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Hippo blog » 2010 » April

Archivio di April 2010

It’s a long way down.

Friday 30 April 2010

Da repubblica.it.

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No, dico.

E’ una china inarrestabile, un declino, una frana, uno smottamento continuo, una discesa verso il basso,  il baratro, l’abisso.

Non ci sono speranze, illusioni, futuro. Rassegnamoci.

“Redassero”.

Kitchen.

Thursday 29 April 2010

Via mail.

- Alura, Cioccio, come vanno le cose? Dov’è che sei esattamente? -

- Sono in Pakistan, a sistemare robe di computer reti collegamenti connessioni antani e brindole -

- Fico! E com’è, com’è? -

- Guarda, la mia anima profondamente egualitaria ed antirazzista sta subendo un forte attacco. Mi sono praticamente convinto che la razza bianca è superiore ed è fatta per comandare ed imporre la propria civiltà superiore! -

- Davvero? -

- Sì! O almeno, per quanto riguarda la cucina! -.

Voi, io no.

Tuesday 27 April 2010

C’erano più di cento persone, parenti, gente comune, molti giovani e anche alcuni bambini, ad attendere Giovanni Tegano fuori dalla Questura di Reggio Calabria. Una claque che ha applaudito il boss arrestato dopo 20 anni di latitanza e condannato all’ergastolo per svariati omicidi.

Io, questa non è la mia gente.

La mia gente è diversa, ma poi fascista squadrista boavista razzista tutta l’erba un fascio è colpa dello stato delle rane di berlusconi la scuola la droga la televisione i preti la frutta che non sa più di niente.

Quindi taccio.

Ma non chiedetemi di sentirmi ‘taliano, che no, io no, perchè loro, loro sì, loro che erano ad applaudire il boss, loro sì, loro, indubbiamente, universalmente, internazionalmente, splendidamente, mammamiabbellamente, sono ‘taliani.

Cervello di molta intelligenza.

Monday 26 April 2010

Io, stamattina - ma la piccola stanotte ha pianto? -

L’ammmmore mio - no, non tanto, due o tre volte, non l’hai sentita? -

- no, guarda, credo che il mio cervello abbia ormai avviato una procedura automatica, che funziona così.

Nella notte, sente un pianto di neonato; il cervello non si sveglia, ma restando in stand by ed energy saving, prende vita un solo e unico neurone incazzato, come una luce di una piccola candela in fondo ad un tunnel buio.

Questa piccola candela, questo solitario, ramingo e rancoroso neurone resta lì,  sospeso tra la vita e il coma profondo, in attesa -

- In attesa? E di cosa? -

- In attesa di vedere se tu ti svegli. Se ti svegli e ti occupi della bimba che piange, il neurone fa il gesto “evvvvai!!!” pompando con il braccio come il miglior Nadal dopo uno smash e io torno a dormire della grossa -

- Ah! E se per caso non mi sveglio? -

- Eh se non ti svegli è un casino. Il neurone solitario suona una sirena e dal profondo del profondo della mia incoscienza onirica emergono altri quattro neuroni completamente addormentati e rincoglioniti di sonno, e tutti insieme HOP! fanno sì che una delle mie gambe si muova avant’andrè un paio di volte -

- E perchè? -

- Perchè così ti do un paio di calcioni e ti svegli, ti occupi della bimba frignante e io e i miei quattro neuroni possiamo tornare a godere il sonno dei giusti -

- Però, che cervello intelligente -

- Lo so, me lo dicono tutti -

- Mentono -.

Ai confini della realtà.

Monday 26 April 2010

Seminterrato di ospedale.

Illuminato da lampade al neon, corridoi bianchi con la riga gialla, finto marmo in terra.

Saletta di attesa minuscola, caldo afoso, bambini in passeggino bambini in carrozzina bambini in braccio bambini che còrreno, piàngheno, càcheno, mamme, babbi, nonne, infermieri, dottori che ciabattono lenti.

Insomma, ospedale.

Noi siamo lì, noi siamo io, l’ammmmore mio e la piccola nuova arrivata, per prenotare la radiografia alle anche.

Anche alle anche? Anche alle anche, anche.

Biiiiiiiiiip: sul display appare il nostro numerino, entriamo in un cubicolo, una signorona seduta dietro una scrivania con un computer, ci dice con un evidente accento diversamente milanese:

- s’accomodassero -

S’accomodano. Cioè, l’ammmmore mio con la bimba in braccio s’accomoda, sull’unica sedia, io sono in piedi, accaldato, con giaccacravatta e giubbotto da moto in mano. Comincio anche a sudare leggermente tra le scapole.

- Cheddevono fare? -

- prenotare la radiografia alle anche -

- data presunta del parto -

- no, è nata l’11 aprile -

- presunta? -

- presunta? E’ nata 13 giorni fa… -

- ah, è nata? -

- ssss… ssssì… come dicevo, l’11… -

- e quando? -

- l’11 aprile? -

- che è la data presunta? Ma se son passati 13 giorni -

- appunto -

- appunto -

- quindi? -

- quindi quando sarà la data presunta del parto? -

- la data presunta SAREBBE STATA il 16 aprile… -

- ma è passato -

- eh sì… tempus fugit… -

- tempura? Fritto, a quest’ora? Ma qui non facciamo cucina giapponese, qui noi prenotiamo visite -

- ah davvero? -

- già. A proposito, loro cheddesiderano? -

- loro? Loro noi? -

- voi, loro -

- loro noi vorremmo radiografare le anche di nostra figlia -

- ah bene! La data presunta del parto? -

- 16 aprile -

- bene, perfetto -

- come perfetto, prima aveva detto… -

STUMP! L’ammore mio mi da un calcio sullo stinco che nemmeno Hans Peter Briegel, e allora mi taccio.

- benissimo, vengono il 5 luglio -

- vengono… chi? -

- loro! -

- ah! Loro! Quelli di prima! Noi! -

- sì! Loro! -

Tra le scapole ho un torrente.

Addò?

Monday 26 April 2010

Tra il lavoro, la grande (!) che c’ha la regressione, la piccola che c’ha 12 giorni di vita e che je dici, e una che c’ha 12 giorni di vita, la moglie stanca stravolta e la suocera che mi dorme in casa, capirete anche voi che non è che abbia così tanto tempo da dedicare al cazzeggio e al blogghismo.

A parte questo, in questi giorni vi avrei voluto parlare, così random come mi son venuti, di Bettiza (chiiiii?), della pioggia, della birra, della MPV, di Londra, dei cani che cacano, dei Baustelle, dei biscotti al cioccolato che si comprano all’aeroporto di Londra, del whisky, di quelli che vanno in tivvù e inspiegabilmente non dicono intermerda.

Ma come ho detto il lavoro le figlie aaa’ famigghia.

Facciamo come se l’avessi fatto, e bon inscì?

Amìsci vostri.

Wednesday 21 April 2010

Parla alla Gazzetta il tifoso romanista accoltellato dopo il derby.

Maximiliano, tu sei il sopravvissuto di una notte di follia. Hai avuto paura di morire?
“Sì, per qualche minuto. Ma me la sono cavata”.
Cosa ricordi di quei momenti?
“Tutto, sono rimasto cosciente”.
Sei stato aggredito alle spalle, quanti erano?
“Non lo so, non li ho visti, è stato un attimo”.
Cosa pensi dei tuoi aggressori?
“Niente, che devo pensare?”.
Potevano ucciderti…
“Allora? Dovrei dire che sono infami, pezzi di merda? No, allo stadio le coltellate si prendono e si portano a casa”.
Perché ti trovavi a Ponte Milvio, in mezzo agli scontri?
“E lo vengo a dire a te?”.
Allo stadio ci tornerai?
“Certo, perché non dovrei?”.
Perché è stato un derby tanto violento? Non avevate firmato un patto di non belligeranza?
“Sei poco informato”.
Il problema è con il gruppo laziale “In basso a destra”?
“Questo lo dici tu”.
Ma tu appartieni a qualche gruppo?
“La conversazione è finita”.

Poi dice che quando però parli dell’Inghilterra la Spagna pure i tedeschi te tu però aho’ ma noi siamo ‘taliani e la pizza come la fanno a Napoli e alla fine il rinascimento Firenze Venezia la moda a Milano.

Poi allo stadio ci facciamo entrare questi qui.

Dice ma se li lasci fuori fascista nazista polizista manganellista classista ista ista.

Mavaffanculo.

Here she comes…

Friday 16 April 2010

Here she ever comes now now
She ever comes now now
She ever comes now

Oh oh, it look so good
She’s made out of wood
Just look and see.

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Cifro.

Friday 16 April 2010

Causa forze maggiori, in questi giorni ho girato poco o punto la città.

Oggi però per lavoro vrooooooom con la mia My Personal Vespetta ho fatto un po’ qua e là su e giù.

Il salonedelmobile!!!!!!

Pieno zeppo di eventi, cose, ggènte che entrano escono da case, chiese, posti, negozi, aperitivi, post aperitivi, musica luoaueunge, stilismo, etilismo, design.

E finocchi.

A mazzi.

Vestiti da finocchi.

No, fateci caso.

Milano è davvero, sempre di più, una città meravigliosamente gay friendly, e la amo un po’ di più, anche per questo.

Sarò mica una zia anche io, sottosotto?

Astro.

Friday 16 April 2010

Nel mondo c’è un po’ la gara, a chi è più stro.

Che non è essere cattivo, è tirarsela in modo che non sembra, ma invece, sei popo popo stro.

Son piccole cose, che però gli altri se ne accorgono e te fai quel sorrisino un po’ stro.

Sai per esempio che ormai le mailz vengono mandate con sotto “sent from my blackberry”, “sent from my nokia”, ultimamente “sent from my iPhone”.

Oggi mi manda una mailz un ‘mmmericano, wiuz woz waz, meeting, draft, contract, issues, thesedicks, this pair of balls, see you, regards.

E poi, sotto il nome e cognome “sent from my iPad”.

Astro.

Abbrutto stro.

M’hai fatto invidia, m’hai.

In che mani signora in che mani (II).

Friday 9 April 2010

Il buon vecchio collega e socio avvocato Bubich si prende una meritata vacanza e ha deciso di passare cinque giorni a New York.

Parte lunedì, inteso come tra tre giorni.

Tutt’appost’? gli chiedo io.

Tutt’appost’, risponde lui.

Albergo?

Prenotato.

Dove mangiare?

Ho trovato tre ristorantini che…

Per la sera?

Ho un amico che vive a NY e ha detto che ci pensa lui a portarci nella vita notturna della Grande Mela.

Turismo?

Già programmato una precisa mappa di musei, fondazioni, monumenti e chiese, in versione bel tempo e nella versione cazzopiove.

Shopping?

Due mattine dedicate e programmate, grazie.

Passaporto e visto, a posto?

No, dico, passaporto e visto?

Maaaaaaa… ci vuole il visto?

Bho non so è un po’ che non vado in USA ma mi sembra che dipende dal passaporto ma mi pare che magari il visto no però c’è roba da fare, no?

Nooooooooo… ma non è veeeeeeeeeeero… maddecheeeeeeee… ma se l’amico del cugino del portinaio del condominio dove abita la vicina della badante di mia zia da parte di pòra nonna sette ani fa è andata in Cile e ha fatto scalo in Florida e ha detto che non ha avuto problemi… quindi son tranquillo, no?

Tranquillo, tranquillo… poi magari un controllo tipo www.cosacazzoserveperentrarenegliusa.azz lo farei, no?

***

Mattina, interno ufficio.

Hola Bubich, caffettino?

Spetta spetta due minuti due minutini due minuti.

Cosa c’è, urgenza scadenza di lavoro inaspettata?

No, è che ho scoperto che per andare negli USA devi compilare un modulo sul sito dell’ambasciata e sennò stai a casa lassa sta’ son qui che compilo online speriamo speriamo.

Mi allontano e rifletto: mannaggia ammè amnnaggia, se non lo avessi avvertito ieri, non si sarebbe preoccupato e lunedì all’arrivo all’aeroporto di New York lo avrebbero sputato ptù e ricaricato sul primo volo per l’Italia sai le risate, mannaggia ammè mannaggia.

TV show.

Thursday 8 April 2010

Oggi ero in tivvù, a parlare di Calciopoli e Calciopoli due, la vendetta.

Ma siccome non ho detto nè “scimmie”, nè “Inter merda”, dice che non interessa a nessuno.

We help you tp help yourself.

Tuesday 6 April 2010

Càpita che oggi due genitori lavorino.

Tutt’eddue, intendo.

Una volta, papà andava a lavorare, mammà stava a casa a far su i figli e tutto il resto.

Adesso, mammà e papà vanno a lavorare, e i figli?

I figli la tata, ma insomma puoi mica lasciare la bimba con la tata, ecchè, oho, e gli stimoli?

Quindi, nido.

Nido che stimola, socializza, comunica, e tiene la bimba.

Pasqua.

Buongiorno buongiorno, siamo il nido, buongiorno.

Volevamo comunicare che siccome domenica è Pasqua, noi giovedì e venerdì siam chiusi e siccome lunedì è pasquetta noi riapriamo mercoledì.

Ah. E sticazzi, no?

E io la bimba?

Che forse lei cortese signorina del nido non lo sa, ma io e la cortese signora mamma della bimba, siccome viviamo nel mondo reale e non in quelli dei puffi in cui sembra vivere lei, ecco noi siccome domenica è Pasqua lavoriamo fino a venerdì sera, e siccome lunedì è pasquetta noi alle 9.00 del martedì mattina siam belli precisi sul pezzo.

E la bimba?

E al bimba, traduco dal magico mondo dei puffi, son cazzi nostri.

Nel senso di tata, che prendi e paghi, tanto se già hai pagato il nido - in anticipo, oh, sia mai che poi uno scappi un Brasile - allora puoi dar due eure pure alla tata, che c’ha bisogno.

Che la tata, si ammala guarda giusto giusto il venerdì, sgusa signore io dando dando dosse e raffreddore e febbre e maladdia meglio io non viene se no ammala anche bimba, ecco stai a casa, stai, proprio il venerdì prima di Pasqua ma guarda il mondo è strano, guarda, malidetta anche te.

Poi dice, uno bestemmia anche se è Pasqua.

Night fever.

Thursday 1 April 2010

Dice i bambini, càpita, che angioletti, che di notte si svegliano e piàngheno, poveri.

Dice.

Gli altri.

La mia, si sveglia di notte, si mette seduta nel lettino, prende la bottiglia - byberon in mano, e canta.

Sissignori, canta, parla, ragiona, spiega, chiama.

Per capirci, alle 04.08am, te sei lì che ronfi spiaggiato, un piedi fuori, la maglietta alzata sulla pancia, la bolla al naso e la bocca aperta aaaaaaaaaaaaaanf.

E senti.

Lalllallààààààààà…. bìllabaàààààà… bella bella bellallallaaààààààààà… mamma mamma papà papàààààààà… acqua bella basta bella lallàllàllàllaaaaaaaaa… oooooooooo… aaaaaaaaaaa… eeeeeeeeeee… bella lallàllàlllalillllà…

Serena. Per mezz’ora.

Poi, per non farsi mancare niente, piange un po’.

Poi dorme.

Poi ricanta.

Da domani anch’io, alle quattrezzerootto, mi sveglio e canto.

Così, per vedere, che magari ha ragione lei.