Seminterrato di ospedale.
Illuminato da lampade al neon, corridoi bianchi con la riga gialla, finto marmo in terra.
Saletta di attesa minuscola, caldo afoso, bambini in passeggino bambini in carrozzina bambini in braccio bambini che còrreno, piàngheno, càcheno, mamme, babbi, nonne, infermieri, dottori che ciabattono lenti.
Insomma, ospedale.
Noi siamo lì, noi siamo io, l’ammmmore mio e la piccola nuova arrivata, per prenotare la radiografia alle anche.
Anche alle anche? Anche alle anche, anche.
Biiiiiiiiiip: sul display appare il nostro numerino, entriamo in un cubicolo, una signorona seduta dietro una scrivania con un computer, ci dice con un evidente accento diversamente milanese:
- s’accomodassero -
S’accomodano. Cioè, l’ammmmore mio con la bimba in braccio s’accomoda, sull’unica sedia, io sono in piedi, accaldato, con giaccacravatta e giubbotto da moto in mano. Comincio anche a sudare leggermente tra le scapole.
- Cheddevono fare? -
- prenotare la radiografia alle anche -
- data presunta del parto -
- no, è nata l’11 aprile -
- presunta? -
- presunta? E’ nata 13 giorni fa… -
- ah, è nata? -
- ssss… ssssì… come dicevo, l’11… -
- e quando? -
- l’11 aprile? -
- che è la data presunta? Ma se son passati 13 giorni -
- appunto -
- appunto -
- quindi? -
- quindi quando sarà la data presunta del parto? -
- la data presunta SAREBBE STATA il 16 aprile… -
- ma è passato -
- eh sì… tempus fugit… -
- tempura? Fritto, a quest’ora? Ma qui non facciamo cucina giapponese, qui noi prenotiamo visite -
- ah davvero? -
- già. A proposito, loro cheddesiderano? -
- loro? Loro noi? -
- voi, loro -
- loro noi vorremmo radiografare le anche di nostra figlia -
- ah bene! La data presunta del parto? -
- 16 aprile -
- bene, perfetto -
- come perfetto, prima aveva detto… -
STUMP! L’ammore mio mi da un calcio sullo stinco che nemmeno Hans Peter Briegel, e allora mi taccio.
- benissimo, vengono il 5 luglio -
- vengono… chi? -
- loro! -
- ah! Loro! Quelli di prima! Noi! -
- sì! Loro! -
Tra le scapole ho un torrente.