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Hippo blog » 2009 » September

Archivio di September 2009

Masticazzi.

Tuesday 29 September 2009

No, per dire, no, per dire eh.

I was born like this

I had no choice

I was born with the gift

of a golden voice.

Effetti collaterali dei viaggi in aereo.

Thursday 24 September 2009

- Quindi hai avuto tua suocera a casa per tre settimane?

- Yes, guarda meno male, è stata gentilissima che con il cambio della babysitter e l’ammmore mio che sta a lavorà come una matta io che IO! mi tocca lavorare anche ammè, guarda ci ha letteralmente salvato!

- E la convivenza com’è andata?

- Guarda benissimo, la sciùra Maria è davvero gentile e non rompe le palle.

- Quindi nessuna controindicazione?

- Oddio… a pensarci bene… sai, già con la bimba in casa, per trovare dei momenti di intimità devi essere in agguato come un ghepardo in pieno inverno, in atteso dell’unico coniglio che metta fuori il naso a prendere una boccata d’aria… devi esser pronto e ZAM! appena la bimba chiude gli occhietti per fare una pennica poche balle poche storie via come un furetto!

- E…?

- Eh, se a questo ci aggiungi la suocera piantata in casa, capisci che le possibilità di un - ancorchè veloce - zampata alla consorte si riducono ulteriormente…

- Ma non parte oggi, tua suocera?

- Sissì, oggi.

- Quindi… si tromba?

- Questo è PORCO ma sicuro!

Downfall (in che mani, in che mani…).

Wednesday 23 September 2009

- Buongiorno, è lo studio dell’avvocato Gaglioffi, di Lecce? Sono l’avvocato Hippo, vorrei parlare con il collega Gaglioffi.

- Buongiorno avvocato, sono il dottore Raschiatrucioli, il praticante di studio; purtroppo l’avvocato è in tribunale, può dire a me?

- Sì guardi, cerco il collega per questo, questo, quest’altro e anche quello là, in fondo e anche un cenno a quello lassù.

- Ah, ho capito, deve proprio parlare all’avvocato.

- Eh già.

- Guardi, SE SAREBBE così gentile da chiamare nel pomeriggio, troverà l’avvocato.

No, dico, SE SAREBBE.

Laureato.

Dottore. In legge.

Praticante.

Futuro avvocato.

Lo so lo so, sono un nostalgico, un conservatore, un retrogrado, un protofascista, un vecchio trombone, quello che volete.

Però AI TEMPI MIEI (eccheccazzo, quanno ce vò, ce vò!) uno che confondeva il condizionale con il congiuntivo, nemmeno all’università, ma già al liceo, anzi dai, già al ginnasio:

“guardi, spiace, non è una cosa personale, guardi, anzi, se vuole le facciamo due righe di referenze, guardi poi lei è tanto una brava persona, spiace, anzi guardi se potessimo (o se potremmo, come direbbe lei), ma non si può proprio, guardi davvero non si può, fosse per noi le garantisco, ma non ci è permesso rischieremmo anche noi le capisce, no no non si preoccupi, la accompagna il bidello alla porta, sia cortese segua il signore, davvero lei è così educato spiace davvero, no no le sue cose stia tranquillo gliele facciamo avere noi, a casa, dopo, a spese nostre, con calma “.

Ai miei tempi.

Cose grosse.

Tuesday 22 September 2009

Negli spogliatoi, dopo una maratona di squash all’ora di pranzo, il Perfido Buby esce dalla doccia accanto alla mia, si volta verso di me, strizza gli occhi, li apre e chiude ripetutamente, si sfrega le palpebre, si fa schermo con la mano come se ci fosse troppa luce, poi dice:

“devo avere qualche problema alle lenti”

“no, guarda, non sono le lenti… è che ce l’ho proprio grosso così”.

Bei momenti.

Bòn appetì.

Monday 21 September 2009

Allora, per sposarti in chiesa c’hai da fare il corso pre matrimoniale.

Io già avevo fatto quello pre parto, l’anno scorso, e credevo di essere esentato. Invece, dice, non c’entra un cazzo. Ho provato ad obiettare che mi ero ronfato alla grande tutto il corso pre parto, e avevo intenzione di ronfarmi alla stra grande tutto il corso pre matrimoniale, quindi era come se l’avessi già fatto, ma niente, non m’hanno dato retta; guarda a volte, la gente…

Il corso pre matrimoniale è felicemente strutturato in sei lunedì sera dalle nove a seguire, con un numero di ore che è pari a quelle di un master in filologia sumera, ma molto meno divertente.

Per rallegrare l’ambaradàn, che sennò sarebbe troppo nozionistico, dice Don Bairo, il prete, abbiamo introdotto due splendide (SPLEN - DI - DE!!) iniziative, e cioè:

1) un ritiro spirituale di fine corso, cioè l’ultima domenica prima della fine del corso ci si trova alla messa, magari quella delle sette del mattino, pensa che joya!, e poi via in un crescendo di allegria e fiesta, fino alle lodi serali;

2) una sympatica iniziativa per far confrontare i novelli fidanzati (novelli stoppàrdiciufoli, i più giovani c’hanno l’età della pensione) con chi ha già intrapreso il “percorso”, il “cammino”, il “viaggio”, cioè con chi è già sposato, però se lo dici con una similitudine pretesca fa molto più effetto.

L’iniziativa consiste nella “domenica a pranzo”: cioè: te vorresti, eh, buttar via la domenica come fai di solito, cioè sveglia, cazzeggio con la bimba che viene a fare tutti i versetti nel lettone che la mantrugni una mezz’oretta, poi colazione luuuunga, rilassata, che l’ammmore mio magari è in buona e fa anche le frittelle con lo sciroppo d’acero, poi spremutina, caffè, cacca con calma leggendo il giornale del giorno prima, skysport in mutande che magari sul 213 fanno una bella partita di college american football, poi verso l’una prendi su la famiglia e ti sbarbi a fare il brunch da qualche parte, poi torni, la bimba stramazza nella culla, te prendi l’ammmore tuo, la porti dillà, se è dell’umore le dai anche una zampata e poi ronfi felice, prima di svegliarti all’ora giusta per gufare l’Inter per almeno tutto il secondo tempo.

Eh, no, ciccio.

Ti piacerebbe, ti.

Invece, messa alle 11.30, orario maledetto che ti sballa completamente la mattina.

Poi, alle 12,45, vai sotto casa della simpatica famiglia che ti ospita a pranzo.

Entri, e ti accoglie un adolescente alto e allampanato di circa sedici anni con la maglietta dell’Inter “2007/2008 ancora campioni”, e suo fratello dicissettenne che copre con le spalle curve il poster a tutta parete “pasqua 2009 - Comunione e Liberazione”.

Ottime premesse, converrete.

Ci sediamo a tavola, ma non si mangia perchè aspettiamo anche Don Bairo, che ha pensato bene di farci visita.

Finalmente si da il via ad una scoppiettante tavolata, che raggiunge il massimo dell’allegria quando si dibatte del valore dell’insegnamento della religione nella scuola italiana.

A un certo punto Don Bairo, per spiegare come la società odierna sia in crisi e priva di valori, indica i due ragazzotti adolescenti, e esclama:

“perchè lo sapete, voi, cosa manca, oggi, a questi ragazzi???”

e via, il pippone sui valori, le certezze, il sentimento, la famigggghia, l’impegno sosciale…

A’ prete! Avrei voluto dirgli… A’ PRETE!!!!

Guarda, a’ prete, finora andavi bene, davvero, ma ’sti due ragazzi, qua, c’hanno sedici e diciassett’anni, e te chiedi cosa gli manca?

Scolta, a’ prete, scolta a me: a sedici diciassett’anni, gli manca una cosa sola.

La vedi chiaramente, se appena appena li fissi negli occhi cerchiati, nella bocca un po’ aperta, nelle froghe frementi…

a’ prete, a questi je manca LA FIIIIIIIGA.

Scolta ammè, te a questi gli dai da ciulare, così, e per due tre anni sei apposto, non glie ne frega più nulla, macchè droga, alcool, fumo, violenza… làssa sta, questi c’hanno solo una cosa, in mente.

Che poi, visto l’ambiente pretesco e oratoriale che c’è in casa, le prospettive nel breve termine non sono nemmeno delle più rosee…

Passerà?

Friday 18 September 2009

No, dico, passerà?

Ti ci abitui mai, a quella sensazione che quando piange, è come se ti mangiasse qualcosa da dentro, e cerchi qualcuno a cui dare la colpa, così da poterlo ammazzare senza nessun rimpianto?
Ti passa mai, prima o poi, quella sottile, inconfessabile, maledetta paura ogni volta che fa uhee, ogni volta che starnutisce, ogni volta che non mangia tutta la pappa, quella paura che le possa succedere qualcosa di male?

No, dai, prima o poi, passa, vero?

Viaggi e vacanze alternativi: il suggerimento del giorno.

Tuesday 15 September 2009

Hippo - Uèlla!

Manovale e Gentiluomo - Uèlla un cazzo.

- Buongiorno anche a te… come va?

- Di merda grazie.

- Oh, bene. Dove sei di bello oggi?

- A Casorate Sempione.

- Bello! E com’è, Casorate Sempione???

- Guarda, per capirci: l’unica attrattiva del paese è l’autovelox all’entrata della via principale; al sabato pomeriggio, il Casoratese medio esce con la fidanzata, si accende una sigaretta, la prende sottobraccio (la fidanzata, non la zibba) e vanno a sedersi sulla panchina proprio di fronte all’autovelox; lo guardano per un paio d’ore, sentono quante volte fa “click click” e poi tornano a casa felici, dicendosi “eh bhe questa domenica ce la siamo proprio spassata”.

- Bei posti.

- Bei posti.

ìe non zapèva…

Monday 14 September 2009

Hanno beccato una turista olandese che, con un chiodo, stava incidendo il proprio nome sulla Fontana di Trevi.

La furbastra ha risposto “non sapevo che fosse vietato”.

A Singapore le darebbero tipo cinquanta frustate e poi un anno di galera e poi l’accompagnerebbero al confine a calci in culo.

Che poi.

E’ di oggi che gli olandesi vogliono varare una legge che vieta ai non olandesi di comprare fumo nei coffee shops di Amsterdam.

No, per capirci, ma non ci siamo proprio.

Il calendario di zio Hippo: consigli e regole col buon senso di una volta.

Monday 14 September 2009

Saggezza contadina di oggi: se ier sera ti sei abboffato come un porco di pollo al curry, non ti aspettare che stamattina la tua cacca profumi di rosa, perchè nonnò, non profumerà, nonnò no proprio no.

E la gira la roeda la gira la roeda la gira lalà.

Friday 11 September 2009

Lo so che voi siete tutti di Vergate sul Membro o Nerbate sul Minchio - se non siete teròni, addirittura… - e quindi le robe di Milano vi fregano poco o niente.

Ma la notizia, ripresa da numerosi blogghi, è che al parco Sempione, davanti all’Arena, verrà installata una sympatica ruota panoramica di sessanta metri, tipo il London Eye di London, appunto, non fosse che il London Eye è alto 135 metri e la Roeda de Milan arriverà, a tirare il collo, a sessanta.

Poi, il Parco Sempione.

Lo so che voi velo ricordate solo perchè vent’anni fa prendevate la macchina e coi vostri amichetti venivate giù dalle valli in cinque - per dividere benzina e autostrada - entravate al Parco Sempione a comprare il fùmo.

Non è più così.

Parco Sempione (verde e marrone, canta Elio) oggi è una figata.

Pieno di gente, chi si sbarba al sole, chi gioca a pallone, chi corre, chi porta i bimbi a vedere le anatre, qualche fighetto che prende l’aperitivo al bar Bianco, gente di tutte le razze e i colori che gioca a basket nei campi liberi, nègher che suonano i bonghi e ragazzine che vanno lì a sentire i nègher coi bonghi aspettando che si faccia sera per farsi dare due colpi dal nègher quando smette di suonare il bongo che fa tanto ragazzina alternativa e progressista, raccontare agli amici del scèntro sosciàle di essersi fatta ciulare dal nègher col bongo, prima di tornare a casa in Corso Magenta, 250 metri quadri con due box e tre filippini, ma questo non c’entra.

Certo, non tutto è perfetto, al Parco Sempione.

Per esempio, el me’ amìs Bernazzi ha conosciuto un senegalese, che per evidenti motivi di marketing  si veste come un Giamaicano (d’altronde siamo a Milano…) che al Parco smazza del fumo che, dice Bernazzi, “buooooooooonoooooooo”.

E questo, per qalcuno non è mica un difetto, del parco, anzi.

Poi, si dovrebbero investire tempo e risorse in una mesata di polpette avvelenate, così sterminiamo tutti i cani che hanno dei padroni ignoranti e maleducati morissero domani tutti, che li fanno cacare fuori dalle aree riservate.

Però il Parco Sempione, per essere Milano, l’è un giuielìn, una piccola oasi: ora, te in un’oasi nel mezzo del deserto, ci mettersti una ruota pannnoramica?

Che poi, chi ci sale, sulla ruota?

Dici i biiiiiiimbi con i noooooonni, che beeeeeeeeello.

Col cazzo,

Sulla ruota saliranno, tolti tre giapponesi e un tedesco, tutti e dico tutti i tamarri della regione, che una volta su proveranno, nell’ordine:

- a sputare in testa a quelli di sotto;

- a vedere quanto lontano riescono ad arrivare lanciando la bottiglia di bbbirra;

- a vedere se dondolando forte forte la cabina si stacca;

- a vedere se la Marika riesce a farmi un pompino prima che la ruota finisca il giro;

- a vedere che effetto fa farsi una canna a sessanta metri d’altezza.

E altre amenità simili.

Insomma, Letìssia, ’scolta: va bene tutto, ma la ruota pannnorammica mi pare proprio una stronzata.

Ai miei tempi, pane e cipolle, e se era festa cavolo bollito.

Tuesday 8 September 2009

La mi’ mamma, quando ero piccolo e marognavo perchè non mi faceva vedere la televisione fino a tardi, mi raccontava di quando era piccola lei, che con la sorella andavano una o due volte al mese ospiti da un’amica riiiiiiiiicca, che C’AVEVA LA TELEVISIONE e le invitava a guardare il tiggì.

E io pensavo “minchia”, e mi sembrava un modno antico, lontanissimo, fatto di carrozze, cavalli, mucche per strada, servi della gleba, padri che partivano per le crociate e streghe bruciate.

Poi venne Marrakech Express, quella scena del deserto di notte, in cui i ragazzi si dicono oh, vi rendete conto che noi siamo l’ultima generazione con i ricordi in bianco e nero.

Oggi, cazzeggiavo su internet e leggiucchiavo le email del cazzo che giravano tra gli amici.

Bhe, io sono l’ultima generazione con i ricordi senza internet.

Ma non da bambino, no, io ho fatto praticamente l’università, senza internet.

Era davvero un altro mondo, davvero davvero.

Minchia, siete vecchi, siete (e li portate male, ma maaaaaaale…).

Com’è? (non è mia ma la faccio, mia).

Monday 7 September 2009

Gli han chiesto, al ritorno dalle vacanze, “alora, com’è?”

Ha risposto, lui, “guarda, son qui da solo una settimana e già c’ho l’autunno nel cervello”.

Servizi di pubblica utilità: la recensione del film (grazie, prego, non c’è di che).

Thursday 3 September 2009

Titolo: sincronicity (credo, più o meno).

Attori: Nicolas Cage.

Storia: guarda, làssa sta, sappi soli che lui è un professore di tipo astrofisica, c’ha un figlio mezzo sordo, la moglie è mòtta un anno prima in un incendio, lui soffre e beve, lui (sempre lui) è figlio di un pastore (quello delle chiese non delle pecore) con cui non parla perchè la vedono in modo diverso sulla vita il destino e cazzi simili, poi arriva un foglio con dei numeri, il figlio vede delle persone alte bionde pallide vestite di nero (nein, niente vampiri ’sto giro!), poi capitano delle tragggedie mondiali.

E fin lì, ancora ancora.

Poi, da qui in poi, nemmeno se ve lo racconto, davvero.

Giudizio: un cagata; ma una cagata vera, profonda, lunga, complessa: una vera, imperdonabile cagata.

Note positive: era aggratis, nel senso che ci avevano invitato tipo a una previù, una roba tipo per la stampa o simili, quindi almeno non gli ho dato un euro, fallissero tutti domani.

Note negative: parecchie. Ma soprattutto che, avendo io una figlia piccola, esco con l’ammore mio di sera tipo due volte l’anno, e sprecarne una a guardare un’immane cagata mi girano le baaaaaalleeee… (senza contare i 30 euri alla baby sitter).

Cipollino.

Wednesday 2 September 2009

Ieri ero a Londra (ooooooooooooh! Stupore ed invidia diffusi tra il pubblico).

Avevo una riunione alle 11 e una alle 5.

Nel mezzo, una verza da fare per tipo quattro ore.

Figata, giro la città come un turista!

Ha iniziato a piovere - forte… - all’una e ha smesso alle quattremmezza: prima e dopo, sole.

‘fanculo.

A parte questo, arrivo trafelato all’aeroporto un’oretta prima della partenza del volo, che parte alle otto, ma arriva alle undici e fischi per via del fuso orario, che una roba e l’altra non sei a casa prima delle undici e tre quarti / mezzanotte, che l’ammmmore mio amorevolmente mi consiglia “ti conviene mangiare qualcosa in aeroporto”.

Quindi vado mi siedo in questo posto molto fico a Heathrow che si chiama Caviar House dove si mangia caviale salmone cridutè fighetè and un little di rosè.

Spiace, voi a Milano Linate Malpensa avete Spizzico, che ve lo meritate, Alberto Sordi.

Io prendo salmone norvegese con antenati scozzesi ed una vecchia zia che ha studiato nel baltico, che dice è quello più bòno dei salmoni bòni.

Infatti, bònissimo.

Me lo danno con le fettine di pane integrale cade, burro salata mòbbido mòbbido e piccolisssssssimi pezzettini di cipolla.

Che te non lo sai, ma sul crostino di pane integrale caldo, col burro salato mòbbido, una fettina di salmone adagiata sopra, la cipolla a pezzettini PAM! è la morte sua, è.

Me lo sono sbafato pensando con quale piacere avrei rifiutato il “dòlsce o salado?” che mi avrebbe offerto lo steward romano e arrogante dell’Alitalia.

Bonissimo.

Solo, la cipolla .

Dice è già difficile togliere l’odore di cipolla dalle mani, pensa dallo stomaco, quando ad ogni sobbalzo dell’aereo BURP! te se ripropone con una cattiveria ed una protervia degne di miglior causa.

So’ due giorni che me se ripropone.

Mannaggia alla cipolla mannaggia.

Quasi quasi il dolce o salato non era così male.