Prospettiva (senza nièsky).
Wednesday 27 August 2008Che aspetti una figlia e ti cambiano le prospettive.
Nel senso che guardi il mondo e pensi come ci starà lei, in quel mondo, e se sarà così cosà o cosè.
Per esempio.
La ragazzina ma nemmeno tanto ina, che era con lo scooter accanto a me stamattina, tipo sedici diciassett’anni, quindi con un’età per la quale si riconosce - quantomeno - una presunzione di capacità di discernimento.
Ecco, lei.
Caruccia con le scarpine fiche il pantaloncino corto ma non zoccolesco, una bella magliettina non canotta con le zìnne dde fòri, giubbino caruccio non da scimmia negra, braccialetti di corda che ti regala un fidanzatino al mare sulla spiaggia ma non da scèntro sosciàle.
Insomma, la guardavo e dicevo bhè però dai dai se mi venisse così òddio per quanto dai sì bhe bhe dai mha bhe sì bha bhu bho.
Poi guardo il casco.
Nero.
E coll’uniposca (non so se esista ancora o se si chiami ancora così, ma insomma se semo capiti) c’era scritto sopra in bianco DUX, un paio di volte DUCE, poi una croce celtica poi uno sgorbio che probabilmente avrebbe dovuto essere un fascio littorio ma era venuta una roba più simile a hello kitty, ma insomma si intuiva.
E allora.
Allora io ho detto a me: se mi tornasse a casa con il casco con scritto duxducelacroceceltica etc. allora io la siedo sullo sgabello e la interrogo.
Mò mi spieghi.
Minchia tutto mi devi spiegare.
Mi devi dire che sai del fascismo.
Della Repubblica di Salò.
Delle Brigate Nere.
Di Graziani. Di Farinacci.
Ma anche che sai chi era Balbo.
Che cos’è Villa Koch, a Milano, e che ci è successo dentro.
Cos’è la X MAS e Junio Valerio Borghese.
E molte altre domande.
E se mi convince, allora bene.
Se no, schiaffoni e a casa al confino per sei mesi almeno, per farle capire i metodi “fascisti”.
Poi, sia chiaro, tutta la vita meglio il casco nero conduxduceeccetera a lettere cubitali e lampeggianti piuttosto che una seppur minuscola falcemartello, ma questo si sapeva.