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Hippo blog » 2010 » January

Archivio di January 2010

O poliandròn (o giù di lì).

Friday 29 January 2010

Annunciate le materie della maturità.

Greco al Liceo Classico.

HAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!!!!!!!!!!

Impazzire!!!!!!! Non vi passa un caaaaaaazzooooooo!!!!!!!!!

HAHAHHAHHAHAHAHAH!!!!!!!!!!!!!

(Mamma, perchè quel vecchio signore ciccione parla da solo e ride?).

JDS, i Pad e altre quisquilie.

Friday 29 January 2010

Di JDS non parlo, ne hanno scritto e detto tanto, stamattina, un po’ tutti.

Però una considerazione sì, dai.

Tutti hanno scritto “è famoso per aver scritto ilgiovaneholden”, e poi paginate sulla sua decisione di non comparire in pubblico, la biografia non autorizzata, la moglie, la figlia, la storia con la studentessa.

Il libro - ha scritto anche altro, ma insomma, JDS ha scritto un libro - il libro, dicevo, niente.

Spiega che è, ’sto libro, cazzo.

Spiega perchè un libro del 1951 su un ragazzino ribelle, che poi un ribelle del ‘51 oggi sarebbe da seminario, ecco spiega cazzo perchè un libro quasi generazionale, adolescenziale, giovanile, di sessant’anni fa ancora oggi ne parli con i regazzì e con i ventè e con i trentè e con i quarantè e i scinquantè e tutti dicono “eeeeeehhh, casso, quando ho letto ilgiovaneholden…” e si perdon via un secondo con lo sguardo.

Spiega, scrivi, provaci, wikipiedialo, piuttosto.

Ma viviamo nel mondo delle mutande che si vedono, e uno che potrebbe - ohi se potrebbe! - essere una star, una rockstar, ma però intelligente, invece no, e la ggènte non capiscono.

Ma lui, lui sta per i cazzi suoi (applausi commossi da parte mia).

E siccome la ggènte questa cosa, loro che venderebbero un rene per andare a far vedere il culo in televisione che così qualcuno il giorno dopo gli chiede l’autografo e quando vanno in discoteca entrano dall’entrata vip, ecco, loro, quando muore JDS, scrivono pagine sulla sua decisione di farsi i cazzi propri.

Che poi, la cosa che li lascia davvero basìti, è che lui i cazzi propri se li faceva davvero, con rabbia.

Che non dici è che è uno “riservato”, ma poi, ogni tot, un’intervsitina con giornalista gggiusto, du’ foto rubate ma nemmeno tanto di straforo, un’apparizione ogni due tre anni in un’occasione molto chic, molto di livello, molto intellettuale, che per loro questo sarebbe il modo giusto di essere “riservati”.

JDS, i cazzi suoi, per sessant’anni, e con protervia.

E non lo capiscono, e il libro, come non ci fosse, non conta.

Bhe, se non l’avete mai fatto, ’scolta un cretino, leggilo.

Se invece l’hai letto, qui trovi una cosa molto bella e poetica e dolce, anche come ricordo per JDS, e se l’hai letto davvero la capisci anche e sorridi, come ho fatto io quando l’ho vista (un modo elegante per dire che l’idea, purtroppo, non è mia).

*

IPad.

Ieri per curiosità ho fatto una prova.

Quante cose avrei fatto usando le dita sullo schermo, invece che con il mouse.

Dopo dieci minuti, lo schermo era tutto unto di zampate, e io guardavo il mouse con un misto di fastidio e - già - nostalgia, per qualcosa che c’è ancora, ma fa già parte del passato (già mi sento, tra qualche anno: “uè sbarbato, fa minga tanto il fenomeno che quando ho cominciato io c’avevamo da far tutto con il mouse, mica quella cosa semplice da fighetti con le dita che fate voi oggi!”).

Intellettualmente stimolanti.

Wednesday 27 January 2010

Io sono un lettore strano.

Leggo parecchie - ma parecchie eh - cose contemporaneamente, le più svariate.

L’altro giorno ero a casa, in biblioteca, e mentre cercavo un nuovo rotolo di carta igienica mi son reso conto che sto leggendo, in ordine del tutto casuale:

- La Stirpe, di Marcello Fois: bel libro, ma allegro come una scoreggia (non tua) sul tram;

- La Rivoluzione Francese, trattato sociopolitico tipo di uno che si chiama Delacroix, senza commento;

- due (due!) libri sul Caravaggio, uno più biografico, uno più tecnico;

- tre (tre!) libri sull’IRA e la guerra civile irlandese, di cui uno in inglese;

- l’autobiografia (400 pagine in inglese) di Ian Smith, l’ultimo presidente della Rodhesia a governo bianco prima del passaggio alla democrazia;

- un libro (in inglese) che racconta il passaggio dalla Rodhesia allo Zimbabwe (vedi sopra) narrato dal figlio di un “withe farmer”;

- a spizzichi e bocconi “Le Folie Baudelaire” di Calasso, che fin’ora non mi ha per nulla entusiasmato;

- qualche altra mattonata calda sui testicoli, abbandonata qua e là.

Quindi - trovata la carta igienica - sono stato colpito da un fulmine:

E LE CAZZATE??????????????

Ecco cos’era, la crisi di astinenza da cazzate, che troppe robe presunte intelligenti affaticano lo spirito e rendono pigro l’intestino.

Quindi ieri, tre diconsi tre libri, uno su una guerra tra sottomarini tipo Tom Clancy dei bei tempi, un ignobile giallone ‘mmericano con il detective alcolozzato brutale ma onesto, la giornalista bionda e ingenua, il capitano corrotto e un terribile serial killer, e un’avventura spaziale tra astronavi, raggi laser e alieni taaaaaaanto ‘bboni ma incompresi.

Non vedo l’ora di essere in biblioteca, stasera.

Vecchi fumetti (cit.).

Wednesday 27 January 2010

- buongiorno -

- buongiorno -

- si è saputa qualcosa? -

- e  cosa si doveva sapere? -

- nulla nulla… quindi non si è saputo nulla? -

- ma sapere qualcosa di cosa? -

- cosa di cosa? Non si è saputo nulla, allora -

- … -

Ogni tanto mi tornano in mente, così.

…òrca miseria scusi sa non avevo visto la cordicella e son ‘nciampà…

Monday 25 January 2010

Al MOMA di New York una sciùra di una scuola per adulti è inciampata ed è caduta su un quadro di Picasso, causando uno sguàrro di 12 centimetri.

No, davvero non riesco ad immaginarmi la scena.

Braa gente che c’è in giro.

Friday 22 January 2010

Il Buon Pupazzi Barozzi Presidente Professor Professional Wilson, siccome è un signore, lui viaggia in macchina.

Nel senso che a Milano o viaggi in scooter (o bici, se ti piace soffrì), o viaggi con i mezzi.

Solo i pazzi, o quelli che vanno al lavoro alle sei del mattino e tornano a casa a notte fonda - e comunque arrivati al lavoro la macchina non la muovono più - vanno in giro in macchina.

Questo, le persone normali.

I signori, come perlappunto lui, vanno in giro in macchina anche se c’hanno una giornata di riunioni qui là qui di nuovo laggiù in periferia in centro poi di nuovo qui.

I signori.

Ma il fato - e questa città di merda, sia chiaro - vigilano; non tanto in forma di vigile, che oddio per quanto pure lui, ma in forma di sfiga punitiva.

Che il Professional mi esce dal Tribunale dove ha appena vinto una causa persa, tronfio della vittoria e gonfio del denaro che farà scucire al cliente, e mentre pensa come buttar via il suddetto denaro, nota che la sua macchina, lasciata immacolata e integra poche ore prima, mostra adesso una significativa BOTTA sul davanti, segno che qualche maledetto ha fatto manovra con troppa nonchalance e TRA! ha fatto ‘iddanno.

Hippo - cazzo che sfiga -

Wilson - città di merda -

- ma son sicuro che l’incauto atomobilista che ha fatto ‘iddanno ti ha lasciato un biglietto di scuse e il numero per chiamarlo non appena fossi uscito -

- sìììììììììììì! Maccerto!!!!! Come no! Due biglietti, ha lasciato, uno davanti e uno dietro, casomai me ne fossi perso uno! -

- immagino… anzi guarda secondo me ti ha lasciato il biglietto e un scinquànta euri per ‘iddanno -

- noooooooo!!! I scinquànta euri li ha lasciati, ma quelli per il disturbo! Per ‘iddanno, ha lasciato direttamente un assegno in bianco, firmato, scrivendo “lo compili lei per il risarcimento del danno e ci metta anche una cena per lei e la sua signora alla mia salute”!!!!!! -

- braaaa gente… -

- davèro -

- città dimmèdda -

- dimmèdda dimmèdda -.

Scelte di politica monetaria internazionale che influenzeranno il futuro dei nostri figli.

Friday 22 January 2010

Alla lezione di bòcs della pausa pranzo è un mistone, puggilato, kick, savate, thai boxe e chi più ne ha più ne metta.

Ma di pugggili, ce ne sono popo pochi.

Anzi, oggi ce n’era uno solo, uno vecchio, grasso e lento. Che da solo si è anche annoiato, che hai voglia a fare sparring con uno che fa kick, lui te pija a calci e te non sai come fare, in compenso quando scambi di boxe lo chiappi sempre come un gonzo che abbocca ad ogni finta.

Quindi alla fine ho parlato con il maestro e gli ho detto “oooooooooh”

lui ha risposto “eeeeeeeeeh?”

e gli ho detto senti ma se dopo 4 anni di bòcs volessi far andare anche i piedi, cheddici, cheffamo, cheddici.

E lui dice guarda se vuoi cominciamo lunedì.

E che faccio?

Dice se vuoi fare una cosa fica, molto tecnica, che richiede preparazione fisica, concentrazione, che porta un grande sviluppo della mobilità articolare, del senso dell’equilibrio e dell’uso di tutto il corpo, fai savate.

E la kick?, chiedo io.

Quella è una roba un po’ da scappati di casa, quattro calci e tre sgambetti, una roba molto più di basso livello.

Quindi, lunedì kick, anche lasciare la noble art per mettermi a fare una roba da buttafuori rumeno un po’ mi secca.

Penziàmosci.

Rocca cola.

Thursday 21 January 2010

Invecchiando si diventa più calmi, tranquilli, riflessivi.

Si abbandonano eccessi, rumori, urla, e si vira verso sonorità più morbide, magari complesse, evolute, spesso alternative, meno invadenti.

Stòca.

Io è una settimana che i Rolling Stones e i Clash, che tutto il resto è noioso, lento, molle, cinghialo.

Magari passa, ma devo ammettere che gli Stones a paletta nelle recchie aiutano parecchio, a fare awànga  awànga awànga con la testa mentre sei fermo al semaforo, con il casco e tutto.

It’s been a hard day (lawyers’ version).

Wednesday 20 January 2010

Ore 13.15.

Hippo - Pronto ciao Biossa, ho visto che mi hai chiamato, scusa se non ti ho risposto ero con della gente -

Biossa - sì scusa adesso sono in riunione io ti richiamo -

- cià -

Ore 15.00.

Biossa - Pronto ciao Hippo scusa per prima, senti -

- no adesso non posso io scusa ciao -

- cià -

Ore 16.00.

Hippo - Pronto Biossa uff scusa guarda una giornata di mer -

- sono con dei clienti ti richiamo io ciao -

- cià -

Ore 16.35.

Biossa - Pronto eccomi scusa me è stata un’emerge  -

- tichiamoio tichiamoio ciaociao -

- cià -

Ore 17.10.

HIppo - minchia no ci si crede oggi è davvero un continuo, pensa che prim -

- mrmhjbhj j riunione capo  mrds chiamo io -

- cià -

Ore 18.20.

Biossa - Oh! Alora? -

- sono sull’altra linea appena finito ti chiamo io! -

- cià -

Ore 18.27.

Hippo - Oooooooh finalment -

- non posso adesso chiamo io dopo -

- cià -.

Seguiranno aggiornamenti in tempo reale.

Sportsman.

Monday 18 January 2010

E’ difficile dedicarsi allo sport nel fine settimana, se sai già che, a causa di impegni di lavoro, per tutta la settimana a seguire non avrai tempo di giocare a squash, o di andare in palestra di boxe, o fare una corsetta al parco.

Questa era esattamente la situazione che mi si prospettava sabato mattina.

Ma io ho detto “NO!”.

Non mi sono lasciato influenzare, e mi sono dedicato ad grande un fine settimana di sport.

Certo, le circostanze mi hanno aiutato.

E ancor più delle circostanze, la programmazione di Sky.

Che mi ha buttato addosso, senza quasi interruzione, basket NBA (NY contro Toronto, con in campo Bargnani, Gallinari, Bellinelli in panca e D’Antoni come coach, non so se mi spiego), calcio inglese a garganella, campionato di Serie A con partite quasi divertenti, campionato spagnolo, salto con gli sci dal trampolino in diretta dal Giappone (specialità di cui io sono un grande appassionato), e due partite dei playoff della NFL in diretta in piena notte, che io avevo però furbamente registrato.

Insomma, un grande week end di sport da divano.

Stamattina, per portare la piccola cinpripessa al nido, che dista circa 500 metri da casa, eravamo un po’ in ritardo, e quindi non dico che ho corso, ma ho spinto il passeggino di buona lena, con passo sostenuto.

Baciata la piccola, son salito sulla My Personal Vespetta e ho notato che mi facevano male le gambe.

Troppo sport nel fine settimana?

Prescìsi.

Thursday 14 January 2010

Mi chiama l’amico Trattore.

Chiede se io con i miei contatti, oltre che far ripartire la batteria della macchina (HAHAHAHA!), riesco anche a trovargli tre biglietti per Chelsea - Inter di Champions’ League.

Per suoi parenti / amici / conoscenti.

Diggiù.

Mica facile.

Mi attivo.

Mi sbatto.

Scrivo, chiamo, mailo, insisto, rammento, riscuoto favori, offro birre, faccio regalìe di Natale, corrompo, minaccio, estorco, ricatto.

Ma alla fine la buona novella: l’altro giorno gli scrivo “oooooh dice da Londra che ancora non è sicuro ma insomma i tre biglietti stanno”.

Lui ringrazia felice e dice “riferisco subito”.

Mi chiama la sera.

Dice “sai”

dico “no non so , ma se mi dici poi so”

“sai”

“ancora no ma potrei anche sapere, tra un po’”

“ho detto a quelli diggiù dei biglietti”

“bene”

“sai”

“non tutto, ancora, ma un po’ dippiù”

“sòrse un problema”

“eh tutti c’abbiamo i problemi, ma digli di tenere duro, che poi passano. Ma poi, a parte questo, in fondo, a noi, checcenè?”

“la partita, dicono”

“bha sai per come la vedo io l’Inter ha una struttura di gioco migliore ma tecnicamente a centrocampo potrebbero soffrire e quindi forse sarebbe il caso di schierare Balotelli dall’inizio per superare in velocità gli esterni che così non potrebbero dare profondità al gioco del Chelsea…”

“no la partita dìcheno”

“cheddìcheno?”

“è sbagliata”

“no, òddio, Mourinho magari potrebbe non azzeccare tutte le mosse ma mi sembra prematuro…”

“no dìcheno”

“cheddìcheno?”

“si sono sbagliati”

“sbagliati?”

“sì loro non volevano i biglietti per Chelsea - Inter ma per Milan - Manchester United, ma lì per lì si sono confusi”

“ah”

“ma dicono si scusano”

“ah bhe. Si scusano. E quanto si scusano?”

“parecchio”

“meno male. E affanculo?”

“gli ho già mandati io, ma se ci tieni riferisco anche da parte tua”

“te ne sarei grato”

“consideralo fatto”.

Va che c’è in giro dei pirla.

Lavoracci.

Thursday 14 January 2010

Io faccio un lavoro strano, ma in compenso inutile.

Sposto cartacce e complico cose semplici.

Davvero.

Esempio.

“vorrei comprare una ciabatta, posso andare da uno, dargli i soldi e prendermi la ciabatta?”

“bhe, certo, nessuno te lo impedisce. Ma se poi scopri che la ciabatta è piccola? Se è usata? Se te volevi una destra e invece lui ti da una sinistra girata al contrario? Se lui dice che la ciabatta è sua e poi una mattina trovi sul pianerottolo uno in pigiama con una ciabatta sola ai piedi e incazzato come un pumo che dice che la ciabatta è sua? E se il giorno dopo Obama dichiara che chiunque metta le ciabatte è un sospetto terrorista e non è più ammesso negli USA, e quindi il prezzo mondiale delle ciabatte crolla, e te a questo punto la tua ciabatta l’hai pagata troppo cara?”

“eh, giusto… non ci avevo pensato… guarda te che credevo di comprare una ciabatta senza pensare a tutte queste cose…”

“eh succede! Ma per fortuna, checculochecciai!, c’è qui l’avvocato!”

“checculo…”

“Dàvero! E guarda per appena qualche millata di euri anticipati , qui sull’unghia grazie grazie eh sa le spese, per la fattura ci pensiamo poi alla fine di tutto eh… ecco dicevo ti faccio un bel contratto di cinquanta pagine per acquistare un diritto di opzione di una ciabatta con facoltà di riscatto garanzia quadriennale sui difetti palesi e non assicurazione su eventuali infortuni per caduta dalla ciabatta e ti tutelo anche contro l’uso illecito del tuo nome associato alla ciabatta destra!”.

No, davvero.

E ti senti in colpa… non sempre intendo, ogni tanto… vabbè di rado… vabbè però una o due volte… vabbè no per dire che hai come la sensazione che forse dovresti sentirti in colpa, che non ti senti, ma dici vabbè oh magari dovrei.

Cazzo, sono un avvocato, più ddde questo, ‘zzzzo vuoi????

Poi però incappi in qualcuno che davvero, lui, mica te.

Tipo oggi.

Stamattina.

Corso di finanza. Non quelli con l’alfetta grigia, quelli vestiti col gessato e il London Stock Exchange.

Un professore che spiega i principi di macro micro e asset allocation.

Tutti tecnicismi, flussi, prassi, mossi, cazzi, soprattutto cazzi.

Poi, il succo.

Che per dire, questi prendono i soldi tuoi, che ti sei sudato, che hai guadagnato… oh, insomma! i soldi tuoi, comunque.

E ti dicono “investiamo!”

e te chiedi “ma lo sapete come andrà il mercato?”

e loro “eccerto!” e via grafici, traffici, ùffici, soffici.

Ma nella realtà, spiegava il professore oggi, non c’hanno idea.

No, davvero.

Ma manco vicino, una probabilità, ‘na mezza.

Nein.

Loro, sperano.

Incrociano le dita, dicono “negli ultimi dieci anni più o meno è andata così”, e quindi va che andiamo avanti così.

Minchia.

Coi soldi tuoi.

Come dici?

Che tu i soldi tuoi non glieli dai?

No no, glieli dai, fidati; magari non lo sai, ma glieli dai, ma questa è un’altra storia.

Splat!

Wednesday 13 January 2010

Piove merda!

Dove? Dove? Dove??

SPLAT!

Ecco, proprio lì dove stai te.

Oggi, al lavoro, è stata un po’ parecchio così.

E continua.

Addstài?

Tuesday 12 January 2010

Ho stato ‘mbegnat’.

Ggènte atletici.

Friday 8 January 2010

Quel film, che si riincontrano dopo anni e uno gli dice “ammazza come tte sei ridotto!”

l’altro risponde un po’ imbarazzato “sì, cioè, lo so… sono un po’ invecchiato, ultimamente mi sono un po’ lasciato andare però non è che…”

“Macchè! No no! Ma che lasciato andare! TE C’HAI AVUTO UN CROLLO!!!!!!”.

Ecco.

Oggi sono andato a bòcs.

Non ci andavo da mesi, da prima dell’estate, almeno.

Mi cambio, mi rimetto il pantaloncino un po’ aderente e la maglietta zabaura senza maniche, un po’ perchè è comoda un po’ perchè fa Rocky.

Salgo le scale, entro nella sala allenamento, e mi guardo nello specchio, quello dove entri.

Ma non mi vedo.

Strano.

Dove dovrebbe esserci riflessa la mia immagine, c’è invece quella di un vecchio ciccione, con una maglietta zabaura senza maniche che gli tira sul ventre improminentito e dei ridicoli pantaloncini che invece che sul pacco gli tirano solo sul culone.

Mi avvicino allo specchio, guardo il ciccione aderente con aria di sfida, come a dire “tu non sei mu!” (è per la rima, suona meglio), e mi allontano, cazzuto.

E quello, dallo specchio, mi grida: “è inutile che scappi, TE C’HAI AVUTO UN CROLLO!!!!!!”.

Son momenti duri, son.

Poi, tutto è tornato come una volta.

Nel senso che mi hanno menato, e son stato di nuovo felice.

Ci son giorni che.

Thursday 7 January 2010

No, dico, abbiamo avuto ospiti per tutte le vacanze.

Ospiti magnifici, gentilissimi e cortesi.

Però, quando c’hai ospiti, non è che, nel senso, tipo che dopo cena, o prima di cena, o durante la cena, io magari mi sbrago un minimo, o anche di più, o mi addormo sul divano, o solo guarda bello in tivvù fanno la replica della Ruota della Fortuna! e invece chiacchieri intrattieni magni bevi sorridi scherzi.

Ieri, niente ospiti, e l’ultimo giorno di vacanza da qui ad un mucchio di mesi.

Minchia, e rigioca la Serie A dopo tipo due mesi, l’Inter a mezzogiorno, le altre nel pomeriggio, Milan in posticipo, Premiere League nel mezzo e Real Madrid a chiudere in bellezza, alle 22.00.

E questo, solo il calcio: la programmazione di sky prometteva faville, con un paio di buchi nei quali avevo già in programma di togliermi finalmente dalle balle il mostro delle nevi di Uncharted.

Preciso.

Invece, nella tarda mattinata il decoder fa UMPF.

Nel senso che la parabola, fa UMPF pure lei.

Minchia.

Ghè gnent da fà. Morto, tutto morto.

Canale 5. Raitre.

No, dico, hai mai provato a guardare la televisione - quella normale, intendo - la mattina?

Non fanno nemmeno più l’ATeam o Magnum PI. Il nulla.

E le partite?

No, dico, quelli che il calcio, a uno che è abituato a saltare tra sette partite in diretta in HD.

Ho passato la giornata appendendo quadri, sistemando la cantina, ordinando armadi e facendo tuuuuuu tuuuuuuu ciuf ciuf mentre spingevo la piccola cinpripessa bionda sul suo trenino della Chicco.

Stamattina alle dieci sono arrivati i Re Magi.

In forma di antennista.

Un uomo bellissimo, bravo e preparato.

Questa domenica, non ci sono cazzi.