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Hippo blog » 2010 » May

Archivio di May 2010

Charlie don’t surf.

Monday 31 May 2010

L’ammmmmore miiiiissimo e lèbbimbe sono al mare.

Sabato notte, ero con loro.

Io, l’ammore miiiiiiissimo dormiamo in un letto matrimoniale sardo.

Il letto matrimoniale sardo è un letto che, in quanto sardo, non indulge in mollezze continentali.

Largo una piazzaemmezza (piazzetta di paese, eh, mica piazza duomo), lungo che a me mi escono le caviglie dal fondo (”e allora dormi con le gambe piegate, no?”).

A casa, noi dormiamo in un letto grande largo e lungo che, quando siamo fuori, ce l’ha chiesto la protezione civile per posteggiarci gli elicotteri: quindi, già di nostro, stiam strettini, nel lettosardo.

Labbimbapiccola dorme nella culla accanto al letto, ma màgna ogni tre ore e si riaddormenta solo se sta abbracciata alla mamma, dopo la poppata: quindi, nel lettosardo io, l’ammmmmmore mio e lappiccola. Stretti.

La grande,  dorme nell’altra stanza.

Oddio, dorme.

A casa, dorme.

Al mare, si sveglia ogni 20 minuti dalle 22.00 alle 02.00 piangendo disperata.

Io mi alzo, mi infilo la mutanda - dormo senza, se no mi manca l’ossigeno al cervello… - e sacramento fino all’altra stanza.

Zanzare.

Che si nutrono del sangue di mia figlia.

Ne spiaccico, in 4 ore di caccia, una cinquina sul muro, ma la bimba orami piange disperata.

Scelta obbligata, cinpripessa in braccio, e via nel lettone (sardo).

Ammmmmmore mio, piccola in braccio, cinpripessa de sbiès, io aggrappato all’estremo limite del materasso come un free climber.

Stamattina, dopo una notte a casa a Milano, chiamo l’ammmmmoremio per sapere com’è andata.

- Com’è andata la notte? -

- Bene, la piccola si è svegliata tre volte per mangiare, ma si è riaddormentata subito -

- Bene! E la grande? -

- Tutta una tirata! -

- Hurrà! Ma le zanzare? -

- Mha, guarda, tra pire funerarie di citronella, ultrasuoni che han bloccato il traffico dell’aeroporto, fornelletti tipo braciere greco sul treppiede, bimba pùcciata nel liquido repellente e elicotteri che spargevano antizanzare che l’attacco di Apocalypse Now è una mezza scorreggia, credo che abbiamo liberato il quartiere dalle zanzare, per un po’… -.

Fourty goldy.

Thursday 27 May 2010

Leggo un romanzaccio di spionaggio, agenti che si inseguono su cornicioni di alberghi di lusso, spie in fuga attraverso scantinati abbandonati, terroristi suicidi con bombe legate alla cintura, missioni impossibili e sparatorie in centro a Londra.

E mi immedesimo nell’eroe.

Poi mi rendo conto che c’ho quasi quarant’anni, ed è ormai improbabile che io venga assoldato dalla CIA e che mi addestrino per diventare una spia che gira il mondo, sventa attentati e tromba gnocche esotiche.

La realtà a volte è dura.

L’era tanto bbbòno…

Wednesday 26 May 2010

Funerale.

Dopo il prete, prima della fine della messa, sale sul pulpito un amico del morto e legge un breve ricordo.

Dolcissimo, affettuoso e commovente.

Parla di gioventù all’oratorio, di dedizione al lavoro e alla famiglia, di valori, di etica, di rispetto.

Racconta della passione per il calcio, dagli inizi nelle giovanili alle sfide in categoria eccellenza fino alle ultime apparizioni nella squadra della parrocchia.

Ricorda il concerto di Paul Mac Cartney, o quella gita a Roma con gli amici e le mogli.

Davvero commovente.

Ho detto pensa bello, ho detto lo voglio anch’io.

Ho detto anche no, va.

Ho pensato a uno qualsiasi dei miei amici, che passa all’altare e gòlla giù il vino benedetto (”fashiamoshi forsha…” biascica, già completamente ubriaco) e lo degusta come un Brunello (”tànnico, buono ma leggermente tànnico, magari se lo fate respirare ancora un po’…”).

Che si avvicina al pulpito e mentre va su saluta quelli che riconosce (”uè! Ciao! Cazzo ci sei anche tu! Oh te mi devi ancora cinque sacchi, dopo finito qui mi paghi un ape! Ciao cara, resti sempre un bel figone paciarotto…”).

Che finalmente arriva al microfono e fa la prova (”sssssssssà! Sssssssssssssasssà! Provaprovaprova! Si sente là in fònto? Ah ah ah! Ssssssssssssàsssssà! Sàssssssssssaroli”).

Che si accende la zìbba (”a lui avrebbe fatto piacere…”; col cazzo, ti avrei malidetto).

Che comincia a raccontare di quando giocavo a calcio (”difensore roccioso ma corretto…”) ma viene subito interrotto (”era ‘na pippa!!!!”) e gli altri dalle panche davanti danno il via a un dibattito (”sì sì era una pippa!” “ma si impegnava…” “va bhe faceva schifo lo stesso”).

Allora passa a parlare della mia famiglia ma o interrompono di nuovo (”minchia meno male che se l’è preso Tisana sennò ci restava sulle croste annoi” “meno male va però minchia che sòle ha preso prima di Tisana”, e via un dieci minuti a ricordare quanto cacacazzo fossero le mie prime fidanzate).

Allora svicola sulla dedizione al lavoro (”aò e vabbè che è un funerale però c’è un limite anche alle cazzate che se pònno dì…”; applausi).

Quindi chiude sulla passione per i viaggi, e qui partono racconti raccapriccianti su furti, contrabbando, droghe, prostitute albanesi, commercio internazionale di armi, furto con scasso aggravato dai futili motivi, aggressione a mano armata, schiaffo del soldato e sputo controvento.

Prima o poi il prete interverrebbe, e tentando di ridare un po’ di dignità alla cerimonia direbbe “fratelli, cantiamo”, dando così il via libera ai “cinque + altri madrigalisti moderni”, che intonerebbero “bella figlia dell’amor”, allontanandosi verso l’uscita della chiesa, diretti al bar all’angolo, dove hanno già da tempo prenotato un tavolino per l’aperitivo a nome Sasso, detto Ron.

Magari è meglio se muoio per ultimo.

Sympa.

Thursday 20 May 2010

Il PD ha dato il via a “Open PD”, una specie di forum per discutere il futuro del partito.

Hanno anche presentato lo slogan per l’assemblea nazionale “Prepariamo giorni migliori per l’Italia”, e l’hanno messo su friendfeed per vedere che ne pensano gli elettori.

Di seguito, un mio personalissimo best of delle risposte alla domanda “vi piace? Che slogan vorreste, in alternativa?”:

porta scalogna;

manca la fregna;

“Guardate che girano i coglioni anche a noi”;

“ENLARGE YOUR PD”;

“zeru tituli”;

“vediamo le persone morte”;

“Prepariamo giorni migliori per l’Italia. Cominciamo lunedì.”;

“per dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande”;

“Prepariamo anche pizze da asporto”;

“Che fai, ci cacci?”;

“per un radioso meno peggio”;

“404 Not Found”;

“dateci un’altra possibilità”;

“epperò nun ve sta mai bene ‘ncazzo”;

“Stamo a pensà ao slogan”;

“Votateci, dopo vi diciamo perché”;

“Noi siamo quelli senza la elle”;

“Vi scendiamo il cane. Ve lo pisciamo”;

“Qui una volta era tutto comunismo”;

“ce state a rompe li cojoni, questa è l’ultima volta”;

“Quando quello se ne sara’ andato, noi saremo ancora qui. Fermi.”;

“non ci vota nessuno, abbiamo fame!”;

“non è che non siamo contro, è che uno magari ha da fare!” (M. D’Alema);

“Noi fare amore lungo”;

“nun succede, ma se succede”;

“Ve Lo Meritate Berlusconi”;

“ma tu ce lo metti il pecorino nella carbonara?”;

un bel “viva la patacca” e finiamola;

che ne dite di “Chi non muore si rivede”?;

“PD: da oggi siamo l’abbreviazione di una bestemmia”.

E sono anche contro le maiale, le droghe, la carne al sangue, le macchine veloci, i soldi, le vacanze ai caraibi…

Thursday 20 May 2010

(sottotitolo: gli ammmerigano sò forti)

Il deputato americano Mark Souder ha annunciato le dimissioni.

Infatti si è scoperto che il buon Mark ha avuto una relazione extraconiugale con una sua assistente.

Uff, vabbè, ecchè, cheppalle gli Americani co’ sta storia… ecchessarà mai?

Avreste anche ragione, avreste.

Se non fosse che l’assistente del nuon, vecchio, caro Mark era stata assunta per comparire in uno spot in cui Mark promuoveva l’astinenza sessuale…

Cioè, ma com’era, lo spot?

Tipo che c’è lui che guarda la telecamera e ciancia a favore dell’astinenza, poi la camera allarga e c’è una patonza in tanga e lui “ecco, vedete, quella bella cinghiala in tanga? Io adesso potrei andare là e ribaltarla sul tavolo e pèm pèm pèm, e invece… NO! Astinenza! Niente! Resistere, resistere, resistere! E poi vedrete, come sto bene!”.

Poi però, spente le luci, tolte le telecamere, allontanati i registi i lucisti gli assistentisti i fancazzisti dello spot, ecco il buon, caro, vecchio e tenace Mark che prende la budellona in tanga e le dice “mo vieni mo qua, che adesso ti spiego io due o tre cose, sugli effetti dell’astinenza…”.

Questo blog esprime virile  solidarietà a Mark Souder.

Bello riposato.

Wednesday 19 May 2010

Tra le gioie della paternità vi è la considerazione che, se ti metti a letto alle 22,15 di sera - come me ier sera, per esempio - quando al mattino la sveglia suona alle 8.00 sei inspiegabilmente bello riposato.

Gli ha detto va nel Viehet-naaaaam, e spara àiviet-cooooong…

Tuesday 18 May 2010

Sono morti due soldati, l’altro ieri.

Erano in guerra, eccetera eccetera.

Io ho pensato, tenendo in braccio la mia piccola piccolissima che piangeva mentre la piccola meno piccola accatastava carabattole in precario equilibrio dicendo “tòe!” (torre…).

Io ho pensato che, quando io avevo 24 anni, e come me i miei amici, a noi ci avrebbero mandato là, per 12 mesi, a prender le cannonate, le fucilate, le bombe, le mine, i sassi, i missili.

Per sessantamilalire al mese, circa.

Senza poter dire “no”, che la leva era obbligatoria.

‘fanculo, a tutti quelli che dicono che però il militare “formava i giovani”.

Formava un cazzo.

Ti mandavano a farti sparare addosso, ti.

Gullàààà… gubààààààiiiiiii… bobbigììììììnnnnn…

Tuesday 18 May 2010

Il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna del promoter del concerto di Springsteen a Milano il 25 giugno 2008.

Secondo il PM infatti, era responsabilità del promoter assicurarsi che il boss finisse il concerto entro le canoniche 23.30; invece Bruce si sparò 22 minuti di bis, finendo alle 23.52.

I bis, sono stati twist and shout, che non è sua ma alla fine del concerto di Springsteen ci sta, dancin’ in the dark (tutti insieme: lalalalala densing in zedaaaaark) e Bobby Jean.

Ora.

Secondo il PM, il promoter avrebbe dovuto “staccare la spina” all’impianto mentre il Boss cantava Bobby Jean.

Anzi, mentre Big Man Clarence Clemons attaccava quello che per me è stato il primo, in assoluto, assolo di qualsiasi cosa che mi ricordi di aver detto “upperò!”.

Ecco, qui c’è Bobbigìn, e al minuto 2,57 c’è Big Man Clarence Clemons attacca col sax.

E il PM, checcazzo voleva staccare la spina…

Bel mondo.

Thursday 13 May 2010

- …e poi, avvocato, noi a lui gli abbiam anche dato 50.000 Iuri -

- ah! 50.000 Eure! -

- sì gli abbiam fatto il  bonifico, 25.000 io e 25.000 l’amico mio -

- bene. E a che titolo glieli avete dati? -

- ‘nghe senso, titolo? -

- come dire… PERCHE’ avete dato 50.000 piotte a questo signore? -

- eh perchè c’aveva bisogno. Nel senso, si lamentava, la società faceva fatica, volevamo avviare un rapporto, e gli abbiam dato i soldi -

- ma era una donazione, cioè, un regalo, o un mutuo, cioè un prestito? -

- no no avvocà, chi dona, oh, no, ’spetti, dona dona un par de palle, nonnò, prestito prestito -

- ah me pareva -

- ecco prestito appunto -

- quindi avete un contratto di mutuo? -

- uuuuuuuuu? -

- una scrittura privata? -

- aaaaaaaaa -

- una lettera di riconoscimento del debito? -

- ooooooooo -

- insomma, ma che cosa avete, di scritto??? -

- la causale del bonifico! -

- bene! Bravi! Giusto! E che c’è scritto, sulla causale del bonifico? -

- c’è scritto “causale: pagamento” -

- esticazzi… -

- no spetti… io esticazzi non lo vedo, scritto, dove l’ha letto? -.

No, per dire che quando Scajola dice mi han pagato 600.000 euri per l’appartamento a mia insaputa, può essere, davvero, può essere, chè c’è in giro dei pirla…

Non è vero.

Wednesday 12 May 2010

Dice che sono metereopatico, ma non è vero.

Se lo fossi, avrei ammazzato qualcuno in queste ultime due settimane.

Ussignur.

Monday 10 May 2010

Premessa.

Io ormai son mesi e mesi per non dire anni e anni che non compro più un cd.

L’ultima volta che ne ho preso uno era fuori da un concerto, era un cd doppio, costava comunque tipo 15 eure e mi ha subito dato noia quei pezzettoni di plastica stiock crock il disco che per uscire devi schìsciar nel mezzo i dentini che si incriccano maneggiare con cura sennò si riga, infilalo nel lettore nel lettore ce n’è un altro tira via l’altro mettivolo via dovecazzoèlacustodia eccola nella custodia però c’è il cd di God of War per la PS3 minchia cazzo vabbè lo appoggio qui, uff metto il cd nel computer avvio iTunes

vrrrrrrrrr eccolo

vrrrrrrrr lo riconosce

vrrrrrrr vuoiimportarlo? SICAZZOSI!

vrrrrrrr già che dietro, vuoimetterlosull’ipod/iphone? SICAZZOSI! SICAZZOSI! SICAZZOSI!

uff… fatto. Il cd, credo sia ormai da tempo dentro la custodia di un gioco per la Wii.

Corollario alla premessa.

Ci sono però dei dischi (oh, e come cazzo li chiamo, sennò?) che ancora mi pregio di comprare in cd.

Perchè?

Per diversi motivi.

Perchè son belli.

Perchè se perdo l’ipod, l’iphone, il computer e il backup, almeno ho il cd.

Perchè io non lo so, ma ho sentito dire da qualche parte che il suono dei cd è meglio di quello degli mp3, 4, 5 etc.

Ecco.

Premesso ciò, io ho due musicisti che nella vita ho sentito e mi han fatto impennare la minchia, inteso come metafora.

Due musicisti che che ho sentito e ho detto “che culo”, ad averli sentiti.

Due musicisti che per me quella sera han fatto “arte”, nel senso che non sto ad aprire il dibattito sul concetto di arte, ma.

Ecco.

Due che quando fanno, io compro i cd.

Uno è Keith Jarrett.

L’altro è Charlie Haden.

Non vi metto nemmeno i link, guarda.

Ecco, e la notizia è che Jarrett e Haden han fatto un disco (come sopra…) insieme, che uscirà tra poco (quando? Quando? Quando? Quando? Arf arf arf).

E siccome io son rompicazzo, già mi domando: come ci rimarrei, se fosse una mezza boiata?

Modern words.

Monday 10 May 2010

Via chat.

Io: Ciao Fab, perchè il mio computer fa così così cosà e poi ancora così?

Fab: è chiaramente il buff dello streaming.

Ah, come cambiano i tempi.

Una volta avrebbero detto come fosse antani con la brindola prematurata per due con scappellamento a destra, oggi basta un buff dello streaming e ti fan su come un popone.

Cockspoles (Gallipoli).

Friday 7 May 2010

Ieri, giornata a Gallipoli.

Per lavoro, eh.

Gallipoli, è sul mare.

Ieri, a Gallipoli, sul mare, il cielo era azzurro, ogni tanto passava qualche nuvola bianca e veloce, la luce era quella luce del sud quando c’è il sole e tira un po’ di vento.

Il mare era blu scuro, passavano le barche dei pescatori, c’erano 25 gradi.

Sui bastioni, ristorantini e baretti con le tende e i tavolini e le seggiole che le sposti e ti metti con la schiena al sole, il cameriere gentile, il pesce fresco, io leggevo il giornale, l’aria sapeva di buono.

Anche se ero appena uscito dal tribunale lì, a trecento metri, e avevo la giacca sulla spalliera, la cravatta allentata e la scarpa lucida, anche se dalla borsa spuntavano carte cartacce piene di legge, anche se sul tavolo il blackberry lampeggiava la luce rossa che vuol dire “Email! Email!”.

Anche se tutto questo, la vita mi è sembrata una cosa buona, e fermarmi a mangiare leggendo il giornale mi è sembrato giusto, bere due bicchieri di vino bianco mi è sembrato onesto, chiacchierare di calcio con il cameriere mentre prendevo il caffè mi ha fatto sorridere, e stare così improvvisamente bene mi ha fatto venir voglia di avere accanto me le mie ragazze, tutte e tre.

Poi il telefono ha fatto brrrrrrrrrzzzzzzzz, ho risposto, era uno da qui, da dove piovesulgrigio (c), non ho fatto in tempo a dire “buongior…” che ha urlacchiato

“scusi se urlo sono a pranzo sto mangiando un panino in piedi al bar sotto lo studio” e dietro sentivo gente che urlavano, piatti che sbattevano, camerieri che si mandavano affanculo per una comanda sbagliata, telefonini che squillavano

mentre mi parlava parlava anche con uno che era lì con lui e intanto pagava il conto

“sì sì due panini un’acqua una birra piccola die caffè sì quanto trenta euro? sì ha il resto di cinquanta?”

e poi ha urlato qualcosa di contratti, clausole risolutive espresse, drag along, antidiluition, arbitrato, foro competente

ed ha concluso senza salutare “così glielo mettiamo in culo a quegli stronzi pezzi di merda ma non sanno con chi hanno a che fare io li rovino tanto se mi fanno causa io sono nullatenente pezzi di merda morti di fame e sposta questa macchina di merda!!! scusi avvocato un rompicoglioni che parcheggiava arrivederci”

e io lì, a Gallipoli, che facevo i conti, con quanto c’ho in banca, quanto potrei restare, qui, fermo, senza far niente, solo a sentire il sole sulle spalle, leggere il giornale spostato dal vento fresco, sentire odore di mare, guardare le barche dei pescatori, discutere di calcio col cameriere mentre bevo il caffè, bere mezzo bicchiere di vino.

Alone in NY.

Tuesday 4 May 2010

Non è facile, nonnò non è facile.

E’ bellissimo, questo sì, e magico, e non torneresti mai indietro, questo certo.

Ma non è facile, due bimbe, la piccola un gattino spelacchiato che piange e dorme e se dorme e non piange perchè dorme e non piange se piange perchè piange se dorme perchè dorme se fa “agnana” con la bocca perchè fa “agnana” con la bocca.

La grande, grande che sulle punte riesce a mettere il naso all’altezza della seduta di una seggiola, grande che riesce anche a dirti mamma, cacca, qualche volta papà e iaiaò se vuole che metta sull’iPhone il video di youtube di oldmacdonald.

Di giorno, questo. Di notte, di notte non si dorme, o almeno, l’amore io non dorme, e io dormo e mi sveglio e ridormo.

Stasera sono a Londra, in una casa, da solo, e lei al telefono mi ha detto comeseifortunato che sei lì e dormi e leggi e guardi la tv.

Comesonofortunato.

Giaggià.

Però adesso io, prima di andare a letto, mi manca infilare il naso piano piano nella cameretta e guardare con la luce dell’iPhone il mio angelo che dorme tutto arruffato, mi manca andare in camera e parlare piano piano per non svegliare la piccola che fa mille rumori, tutti sbagliati, tutti che ti fermi sempre a sentire cosa succede, mi manca addormentarmi e sentire lei, accanto a me, che si addormenta svelta, cercando di rubare cinque minuti di sonno.

Vecchio, gonfio, sentimentale.

Mi sa che nemmeno in questa vita, divento una rockstar.