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Hippo blog » 2010 » June

Archivio di June 2010

Belli freschi.

Wednesday 30 June 2010

Sono tornate a casa, le mie piccole e grandi e medie donne.

La casa è piena adesso, di rumori, di suoni, di cose sparse (cioè, era piena d cose sparse anche quando ero da solo, ma insomma adesso sono cose sparse non da me, questo intendo), orari, pappe, risate, pianti, rimproveri.

E a casa fa caldo.

Come in tutta Milano, in questi giorni.

Io, l’altro ieri, ho acceso l’aria condizionata: a 27 gradi, con la ventola al minimo.

Tieni presente che quando stavo da solo, l’aria andava a 23 gradi a tuttamanetta, che di notte barbellavo dal freddo sotto la trapunta, ma vuoi mettere la soddisfazione di alzarsi con un principio di artrite reumatoide da congelamento quando il resto del mondo ànfa e sbuffa madido e umido?

Comunque, nel momento in cui ho acceso, ho fatto partire il cronometro.

E’ andata bene, molto ma molto meglio di quanto pensassi.

Solo stamattina infatti, quando la piccola bimba a forma di bimba piccola ha fatto un “mfh!” - suono che può essere un mezzo rutto, un colpo di tosse per la saliva di traverso, un segno di apprezzamento per la politica economica del governo o uno sforzo per fare una cacca più ostica del solito - l’ammmmmore mio ha detto:

“eh, ma a me questa aria condizionata preoccupa un po’”.

TAC!

Fermate i cronometri!

Ottimo risultato, devo dire, abbiamo ampiamente superato le 24 ore, prima di mettere in discussione l’utilizzo dell’aria condizionata…

(No, per dire, in studio le ragazze - che vengono da febbraio al lavoro in ciabatte canotta e gonne di lino - hanno detto “uuuuuuuh che freddo!” dopo 10 minuti dall’accensione…).

Untied.

Wednesday 30 June 2010

Vecchio come sono, còlgo i segnali più piccoli, come un indiano annusa l’aria e sente l’arrivo del bufalo o un pigmeo nota le increspature nella sabbia che gli fanno capire che, scavando, lì sotto c’è l’acqua.

Ieri, in studio, c’erano solo un paio di cravatte, ed erano gli sventurati cui toccava una riunione o - peggio - un’udienza.

Gli altri, panta grigio, certo.

Camicia azzurra o bianca o a righine, chiaro.

Scarpa lucida, ça va sans dire.

Ma niente cravatta.

Nel nostro mondo, questo vuol dire estate, cicci, non ci sono cazzi.

Le donne, loro non contano in quanto ciabattano in infradito ormai da mesi, gli si ghiacciasse l’alluce a tutte.

(E si lamentano dell’aria condizionata).

Bye bye.

Wednesday 16 June 2010

Ecco che vado.

Una settimanella in Sudafrica, a vedere un po’ di pallone, a soffrire come un cano malato epr almeno un paio di partite, a guardare che forma ha il mondo a testa in giù, a farmi venire un po’ di scimmia d’Afffrica, se mai ne avessi bisogno.

A sapere che io sono là, lontano, e il mio amore con gli occhi gonfi di sonno arretrato è via, e le mie piccole cinpripesse a forma di patata sono con lei, ecco, io, non parto mica contento, sapete.

Peeeeeeeeeeeeeeeeee.

Wednesday 16 June 2010

Dice Buby che in Viale Montenero c’è un negozio che vende le vuvuzelas.

Dice che c’è la coda fuori.

Dice la gente esce con la trombetta a si allontana felice facendo PEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE.

Ve lo meritate, Alberto Sordi.

Tuesday 15 June 2010

James Cameron, primo ministro britannico, ha esposto in parlamento oggi i risultati dell’inchiesta sul bloody sunday in cui nel 1972 morirono 14 persone, uccisi dai colpi sparati dall’esercito inglese contro una folla di manifestanti.

Una prima inchiesta aveva assolto l’esercito, ma era stata ritenuta insufficiente, e nel 1998 Blair ne ordinò un’altra.

Oggi, 5000 pagine dopo, Cameron spiega:

· Sono patriottico, e non voglio pensare male del mio paese. Ma le conclusioni del rapporto sono chiarissime.

· L’attacco dei soldati ai manifestanti è stato ingiustificato e ingiustificabile.

· Nessuno dei morti e dei feriti poteva essere considerato una minaccia.

· Chiedo profondamente scusa per quanto è successo quel giorno.

· Il primo colpo è stato sparato dall’esercito britannico. Sono arrivati colpi anche dalla folla, che però non giustificano in nessun modo l’attacco.

· All’epoca, diversi soldati mentirono sugli avvenimenti.

· Non si può sostenere l’esercito difendendo l’indifendibile.

· Non ci sono prove di una premeditazione dell’attacco.

· Non ci sono prove di un insabbiamento dei fatti.

· Bisogna ricordare il lavoro e il sacrificio dell’esercito britannico in Irlanda del Nord. Più di 1000 soldati hanno perso la vita per portare la pace.

· Quest’inchiesta dimostra come si dovrebbe comportare il governo: guardare in maniera aperta al passato non lo rende più debole, ma più forte.

· Quello che è successo non sarebbe mai e poi mai dovuto succedere.

· Non possiamo dimenticare il passato, ma bisogna andare avanti.

· Capisco il dolore dei famigliari, ma spero, come ha detto uno dei genitori, che la verità possa renderli liberi.

Bon.

Anche questo spiega perchè loro sono loro, e voi non siete un cazzo.

Brette.

Tuesday 15 June 2010

Io il nuovo libro di BEE ce l’ho già sul mio iPad, e me lo sbarbo tutto questa settimana, alla facciaccia vostra (poi su Amazon l’ho ordinato anche di carta, sia chiaro).

imperial-bedrooms-copy

E nell’aria.

Monday 14 June 2010

All’improvviso tornando verso una casa vuota e zitta e vuota, mi prende un’ineludibile voglia di Vasco.

Tomorrow.

Friday 11 June 2010

Round around.

Thursday 10 June 2010

- Quindi, quanto le devo? -

- Che avvocà, le serve la fattura? -

- NO, ecchè! Oh, non scherziamo! -

- Ah bhe allora facciamo cifra tonda, son cento euri -

- cento euri? -

- cento, cifra tonda -

- sticazzo -

- come? -

- no dicevo, tenghi, buon uomo, che comunque anche 10 euri per me era cifra tonda o stesso… -.

Vecchi, siete.

Wednesday 9 June 2010

Una volta, magnavano e beveveno come bestie da soma e poi hop!, una scoreggia liberatoria, dieci minuti di sonno e ripartivano come volpi in caccia.

Oggi, sono vecchi, sono.

L’altra sera a casa mia, chè le mie donne sono al mare, seratona a base di playstation, vino & birra, spaghi piccanti e rutto libero.

Niente di che, a mezzanotte tutti foè di bàll, che è lunedì e domani si lavora.

Ciao ciao vaffanculo vaffanculo tu ciao ciao.

E vado a letto, gonfio ma sereno.

Il buon Wilson invece riporta in provincia un paio di amici, tra cui Cioccio detto “treppiede” detto “kranio” detto “colpo di sonno”.

Arrivano sotto casa di Cioccio.

Lo scendono dalla macchina, Cioccio attraversa la strada e si avvicina ad un cancello.

“Guarda Cioccio che se a piscia prima di salire a casa”, dice Wilson mentre ingrana la prima.

Poi si ferma un attimo, si gira e vede Cioccio che mantrugna con le chiavi davanti al cancello.

Wilson si sporge dal finestrino e grida:

“Cioccio! Ricchione! Casa tua è dall’altro lato della strada! Pirla!”

Cioccio si scuote, barcolla e attraversa la strada.

Arriva al cancello, ritira fuori le chiavi e ri-mantrugna.

Wilson si sporge di nuovo

“Cioccio!!! Maledetto ricchionazzo sbudellato!!!! Casa tua è L’ALTRO cancello!!!!! Quello più avanti!!!!!”

Ciccio si ri-scuote, ri-barcolla, ri-mantrugna con le chiavi, entra nel cancello.

Wilson scende dalla macchina

“Cioccio!!! Cazzo fai lì fermo???? Avanti!!! Cinque passi… uno, due, tre… bravo! Ecco, quella è la porta del tuo palazzo, adesso entri e sali al primo piano, lì c’è casa tua!!!!!!”

Cioccio entra nel portone.

“dici che ce la fa?”

chiede l’altro passeggero a Wilson

“mha, al massimo lo trovano domattina che dorme sullo zerbino di qualche vicino…”

Vecchi, siete.

Phone tales.

Monday 7 June 2010

Capisci che sei alla frutta quando ti commuovi sentendo che tua figlia, al mare, ha pùcciato il ciuccio nell’acqua, se l’è rimesso in bocca ed ha poi fatto una faccia stranita togliendosi il ciuccio, guardandolo e facendo mha! mha! mha! con la bocca, per poi fare un’espressione tipo “eh vabbè” e rimetterselo serenamente in bocca.

E rimpiangi disperatamente di non esser stato lì a vederla.

Sobrio.

Monday 7 June 2010

La Roma ha preso Adriano per la prossima stagione.

Oggi è il giorno dell’arrivo dal grande campione a Roma.

La Gazzetta: “Adriano sbarca a Malpensa”.

Cominciamo bene.

Quando la realtà strùffola la fantasia.

Monday 7 June 2010

Dice hai visto i film di Tarantino, belli sì ma lui è matto, esagera tutto e sembra un fumettone e insomma dai

Corriere di oggi.

“Porno attore si suicida buttandosi da un dirupo dopo aver ucciso un collega sul set usando una spada da samurai”.

No, dico, manco in Kill Bill…

Tagliato fine…

Friday 4 June 2010

Domani la Schiavone gioca la finale del Roland Garros di tennis.

Prima donna italiana della storia, seconda italiana in generale (dopo Panatta, daje Panà!).

Se mai cercate un motivo per guardare la partita e tifare, ecco ho scoperto che la ragazza (30 anni, mica una sbàrba teenager russa o afroamericana) gioca il rovescio a una mano sola.

Come una volta.

Come prima della Seles.

Come che invece di intorcinarsi tutta con due mani sulla racchetta,  girarsi tutta e sbracciare come un orsa attaccata dalle api, lei fa il movimento con una mano sola, taaaaaac.

Che è bello quando giochi lo spin, ma è molto bellissimo ed elegantissimo quando tagli la palla dall’alto (”in chop”, dicevano ai miei tempi) in basso, e essa la palla vola via dritta e quando atterra fa tnf! e non rimbalza e l’avversario deve scavar sotto la palla, per tirarla su.

Ecco, sono un vecchio ex giocatore di tennis che domani guarderà e farà il tifo per una che gioca il rovescio ad una mano, ed è anche italiana (de Milàn), nel frattempo.

Faffico.

Wednesday 2 June 2010

Faffico postare un post sul popo blog dall’aeroporto di Heathrow, usando un iPad…