva viva pàsce pàsce fàmo unabbella manifestazione dde giubbìlio.

Non la lapidano più.

La impiccano.

Bello, pulito, veloce.

Taaaaaaaac.

Come, la impiccano?

Dice è stata condannata a morte per omicidio, checc’è adesso che non va? Manco impiccà la posso? Ooooooooh allora dimmi, almeno la posso gassare, o una bella iniezione letale o al massimo la sedia elettrica, posso?

Anzi, Obbà, fàmo così, guarda, dice l’Iran, adesso noi ’sta Shakira qui te la mandiamo lì in America nella prigione dove l’altro ieri avete fatto fuori quella per omicidio, ce l’ammazzate voi, come vi piace di più, e non rivogliamo nemmeno indietro i resti, va, che così le fate un bel funeralone con una bella manifestazione di pàsce.

Ogni tanto, la civiltà occidentale mi sta un po’ sul cazzo.

*

Mi sa mi sa.

Tuesday 28 September 2010

Mi sa mi sa che quel caldo afoso di agosto per un po’ ce lo siamo giocato.

Sabato, copertina pelosa sulla MPV.

Tendìne.

Thursday 23 September 2010

In questo pomeriggio, con la luce che ormai fatica a passare attraverso le tende.

Mentre penso che magari inverto la disposizione dei mobili della stanza, così, per provare.

La luce di Milano, quando finisce l’estate.

Dormirei una settimana di seguito, giuro.

Belle le fotografie, belle.

Cose da fare, alcune importanti, altre meno, altre dipende, altre ancora no, ma cose da fare.

Mi guardo intorno.

Mi infastidisce ammetterlo, ma un po’ mi diverto.

Bling, arriva una mail, rompiballe, uff uff uff.

Ma ho della bella musica, che va.

Delle rose secche su uno scaffale.

Un pupazzo con gli occhi azzurri.

E penso che fortuna che ho.

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Tr’màun…

Thursday 23 September 2010

Ai tempi dell’università, alcuni studenti fuori sede pranzano alla mensa universitaria.

Finito, fanno per alzarsi, ma uno di loro rimane seduto, con lo sguardo che vaga, lento ed indagatore, avanti e indietro per la sala mensa, piena di altri studenti.

- Oh, Vincè!!! - lo scuote uno - che fai, andiamo!!!!! -

- No, scusate - risponde alzandosi Vincè - stavo prendendo appunti per la sega di stasera… -.

Fastidio.

Wednesday 22 September 2010

Ti prendono.

Ti mettono in galera. Non ai domiciliari, no no, proprio al gabbio, in una cella con altri.

Carcerazione preventiva, che può essere disposta se c’è pericolo di reiterazione del reato, o di fuga, o di manomissione di prove.

Siccome sei anche abbastanza conosciuto, finisci in prima pagina sui giornali, nel TG delle otto, i comici ci fanno imitazioni, battute e sketch, hahaha, tutti a ridere, e negli uffici, alla macchinetta del caffè emminchia, e io lo sapevo, guarda, con quella faccia lì.

Poi, dopo 6 anni, il GUP di Roma assolve “perchè il fatto non sussiste” tutti - tutti, eh - gli imputati, tra cui Vittorio Emanuele II, che erano stati presi, gabbiati, arrestati, sputati sputtanati, schifati da tutti, me compreso, sia chiaro.

Io, sono contrario, a voi e quelli come a voi.

Equipollenti.

Wednesday 22 September 2010

No, dico, equipollenti.

Genio…

Tuesday 21 September 2010

Bill Murray compie 60 anni.

E’ l’attore di Ghostbusters, Lost in Transalation, Ricomincio da Capo, cioè Il Giorno della Marmotta, etc.

Quando doveva girare Il Giorno della Marmotta, chiese espressamente  alla produzione di essere esentato da tutti i contatti diretti con la produzione stessa, che sarebbero invece stati affidati ad un assistente scelto dallo stesso Murray

L’attore scelse di assumere un sordomuto che poteva comunicare solamente con il linguaggio dei segni dei nativi americani.

Come dire, nunmerompercà.

Dottò Gècchi e Misserài.

Monday 20 September 2010

Ogni tanto mi pervade un’improvvisa preoccupazione.

Come quando - bello, “come quando”, mi ricorda il liceo, che leggevi “come quando” e segnavi in giallo lì accanto “SIMILITUDINE!!!” che taaaaaac! me la giuoco all’interrogazione… - come quando, dicevo, mi vedo o mi sento con un amico, e si parla di lavoro, di tasse, di canoni di affitto, finanziamenti in banca, ritinteggiare i locali, traslochi, Ikea (minchia, due uomini che parlano tra loro di Ikea, e sono sapùti, sull’Ikea!!!).

E mi dico vedi, vedi caro il mio pannocchione, te che amicimiei, te che marracheshesprès, te che unmercoledìdaleoni, te che insomma si invecchia ma non si molla una cazzo, t’è vist, alla fine è successo anche a voi, ghè gnènt de fàa…

E un po’ malinconico, e un po’ “eh ma insomma dai è stato bello finchè è Indurain”, mi avvio lemmo lemmo verso lo studio.

Sospiro, computer, mailz.

Ci sono tipo 25 mailz, degli ammici miei, che stanno organizzando la Casoerada sociale 2010, onlyformen, e nelle mailz è un putiferio, che nun se pò spiegà.

E mi consolo, che non abbiamo mollato, ancora no, solo che ci sappiamo nascondere meglio, ci.

…ma se era appena appena aggiàllo, era…

Monday 20 September 2010

Per conquistarsi la patente di moralista, vent’anni fa, bisognava essere dei notevoli rompicoglioni. Oggi basta dire “non si passa con il rosso” e già sei considerato tale.

(Michele Serra).

Wof… wofff… wofwofwofffffff…

Monday 20 September 2010

Hoffame.

Hoppraecchiaffame.

Adesso, per esempio, mangerei un bue ripieno di mucca e maiale, ripieni di cinghiale, ripieno di pollo e tacchino, farciti di pancetta, rombo, sgombro e merluzzo, intinto nella salsa di pomodori, uova e fritto misto, mentre aspetto una bàsla di pasta.

Hoffame.

…passaggi, passaggi di vento.

Thursday 16 September 2010

Avrei tante cose, serie, da dire, ma sarebbero buttate, con gente come voi.

Vale solo la pena, forse, di dire che la musica nel terzo video è il Koln Concert, part I, di Keith Jarrett, ed è bella da strappare la pelle.

Fùsbal.

Thursday 16 September 2010

Ieri sono andato a vedere il Milan.

Ero seduto vicino a uno che, diciamo, di calcio ne capisce (non più di me, quello è facile, intendo ne capisce in generale) e che possiamo, convenzionalmente, chiamare il Tènnico.

Dietro, invece, eran seduti due tifosi normali.

Normali ma un po’ cacachezzi, di quelli che allo stadio si fanno notare per due caratteristiche:

1. non gli va mai bene niente;

2. esprimono i propri giudizi ad alta voce.

Lo so, lo so, normalmente questo tipo di tifosi affollano la tribuna arancio di San Siro quando gioca l’Inter, ma insomma ieri sera erano a vedere il Milan.

E a cacarilchezzo cominciano subito, parlando di Boateng:

“uè l’è minga mal il negretto nuovo, lì nel mezzo”

e l’altro “sì, esprime buone fisicità e dinamicità in mezzo al campo”

E il Tènnico bestemmia a mezza voce e mi domanda sussurrando “ma cosa cazzo vuol dire  fisicità e dinamicità?????? O l’è bùn o l’è minga bùn de giugà a balùn!!!!!!!”.

Poco dopo, ad un contropiede che il Milan non porta a termine, sempre quello dietro dice, ad alta voce:

“eh ma noi non riusciamo a strutturare tatticamente i movimenti degli esterni sulle ripartenze”

Il Tènnico cerca di strozzarsi con la cravatta (la mia, lui non l’ha messa), trattenendo a stento un vaffanculo.

Poi, ad un certo punto del secondo tempo, Ronaldinho, Ibra e Robinho portano palla sulla sinistra.

Fanno una serie di piccoli, rapidi e precisi passaggi di prima, tengono palla ed attirano su di se’ tre dei quattro difensori avversari ed il pressing dei centrocampisti.

Insomma, quasi tutta la squadra avversaria è addosso a ’sti tre.

Quello dietro:

“Aloooooooooooooraaaaaaaaa!!!!! Imbeciiiiiiiiiiiiilliiiiiiiii!!!! Dove caaaaaaaaaazzo vi siete andati ad infognaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaareeeeeeee!!!!!!!”

Sulle ultime “eeeeeeeeee”, all’improvviso, Ibra finta, Robinho scatta e Ronaldinho gioca una palla che passa in mezzo a tutti gli avversari che avevano addosso e PAF! arriva sui piedi di Pirlo, da solo al limite dell’area, che calcia al volo indisturbato - gli avversari eran tutti addosso ai tre - e sfiora il palo.

L’esperto non ce la fa.

Si gira di tre quarti e dice a quello dietro:

“Eh, visto? Si erano infognati proprio bene…”.

Quello dietro non capisce, bàbbetta, chiede “in che senso, scusi?”

“nel senso che se l’attaccante porta palla verso sinistra, l’esterno di destra si deve allargare, mentre l’altro attaccante viene anche lui a sinistra; allora il centrocampista di sinistra si mette anche lui dietro, sulla fascia e minaccia di partire con la sovrapposizione; la squadra che difende a questo punto, per non andare in inferiorità numerica è costretta a spostare tre difensori e un altro centrcampista verso la propria destra, lasciando però così il centrocampista della squadra che attacca uno contro uno con il centrale difensivo; ma se il centrocampista è bravo, sceglie il tempo dell’inserimento proprio quando il centrale fa un movimento  a salire, e così lo prende in controtempo; a questo punto l’attaccante che ha la palla può provare un passaggio diagonale, che mette il centrocampista in condizione di puntare la porta o di calciare quasi indisturbato, come ha fatto Pirlo“.

“Ah. Quindi, a infognarsi, han fatto apposta”.

“Sì. E lo hanno anche fatto molto bene”.

“Grazie“.

“Prego”.

E sticazzi, no?

Tuesday 14 September 2010

Inès Sainz, giornalista della tivvù messicana Atzeca, ha denunciato che i giocatori della squadra di Football dei New York Jets per averla importunata nel corso di un’intervista.

Ora.

I giocatori di football sono in genere grossi animaloni, con un tasso di aggressività inferiore solo al tasso di testosterone, e non fatico a prendere le parti della povera professionista dell’informazione.

Però, poi, leggendo bene, si scopre che la Inès era entrata negli spogliatoi - no, dico, credo che anche negli spogliatoi di una squadra di curling sia inevitabile che gli uomini trascendano e non si comportino esattamente come gentlemen, d’altronde sei tu che vieni nel mio spogliatoio, casso.

Poi leggo che i giocatori avrebbero rivolto alla giornalista battute e commenti volgari: non fatico a vedere uno come, a caso, Vladimir Ducasse (che malgrado il nome è un signore di colore alto 1,94 e pesante 160 chili) che sventola allegro il suo bitorzolone e sghignazza dell’imbarazzo di Inès.

Vabbè.

Che infine.

Uno dice, Inès Sainz.

Giornalista messicana.

Vabbè, e vediamola, Inès.

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Negli spogliatoi di una squadra di football.

Tristèssa…

Tuesday 14 September 2010

Vedi, vedi? Te lo dicevo io… sempre a parlar male di tutti… a fare il malmostoso… sempre a criticare e prendere in giro… ecco adesso non ti lamentare…

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Sàilo.

Tuesday 14 September 2010

Stanotte a una certa ora, quella tipica in cui è sia molto ma molto tardi, sia molto ma molto presto, sento la bimba che si sveglia e allora sento l’ammmmmmore mio che si sveglia e si rivolge alla piccola

“non pensare nemmeno lontanamente a mangiare a quest’ora! Hai mangiato da neanche due ore!!!!”

Per solidarietà maritale, bofonchio qualcosa tipo “eh umf aha ehe ah gruf”, che è per far capire che son sveglio anche io, a condividere le fatiche della maternità.

L’ammmmmmore mio, appena sente che do qualche segno di vita, si gira verso di me e sibila

“e comunque si è svegliata perchè TU hai tossito. SAPPILO!!!!!!!”.

Saputolo, ho preso provvedimenti.

Stamattina ero gonfio come una mongolfiera, che mi son trattenuto “BFFFF!! CFFFFFKF!!! PFFFFFFFF!!!!” tutti i colpi di tosse della notte.

Vécio.

Thursday 9 September 2010

Solo oggi, quando arranchi su un campo da squash, arrivando in ritardo su ogni palla, smanacciando inutilmente con la racchetta, appoggiandoti a respirare anf anf dopo ogni punto, zoppicando lento da una parte all’altra di quella piccola stanza che è il campo dello squash, ti rendi conto di com’eri leggero, agile, flessuoso, scattante, veloce, potente quando eri regazzì.

E pensi meno male che lo sport non l’ho mai fatto ad alto livello, che dev’essere terribile che eri davvero forte, ma forte forte eh, e poi all’improvviso non la becchi più, non c’arrivi mai, i ggiovini ti gireno intorno come se fossi un birillo, e a casa sei tutto un dolore, mentre una volta, ah, una volta, mì magnàvi i mùntagni, mì…

Certo, io poi almeno sono bello, e questo fa una bella differenza.

Essopporbblèmi…

Wednesday 8 September 2010

Le Isole Marshall - un gruppo di isolotti sparsi in mezzo a un qualche oceano - temono che il grobauòmmi sciolga i ghiacci e, siccome sono isolotti che sporgono di pochi metri sul livello del mare, in pochi anni le isole semplicemente sparischeno.

Ma il problema che si sono posti non è tanto come fare evitarlo - siccome contano una  verza a livello mondiale, più che lamentarsi possono fare poco - ma, si sono chiesti, se le isole affondano, esistono comunque come stato? E noi, Isolemarshalliani, restiamo cittadini isolemarshalliani o invece dobbiamo cercarci un paese nuovo di cui diventare cittadini?

Problemone di diritto internazionale pubblico, interessante anzichenò.

Ma senza andare troppo lontano, anche io, qui, sto lentamente ma inesorabilmente affondando in un mare di merda che cresce sempre più, e mi chiedo, ma se la merda mi arriva fino appena sotto al naso, mi conviene nuotare, o sto fermo immobile e sussurro “non fate l’onda, non fate l’onda, non fate l’onda”?

Oh, bhe…

Tuesday 7 September 2010

Piove, faffreddo, c’è un mucchio di lavoro rognoso che mi aspetta in agguato, devo pagare un mucchio di soldi per un mucchio di cose, mi monta la scimmia per comprarmi una piccola moto usata ma mi dicono “eh ma questa mica può lasciarla in strada” e quindi niente, non riesco a fare nessuna attività fisica degna di questo nome, e in generale odio tutti.

Ed è appena l’inizio dell’anno.

Ma al mattino io c’ho un piccolo elfo che nella culla mi guarda e sorride, e una cinpripessa che mentre la bacio prima che vada verso l’asilo agita la manina e mi dice “bòna gionnàtta” e mi sorride.

E quindi io sono felice, e vi vo un po’ in culo a tutti.

Imbardèscion.

Monday 6 September 2010

Le Trattoir, ammico ammè, qualche giorno fa torna dalle vacanze.

Di domenica, decide che è il giorno giusto e l’ora giusta e il momento giusto per fare due cose, che hanno l’invidiabile caratteristica che l’una non esclude l’altra, e cioè.

Decide di fare la marmellata.

Decide di farsi una bella girata in bici.

Per fare la marmellata, si attiva dal mattino e ad una certa ora ha già messo a bollire un pentolone pieno d’acqua dentro cui galleggiano i barattoli di marmellata, per “fare il vuoto”, come si dice.

Marmellata di percuochi, per i precisini (scrivere “marmellata” è un cacamento di ciòlla: per comodità di seguito scriverò “mammellata”, che suona anche meglio).

Nel frattempo, egli si prepara per la sgambata, quindi si denuda per mettersi l’abbigliamento tènnico da ciclista, ma prima di vestirsi e cominciare ad avere caldo decide di farsi un caffè.

Scena prima, campo lungo: le Trattoir entra in cucina nudo, se si escludono ciabbbatte ed occhiali.

Scena seconda, piano americano: le Trattoir accende la macchina del caffè e si prepara una tazzina.

Primo piano, le Trattoir nota con disappunto che l’acqua nella pentola dei vasetti di mammellata è quasi del tutto evaporata, ed i vasetti ciòttolano sul fondo molto caldo della pentola.

Campo lungo: Le Trattoir allora appoggia la tazzina del caffè e spènge il fuoco sotto la pentola.

Segue montaggio che alterna scene a velocità normale ad altre in superslow motion.

Spèngere il fuoco è un grosso errore.

I vasetti subiscono un improvviso sciòc termico, ed uno di essi

PEM!

esplode come una bomba a frammentazione.

Pezzi di vetro sfiorano le Trattoir, andando a conficcarsi nei muri della cucina e spaccando alcune suppellettili.

Manco il tempo di pensare “che culo” e le Trattoir è investito dalla una pioggia di schizzi di mammellata di percuochi tipo piombo fuso.

Per i distratti, rammentiamo che le Trattoir è ignudo.

Gli schizzi, dall’alto verso il basso, colpiscono dapprima gli occhiali del Trattoir.

Nemmeno il tempo di ri-pensare “che culo” e gli schizzi piombano sul petto del Trattoir.

Nemmeno il tempo di pensare alla “P” della inevitabile bestemmia, che uno schizzo particolarmente grosso, bollentissimo e bastardo va a cadere

SPLAF!

sulla parte anteriore del cazzo del Trattoir (egli è nudo, per chi non l’avesse notato).

Seguono bestemmie.

Le Trattoir alla fine decide che forse è il caso di non prendere sottogamba una colata di piombo fuso sul pisello, e si reca al Prontosoccorso locale, dove lo attende - debitamente preavertito - il comune amico e medico e chirurgo e professore Sassaroli.

Il Sassaroli porta le Trattoir in una minuscola sala - ambulatorio, lo visita e gli diagnostica una simpatica serie di ustioni di secondo grado su varie parti del corpo, cazzo compreso.

Le Trattoir è lì, sdraiato, seminudo, dolorante e preoccupato per il futuro della propria virilità, quando all’improvviso viene distratto da un fetore denso, profondo, unto ed inequivocabile.

“Sassaroli!” grida rivolto all’amico medico.

“Sassaroli!!! Hai scoreggiato??????”

“Sì, perchè, si sente?”, domanda indifferente il professore, mentre il fetore impregna ogni piccolo anfratto della minuscola stanza.

Mentre le Trattoir sta per replicare, il professore arriva al momento di dover fasciare il cazzo del Trattoir medesimo, ma si ferma e grida, facendo tremare i muri

“Caposala!!! Caposala!!! Mi mandi IMMEDIATAMENTE un’infermiera!!!!!”

“Come un’infermiera?” domanda le Trattoir

“Ma sì, che almeno ad imbardarti* il cazzo sia una mezza figa” chiude il discorso il professore.

Mentre le Trattoir scuote disperato la testa, arriva appunto la mezza figa che si appresta ad imbardare* il pisello del malato, ma all’improvviso la ragazza si blocca, annusa l’aria, annaspa, ànfa, boccheggia e guarda disperata il professore che allarga le braccia e indica il Trattoir, sul lettino, alzando gli occhi al cielo con l’espressione “gente senza gratitudine, noi gli salviamo il cazzo e loro scoreggiano in una stanza minuscola e senza finestre”.

E si allontana con il camice svolazzante, mentre con la mano scuote l’aria dietro di se’, per cancellare ogni traccia di colpa.

Resta solo le Trattoir, con quel che rimane della propria virilità nelle mani - letteralmente - di una disperata infermiera mezzafiga che gli imbarda velocemente ed in malo modo il cazzo, in assoluta apnea.

Ammmmici ammè.

* Dal dizionario medico internazionale Stevenson - McGowan - Motherfucker:

“Imbardare: termine tecnico usato in medicina di emergenza per la manovra consistente nel fasciare con garza e/o cerotti una parte del corpo preventivamente medicata”.

Vecchi.

Thursday 2 September 2010

Una volta arrivavano le mailz degli amici miei che dicevano ooooooooooh dai dai questo fine settimana usciamo ci vediamo tiriam su una storia.

E insomma il programma veniva pian piano definito in un susseguirsi di mail, sms e telefonate in codice (”ooooooo òcio che il mio amico che ha fatto il carabiniere a Mantova mi ha detto che intercettano attutti“).

E via, senza soluzione di continuità, ci si vede aperitivo “sbagliati quanti ne ordino?” “ma te comincia con tre giri a testa poi vediamo“, sosta in birreria, cena oltreconfine, zoccole prenotate via web con anticipo per evitare incomprensioni (”e infine, cortese signorina, le significhiamo che il nostro amico Cioccio è dotato di VERGA di considerevoli dimensioni, di cui alleghiamo una foto per le sue spettabili valutazioni: prenda quindi i provvedimenti necessari e ci provveda, appunto, di una sua collega che sia capiente e ricettiva anche per il signor Cioccio“).

E la serata si trasformava in nottata, la nottata in alba, l’alba in week end, si narra di qualcuno che si è svegliato su una spiaggia della riviera romagnola, con i capelli tinti di azzurro, i tatuaggi “morte agli infami” sul petto e “W Bettega” sul bicipite sinistro, ed un biglietto infilato nel taschino della giacca “è stato tutto bellissimo, ti ricorderò per sempre, Armando“.

Questo - e molto altro… - una volta.

Oggi arriva la mail.

Ooooooooooooo ci vediamo ’sto fine settimana?

Io rispondo bho sì dai vediamo sento moglie figlie suocera portinaio, checc’è in programma?

Aaaaaaaaaaah guarda, seratona, abbiam già prenotato in latteria.

In latteria.

E non è un codice per il maresciallo che sente attutti. No no. Latteria.

Minchia, i vecchi, come son tristi, quando dovevano morire giovani.

Nazisti! Fascisti! Squadristi! Leghisti! Feticisti! Macisti! Vivaisti! Trequartisti!

Thursday 2 September 2010

Dice a New York litigheno perchè vogliono fare una moschea dove c’è Ground Zero e dicheno no la moschea no perchè gli islamici e le twin towers e i morti.

Intervistano Bloomberg, il sindaco, una specie di Letizia Moratti ma più bassino, per capirci.

E lui risponde.

Non è che dica “vediamo consideriamo ma anche c’è da tenere in considerazione e le esigenze intavoliamo un discorso apriamo un tavolo di trattative sentiamo il cardinale ho chiesto alla provincia e le esigenze dei cittadini i bambini mioddio nessuno pensa ai bambini”.

No.

Il sindaco di New York risponde.

A scuola abbiamo studiato la Costituzione.

Dice che hai il diritto di dire quello che vuoi, pregare chi vuoi, quando vuoi, dove vuoi. E non è compito del governo dirti cosa devi dire.

È il bello dell’America.

C’è gente che dice «Be’, in Arabia Saudita non si possono costruire chiese».

Esatto! È la differenza tra l’Arabia Saudita e l’America.

È molto semplice. Che ti piaccia o meno la moschea, non sei costretto ad andarci.

Lì c’è già un’altra moschea, a quattro isolati da Ground Zero.

Ci sono locali porno, fast food — voglio dire — è una zona vitale, è New York!

Minchia, i ‘mmmmericani.

Invece voi avete Di Pietro.

“E se personaggi come Dell’Utri vengono cacciati a suon di fischi dalle piazze, forse il risveglio sociale non è poi così lontano. C’è ancora un’Italia capace di indignarsi. Ed è proprio da qui che si deve ripartire. Iniziamo a zittire quelli come Dell’Utri in tutte le piazze d’Italia, perchè non è lì che dovrebbero stare, ma in galera”.

Daje de Tacco.

Wednesday 1 September 2010

Cena, esterno sera, terrazzo, gggènte.

Si parla di teatro, libri e di cinema, si beve birra e si mangia pasta al dente (sì lo so, sembra un film di Ozpetek pieno di finocchi comunisti, checcivolete fà, frequento gente così).

Uno - …e era quel film, quello sulla mafia russa a Londra… -

un altro - sì, con Viggo Mortesen, vero? -

- Sì, che c’è anche la scena della sauna e Viggo Mortesen nudo… -

L’amica mia - Sì! Sì! Sì! Me lo ricordo benissimo!!!! Con quel coso che si muove di qua e di là - e mima con l’avambraccio un penzolamento tipo proboscide d’elefante - e mi ha fatto un po’ l’effetto “pendolo di Focault”! -

- E quale sarebbe, l’effetto “pendolo di Focault”? -

- eh - dice lei, mimando di nuovo un penzolamento di sostanziose dimensioni - è l’effetto che mi fa vedere una cosa grossa e lunga che penzola qua e là… non capisco come mai, ma mi rendo conto che in qualche modo, mi attrae, mi attrae parecchio… -.