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Hippo blog » 2010 » July

Archivio di July 2010

Bèli viti…

Thursday 29 July 2010

Mattino, ore 8.55.

Hippo - Oè buongiorno, dov’è che sei? -

Manovale e Gentiluomo - Sul camion, sto trasferendomi da un cimitero all’altro -

- Minchia, che bel lavoro che fai te -

- Vero? Ma per fortuna almeno piove -

- Bella vita… -

- Vita bella -.

Non ci posso credere!

Wednesday 28 July 2010

Dice che all’Hollywood la ggènte pippavano nei bagni e se chiedevano in giro c’era anche chi gliela vendeva.

Bo, dico, c’è da rimanerci basiti….

MVFNC.

Wednesday 28 July 2010

Mattino, caldo, sudato, masarato, incazzato.

Mollo la My Personal Vespetta e arranco, con cartella da avvocato, borsa dello squash e casco verso il portone dello studio.

In cuffia, sento il podcast di Deejay chiama Italia, perchè al mattino è allegro e leggero, e poi mi piace.

Entro nell’androne del palazzo dello studio, chiamo l’ascensore, che è al quinto piano.

L’altro ascensore, quello dietro, è al sesto.

Arriva un’avvocata del quinto piano; guarda il mio ascensore, che dal quinto è già in viaggio verso giù, poi guarda l’altro ascensore, stabile al sesto, e va a quello che è al sesto e lo chiama e si mette davanti ad aspettarlo.

Mavaffanculo.

Poi mi guarda, e muove la bocca.

Io, con le mani cariche di borse, borsone e carabattole mi tolgo a fatica le cuffie e dico: “EH?”

lei ripete - accidenti, di prima mattina e sei già conciato così? -

Ora.

1) chiccazzosei?

2) checcazzovuoi?

3) mavaffanculo.

Nel frattempo arriva l’ascensore, il mio.

Le dico “se vuoi questo è arrivato”, risponde

- ah non avevo visto che l’avevi chiamato -

Certo, stupida capra, io alle 8,50 del mattino, con una cartella a tracolla, un borsone in mano e un casco infilato sul braccio abitualmente sto una decina di minuti davanti alla porta di un ascensore, senza chiamarlo, così, come esercizio zen.

Mavaffanculo.

Saliamo insieme nell’ascensore.

Dalle mie cuffie, che per educazione non mi sono rimesso, esce la voce di Linus di Radio Deejay.

Lei lo sente e mi dice

- Ah, vedo che ti stai acculturando! -

Mavaffanculo.

Tre vaffanculo in meno di 35 secondi.

Alle 8,50 del mattino.

Poi, se un giorno leggessi che il marito di statròia l’ha ammazzata a bastonate, non mi stupirò.

Vissa vissuta.

Monday 26 July 2010

Venerdì, il ggiòvine praticante è sul balcone, a fumarsi la sua immeritata zìbba di metà pomeriggio.

Il ggiòvine praticante è molto understatement e chic, e quindi viene al lavoro con un Guzzi Le Mans 3 del suo papà.

1981-moto-guzzi-850-le-mans-iii1

Il Guzzone è abitualmente parcheggiato sulla strada sotto lo studio. Il ggiòvine praticante si fuma la zìbba e luma fiero il Guzzone.

A un certo punto, arriva bella veloce una BMW nera serie 3 che TRA! prende dentro il Guzzone sul fianco, lo sballotta e lo fa cadere a terra.

La BMW tira dritto, arriva allo stop, si ferma, gira a destra e scompare.

Il ggiòvine praticante, dimostrando una notevole capacità di multitasking, riesce contemporaneamente a bestemmiare tutti i santi del calendario ambrosiano da oggi a Natale compreso, e a prender giù il numero di targa del BMW.

Internet, ACI, motorizzazione civile.

- Buongiorno, sono il dottor Cacachezzi dello studio legale Salafava, parlo col signor Pecchi? -

- Sì, sono io, mi dica -

- Signor Pecchi, lei è il proprietario della BMW serie 3 targata così così cosà e così? -

- Sì, sono io, perchè? -

- Eh, signor Pecchi, allora mi spiega perchè lei tre ora fa ha preso dentro la mia moto, l’ha seriamente danneggiata e si è involato senza nemmeno fermarsi e sincerarsi del danno? -

- Come, scusi? -

- Non faccia lo gnorri, Pecchi! L’ho vista io stesso, la sua macchina! -

- Ma dove, come, quando? -

- Oggi, alle tre, a Milano, in via La Fava dal Buco, davanti al civico 3!!!!!! -

- Mi scusi, dottore… c’è un piccolo problema… -

- Mi dica -

- La macchina ce l’ha mia moglie, in questi giorni, che dovrebbe essere al mare da una settimana… l’ho sentita proprio poco fa, mi raccontava che era appena rientrata dalla spiaggia… -

- Ah… -

- Facciamo così, dottore, mi dia un paio di giorni, vedo di risolvere la piccola incomprensione familiare, e poi ci sentiamo lunedì per sistemare la questione del danno alla moto, le spiace? -

- No, tranquillo. Allora aspetto la sua chiamata, signor Becchi? -

- Pecchi, con la P, non Becchi… -

- Sì, certo, arrivederci, caro Becchi… -.

***

Nota: la parte del gioco di parole col nome del proprietario è evidentemente una citazione.

Il resto è - drammaticamente - tutto vero.

Alòra ditilo…

Friday 23 July 2010

Ma almeno in studio, AH!, bello fresco.

Lo studio esso è fornito di possente e recente impianto di condizionamento, ma siccome la mia stanzetta sta in fondo in fondo in fondo a destra, là quello che nasce come un possente ed inarrestabile vento gelido, arriva come leggerissima, tiepida e flebile brezzolina.

Pertanto, lo studio mi ha fornito di condizionatore quello con i rotelli sotto e il tubo che si infila nella finestra col buco e il ventolone in scatola appeso fuori sul cornicione.

Quindi io, nella stanza mia, ricevo la brezza fresca dal condizionatore centrale, a cui aggiungo i 23 gradi del condizionatore coi rotelli sparati a tutta manetta, il tutto mescolato dalle pàle che gìrino dal ventilatorone sul soffitto che da 1 a 5 tengo fisso su 4, così devo mettere sassi e rocce su tutti i fogli della scrivania per evitare l’effetto 11 settembre.

In questo modo il mio corpo, tipo lucertola al sole ma al contrario, accumula fresco e benessere che rilascia, pian piano, alla sera e alla notte permettendomi così di sopravvivere in quel prototipo di forno a vapore che l’ammmore miiiiiiiisimo si ostina a chiamare “casa”.

Fino a iersera.

Iersera, a una certa, il condizionatore rotellato all’improvviso, invece del solito, confortante e rassicurante “ron ron ron” con il qualche bùffa abitualmente aria diaccia a 23 gradi belli freschi, ha fatto CATARTA’ CATATRA’ TRACO’ TRACO TRACACATARATARCA’!!!!!!!!

No bello.

Spento il condizionatore, convocata riunione di emergenza con la ragazza che gestisce i trabatti dello studio, siam giunti ad una diagnosi tecnica approfondita e dettagliata:

“èrrotto”.

- Buongiorno cortese tènnico dei condizionatori rotellati, avrei un problema con un condizionatore rotellato, quando può venire a riportare il fresco (e la gioia, sia detto per inciso) nella mia stanza e nella mia vita? Io oggi son qui fino alle settemmezza otto, ho una riunione dalle quattro alle cinque ma se viene alle cinquemmezza ci sono -

“cos’ha detto?” mi chiede la collega

“non so” rispondo “dev’esserci stata un’interferenza, c’era uno che rideva tanto ma tanto tanto tanto tanto…”.

Fàccaldo, sappiatelo.

Afafà.

Wednesday 21 July 2010

- Macciào amore miiiissimo… eccomi a casa! -

- Ciao! -

- Come state? Com’è andata la giornata? Cos’hanno combinate le mie piccole cinpripesse? -

- Ah guarda è stata una giornata intensa, la grande all’asilo ha… -

- ’spetta un  minuto… maaaaaaa… non è che in questa casa fa molto, parecchio, assaìssimo, davèro di parecchio caldo, ma in compenso umido e afoso? -

- Trovi? -

- Trovo, trovo, non è che trovo… ho trovato un branzino che riposava nel cassetto delle mutande, per capirci… -

- Ma io invece sai non credo che… -

- Maaaaaaaaaaa…. scusa un minuto…. l’aria condizionata, che abbiamo pagato parecchie palanche, sia detto per inciso? E’ già rotta? -

- No, l’ho spenta io: sai, la bimba ha starnutito… -

- Aaaaaah. Ha il raffreddore, povera piccola! -

- No, cioè, ha starnutito e sai, con l’aria condizionata si deve stare attenti -

- Ah. Vabbè, quindi, per stasera e stanotte, niente aria condizionata -

- Sì ma dai, non fa tutto questo caldo -

- No, hai ragione. Adesso però dammi un minuto, che vado ad infilarmi un cubetto di ghiaccio su per il… -

- Allora!!!! Basta protestare!!! E’ per il bene delle bimbe!!!!! -

- Giusto, hai ragione. Dai, metto a letto la grande e ceniamo. Cosa ci spariamo, per affrontare la serata con quest’afa casalinga? Prosciutto e meloncino? Anguria ghiacciata a gagganella? Insalatona di riso? Bàsla di gelato e ghiacciolata finale? -

- No -

- No? -

- No. Peperonata -

- Ah, peperonata -

- Sì, ma per te l’ho fatta col cous cous piccante -

- Mi sento già bello fresco -

La notte, ho sognato che una leonessa incattivita attaccava e faceva a pezzi l’ammmmmmore mio unico e raro.

Giuro.

Baby boomz…

Monday 19 July 2010

La mia piccola grande odia farsi lavare i capelli.

Nella vasca, a fare il bagno, ci starebbe finchè non la cadono i diti, e si fa lavare e rilavare e sciacquare e risciacquare senza dire bao, anzi ride ridacchia canta e splasha con le mani.

Al momento dei capelli, però, la cinpripessa abbandona il suo aplomb mitteleuropeo e da fondo a qualche sua - remota - radice mediterranea, e tra strilli, pianti, urla, singiozzi e lamenti sembrano i quartieri spagnoli al momento dell’arresto dell’ennesimo boss degli scissionisti.

Ier sera, capelli.

Appena l’ammmore mio mette la testa della piccola sotto l’acqua, la bimba comincia a frignare e a ripetere:

- càddo càddo càddo càddo - che nel suo linguaggio significa “caldo caldo caldo caldo” che è come dire “l’acqua è troppo calda mi scotto”.

Mamma sua, che già sta lottando per tenere ferma una bimba che si agita come un’anguilla, chiuse dentro un minibagno in cui tra cado ed umidità sembra di stare in una sauna, mentre con una mano le bagna la testa, con l’altra prende lo shampoo, con l’altra regola l’acqua e con l’altra tiene in braccio la povera vittima, risponde sbuffando:

- ma che calda e calda! Anzi, l’acqua è addirittura un po’ troppo fredda!!! -

La piccola si blocca, alza gli occhioni verso mammà, fa un sospirone e riprende a frignare, gridando:

- fèdda fèdda fèdda fèdda fèdda -

che è come dire “l’acqua è troppo fredda!!!!”.

Donne, fin da piccole.

Il vostro paese, la vostra gente.

Friday 16 July 2010

Lombardi, uno di quelli ingabbiati per la storia della P3, risponde ad alcune domande.

E’ il vostro paese, è la vostra gente, siete voi che cantate “fratelliditalia” con la mano sul cuore e l’occhio umido, e Leonardo il Rinascimento Venezia la città piubelladelmondo i napoletani sono simpatici ah però gli italiani sono voluti bene dappertutto e la pizza e il caffè come a casa Giuseppe Verdi e Roby Baggio.

Voi non lo sapete, perchè avete gli occhi foderati di prosciutto (”quello di Parma, com’è buoooooono”) ma ve lo dico io, altri mondi, altri posti, altre genti, altri modi, esistono, e voi fate tutti schifo.

Ma cosa fa per vivere?
Il perito demaniale. Lavoro in tutta Italia, anche grazie alle raccomandazioni, perché questo paese è così. Sono intervenuto anche presso Ugo Bergamo, membro laico del Csm, che ho contribuito a far diventare assessore a Venezia.
E la sua vita?
Ho tre figli. Bice, che è segretaria del sindaco Iervolino, ma che lavora anche con l’assessore Oddati, perché io ho ottimi rapporti pure con Bassolino. Gianfranco, che ha appalti con il ministero della Giustizia. Il terzo fa l’archietto, ma si occupa di perizie legali con i tribunali di Roma, Benevento e Napoli.


Viva l’Italia, l’Italia libbbbberata…

Friday 16 July 2010

In coda per fare il controllo di sicurezza alla Malpensa.

Aspetto un tempo infinito, guardando e studiando - un po’ basito e un po’ vergognandomi - che arrivi il mio turno.

Un omino, un poco davanti a me, mette tutte le sue carabattole nel c estone, si toglie giacca orologio telefonino cintura scarpe, apre la borsa tira fuori il computer lo mette in un c estone a parte, rovista nella giacca e prende in mano la carta di imbarco, e pian piano le sue carabattole scorrono sul nastro e lui arriva davanti al robo del controllo di sicurezza.

Sta per entrare, quando l’addetto - quello con la camicia azzurra con scritto “Airport Security” - senza nemmeno guardarlo in faccia dice “ècchiuso, vai là” e indica il controllo accanto.

Dove sta una coda lunga, lunga.

L’omino non capisce, e allora airportsecurity sbuffa e dice “fìnish fìnish, zè àzer controlo, go to zè àzer control” facendo tutta una gesticilazione con le mani.

L’omino non capisce, sta lì, con tutte le sue carabattole nella scatola sul nastro, il bagaglio a mano, il computer tirato fuori, la cintura levata i pantaloni che calano, la carta di imbarco in mano e guarda in giro e non capisce.

Allora lo chiamo “sorry” e gli spiego è chiuso, hanno chiuso il controllo, devi fare la fila daccapo qui, accanto, dove ci sono io.

E lui mi guarda e come dire ma non potevano dire tipo avvisare “questo è l’ultimo della fila poi chiudiamo”?

E io lo guardo e sorrido e dico “welcome to my country” e lui scuote la testa e mi guarda come a dire “I am so sorry for you”.

Hard rain’s etc. etc.

Friday 9 July 2010

- Andiamo in montagna questo fine settimana? -

- Dai dai, venerdì esco presto dallo studio, passo a casa, carichiamo le bimbe e via! a ciapà il frèsc alla faccia di quelli che resteranno a Milano a schiattare dal caldo -

- Bene! Per sicurezza, cosa dicono le previsioni per la montagna? -

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- …sai che in Brera c’è una mostra molto bella, e magari andiamo anche con le bimbe al parco Sempione…? -.

Slow down, you move too fast…

Wednesday 7 July 2010

L’ho copincollata da facebook, quindi non garantisco niente.

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Che cos’è ’sta roba, diranno i miei piccoli lettori?

Cari, questa è la data impostata nel pannello di controllo della De Lorean nel film “Ritorno al Futuro”.

Ecco, se oggi siete per strada, magari con la Vespetta, e all’improvviso BANG!!! vi fa dritta lo stop una macchina bianca, bassa che pare una Lamborghini Diablo ma tamarra, e si ferma ed esce un cazzoncello con la frangetta i jeans ascellari con il risvolto ed uno skate sottobraccio, ecco, è oggi, appunto.

Vecchi, siete.

UPDATE

Dice

che non è vero, che la foto è photoshoppa.

C’è da aspettare ancora un cinque anni.

Belli freschi.

Wednesday 7 July 2010

- Oggi le bimbe han fatto le vaccinazioni -

- Vero! E come stanno le mie piccole? -

- Mha sembra bene, alla fin fine. La piccola ha tipo 37, la grande qualcosa in più, 37,8 o 38, ma insomma sembra niente di preoccupante, dicono sia normale -

- Meno male -

- E poi han detto che con i bimbi piccoli, quando hanno la febbre, bisogna farli stare al fresco -

- Giusto. Poi, con questo caldo… -

- Esatto. Quindi, le ho preparate per la nanna senza mettere il body ma solo con la canotta che stanno fresche -

- Giusto -

- Quindi da adesso fino a domani stanotte compresa, niente aria condizionata -

- Come? Perchè? Chi? Dove? Anf… mi manca l’aria all’improvviso… -

- Eh son vestite leggere, mica possiamo accendere l’aria condizionata! -

- Anf… ’spetta… ma non le hai vestite leggere per farle star fresche… anf anf…? -

- Sì -

- Eeeeeeeeeeehhh… anf anf… non si poteva chessò, vestirle leggeremanontroppo e lasciare un fiiiiiiiiiiilo di aria condizionata… anf anf anf…? -

- NO. L’aria condizionata fa male ai bimbi piccoli -

- Anf anf… ah sì? -

- Sì. Lo sanno tutti -

- Anf… anf anf… anf anf anf… -

- Amore, cos’hai, stai bene? -

- Sì, perchè? -

- No, sei tutto sudaticcio…. -.

Charles, Ray Charles.

Monday 5 July 2010

All’ultimo piano abita una signora, cieca.

Non slovacca, intendo, ipovedente.

Di quelli che van in giro col bastone bianco e il nipote che le regge il braccio.

- Buongiorno signora! -

- Buongiorno… -

- Siamo noi, quelli del quarto piano, quelli con le due bimbe che ci incontriamo spesso in ascensore! -

- Ah! Buongiorno a voi! E’ un po’ che non vi vedo! -

STIOCK!

- Ahia!!!! Amore! Mi hai dato un calcione sullo stin… -

STOTITIOCK!!!

- Ahia! Ma perchè… -

(sussurrando) - perchè ti conosco… ora saluta educatamente - (ad alta voce) - Buona giornata signora! - (sussurrando) -  e andiamocene -

- Arrivederci signora! -

STITITISTIOCK!!!

- AHIA! Ma è stata lei a cominciare… -

- Zitto e cammina, cialtrone -.

Forecast.

Monday 5 July 2010

Non vorrei parlare troppo presto, ma mi sa che forse l’inverno è finito.

Sto addirittura pensando di togliere la copertina imbottita di pelo di yak siberiano dalla My Personal Vespetta.

Ghe piàse.

Friday 2 July 2010

Che a uno gli piaccia il cazzo, son fatti suoi.

Che a uno gli piaccia la bamba, son fatti suoi uguale. Per la questura e per qualche PM del Tribunale di Milano magari no, ma per me, invece, sì.

Quindi se uno alle quattro di notte si affaccia al balcone, e invece di pisciare sui passanti - cazzo, se passeggi alle quattro di notte ti devi anche aspettare che se c’è uno sveglio, questo non sia troppo presente a se stesso e magari ti piscia in testa - ecco dicevi, se uno alle quattro di notte invece che pisciar dalla finestra si affaccia al balcone e improvvisa un comizio, mentre dentro dal balcone lo aspettano un numero imprecisato di travesta brasiliani con il pyngone della dimensione del tubo della stufa, e una montagnola di bamba tipo la scena finale di Carlito’s way, per me son cazzi suoi, sia nel senso letterale, sia in quello metaforico.

Però, se questo amministra roba pubblica, allora non mi va più bene.

E non perchè un omosessuale o uno che si droga non possano governare bene tanto quanto Formigoni o la Bindi che han fatto voto di castità.

E infatti a me Luxuria (”sò finocchio anzi pure travestito”) o Caruso (Caruso, si chiamava, quello che dichiarava pubblicamente di fumare le canne e aveva piantato la maria nei vasi di Montecitorio, no?) mi son sempre sembrati che facevano bene il loro lavoro; cioè, politicamente manco li cani, per come sto messo io, però quando parlavano - e parlano - li ascolto e mi incazzi anche, perchè spesso dicono cose giuste e sensate.

Ma se invece te sei uno che ci piace giocare col ciondolame altrui anche a pagamento anzi è anche meglio, ma poi fai dichiarazioni contro prostituzione e chiedi le ronde notturno contro puttane e trans, ti sbarelli di bamba fino alle otto del mattino ma sostieni tutte le proposte di legge contro la ttròca che rovina i ggiòvini.

Allora sei bugiardo, falso e menzognero.

e uno bugiardo, falso e menzognero ecco lui, con la roba pubblica, non mi piace nemmeno un po’.

Ellùmpam…

Thursday 1 July 2010

Pensa bello, se ti affacciassi alla finestra dello studio e vedessi degli elefanti in corso di Porta Vittoria.

Invece, lavori sui binari del trams.