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Hippo blog » 2009 » April

Archivio di April 2009

Ghè nient’ de faa.

Wednesday 29 April 2009

Non c’è niente da fare.

La ggènte normale leggono la notizia su repubblica “il nuovo telescopio spaziale fotografa per la più grande esplosione di raggi gamma mai osservata nell’universo “.

E la ggènte normale passano via, i più acuti magari pensano “sticazzi”, e poi comunque passano via.

Solo pochi, rari imbecilloni - tra i quali il sottoscritto detiene un posto d’onore - dopo aver letto la notizia si imballano, acchiappano una bottiglietta di acqua minerale, la tengono in mano come fosse una bianca colomba, ed osservandola con occhi tristi e velati mormorano “…navi da combattimento in fiamme lungo i bastioni di Orione e i raggi gamma balenare nel buio alle porte di Tannhoiser…”, e lasciando che la bottiglia prenda il volo mormorano “è tempo… di morire”, accasciandosi sulla scrivania ingombra di fogli.

Fuori, piove un mondo freddo.

Dìmmale, ma male male male.

Tuesday 28 April 2009

YouTube - The Final Countdown… LIVE!

Mu!

Monday 27 April 2009

Striscione dei tifosi della Juve.

“Mourinho, sei antipatico quasi quanto la mia ex moglie”.

Che di per se’ è una  battuta discreta, ma niente di più.

Se non fosse per tutto ciò che sottintende quel “quasi”…

Morning glory.

Friday 24 April 2009

Eravamo io, Shaquille O’Neal, John McEnroe e Mario della Feltrinelli di piazza Piemonte.

Avevamo prenotato un campo per un doppio, due orette, alla sera, così per divertirci.

Ma poi dopo il primo set abbiamo cambiato le coppie e Shaq rompeva le balle a John perchè John veniva sempre sotto rete anche quando toccava a lui servire, e Shaq gli diceva stai sul fondo che a rete ci penso io che ho i bracci più lunghi, e John gli ha detto “you can’t be serious!!!” e Shaq s’è offeso e insomma ho dovuto giocare tutta la sera io in coppia con John che bravo è bravo eh, ma insomma c’ha un’età e non corre un cazzo.

Fight club.

Wednesday 22 April 2009

Dice guarda che incontriamo l’ingegner Pupazzibbuffi Barozzibbozzi Baratti, mi raccomando è uno importante eh.

Minchia.

Poi siccome lo incontriamo per un affare da ottanta mijoni de euri, l’ingegner Pupazzibbuffi Barozzibbozzi Baratti, doppiamente minchia, direi.

Quindi entriamo buongiorno buongiorno l’ingegner Pupazzibbuffi Barozzibbozzi Baratti arriva subito.

Arriva l’ingegner Pupazzibbuffi Barozzibbozzi Baratti, mi guarda, lo guardo.

Mavvaffanculo, va.

Vi conoscete? ci chiede il comune conoscente che ci ha portato allo stesso tavolo.

Oddio, conoscerci conoscerci proprio no.

Diciamo che da quattro anni, per tre sere la settimana, ci scambiamo schiaffi, pugni e sputi sui ginocchi in una delle peggio fetide palestre di pugggilato di Milano.

Ma quei bei terroni di una volta, ignoranti ma almeno stupidi tuttavia quantomeno inutilmente violenti, che frequentavano le palestre di pugggilato, dove son finiti?

Ready to raid III.

Wednesday 22 April 2009

Lo snòrkel difetta.

Dice che il tubo che dentro il motore porta dal filtro dell’aria - posto, per capirci, tipo dentro dove c’è il faro anteriore sinistro della macchina - e l’attacco dello snorkel - posto praticamente sulla portiera anteriore destra - ha una sezione troppo piccola.

In altre parole, il tùbbolo che è lungo due metri e settanta è troppo stretto, e il motore fatica a sucàre l’aria: è come se a te ti facessero correre ma per respirare avessi solo una cannuzza della coca - cola: hai voglia sucàre…

Ma dice l’esperto che non c’è problema, basta cambiare il tùbbolo.

Ora quindi siamo a caccia di tùbboli, che dici niente, ma sembra che non è che all’angolo, in tabaccheria, vendano i tùbboli come fosse francobolli…

Ready to raid II.

Monday 20 April 2009

E inoltre abbiam acquistato uno snorkel.

Che esso non è, come potrebbe sembrare ad un lettore poco attento ed informato, un tipico cròtalo del sudamerica che la gente tengono in casa per compagnia.

No no, esso è un sistema tecnico - tattico che si mette sulle gìp quelle fiche da raid africano che fa sì che il motore della gìp prenda l’aria non dal normale filtro dell’aria come sulla vostra Seat Leon, ma da un luogo amèno posto in copp’ al tetto, così che la gìp può agilmente balzare dentro un fiume in piena senza che l’acqua entri nel motore, che non è bello, o andare avanti per un’ora nella sabbia finissssima senza che la sabbia medesima impasti tutto il motore, che anche questo dicono sia poco piacevole, come evento.

Lo snorkel, invece che farlo noi a casa con il manico di un Folletto aspiratutto e il tubo della lavatrice rotta di pòra nonna, l’abbiamo comprato anche questo ufficiale vero serio professionale.

Da non crederci.

Montato, esso per chi non ce l’ha presente è come se sul fianco destro del gìp uscisse un tubone nero, che risale tuuuuuutto lungo il montante fino a tetto, dove il tubone si allarga in un comignolo fatto a forma di fungo grosso e nero.

Che magari bello bello non è, ma efficace.

Il buon Wilson, a fine giornata che io me ne sono andato prima, mi manda il mms della foto dello snorkel.

Io, tutto tronfio, lo mostro all’ammmmmore mio, dicendole vedi cara (è difficile spiegare…) ti ho abbandonata a tuo destino tutta la mattina di sabato ma minchia! guarda che lavorone!

E lei guarda e dice - ma è questo lo snorkel? -

e io - Sì! Bello eh? -

- Ma guarda io pensavo una roba cromata, alta, lucida, molto americana… -

- No ma sai il deserto l’acqua il filtro l’aspirazione il motore… -

- Ma lascia stare, che a me quella roba lì che avete montato mi sembra solo una gran tamarrata… -

E c’avesse ragggione, lei, c’avesse?

Ready to raid.

Monday 20 April 2009

Sabato i lavori ferverono (fervettero? Fèrsero? Frèvero? Hanno fèrto? Ferùto?… l’italiano resta una lingua bastarda, se provi ad uscire dal classico “sì ma a me però mi piace la figa”) e quindi l’inattaccabile ed inarrestabile team di lavoro che a noi i meccanici della Brawn GP ci fanno la spesa, a noi, abbiamo proseguito gli interventi strutturali necessari a rendere le macchine pronte ad affrontare un raid subsahariano in piena tranquillità.

In particolare, sabato abbiamo lucidato la fiancata destra di una delle due auto.

Sabato prossimo, lucidiamo l’altra e allora sì,  che potremo spezzare le reni alle piste della Mauritania!

Oltre a ciò, ci siamo occupati di piccoli dettagli, quali per esempio il montaggio del portapacchi professionale da installare sul tetto delle gìp.

C’è da sapere che, per mere ragioni economiche, nelle precedenti spedizioni i vari portapacchi che avevamo usato per caricare ruote di scorta, tànniche di acqua, tànniche di benzina, tenda etc. erano stati realizzati in modo molto artigianale, tipo “c’ho un amico che gli avanzano dei pezzi di una rete del letto di suo figlio, dice che con una cinquanta euri e un saldatore ci costruisce lui un portapacchi uguale uguale a quelli che fanno la Parigi - Dakar”.

Purtroppo, alla seconda duna di sabbia su cui la macchina faceva SBRANG! - e di dune su cui fare SBRANG! con la macchina che ne sono parecchie, in Afffrica - i portapacchi artigianali hanno inevitabilmente sempre collassato, piegandosi su se stessi come pezzi di tòlla ed obbligandoci a stivare tutto in macchina.

Quest’anno, quindi, spesona! abbiamo comprato per parecchi euri un vero portapacchi fatto àpposta per le gìp.

Scena.

- Oh ciao raga, cosa c’ìè da fare oggi? -

- Oh guarda è arrivato il portapacchi professionale da raid africano, l’hanno consegnato stamattina! -

- Ah… ed è quello? -

- Sì, quello lì ancora imballato! -

- Ah, quello professionale robusto indistruttibile in titanio rinforzato di kriptonio e tenacio? -

- Sì, quello! Perchè, cosa c’è che non va? -

- No, niente… solo dicevo che se già sull’imballaggio hanno scritto in grosso “FRAGILE”, stiamo messi bene, stiamo… -.

Pù.

Friday 17 April 2009

Dice D’Orazio, quello dei Pooh che lascia i Pooh, parlando della loro storia:

“non abbiamo mai avuto bisogno di avvocati e mai ne avremo”.

Mi son sempre stati un po’ on the marons, i Pooh.

Miserere (libèrrimi penzieri).

Friday 17 April 2009

In prigione, in prigione.

Miserire, miserere, miniserie, 

Luce di sole, sale ricolme di sale, scale di scuola, ricordi, rammenti, frammenti, materia.

Voce sola, per voce sola, eco femminili, plurali, viaggi.

Porta socchiusa, si muove, ombra di là, luce di qua, conservo qualcosa perchè ho poche memorie.

Scaffali vuoti, d’invidia, e riposo.

Calore del mattino.

A due voci, forse tre, e ringraziare.

Modello Gemona.

Friday 17 April 2009

Dicono che per l’Abruzzo si vuole applicare il “modello Friuli”.

Per chi non lo sàsse, nel 1976 un terremoto devastò il Friuli, con epicentro tra i paesi di Gemona e Osoppo.

6,4 nella scala Richter, 10° della scala Mercalli (quella che da 1 a 10 misura l’entità dei danni), 989 morti e 45.000 senza tetto.

Dopo due giorni, cominciò la ricostruzione.

Al motto di “dov’era, com’era”.

Vennero giù alpini a frotte, a organizzare soccorsi, lavori, ricostruzione.

Tutte le aziende della zona aderirono ad un patto con il governo per non licenziare nessuno e assumere chi avesse perso il lavoro, così da evitare emigrazione e abbandono delle zone colpite.

Dopo pochi anni - chi dice tre, chi dice dieci - non c’era più traccia del terremoto.

In alcuni paesi, nel centro, è stata lasciata una casa, o un pezzo di muro,  una parte di strada, crollata, come monumento, che se no nessuno ci avrebbe creduto, che qui era tutto distrutto.

Poi, c’è il modello Irpinia, come ricostruzione del dopo terremoto.

Adesso dipende.

Da quale modello prevarrà.

Ma siccome si sa come la penso, la penso.

18.49, a tradimento.

Wednesday 15 April 2009

Alle 18,49 di un mercoledì di quasi caldo, a Milano.

Son lì, seduto, davanti al mio computer, che quasi quasi lavoro, addirittura.

E lì, commetto l’errore.

Mi distraggo.

Abbasso la soglia di attenzione.

Eh, quando fa così, son cazzi amarissimi.

E infatti.

BAM!

A secco, inattesa, come se uno ti desse un cazzotto in faccia mentre gli parli, chessò, di come vedi tu la situazione politica in Algeria.

BAM!

Proprio qui, dietro la testa, sulla nuca, che c’è ancora il segno.

BAM!|

Una botta di vogliadifareuncazzo come non se ne vedevano da anni, guarda.

Sto qui, tramortito, vittima senza speranza della vogliadifareuncazzo  a cui non si sfugge.

Galleggio, lento e assorto, nel mio limbo di nulla, e sono perfettamente conscio del mio stato, della sua irrimediabilità, come so che per riprendermi, servirebbe uno che entrasse dalla porta pronunciando le parole magiche.

“Aaaaaaaaaffanculo! MI sono rotto il cazzo!! Ebbasta!!! Andiamo ad ammazzarci di sbagliati, mentre guardiamo gli stronzi che vano a casa dopo il lavoro?????”.

Alea iacta esta, allà alè alè, jella iazza tiè, alabì alabè bidè bidè.

Thursday 9 April 2009

Per dire, è partita, a busta, con scritto sopra il nome e il cognome e l’indirizzo della gentile signora, e la lettera con scritto Gentile Signora, qui nel pacchio allegato troverà tutta la documenta che le servono per farci avere annoi i visti per la Mauriatania, noto paese che, in quanto abitato dai Mauri (se son tanti, se è uno esso è Mauro),  richiede la richiesta di visto.

 

E’ un piccolo passo per un uomo, figurati per cinque imbecilloni, ma insomma è un primo passo, ci stiamo avvicinando, tutti e dieci.

Dieci? Ma non siete cinque?

Sì, ma ognuno di noi si porta sulle spalle una scimmia che gli urla ogni tre minuti “quandiosiparte quantomanca quandosiparte quantomanca??????”.

Sssssssst… zitto zitto… senti? Ssssssst!!!!!  Ascolta! Non lo senti?

No non sento un cazzo!

Appunto.

E’ il silenzio del deserto, che (non) si sente, in lontananza, e io già mi vengono i brividoni alla base del perineo.

Come ‘vecchi II e III.

Thursday 9 April 2009

Caddi, come corpo morto cade.

E non finì lì.

Dopo, a sera, passo a casa, faccio pipì tutto in giacca e cravatta, mi rivesto di fretta e balzo al parco, dove mi aspettano le mie bimbe, quella grande e quella piccola.

Arrivo trafelato, lei - quella grande - mi guarda con compassione, mi sorride come si sorride al vecchio nonno rincoglionito ma poverino non è colpa sua, mi gira dietro e mi tira fuori la giacca, che era rimasta infilata dentro i calzoni.

Come i vecchi, che gli rimane la camicia fuori, la scarpa spaiata, il giubbotto coi bottoni allacciati sbagliati, la patta aperta, il cazzo di fuori.

E non finì lì, no.

Stamattina scelgo l’abito grigio.

Infilo i panta grigi.

Scarpe marroni (lo so lo so, ma a me quelli del “never brown in town” mi stanno un po’ sulla punta…), cintura in tinta, nodo bello preciso alla cravatta.

Infilo la giacca, mi controllo allo specchio, che i dettagli sono importanti.

Ghe sèm.

Preciso.

Oh, come mi sento ggiòvine e fico e moderno.

Arrivo all’appuntamento.

Puntuale, anzi un po’ in anticipo, che siam mica gente che fa ballare i burattini, noi.

Buongiorno buonasera.

Bla bla bla.

Cerco una roba di carta nella tasca interna della giacca.

Giacca.

Blu, gessata, con righine sottili azzurrine.

Di tutto un altro completo, rispetto ai panta grigi.

Aaaaaaahh, eh sai, erano appese di fianco, questa e quella grigia…

Ma non ti eri guardato e riguardato nello specchio, prima di uscire?

Eh sì ma sa eh ma sa sa eh ma non mi ero accorto non c’avevo fatto caso.

Eh càpita.

Ma anche non càpita.

Come i vecchi, come.

State peggiorando, state.

Come ‘vecchi.

Wednesday 8 April 2009

Camminavo lungo il corridoio dello studio, che è lungo, il corridoio, non lo studio.

La centralinista mi dice qualcosa da dietro, in fondo al corridoio.

Io mi mezzo giro la testa per rispondere mentre continuo a camminare.

E mentre le sto dicendo “sì infatti guarda è prop…”

TRA!

Cado a terra.

Come un popòne.

Come un sacco, come un secchio.

Come un mucchio, come un ciuccio.

Come un cartone.

Come una roba brutta.

Come un vecchio.

In uno sbùffo di polvere, che il corridoio è lungo e polveroso.

In uno sfarfallìo di fogli, che avevo in mano dei fogli.

In un rimbalzo di telefonini, che avevo in tasca i telefonini.

In un dolore alla caviglia alla maniglia alla sonaglia, con un male al malleolo, con uno stiramento al mento ed  uno stiraginocchio al ginocchio.

Con un lividio livido al gomito, con la testa tesa ad evitare una testata.

Col collo torto, le spalle piegate, le palle piallate.

Insomma cado.

Mi faccio male.

Nulla al mondo mi toglierà la convinzione che diec’anni fa avrei fatto HOP! e con un balzo felino avrei spostato il peso a valle, il corpo a monte, la presa a croce, il pollice opponibile, il gluteo tonico, e insomma mi sarei salvato abilmente.

State invecchiando, state.

Shazam!

Tuesday 7 April 2009

Era quel cartone animato che vedevo nei primi anni ‘80.

C’erano questi due fratello e sorella che si imbrancavano sempre dentro dei casini incredibili ma quando erano proprio nella palta lurida avevano due anelli che li univano e si formava una specie di cerchio e loro gridavano “SHEZAN!!!” e compariva un genio, Shezan appunto, che li tirava fori dai guai.

Dopo tre puntate l’idea si rivelava effettivamente un po’ troppo scontata, ma insomma erano gli anni ‘80, chi non c’era non può capire e chi c’era, si vergogna e passa oltre.

Tutto ciò per dire.

Che ero lì e sento questa canzone che va e dico “beeeeeeeeela” e la ascolto tutto teso con la recchia girata e gli occhi stretti, per capire chi è come si chiama qual è il titolo che poi mi piacerebbe comprarla ma non si capisce…

SHAZAM!!!!!!

Shazam è quell’applicazione che c’hai sull’iPhone che te metti l’iPhone vicino alla musica per dieci secondi e lui taaaaaac si collega e dopo altri tre secondi ti dice taaaaaac nome del brano nome del cantante biografia del cantante discografia del cantante link per vedere quel brano o altri del cantante su youtube link a iTunes per comprare il brano, in versione normale o acustica.

Te dici, invece di laoae perdi tempo così, eh????

No ciccio, perchè tanto dovevo aspettare che si riavviasse windows, che solo dopo aver fatto controlaltcanc per tre volte ha dato segno di vita, ha fatto beeeeeeeep e lo schermo è diventato tutto blu poi verde poi nero poi beeeeeep.

Ma intanto io sentivo la mia canzone nuova, su iTunes.

So’ finite ‘eee vacche grasse…

Tuesday 7 April 2009

L’America di Obama è intervenuta prontamente per il terremoto in Abruzzo.

L’amico americano non si dimentica dell’antico fedele alleato.

L’amico americano scatena i suoi potenti mezzi per soccorrere i bisognosi.

L’America di Obama ha immediatamente stanziato 50.000,00 dollari USA, pari a 37.448,99 (vabbè dai famo 37.449!!!) Euri.

Più o meno come se l’America avessero donato una Audi A4, diesel, base, senza i finestrini elettrici che quelli eh spiace, son fuori bàgget.

Ora, capisco sta ‘aaa grisi, capisco che regalano la Ford alla FIAT, capisco che Maddoff si è fiammato un bel po’ di grana, capisco tutto eh, ma ciccio bello, sotto l’abbronzatura, un po’, ma appena un po’…. ma ‘nnn te senti ridicolo?

Milanesismi.

Monday 6 April 2009

A Milano è arrivata la primavera.

Lo dico con certezza.

Stanotte, infatti, la prima zanzara della stagione mi ha dato il tormento per un’ora, prima che riuscissi a ciabattarla sul muro imbiancato di fresco.

Rule Britanna.

Thursday 2 April 2009

Peter Crouch è un attaccante della nazionale inglese.

Ora, io non son capace di metter su le foto sul blogghe, ma per capire chi sia e come sa fatto fisicamente potete andare qui:

http://www.dirtytackle.net/wp-content/uploads/2008/11/crouch.jpg

Insomma, bello bello bello, non è.

Gli han chiesto, di recente:

- Peter, cos saresti, oggi, se non avessi fatto il calciatore? -

E lui:

- sarei vergine!!!!! -.