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Archivio di March 2010

It’s up to me?

Tuesday 30 March 2010

No che iersera son andato a sentire Davide Van De Sfroos, e la Lega ha stravinto le elezioni.

Se quelli del PD mi vogliono prenotare un biglietto per De Gregori, Guccini, Jovanotti etc., per le prossime elezioni, me lo dicano per tempo, vurìa mai che per sbaglio mi trovassi a sentire i 270bis

Elesscion day…

Monday 29 March 2010

Stavolta c’è mancato un pelo, che non votassi.

Stavo davvero incazzato, con nostri come coi loro, cialtroni schifi tutti, che rappresentano il peggio dell’italianismo asinino e schifoso che in questi vent’anni ha preso possesso lento e marcio di tutto e tutti.

Ero deciso.

Poi, la paura…

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…e anche stavolta m’hanno convinto.

…effettivamente…

Monday 29 March 2010

Una riflessione di uno, di sinistra, sulla mega trasmissione internet di Santoro.

Sai che a leggerla bene, non è mica stupida…

Contento sono contento, e ne scrivo interessato. Ma il mio cuore eversore di certezze si chiede: ma se il corto circuito internet televisione radio l’avesse fatto mister B, con una serata di urli senza contraddittorio di quelli che sa far bene, e con un comico dei loro che avesse paragonato Travaglio a un’inculata, a quest’ora quante analisi sul Nuovo Dispotismo Elettronico staremmo facendo?“.

Vitàsha…

Monday 29 March 2010

Sono al telefono con Manovaleegentiluomo.

Abbiamo appena iniziato a chiacchierare, che entra una segretaria.

- …e quindi non ho visto in gran premio ieri mattina… ’spetta un attimo… sì no no la delega è a posto, invece manca la data sull’atto, per cortesia me ne prepara tre copie, chieda al dottor Cazzafrassa di verificare se abbiamo l’ok del cliente e nel frattempo mi porti il contratto che devo verificare se la versione che utilizziamo è l’ultima, grazie. Eccomi… dicevamo? -

- No no vitaccia quella dell’avvocato… -

- Guarda davvero, non scherzo, oggi è veramente un lunedì dimmerda -

- Non dirlo a me, che stamattina poso lapidi al cimitero di Fino Mornasco -

Il mio lunedì non sembra più così orribile.

Fernando Alonso chi?

Monday 29 March 2010

Riassumendo, prima ti vestono che già solo per le scarpette e il sottocasco ti senti a metà tra Sciùmacher e Alvaro Vitali, poi ti fanno salire sulla prima macchina, quella grigia lunga con le portiere che si aprono in su.

Per salire, fai una contorsione che “ahi ahi oh ops wait wait wait let’s try with the other leg no no no ahi ahi wait don’t push! cazzo ti push? wait I try to put one hand here and one hand there and go in with the stomach first”.

Minchia, se fàamo un incidente e prende fuoco ora che esco son da tirar su con la palettina per la cenere.

Ti legano con una cintura di sicurezza a cento punti, che passa spalle pancia gambe pisello, e TRA! te a tirano che manco respiri più.

C’è seduto di fianco uno con un casco anche lui e i guantini da pilota, hello hello, are you ready? Esticazzi, ‘nnamo!

Allora lui mette la prima - quando mette la prima la macchina vibra tutta, lui spinge con forza una leva in avanti, so sente STROCK! e la macchina fa tutto un rumore brutto che sembra cada a pezzi - e parte.

Parte e c’è un rumore pazzesco, lui naturalmente in prima seconda terza sgomma con culo che scuote tutta la macchina, poi arriva l’uscita dai box cioè c’è un muro dritto davanti e lui invece di frenare continua a accelerare BRAAAAAAAAAA poi a trenta centimetri dal muro TRA! FIIIII! inchioda, le cento cinture si tendono e lo stomaco comincia a dirti “hai fatto il cazzone con le l’omelette ripieno stamattina, eh?????”, poi lui gira a sinistra di colpo, entri in pista, c’è una curva e la fa ad una velocità che te, che al massimo un’audi in autostrada, pensi semplicemente che non si può stare in strada, con una curva così, a questa velocità.

Lo stronzo, a metà curva, da gas.

Da lì son tre giri, e a un certo punto ci prendi gusto, e cominci anche gridare come un bimbo “VAAAAAAAAIIII PIIIIIGIAAAAAA STAAAAACCAAAAA ADAAAAAAJJJEEEEEEEE” tanto con rumore non si sente una mazza.

Arrivi ai box, ti tirano fuori loro, che se aspettano che esca tu si fa notte - ripensi alla storia dell’incidente - e ti dicono “ok now the real fun”.

E vai alla seconda macchina, quella dell’ultima foto.

Stessa cosa, sali su, tre giri con pilota professionista.

Solo che.

La prima, è una macchina “normale”, messa giù “da gara”.

La seconda, quella bianca, è invece una macchina da corsa, costruita e progettata per le corse.

E quando scendi da quella, hai le palle sudate, gli occhi tondi e passi due giorni a dire beeeeeeeeeeeeeeeooooooooooooooooooo…

Ommen’…

Friday 26 March 2010

- Caro collega, come va? -

- Eh caro Hippo, giornatacce… -

- Anche qui anche qui -

- Poi ci si mettono a che queste giornate grigie che pare di stare a Cracovia a novembre… -

- Hai ragione! -

- Guarda, meno male che la segretaria nuova è venuta in studio con una gran bella scollatura, e tu lo sai, a noi uomini basta una cosa così, e la giornata è già mezza salvata… -.

M’hai convinto, m’hai…

Friday 26 March 2010

Lo spam.

Te spiegami come pensi di abboccarmi alla tua mail spamma se il titolo della mail è “vuoi il lavoro supplementare?”.

La risposta è “COL CAZZO!!!!!!!” e il dito va sul canc in un nanosecondo.

Va che c’è in giro dei pirla…

Teniamo duro.

Friday 26 March 2010

Dai dai dai, che prima o poi ’sto novembre finisce…

Belli sciàllati (baby boomz evolution).

Wednesday 24 March 2010

Sai che mancano tre settimane e due giorni?

Mi dice lei ieri sera, prima di addormentarci.

Usti.

Dico agli uomini.

Avete presente quella sensazione di gelo, di smarrimento, di terrore? Quella che al lavoro avete quando il capo dice “allora Cagliozzi, ci vediamo alla riunione delle sei per la sua presentazione del progetto?” e il buon Cagliozzi non solo non ha idea che alle sei ci fosse una riunione, ma nemmeno ha idea di cosa sia il “progetto” e men che meno ha mai messo mano a nessuna “presentazione” negli ultimi sei mesi?

Quando il professore, al liceo, dice “allora la prima ora spiego e la seconda facciamo la correzione della versione che vi avevo dato da fare per oggi” e te tocchi dentro il vicino e anf anf anf eh? cosa? oooooh! scusa! oooooh! ma come? versione? quando? chi? quale? ma va? sei sicuro? l’ha data? quando? settimana scorsa? e io? ero assente? no c’ero… versione dici? facile, almeno? breve, vero? no eh… un casino una merda c’hai messo sei ore? anf anf anf…

Ecco, insomma, avete presente, quella sensazione lì.

Ecco e la testa mi frulla frulla frulla, mentre cerco di mantenere sulla faccia l’espressione più neutra possibile, che non so se devo fare il muso allegro o il sorrisone: mancano tre settimane e due giorni a che?

Compleanno della suocera?

Anniversario della battaglia di Campostravento?

Festa della luganega sotto spirito?

Finale della Champions’?

Anf anf anf…

Per fortuna, l’ammmmmmore mio aggiunge “e non abbiamo ancora preparato niente…”.

AAAAAAAHHHHHHH! (che Archimede quando scoprì la storia del liquido immerso in un corpo pesante che lo spinge via, non ha avuto un’illuminazione simile…).

LA BIMBA!!!!!!!

L’ALTRA!!!!! (lo so lo so è orribile e ogni volta mi mangio la lingua, ma insomma mi viene naturale per ora pensarla come “l’altra”).

Insomma, tre settimane e due giorni è come dire domani.

E noi non abbiamo davvero, ancora fatto niente.

E’ che nei pochi minuti liberi delle nostre stupide vite piene di stupide cose e stupida gente, c’è lei, che sorride e dice “billa billa alala billa bà”, e converrete, a questo non si può togliere nemmeno un minuto.

Kiss an’ a fott.

Tuesday 23 March 2010

Oggi è il “kiss an’ a fott” a day.

Avvocato, c’è al telefono il Dottor Calapaio!

“kiss an’ a fott”.

Hai visto è arrivata la mail della Pallocchio SpA?

“kiss an’ a fott”.

Ti faccio una relazione sulla riunione di ieri?

“kiss an’ a fott”.

Hai letto di Aldo Busi all’isoladeifamosi?

“kiss an’ a fott”.

Ho visto un film sabato che…

“kiss an’ a fott”.

Ti ha cercato uno per un lavoro…

“kiss an’ a fott”.

Ci vediamo per pranzo domani che mettiamo giù due righe per il mandato in esclusiva?

“kiss an’ a fott”.

E così, ad libitum, per tutta la mattina.

Funziona, giuro.

Poi, non garantisco che il giorno dopo troviate ancora il vostro posto di lavoro, ma non si può avere tutto, no?

Cattive compagnie.

Monday 22 March 2010

Io ho amici che quando ti raccontano di se’, dicono “…e ero lì, a casa, con la mia camicia da notte con gli orsetti…”.

Che bella immagine, per cominciare la settimana.

Golden years.

Friday 19 March 2010

Manovale e gentiluomo mi chiama.

- mamma mia, ho un problema -

- dimmi dimmi -

- sai che ho il patentino per guidare la gru -

- so -

- eh mi han fatto l’esame tossicologico a sorpresa -

- usti chebbruttaroba! -

-davvero -

- eeeee… com’è andata? -

- una tragedia -

- minchia! -

- negativo a tutto. Ma tutto tutto tutto, eh. Anche quelli dove per esempio c’è un minimo consentito, tipo fino al 3 percento è tollerato, ecco io c’ho zero virgola zero zero zero -

- nooooooooooo! -

- davvero… mamma mia come siamo invecchiati -

- vecchi, vecchi siamo -.

trovava l’oro nei ruscelli più lontani…

Wednesday 17 March 2010

Càpita che sei a Roma.

Per lavoro, intendo, stanco come una cacca.

che ieri eri a Parma, oggi a Roma, treno alle settemmezza, riunione con commercialisti poi gente che vogliono i soldi (làggggente vojono li sòòòòrdi!).

Albergo triste, non male, ma triste: hai presente gli alberghi tristi? Ecco, uno così.

Da solo.

Domani in tribunale alle nove. Comincio a non poterne più, dei tribunali e converrai, che facendo l’avvocato, è un po’ come se Roccosiffredi dicesse che la topa comincia a venirgli a gola.

Ho mangiato una pizza, bevuto una birra, da solo come Remì, leggendo un libro di spari.

Che a me non dispiace, cenare da solo con una birra e un libro di spari.

Ma deve essere un ristorante triste, mezzo vuoto, magari illuminato male.

Invece la pizzeria era piena di gggènte, che dicevano ahò! e ridevano, cazzo ti ridi?

E non mi sono nemmeno gustato il libri di spari.

E attacco il computer, metto le cuffie.

E arriva gimiendrics.

L’hai mai sentito a gimiendrics?

Mentre sento a gimiendrics, stasera, dentro le cuffie del computer, sono lontano da dove vorrei essere, io che casa è sempre stata qui, dove sono io.

Mentre gimiendrics fa whoa whoa gnagnagnaaaaa nelle mie recchie, vorrei solo essere con lei, sul nostro divano, a guardare la televisione bassa, con i sottotitoli, che così se la Cinpripessa piange la sentiamo subito.

E poi e poi e poi, accarezzare la pancia che si muove laddentro un’altra piccola cosa speciale.

E poi e poi e poi e poi, prima di andare a dormire, entrare nella cameretta con l’iphone che fa una luce azzurra per non dare noia, per guardare se dorme bene, e da lì in poi, nemmeno con gimiendrics, lo riesco a spiegare.

In che mani signora in che mani.

Monday 15 March 2010

Una volta il politico per farsi vedere che era uno viscìno alla ggènte insomma uno del popolo uno come annoi, chessò, passeggiava per strada, aiutava le vecchiette a far la spesa, accarezzava i fanciulli, pedalava sudato la domenica con moglie figli e nipoti.

Brutte scene, lo so, anche perchè negli occhi del politico leggevi chiaro “minchia chemmitoccafà ma appena mi rieleggono col cazzo che mi vedete più e ve le faccio pagare tutte, ve le”.

Ma oggi, oggi, dico.

La gàndidata alle regggionali del PDL, per recuperare un po’ di immagine, va allo stadio.

Ma nooooooo allo stadio con i figli, i nipoti, una bella festa di sport.

Noooooooo, ecchè.

Lei va in curva, lei.

Co gli Iriduscìbbili, d’aaaaaaa Lazio, ultras, insomma.

Oh, brava gggènte, eh.

A cavalcioni, “in transenna”, dicevano a San Siro, in curva, ai tempi miei (sì ma io c’avevo 15 anni, e non ero candidato a un emerita ceppa).

Uh che bella immagine.

Uh che bel candidatone “popolare”.

Uh che bel paese.

Ve lo meritate.

Tutti.

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Lele Gantone.

Friday 12 March 2010

Allora, ero intheassofthewolves ma era una figata, c’erano trenta gradi e l’hotel era cinquestelle lusso.

Mica merda.

Alla sera c’è la serata seratona, pupazzi e mazzi, e “black tie” scritto sull’invito.

Smoking, quindi.

Anche volentieri, che io in smoking faccio sempre la mia bella figura.

Inizio serata alle seiemmezza, alle sei esco dalla doccia bello sbarbato, mi metto la cammmicia i gemelli l’orologio fico, panta nero, calza scura, mi allaccio il farfallino, la giacca per ultima.

Apro la valigia, apro il sacchettino ed estraggo le scarpre nere fiche da smoking.

Faccio per infilare la prima, mentre prendo la seconda.

Orpolà.

Son due scarpe diverse. Ho sbagliato a prendere le scarpe dalla scarpiera, ieri, mentre facevo la valigia.

Cazzo.

Vabbè.

Son scure tutt’eddue.

Nere.

Lucide.

Magari non si nota.

No dai, se uno non ci bada troppo non si nota.

Proviamo.

Usti.

Brutta cosa.

Son due destre.

Buongiorno signor consierg dell’albergo ciquestellelusso… qual è il negozio dell’albergo dove acquistare un paio di scarpe nere?

Son parecchio più povero, sappiatelo.

Baby boomz.

Monday 8 March 2010

Allora la cinpripessa va al nido.

Non che ci vada da sola, essa viene carrozzata nel passeggino e spinta sino al nido.

Dal sottoscritto.

Di solito l’ammmore mio esce di casa con noi, e facciamo un pezzo di strada insieme: quando poi lei si allontana, la cinpripessa la guarda stupita, dice “màma? Mama???”, e la indica col ditino.

Poi si distrae a guardare le cianfrusaglie colorate della bancarella della signora extracomunitaria che sta in Porta Venezia.

Quando si arriva al nido, da bravo papà prendo la bimba, le tolgo scarpecappellosciarpagiubbotto, le metto le calze antiscivolo e la consegno alla maestra

apro parentesi: il titolo della parentesi è “babbo sì, ma signore“.

L’attività di cui sopra - tolgo vestiti metto vestiti alla bimba - si svolge dentro il nido, in una zona mista, accessibile ai genitori.

Questa zona, come tutto il nido, è caratterizzata da piccole dolcissime panche alte trenta centimetri, attaccapanni personalizzati con tenerissime foto dei bimbi, disegni coloratissimi appesi qua e là, ma, soprattutto, settanta gradi di temperatura costante.

Dici è per i bimbi.

Giusto.

Ma io arrivo da fuori.

E ho anche fatto una lunga sgambata, spingendo il passeggino, in fretta che si è sempre un po’ in ritardo, e vestito che poi vado a lavorare in vespetta, quindi parecchio coperto.

Quindi arrivo al nido e son già bello masarato.

Ed è solo l’inizio.

Spogliare e rivestire una bimba, lo dico a chi non l’ha mai fatto, è un’attività bella, dolce, tenera, emotivamente coinvolgente, spiritualmente appagante, ma soprattutto calda.

Essa la bimba infatti non sta ferma ma lotta, combatte, fa resistenza passiva che Ghandi al confronto era un posteggiatore abusivo, piange, strepita e, in generale, bùffa una quantità di calore tipo centrale termoelettrica.

Quindi, al momento di consegnare a bimba nelle capienti mani della maestra, sono abitualmente sudato come una cacca, e non aspetto altro se non il momento di uscire con giaccone e giacca aperti e prendermi una bella congestione fulminante, ma almeno bella fresca.

Dici vabbè cheddevifarci, tocca a tutti.

Eh, bello. Anch’io lo dicevo, fino a stamattina.

Stamattina, invece, arriva al nido il Verosignore.

Lui arriva in tuta - mica deve correre in ufficio, dopo - bello serafico, scarpa gìnnica e occhi assonnati.

Il passeggino, lo spinge la tata extracomunitaria.

Entrano al nido, la tata va a destra con il pupo e si sbatte dibbestia per svestirlo vestirlo.

Lui, il verosignore, ignora tata e pupo, gira a sinistra e si appoggia al banco dell’ingresso, dove fa il merlo con la maestra.

La tata è un bagno di sudore, ma il pupo è pronto.

A questo punto il  verosignore prende in braccio il pupo e lo bacia, e il pupo apprezza perchè il verosignore non è sudato come una cacca, lui.

Poi il verosignore se ne va sereno, seguito dalla tata.

Insieme mi osservano, domandandosi chi sia mai quel signore, sudatissimo, in giccacravatta, che cammina rigido e cauto perchè la rasoiata di aria gelida sulla pancia, dopo un brevissimo istante di benessere, lo sta punendo con dei gorgoglii intestinali che non preannunciano nulla di buono.

Fine della parentesi.

E insomma la cinpripessa al momento di mollarla alla maestra di solito piagnucola, frignola, allunga la manina e dice “màma!” (non ha ancora ben chiaro che papà non è “màma”, povera tata) e il papà la lascia con il cuore spezzato ma gonfio che la bimba gli vuol bene.

Stamattina, cambiata la bimba, il tempo di detergermi il sudore che mi colava sugli occhi rendendo tutto sfuocato, e vedo la cinpripessa che galoppa verso lo sportellino che divide la zona mista dal nido vero e proprio, batte con le manine gridando “alòra!!!” finchè una maestra non la prende su e la porta verso la zona giochi, dove si infila senza nemmeno girarsi o dire una volta “màma”.

Tutttttttto un rodimento interno, del povero papà.

Amìsci.

Friday 5 March 2010

Avv. Velaschi - ooooh a proposito ho bisogno di un avvocato -

Hippo - te ne serve uno bravo o vado bene anche io? -

- no tranquillo è una stronzata, poi te ci metti solo il nome ma faccio tutto io, quindi puoi farlo anche tu tranquillamente -

- a grazie -

- prego quando vuole -

- eeeeeee… paghi? -

- certo! Un caffè. Dai, non stiamo a fare i barboni: DUE caffè, se vinciamo -.

Primavera…

Tuesday 2 March 2010

Giovane presentatore della BBC muore in un gioco autoerotico.

Pare proprio il caso di dire che s’è ammazzato di seghe…

Sùsta.

Tuesday 2 March 2010

Il Presidente del Senato Schifani, in merito alla storia della candidatura Polverini alle regionali del Lazio, dichiara “la sostanza prevalga sulla forma”.

A me, ai tempi dell’università, il professore di procedura civile - con il quale rognavamo cheppalle proessò, tutti sti giorni che scadono le firme i bolli le deleghe le copie le cancellerie gli ufficiali giudiziari! - rispose regà, in uno stato di diritto, le regole sono la garanzia della democrazia, e la forma è la garanzia delle regole.

Complicata, eh?

Ma se vi ci fate un disegnino, e seguito il ragionamento passo passo con la matita, alla fine vedete che lo capite pure voi, e dite minchia il proessò…

Burosauri.

Tuesday 2 March 2010

Buongiorno, sono l’avvocato Hippo.

Buongiorno.

Vorrei depositare l’atto di appello contro questa sentenza.

Mi spiace, il termine per l’appello è scaduto ieri.

Ma non stia a fare formalismi, non vorrà mica limitare il diritto a fare appello a una sentenza con mere questioni burocratiche!

*

Patente e libretto. Lei andava a scèscinquanta in pieno centro, dove il limite è di cinquanta.

Ma insomma! Basta formalismi! Non vorrà mica ledere il diritto di andare in macchina con mere questioni burocratiche!

*

Buonasera! Vorrei buttarlo nel culo a sua moglie!

Ma, mi scusi, è mia moglie, non si può…

Ma insomma! Basta con questi formalismi! Non vorrà mica ledere il mi diritto di buttarlo in culo a sua moglie con mere questioni burocratiche!

Ad libitum, aggiornando con le considerazioni che i leaderz del centrodestra si inventeranno nelle prossime ore per dire che, sì, in fondo, chissenefrega, facciamo le elezioni che è quella, la cosa importante.