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Hippo blog » 2009 » May

Archivio di May 2009

Lei (che mi conosce bene).

Friday 29 May 2009

Le spiego la aggiorno sui preparativi gli ultimi cambiamenti i problemi dell’ultimo minuto.

Per il viaggio.

Lei mi guarda e sorride.

Dice “se potessi vedere come ti brillano gli occhi mentre ne parli”.

“sì, eh?”

“eh sì… c’ha già una gran scimmia di partire eh???”

“eeeeeeeeeehhhhhhh…”

E se lo dice lei, che mi conosce bene…

Le cose buone.

Wednesday 27 May 2009

Il valore ed il sapore delle cose cambiano, in rapporto alla situazione contingente.

Per esempio.

Ieri io me medesimo stesso sottoscritto ero a Roma per lavoro, eh lo so lo so checcivoletefare, e insomma il lavoro e salto il pranzo.

Arrivo a Fiumiscìno alle quattremmezza con una fame che avrei sbranato un capodoglio, che stavo dalle sette del mattino con una fetta biscottata e quattro caffè.

Il mio volo parte dopo un’oretta, quindi bel bello mi reco nell’enoteca che c’è a Fiumiscìno, settore partenze nazionali, mi assetto papale, mi spalanco il giornale e mi ordino un bel piatto misto salumi & formaggi e una bicchierata di vino bianco, eccheccazzo.

Il piatto è bbono, il vino così così, senza infamia e senza lode.

Popo mentre son lì che mi struggo se iniziare con la mozzarellina o con il salame tartufato, arriva una telefonata all’enoteca e il tipo dice “sì sì vabbè vabbè”, mette giù e riferisce agli altri lavoranti dietro il banco:

“regà, da mò fino alle dièsci di domani sera è in vigore il divieto di vendita di alcolici in tutti i locali pubblici causa finale di Scèmpionzlìg”

e aggiunge

“quindi mette via tutte le bottiglie di vino, e andate a fare scorta di acqua minerale”.

Ha appena finito che si siede uno, di fianco a me.

Vestito con arroganza, con orologio arrogante, scarpe arroganti, telefonino arrogante, valigetta arrogante con dentro documenti che non vedo ma che sono sicuramente arroganti.

Ordina - con arroganza - un piatto di roba da mangiare, che gli vien subito messo davanti, e un bicchiere di vino.

L’omino gli dice eh dottò e spiega nun se po’ divieto alcolici finale coppacampioni ordinanza sempre forzamaggicaroma, lei capisce.

Lui arrogantemente questiona (ma cosa c’entra, e ma io, e ma qui siamo al terminal partenze nazionali, e ma insomma, ma povera Italia, maledetti comunisti etc.) e l’omino eh c’ha raggggione dottò però dicheno dennò eh.

Arrogans sbuffa, si rassegna, ordina una minerale, poi si gira e mi nota.

E chiede, con l’arroganza che trasuma fuori dal colletto “ma allora perchè LUI” mi indica con il dito, come si farebbe con una bestia rara dello zoo “perchè LUI ha il vino?????”

e l’omino “eh dottò ma il dottò” il secondo dottò sono io, in quanto vestito in giaccacravatta “il dottò ha ordinato popo popo prima dell’ordine di smettere la vendita de arcòlisci”.

E arrogant man tace.

Ma rosica, ohi se rosica.

Io giro la pagina del mio giornale, mi concentro apposta su una notizia inutile, tipo che a Matera hanno deciso di chiudere alle auto una via del centro storico, e con nonscialàns allungo una mano, càrpio il mio bicchiere di bianco, e me lo sparo nel gargarozzo, facendo un bel rumore di godimento GLU GLU GLU.

Poi faccio “aaaaaaaaahhhhhh”, agito il bicchiere per far respirare il vino rimasto, lo annuso ben bene, e me lo finisco facendo SLAP SLAP con la lingua sul palato.

Conto, grazie.

“tutto bbbène, dottò?”

“benissimo, guardi, grazie. Le dirò, anche il vino… all’inizio non mi diceva molto, poi invece, non so perchè, ha preso tutto un altro gusto…”.

Ho anche lasciato mezz’euro di mancia, che quando le cose son belle, van pagate.

The halves (i mezzi).

Monday 25 May 2009

Esteticamente, i mezzi ci sono, non si discute.

 

U jur duì.

Friday 22 May 2009

Oggi - u jur duì - a Milano, in piazza Principessa Clotilde 12, presso la prestigiosa sede dell’Antica Dogana di Porta Nuova (mica cazzi), siete tutti - òddio, tutti… - cordialmente invitati alla presentazione ufficiale di Roadway for Children, cioè noi bìscheri che andiamo a farci ammazzare nell’Africa nera con la speranza, prima di lasciarci giustamente la ghirba, di consegnare all’orfanotrofio di Suor Domitille in Casamache - Senegal una incubatrice nuova di trinca splendidamente donata da un anonimo benefattore che noi porteremo a suor Domitille, che là non ce l’hanno l’incubatrice e dice i bimbi che nascono un po’ prematuri stiantano come mosche,

Ci saranno le macchine meccaniche funzionanti - òddio… - tutte pittate di nuovo con colori e sponsorz in bella evidenza, ricchi premi, cotillon, robbe da bèvere a da màngere, che voi se non si beve e mange aggratis lo sappiamo, che non muovete il culo.

Ci saranno poi gli imbecilli, cioè noi, che è una bella occasione per salutarci e vederci dal vivo invece che nei videi di al quaida dove chiederanno mille milioni di euri e una fetta di culo in camb di riscatto.

Poi ci sarà anche gente seria tipo gli amici di Amico Senegal, un’associazione umanitaria che opera con le aree sgamuffe del Senegal da anni e che ci ha messo in contatto con Suor Domitille.

Poi ci saranno amici, parenti, conoscenti, passanti, spacciatori, autisti dell’ATM e ausiliari della sosta, quindi la peggio feccia quindi potete venire pure voi.

Per saperne di più

www.tavolo8.org

http://www.facebook.com/profile.php?id=1559570285&ref=ts

invito

Run baby run baby run baby run…

Thursday 21 May 2009

In Nuova Zelanda una coppia, di professione gestori di una pompa di benzina, vanno in banca e chiedono un finanziamento da 10.000 talleri neozelandesi, che più o meno l’è istess che gli euri.

La banca prima dice naaaaaaa, poi dice maaaaaaa, poi dice bhaaaaaaaaa poi alla fine dice saaaaaaaaaa.

Solo che la banca si sbagliano con gli zeri e le virgole, e invece che un finanziamento da diecimila, gli erogano un finanziamento da dieci milioni (dièsci miiiijoini!!!).

No, dico.

Sai quelle cose della serie “oh minchia ma cosa faresti te se?”.

Ecco, popo così.

Che magari di sera dopo cena con gli amici, o all’aperitivo seduto fuori mentre lasci che il sole che si abbassa sulla città illumini i tuoi dentoni aperti in un sorriso, oppure ancora in palestra mentre corri come un criceto scemo sul tapì e lasci la mente vagare.

Ecco una storia di quelle in cui ci pensi e dici ma chissà cosa farei io, magari prendo i soldi e scappo, ma no poi sai che vita a fuggire, però cazzo scappo, però no, poi però, ma no ma sì ma no ma no ma sì ma no ma sì.

Loro, i neozelandi, hanno detto ma sì.

Me li vedo, la sera, lui e lei seduti al piccolo tavolo traballante nel retro della stazione di benzina, ma no ma sì ma no ma sì.

Poi decidere e “ma sì”.

E la notte, con gli occhi spallazzati tutta notte a guardare il soffitto nel buoi, con la testa che gira a mille “e se?”.

Poi al mattino si son vestiti, han messo quattro cose in valigia, si son tirati dietro la porta - sai come dire chiudo con questa vita, comunque vada questa non sarà mai più la mia vita - e han preso i soldi e son scappati.

Non lo so come finiranno, ma per conto mio, faccio tutto il mio tifo per voi.

Mac Hippowitz, belìn…

Wednesday 20 May 2009

Uè uè grazie grazie bbello bbello l’invito al matrimonio tuo grazie grazie bbello bbello molto gentile grà.

Eeeeeeeeeeeeee senti senti senti sè sè, hai fatto anche una non so liiiiiista nozze?

Sì?
Braaaaav’…

Che avevo sentito alcuni degli altri  invitati per fare magari quaccheccosa tutt’nzieme…

sì…

chi ho sentito?

Ma guarda saremmo pochi amici ben selezionati: io, Mario “shorty“, Paolo “scorpions in the pockets“, Gino “Jerusalem“, Franco “il Genovese“, Antonio “fai tu poi ci regoliamo“, Aldo “minchiacosìtanto?”, Luca “manomozza” e Luigi “c’hai mica mezzo euro per il treno“.

Come dici? Rivuoi indietro l’invito…. perchè?????

Trònf as a pàvon.

Friday 15 May 2009

Lui è andato a ciarlare inutilmente di robe che non sa in tivvù un paio di volte, di recente.

Tanto per non fare nomi, su skysport24, che è quel canale sul 200 di sky che parlano per 24 ore al giorno tutti i giorni di sport (pensa che due palle…).

Quando non c’hanno proprio più un cazzo da dire, manco nel magico e frizzante mondo della pallacorda è successo un cazzo e non sanno come riempire il tempo, invitano un avvocato qualsiasi e gli fanno domande inutili, alle quali l’avvocato qualsiasi risponde blaterando puttanate a caso, in parte perchè non ha idea di che cazzo dire, in parte perchè la parte che ancora ragiona del suo cervello è tutta impegnata a guardare il monitor che è incassato nel tavolo davanti a te in cui ti si vede in primo piano e dici “fiiiiiiiiiiico…”.

Tanto skysport24 chi cazzo la guarda?

Ciò detto, ier sera pizzeria.

Che a un certo punto arriva il cameriere che più o meno siam sempre lì ci saluta e dopo aver preso le ordinazioni prima di andare mi dice “che poi adesso che vai in televisione devo trattarti con rispetto”.

Mi ha visto.

Mi ha riconosciuto.

D’altronde, mi son detto, son così bello e fico e brillante e intelligente, che certo che mi ha riconosciuto.

E l’ammmore mio che era con me e mi guarda a sorride e io facendo la faccia cortese le dico “sì sì signorina, adesso finisco la pizza e poi la facciamo, la foto insieme, ora vadia, vadia, non sii invadente…”.

Le grandi domande del mercoledì pomeriggio / sera.

Wednesday 13 May 2009

Ma la ggènte, ma quanto rompono i coglioni?

Ah bhe bhe bhe…

Tuesday 12 May 2009

Novella 2000 intervista il fidanzato di Noemi, la napoletana che chiama “papi” il Presidente.

Lui, il fidanzato, si presenta come “ex corteggiatore del programma uomini e donne”“.

Ah bhe bhe bhe, son curricula, son.

A-ràm sàm sàm (mac life).

Friday 8 May 2009

Come quando la macchina andare va, ma comincia a fare un rumoriiiino…

Poi dopo un po’ il rumoriiiino diventa un rumorone, e le cose non girano più come dovrebbero, cioè andare più o meno va, però insomma ci son problemi, la macchina non va.

E quindi vai dal meccanico.

Rassegnato.

E lui guarda ascolta e dice “mha non so ma quando fa così di solito sono cazzi amarissimi”,

e te “eh lo so lo so” e già ti immagini per una settimana da andare in giro con una Volkswagen Lupo con scritto sopra in grosso AUTOSOSTITUTIVA che non va un cazzo e che qualcuno ci ha anche fumato dentro.

E aspetti dieci minuti che il meccanico ha detto “ci do subito un’occhiata” e poi lui torna e te già scuoti la testa e lui senza sorridere ti mostra un pìppolo grande come un’unghia e dice

“niente guardi era il pìppolo che si era consumato gliel’ho cambiato”

e te che ancora non capisci e chiedi “e quindi?”

e lui “e quindi niente è tuttapposto vadia vadia pure ”

“quanto le devo, sant’uomo???”

“ma nulla cosa vuole che sii per un pìppolo, vadia le ho detto vadia” e te lo ami, in quel momento, allui.

Ecco, proprio così.

Il computer non andava.

Cioè, andava, ma male.

Fab mi ascolta mentre gli spiego, poi invece che dirmi la solita frase magica “schiaccia mela + salcazzo  scarica l’aggiornamento che ti mando via mail, è una cazzata”, mi dice scuotendo la testa “eeeeeeeeehhhh”

e io “eeeeeeeeeehhh COSA?”

riscuote la testa “eeeeeeeeeehhhh portalo qui, il computer, che quando fa così son cazzi amarissimi”.

E glielo porto e il tènnico lo porta via ma prima di portarlo via mi dice parole che ricordo confusamente “settimana dieci giorni, assistenza centrale, cinquecento mille euri, tutto ròtto, windowsvista” e io annuisco, ma in realtà non ascolto ma dentro, sòffro.

Poi passano cinque minuti e torna.

E mi da in mano un pezzo di roba tipo circuito elettronico stampato e mi dice “è la RAM”

e io la guarda la giro la rigiro “beeeeeeeellaaaaaaaa…” che non so cosa dire, cioè magari è una roba che fa lui nel tempo libero e tipo arte moderna e se non apprezzo si offende e mi maltratta il computer già agònico, quindi “no no beeeeelaaaaaa proprio beeeeeeelaaaa eh si vede che è fatta come si deve con amore e….”

“no dicevo è la RAM che era ròtta, l’ho cambiata, adesso il computer va come una zèlla”

“ma va? La RAM?”

“eh”

“e basta?”

“basta”

“e a euri, la RAM, come sta messa?”

“sta messa bene, sta, che siccome è in garanzia a vita la RAM nuova è aggratis”.

Mi son comprato due schede memoria per la macchina fotografica da 16 giga, per festeggiare.

 

UPDATE: non era la RAM… il computer fa ancora le bìzze… adesso devo far causa a Steve Jobs, ma mi dicono è malato, quindi mi limiterò a lanciare improperi & maledizioni contro tutti coloro che c’hanno messo inutilmente le mani sopra (sul computer, non su Stevie…).

Entropia.

Friday 8 May 2009

Niente si crea, tutto si distrugge.

Non che quello vecchio avesse mai fatto strappare i capelli e gridare “o’ miracolo!”, ma quanto fa cagà il nuovo sito della gazzetta?

Asciashishhsiaufflishi?

Thursday 7 May 2009

Oggi con il caro Presidente Wilson ci siamo recati alla ASL di Milano quella specializzata per i bìscheri che vanno a impestarsi nei posti da negri.

Abbiamo fatto la fila, compilato i moduli, pagato il ticket, fatto la chiacchierata con l’addetta adatta che ha detto quali pestilenze richiamo di prenderci d’altronde ha detto se andate nei posti dìnnegri…, poi ci ha detto che siccome siamo una ONLUS benefica e benefattrice abbiamo diritto agli sconti sul ticket, bene bene.

Poi ci si siede in sala d’aspetto, e si aspetta che un altoparlante ti chiami.

L’altoparlante l’ASL di Milano deve averlo acquistato in saldo dalle Regie Ferrovie del Regno Lombardo Veneto, in quanto gli annunci sono così: “PLIN PLON… SKKKKRRKRKKKTRRTRTRTR IL SIGNOOROROROKKRKKJ KNGCZKM STANZA VENTI SKRETSRT PLIN PLON”.

Aspetta aspetta, vien chiamato l’Wilson che entra e ne esce dopo un quarto d’ora, tutto bucato dai vaccini, e mi dice guarda dentro c’è un medico che ha un accento napoletano fortissimo ma soprattutto ha un difetto di pronuncia che sembra abbia in bocca un mattone e degli stecchini tra i denti quando parla non si capisce una seppia!!!

E poi mi fa l’imitazione “buonciozsrno fignolre pègo shi shieta shulla parellia e shi shpolli sfolo glià pàtte ti fòpra” e ridiamo come due imbecilli.

Poi lui se ne va e io vengo chiamato.

Entro.

Un medico sui sessant’anni, alto, serio, professionale mi accoglie nello studio mentre scrive al computer.

Io lo saluto “buongiorno dottore”

lui senza nemmeno voltarsi risponde

“buonciozsrno fignolre pègo shi shieta shulla parellia e shi shpolli sfolo glià pàtte ti fòpra”.

Io scoppio a ridere come uno scemo.

Lui si gira, con sguardo curioso.

Io provo a giustificarmi non sa un mio amico prima mi ha raccontato la sa quella della fmiglia di bruchi che attraversano la strada… no eh?

Secondo me invece che i vaccini mi ha iniettato il virus della peccolla, mi ha.

Ciàpel!

Tuesday 5 May 2009

Lì!!!!

Lì dietro!!!!

Girati!!!

Eccola eccola dai dai dai!!!!!

Dai che è presa!!!!!!

TU girale attorno di là… ecco… OCCHIO ATTENTO!!!!!

Corri corri!!!!!!!

E’ lì è lì!!!!!!!!

Nooooooooo… cazzo noooooooo…. eddaaaaaaaaiiiiiiiii… l’hai fatta scappar viiiiaaaaaa…. e adesso?

E adesso come cazzo la ribecchiamo oggi la voglia di lavorare?

Manco per il cazzo, dici, eh? E allora?

Aaaaaaaahhhhh… aperitivo, dici… aaaaaaaaaahhhhhhh… eeeeeeeeehhhhh…. bhebhebhe….

…in vespa, poi si fa le pere…

Monday 4 May 2009

Ma su youtùbbe ci sono i videi di Vasco al primo maggio.

Ma Vasco si è fatto il lìffing?

Ma qualcuno, a Vasco, gliel’ha fatto notare, che adesso così tutto tirato assomiglia in modo imbarazzante a Sergio Caputo (giovane)?

A padellate.

Monday 4 May 2009

Questo fine settimana sono stato in Sardegna, ospite dei miei suoceri.

Attenzione, annotiamoci questa parola: “ospite”.

In Sardegna, l’ospitalità è infatti una roba diversa da quella che conosco io.

Nel senso, te vieni a casa mia - e già come concetto di fondo, indipendentemente da chiunque tu sia, rompi i coglioni - e io ti ospito.

Siccome ad ospitarti ti faccio un favore, prima di tutto te 1) ringrazi e 2) vedi di spaccare i maroni il meno possibile e infine 3) fai lo stracazzo che voglio io che già stai dando noia abbastanza.

In Sardegna, no.

Siccome sei ospite, è come quando i primi bianchi sbarcarono nelle Americhe, che li misero su una portantina e ne fecero dei semidèi, ai quali tutto era dovuto e qualsiasi loro desiderio era un ordine.

Ecco, l’ospite in Sardegna è questo.

E questo confligge con le mie convinzioni: se infatti per me l’ospite è un rompicazzo - e lo è per definizione - io quando sono ospite io stesso mi sento un enorme rompicazzo, e quindi tendo a confondermi con la tapezzeria e farmi vedere il meno possibile, tentando di non dare noia.

Ma loro, invece, se te tenti di stare ai margini della lotta, pensano che tu sia arrabbiato, malato, triste o in generale scontento e tentano in ogni modo di rimediare, mettendoti al centro dell’attenzione e ricoprendoti di attenzione e cura.

Nel mio caso, questo mi fa sentire ancor più rompicazzo, portando la mia tendenza alla tapezzeria al parossismo e ingenerando così un circolo vizioso da cui non si esce vivi.

Ma l’ospite, in Sardegna, è caratterizzato da un ulteriore elemento.

L’ospite ha fame.

Dici come lo sanno?

E non lo so, ma lo sanno e se te provi a dire no, semplicemente non recepiscono.

Dev’essere una questione di lingua, di dialetto, ma “no oggi non ho fame” è una frase che in sardo probabilmente significa “portatemi subito un elefante da mangiare e che sia un elefante africano che quelli indiani son piccoli e poi mi rimane un po’ di appetito”.

E in ogni caso, se provi a dire no, loro temono che tu lo dica perchè non ti piace.

Cosa, non ti piace?

Qualsiasi cosa.

Che nel mio mondo, eh non ti piace? Guarda attaccato sul frigo sta il numero di prontopizza, chiamalo pure (col telefono tuo mica vorrai farmi spendere dei soldi ammè che già grazia che ti tengo in casa).

Viceversa,  al solo sospetto che tu non gradisca quello che hanno cucinato, l’ospitalità sarda prende il sopravvento.

Cosa vuoi, cosa ti piace?

Il cucciolo di renna da latte in salsa di stelle alpine? Pronto! Nessun problema!

Mandiamo lo zio ad Aosta e per stasera c’abbiamo lo stelle alpine, mentre chiamo un amico che conosce uno che ha un cugino che ha fatto uno studio per l’università che è stato in Norvegia e trova sicuramente uno che ci manda una renna! La vuoi a pezzi, o la facciamo venire viva che ti piace ammazzarla a te?

Ecco, se sei un po’ sgamato questi estremi li eviti.

E quindi ti siedi a tavola insieme agli altri.

E qui c’è il problema.

Che in Sardegna si mangi a BENISSIMO.

Bòno,

Tutto, tanto, parecchio bòno.

Che è facile stare a dieta a Milano quando a pranzo scegli l’insalatina invece che la piada ùrfida.

Provaci te, che ti siedi a tavola alle due e mezza con un appetito da orso che si risveglia da letargo, la tavola in giardino sotto l’ombra dell’albero, mentre il vento porta il fresco del mare e dalle otto del mattino la casa è un mescolìo continuo di soffritti, pesce, vongole, cozze, gamberi, orate, spigole, spaghi, orecchiette, aglio tritato finefinefine, cipolla che va pian piano, la ricotta appena fatta il mattino stesso dallo zio allevatore, tre antipasti vino fresco e liquorino.

Vabbè, dai, mi lascio andare, e stasera salto.

Come salti?

Ma se stasera c’è il proceddu!!

Non dirmi che non ti piace il proceddu????

Cosa preferisci, una renna? Vuoi un’aquila fritta? Orango tango in salmì?

Oggi, ogni tanto, faccio ancora “burp”, se mi muovo di scatto.