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Hippo blog » 2009 » August

Archivio di August 2009

On strike.

Thursday 27 August 2009

Lancio oggi, comodamente seduto in un’elegante hall di un arrogante albergo quattro cinque stelle di Budapest, una battaglia di etica, coraggio, onestà e correttezza.

Da oggi, basta.

Da oggi, non pagherò mai più un albergo - che non sia un’umile e sudicia stamberga - che non abbia il BIDET IN CAMERA.

Eccheccazzo.

A cento e fischi euri a notte, con tutti i cazzi e controcazzi lusso o presunto tale, è mai possibbilo che io, ogni volta che cago, debba rampicarmi facendo la spaccata tra doccia e bordo vasca, aggrappandomi come un ragno ad ogni spuntone, per aprire poi con la punta del piede l’acqua dal rubinettone della vasca e portarla a ampie manate dal rubinettone, appunto, sino alla parte da abluzionare, rischiando ogni volta di cadere scivolare e stiantare secco nella vasca umida?

Dici, come rompi, gastone criticone, fatte ‘na doccia e vai, no?

Facile per quelli come te che, per fargli espiare qualche carognata fatta in una vita precedente, nostro Signore ha punito con una grave e ricorrente stitichezza, che si fa cronica in trasferta.

A me, viceversa, certo per premiarmi delle mie innumerevoli buone azioni, il Signore ha donato un intestino tutt’altro che pigro.

Quindi, cagando io tra le tre e le quattro volte al giorno con allegra regolarità, comprenderete come il connubio cacca - doccia sia di noiosa e difficile applicabilità.

Quindi, nun pago.

Tiè.

Slippery when wet.

Monday 24 August 2009

Siamo in Spagna, e ci sbarbiamo nel villone de Velletri.

Però pure la piscina, dopo un po’ la bimba ha bisogno di mare, dice la mammà sua santa, che lo iodio fa bene e il sale, invece, meglio.

E quindi si prende e si va al mare.

Taaaaaaac, mare.

La bimba le fa bene lo iodio e il sale meglio, invece, ma il sole le fa male.

Pecchè lo iodio sì e il sole no?

Non so, macchè, ti vuoi mettere a discutere a mezzogiorno nel sud della Spagna con centomila gradi e le borse al collo?

Quindi, yahwol iodio e sale, NEIN UND VERBOTEN sole.

Pertanto, mentre il papi si sbranda sul lettino ed apre l’ennesimo libraccio estivo pieno di sparamenti ammazzamenti inseguimenti e scopamenti, mammà prende la piccola cinpripessa e la spalma di crema protezione 50 ultra 8.000 (8.000 sono i metri di altezza dopo i quali è indicata la protezione 50) che alla fine la bimba è più unta di un involtino primavera e scivolosa come un’anguilla passata nel grasso di maiale.

Andiamo a fare il bagno, che la bimba c’ha 8 mesi ma starebbe in acqua tutto il giorno.

Ci mettiamo a tre metri dalla riva, con la piccola salsiccia unta in braccio alla mamma, ogni tanto la mettiamo in acqua e lei sgambetta e muove le mani spash splash! tutta felice e ride.

Mentre noi guardiamo verso la spiaggia, probabilmente a cinquanta metri dalla riva passa a tutta forza la portaerei americana Forrestal.

E crea quattro onde.

La prima, media,

La seconda, grossa.

La terza, minchia.

La quarta, tsunami.

La mamma con la piccola saponetta in braccio vede la prima, e si mette di schiena e l’onda le làmbe (terza persona singolare di lambìre, ‘gnoranti!) il sedere.

La seconda, le làmbe la schiena.

La terza, le làmbe le spalle.

La quarta, arriva a tutta forza e la prende proprio nel momento in cui si frange ricoprendola fin sopra la testa.

A tre metri dalla riva???

Sì, esatto, eccheccazzo, basta interrompere.

Il prode padre - io - nel frattempo ha fatto mezzo passo verso le due ragazze della sua vita, sai l’istinto, quel “si sa mai”, o solo un colpo di culo, vai a sapere.

Insomma la quarta onda arriva come una cannonata, l’ammore mio perde l’equilibrio e SWISH!!! la bimba come una saponetta unta le sbisciula dalle braccia finendo travolta dall’onda.

Sticazzi.

Il papi è lì accanto e non è che veda, ma insomma intuisce che qualcosa non va come dovrebbe.

Il papi allora fa come un gesto tipo cercatore d’oro e ramàna con le mani nell’acqua ribollente e sabbiosa e agitata dell’onda che si frange e tocca qualcosa di caldo e molle e unto.

O è la medusa più grossa del mediterraneo, o è mia figlia.

Nel dubbio, si dice, te tira su.

La bimba, per fortuna.

La bimba sputa un po’ d’acqua, guarda in giro con gli occhioni spalancati tipo “fico!!!! Lo facciamo di nuovo?”.

La mamma ci mette due ore a recuperare dalla strizza.

Il prode padre va in giro con la criniera al vento in quanto, vecchio leone, ha dato la sua zampata alla giornata.

Son bei momenti.