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Hippo blog » 2009 » October

Archivio di October 2009

No grazie guardi, non interessa, abbiamo già avuto.

Thursday 29 October 2009

L’assossassione benfica e benevola che porta roba buona - non in quel senso, nel senso di roba che fa del bene… no ripeto non in quel senso, nel senso di roba che far star bene la gente… NON IN QUEL SENSO HO DETTO!!!!! - insomma l’assossassione sta cercando un progetto per la prossima missione benevola.

Sarebbe meglio dire “l’assossassione stanno cercando”, perchè io me ne impipo, come sempre, ma mi tengono informato, per dire.

Dopo attente riflessioni (”dimmi un posto in Africa ma non troppo lontano dve si pùzzeno dalla fame” “il Mali” “Bèli!” “Còsi?” “Bèli il Mali!!”) sembra che abbiano deciso che si va a Mali.

E’ tutta dritta, e tutta discesa, oltretutto.

Ma siccome si va a far del gran bene, non è che puoi arrivare giù con un camions - sì abbiamo un camions, ma questa la racconto un’altra volta - pieno di aiuti e beneficenze e benemerenze, passi la frontiera, parcheggi il camions, apri il cassone del camions e gridi

“beeeeeneficenza!!! Vengano siori e siore morti dde fame venghino, beeeeeneficenza aaaaaaaaggratis!!!!!”

no perchè poi quelli si accalcano, si affollano, schiacciano i bimbi affamati, e allora tocca tirar fuori l’AK47 e sparare in aria un paio di raffiche, che per una missione di pàsce non è mai un buon inizio.

Quindi, il Presidente sta contattando diverse organizzazioni che nei loro sitoli mettono scritto in grosso “noi ci sbattiamo dibbestia per il Mali”, proponendo una joint venure, cioè noi andiamo giù con il camions pieno di robe che i vostri giù ci dicono che c’è bisogno, e facciamo del bene e siam sicuri che gli aiuti arrivano a chi ne hanno bisogno.

Facile, intelligente e rapido, no?

Un cazzo.

La ggènte che dicheno che fanno del bene, essi mènteno, sappiatelo.

Oggi uni, per esempio, han risposto “no guardi a noi gli aiuti li da già il Rotary, quindi siamo a posto così, grazie caro grazie”.

No, dico.

Han detto “vadi vadi, grazie caro grazie”, con il tono che usi quando al semaforo quelli della croce rossa vogliono venderti i fazzoletti di carta a 10 Euri la confezione.

Manco han detto a noi non interessa ma siccome facciamo del bene in Mali e c’abbiamo tutti i contatti allora

“guardi la metto in contatto con un prete una suora un rabbino uno spacciatore convertito un vecchio ricchione che si son pentiti e son giù a far del bene che han bisogno le ggènte muoiono quindi se andate là gli fate un gran bene”.

Noooooooo.

Ecchè.

Han detto cazzi vostri han detto, noi prendiamo i soldi del Rotary, coi soldi ci organizziamo una bella cena di gala - aaaaaaaahh la cena di gala quella non si può fare a meno, lo dicono anche gli opuscoli dell’ONU, minchia senza la cena di gala che cazzo di beneficenza fai??? - poi se dopo la cena, mangiati e bevuti, avanza qualcosa lo mandiamo giù.

E se non avanza?

Eh se non avanzano soldi, no guardi mica cazzi, se non avanzano soldi allora scattiamo tante belle foto alla cena, che si vedono bene le signore che son vestite da sera (che sa ci tengono…) e poi le mandiamo giù in Mali che i bambini, quando le ricevono, dice che son tanto tanto contenti, e quasi quasi per un paio d’ore gli passa la fame (il colera no, dice quello è più difficile, ma si fa quel che si può, no?).

Un po’, mi fate tutti schifo.

Hi you shaved, fly down and skeev the sass… (uè te sbarbato,vola basso e schiva i sassi).

Monday 26 October 2009

Moccia, sì quello dei tre metri sopra il cielo.

Che io l’ho anche letto, e mi era anche piaciuto, dai, chissene che uno deve fare il figo, mi era piaciuto, tiè.

Oggi presenta amore 14, il suo nuovo film.

Bene, bravo, ‘zzi tuoi, alla fine, diresti te.

Che sarei stato d’accordo, se poi Moccia, fai che uno un po’ perde la dimensione, un po’ magari alla presentazione bevi uno sciampagnino a stomaco vuoto, fai che la ggènte applaudono e te qualcosa devi dire, fai.

E lui per spiegare il suo film spiega: “il mio film è un giovane Holden al femminile”.

Che io lo so che non devo star qui a perdere tempo a provare a spiegare il giovane Holden a voi, che è tempo perso, ma credetemi sulla parola: no, Moccia, senza nemmeno aver visto il film o letto il libro, guarda, Moccia il giovane Holden un cazzo.

Minchia ero tutto preso e mi sono perso l’uscita giusta!!!!

Friday 23 October 2009

Hai presente, no?

Quando sei in macchina e sei tutto inzavorrato in una discussione, o in una trasmissione alla radio, o stai cantando come uno scemo, o anche solo stai pensando ai cazzacci tuoi o magari stai facendo la gara a chi è più stronzo con uno che guida un furgoncino targato Brescia (io le ho fatte tutte, più altre che non è il caso di mettere in elenco…).

E all’improvviso ti chiedi: “maaaaaaaa… com’è che ’sta casso dde uscita dell’autostrada non arriva mai? Maaaaaaaa…. non è che per caaaaaaso….?”

E al primo cartello ti rendi conto che ti sei bellamente ballato l’uscita da almeno 50 chilometri?

Succede, no?

Ecco, anche in America succede; uguale uguale.

Cioè, tipo uguale.

Ma siccome gli ‘mmerigani so’ fforti, gli ‘mmerigani, loro lo fanno direttamente con gli aerei di linea.

Utilità.

Friday 23 October 2009

Ho corso come una scimmia con la coda in fiamme per tutta la settimana.

Ciononostante, ho accumulato una marea di cartacce e tonnellate di cose da fare rimaste indietro.

Quindi mi son messo a fare una specie di programmazione, tipo cosa faccio prima, poi, invece, e cosa non faccio manco per il cazzo.

E, come mi capita ogni tanto - credo che sia dovuto ad un disturbo della personalità, o semplicemente è un effetto di certi abusi compiuti in giuventù - all’improvviso mi astraggo e mi osservo dal di fuori.

Un bel vedere, prima di tutto.

Poi, un’analisi oggettiva, tecnica, pura di tutto ciò che sto facendo e che mi accingo a fare.

Minchia.

Non si scappa.

E’ innegabilmente tutto inutile.

Il lavoro dell’avvocato, intendo.

Non serve a un cazzo.

Tutte queste cartacce, tutte queste parole, tutto questo rimuginare sulla possibile interpretazione della frase “avrà la facoltà di utilizzare autonomamente i poteri conferitigli limitatamente alle previsioni statutarie”.

Il mondo continuerebbe a girare, la ggènte continuerebbe a fare  cose, gli autobus ad andare avantindrè, il grano a crescere nei campi e la cannabis a crescere sui balconi, tutto continuerebbe allo stesso modo, se da domani tutti quanti noi smettessimo.

Minchia.

Speriamo non se ne accorga nessuno…

Vitaccia.

Thursday 22 October 2009

Quello dello spostatore di cartacce è un lavoro che prende tempo.

Dimmi te se uno può comprare PES 2010 alle due e mezza e alle seiemezza non aver ancora avuto tempo nemmeno di aprire a confezione.

No, dimmi te, dimmi.

She does not love me any more…

Thursday 22 October 2009

Ci sono cose che un uomo capisce.

Quando la tua donna, la tua compagna, tua moglie, trascura i più elementari doveri coniugali, vuol dire che qualcosa non va.

E’ un segnale inequivocabile.

E io l’ho capito, ne faccio tesoro e farò di tutti per rimediare.

Perchè se tua moglie deve uscire a cena con i colleghi, e ti lascia solo a casa dopo aver messo a letto la bimba.

Se càpita proprio che esca un mercoledì sera di Champions’ League.

Se càpita che te hai l’abbonamento a Sky “Champions’ League and all the dicks”, che ti permette di seguire in diretta settantatre partite di Champions’ tutte insieme con il commento in dieci lingue tutto in super accaddì con il collegamento eprsonalizzato con Leonardo che dalla panchina del Bernabeu ti spiega al telefono le mosse tattiche ed una linea riservata con casa Moratti per commentare insieme al Presidente dell’Inter la diretta Chelsea - Atletico Madrid (Moratti col cazzo che guarda il Milan…).

Ecco, se càpita che tua moglie ti lasci solo a casa in una serata come questa, c’è un’UNICA, una SOLA cosa di cui tua moglie dovrebbe preoccuparsi, prima di uscire.

Esatto, quella.

Controllare.

Verificare.

Approfondire.

E, se necessario, intervenire con prontezza e decisione.

Insomma, essere sicura che in frigo ci sia DELLA MALIDETTA BIRRA FRESCA!!!!!!!

Cazzo.

Due casse da sei birre.

In dispensa.

In casa mia ci sono 86 gradi, però umidi.

In dispensa, causa effetto bagno turco, i gradi salgono a 110, e le birre per riprendere una temperatura dignitosa necessitano di almeno due ore in freezer.

Due ore, e le partite son belle che finite.

Ho guardato tutta a CHampions’ di ieri sera bevendo coca cola zero.

E, converrete, non è la stessa cosa.

Non mi ama più come una volta, non mi.

(PS: amore miiiiissimo, just kiddin’…).

Parli con me? Stai dicendo a me? (Taxi driver).

Wednesday 21 October 2009

A Roma, no dico Roma, mica Viserbella.

Roma è grossa, larga, incasinata, non è come Milano, che già è uno sputo di suo, se poi sei lì per lavoro, praticamente sta tutto attorno al centro.

Quindi può capitare che prendi un tàssi e dici il nome di una via “è una strada senza uscita, piccola, in zona Mostacciano, fuori il raccordo”.

Il tàssista, è uno dei due tàssisti romani che hanno deciso:

1) di continuare a guidare una FIAT Punto del 1996;

2) di non avere il navigatore in macchina “perchè io sò ddde Testaccio a Roma cce sò nato aaaa conosco tutta ammemoria”.

Tutta, tranne una malidetta via senza uscita zona Mostacciano fuori dal raccordo.

Gnènte probblema, abbiamo lo stradario.

Che consulta mentre guida sulla Cristoforo Colombo - niente, se non siete mai stati a Roma sulla Colombo, chevvelodicoaffare - tenendolo appoggiato sul sedile di fianco ma siccome c’ha ‘na certa (età) infila questa seguenza di gesti, senza interruzione, mantenendo ciascuna posizione per tre secondi:

a) guida, guardando avanti (per tre secondi);

b) cerca gli occhiali nella tasca della camicia (per tre secondi);

c) inforcati gli occhiali da vista, cerca di afferrare lo stradario dal sedile del passeggero, mentre la macchina continua ad andare (per tre secondi);

d) afferrato lo stradario, lo consulta per capire a che pagggina sta (per tre secondi);

e) toglie gli occhiali e guarda avanti (per tre secondi);

f) rimette gli occhiali, riguarda lo stradario, e scoperto a che pagina sta cerca scorre velocemente le pagine epr trovare la nostra via (per tre secondi);

g) toglie gli occhiali e guarda avanti (per tre secondi);

h) rimette gli occhiali, studia lo stradario, annuisce, si gira, toglie gli occhiali, mi guarda, mi dice “ah ma èddove stava l’ospedale de Santa Maurizia Impennata in Tangenziale, vero, dove avevano ricoverato pòra nonna, pace all’anima sua, tanto bbòna era!”.

A Dio piacendo, arrivo vivo nella vietta malidetta, dove svolgo la mia inutile attività di spostatore di cartacce.

Finito, richiamo una taxi.

Arriva un taxi.

Esso è il secondo, tra i tassisti di Roma, ad aver tenuto una Punto del 1996.

Lui però, almeno, ha la radio che funziona e la tiene accesa. Dici bello, ti fa compagnia,

Bello un cazzo.

L’idiota ha appoggiato sul cassettino sopra l’autoradio il suo nokia 8300, così che ogni 30 secondi dalle casse dell’autoradio - poste esattamente dietro le mie recchie - esce il più fastidioso dei gugugù - gugugù - gugugù, cioè quel rumore orrido che fanno i cellulari quando interferrono con qualsiasi apparato elettronico.

Dici minchia che sfiga coi tassisti di Roma.

Mica vero.

Per esempio al mattino avevo preso un altro taxi  (eh sì, io sostengo la categoria…), ed era un ragazzo giovane, fico, elegante, con navigatore ultimo modello, auricolare bluetooth e guidava una mercedes nuova di pacca, lucida e profumata.

Dopo 50 metri ha fatto dritto un stop, e uno con una fiesta ci ha parcheggiato sul cofano.

…e, chiedendo scusa alle signore, che me lo puppino, e che continuino a pupparmelo.

Friday 16 October 2009

A quelli che non ci credevano, chiedendo scusa alle signore, che me lo puppino, che continuino a succhiarmelo.

Io sono o bianco o nero: grigio, non voglio esserlo mai nella mia vita.

E voi mi avete trattato come mi avete trattato… continuate a succhiarmelo.

140 e non sentirli (viva l’Italia).

Monday 12 October 2009

Rientro da Lugano, e già c’ho il marogno alla bocca dello stomaco perchè passi la frontiera dalla Svizzera all’Italia fai cento metri e ti sembra di essere alla periferia di Tunisi, ed invece è Como Nord.

Perchè entri a Lugano al mattino e c’è un cartello luminoso, e io sono abituato al cartello luminoso della mia città che dice che siccome c’hai la macchina devi pagare una tassa, ma siccome non si può dire “tassa” il cartello dice la chiamiamo “ecopass“, che in Italia se prima ci metti la parola “eco” puoi anche inculare le vecchiette e la gggente ti dicono bravo, invece entro a Lugano e il cartello luminoso dice

“oggi 12 ottobre festa nazionale della Spagna, per tutti i cittadini spagnoli i servizi pubblici della città di Lugano hanno il 50% di sconto”

dici perchè? Rispondo perchè no, rispondo ‘fanculo, rispondo ve la meritate, l’Italia, Milano, Roma, Malpensa, Fiumicino, Messina che frana una collina intera appena piove forte mentre la Svizzera, che è tutta in collina montagna discesa e salita e piove e nevica giorno e notte, la Svizzera non frana un cazzo, così risparmiano anche i soldi dei funerali di stato.

Ma poi torno in studio, mi siedo, mangio una piada davanti al computer e spippolo su internet, e

Hamsik: “a Napoli vado a 140 all’ora, ma non mi multano perchè mi riconoscono

e allora dico penso respiro forte mi domando, mi domando ci sarà, un modo per avere un qualunque passaporto, dalla Svezia al Burkina Faso, dallo Zimbabwe alla Papuasia del sud, che io possa mostrare senza che  gggente mi guardi e dica, con la bocca storta “aaaaaaaahhh… ‘tttallliano…” scuotendo la testa.

Milanesismi.

Wednesday 7 October 2009

Nella settimana della moda, a Milano ci sono un mucchio di robe strane.

Per esempio, un’agenzia - termine che vuol dire tutto e nulla, un’agenzia - ha attaccato a semafori, pali dela luce, lampioni e segnali stradali alcuni cartelli bianchi formato A3 con su delle scritte che non vogliono dire nulla, ma dovrebbero attrarre l’attenzione.

Uno di quelli che ho visto di più porta scritto sopra “what are you doing?”, e ieri sera tornando a casa ne ho visto uno, attaccato ad un semaforo, su cui uno aveva scritto una risposta.

Cioè: a Milano, uno si è fermato, è sceso dalla macchina o dallo scooter e ha tirato fuori una penna.

Tutto per rispondere, alla domanda “what are you doing?”: CHE CAZZO TE NE FREGA.

Minchia, Milano.

***

II°

Tornavo da Varese, ed entrando a Milano passo dalla fiera, dove tre corsie si fermano ad un semaforo - già lungo di suo - e per girare a sinistra devi aspettare la freccina verde che dura tre nanosecondi.

Quindi la corsia di sinistra è una coda luuuunga, che avanza di pochi metri ogni mezz’ora.

Càpita che qualche furbauro, ogni tanto, si metta nella corsia centrale e poi, al momento in cui scatta la freccina verde ZAC! si infili e giri a sinistra, babbandosi la coda.

Oggi ho fatto tutta la mia fila, e al momento di girare a sinistra ecco che un cazzone con un SUV mi affianca e prova a fare il colpo gobbo.

Ce la fa, ce la fa, ce la sta facendo, ce l’ha fatta…

FERMO, CICCIO.

Un paio di vigili motociclisti, che incrociano per l’incrocio, appunto, guardano il furbauro e con la manina gli fanno “dritto, caro il mio ciccio, te sei nella corsia per andare dritto, e allora vai dritto”.

Sapendo benissimo che, grazie alla geniale regolamentazione dei sensi unici di Milano, l’imbeciclle dovrà fare 36 chilometri a passo d’uomo per poter arrivare al luogo che si trova lì, a sinistra, a meno di cinquanta metri.

Io metto la freccia, giro regolarmente a sinistra, e sorrido.

Pensando che io lo faccio sempre, io, di mettermi sulla corsia di mezzo e HOP! infilarmi all’ultimo minuto, ma oggi, proprio oggi, guarda, ero in anticipo e mi son detto cià, lassa stà, fa il bravo.

Minchia, Milano.

Punti (esclamativi) di sospensione.

Monday 5 October 2009

Lungi da me dire che Bush quello dell’Ammerica mi piacesse. Pure ammè, mi pare che ne avesse fatte, dde cazzate.

Però.

Oggi dicheno che il Dalai Lama è arrivato a Washington.

E per la prima volta da quando è in esilio, il Presidente ammmericano non l’ha ricevuto, in quanto Obama, dopo i recenti colloqui con la Cina, ha detto “Dalai Lama who?”.

Scelte politiche, oh, minchia, la Cina, son soldi, e anche cazzi, che dicono che la Cina praticamente ha negli ultimi anni acquistato sui mercati internazionali una parte molto consistente del debito degli USA.

Però.

Pensa l’avesse fatto Bush, di non ricevere il signor Lama.

No dico, le manifestazzzzioni, le candele, lo sciopero, i liscèi chiusi, le università occupate, il titolo sul Manifesto.

Invece, Omaba, quindi ciccia.

Vabbè.

Che poi. A suoi tempi, Bush a Mr. Lama gli aveva conferito la più alta onorificenza che gli USA possono riconoscere a un non cittadino americano.

Che conterà un cazzo, vero, però rispetto a far dire “ooooooo c’avevo da fare ma guarda se ripassi e avvisi un po’ prima la prossima volta un minuto per ‘na biretta lo trovamo”, ce ne passa.

It’s a long way to Tipperary.

Monday 5 October 2009

E’ appena iniziato, il lungo inverno di lavoro e corse e freddo e schìffio e pioggia e freddo e lavoro e rogne e cose da fare schìffie e noiose e stancanti.

Ma io e l’ammmore mio ci troviamo ogni domenica sera a guardarci spallazzati negli occhi pesti di sonno e stanchezza a sussurrarci “ma domai, è di nuovo sabato, nevvero?”.

Ed è solo l’inizio, è solo.

All these years.

Monday 5 October 2009

Dice: quando vi ho conosciuti, quattro anni fa, mi son detta “questi qui non cresceranno mai”, e invece vi guardo adesso e vedo matrimoni, figli, convivenze, progetti…

Dico: guarda, non è che siamo cresciuti, è solo che abbiamo imparato a mimetizzarci… scimmie travestite da camaleonti!

Bèa gente.

Thursday 1 October 2009

Eravamo io, Shaquille O’Neal, Renato Vallanzasca e uno con una vecchia Ford Taunus color oro, che cercava di farla partire.

La Taunus quando lui girava la chiave faceva un rumore tipo “bra tra nra brbrabra tra”, e noi ridevano parecchio, ma eravamo alla terza birra con solo una ciotola di patatine, e insomma si sarebbe riso comunque.

L’è dùra.

Thursday 1 October 2009

E’ dura avere un’insopprimibile e inarrestabile voglia di comprare della musica su itunes, e non trovare un beneamato pingone che mi faccia, anche solo lontanamente, ingazzurrire il tasto “acquista”.

Robe altrui.

Thursday 1 October 2009

Copincollo da un altro blog che la trovo bellissima.

Stamattina ho guardato l’orologio, diceva 7.50, e io nella mia testa mi son detto porca miseria, 7.50 son quasi quindicimila lire.