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Hippo blog » 2008 » June

Archivio di June 2008

Bei momenti di lavoro.

Monday 30 June 2008

- Come va? -

- Eh, ‘nsomma, te? -

- Bho, sai, il solito, siamo andati, abbiamo messo su robe, spostato altre robe, incollato robe, lucidato robe, poi sulla via del ritorno ci siamo persi la betoniera in autostrada, insomma, il solito -

- Il solito -.

Libberi pènzieri.

Thursday 26 June 2008

Naviga naviga naviga và, che non ha senso la pietà, ma la corsa sì, essere lo specchio di qualcuno qualcosa una esse disegnata sul muro, sotto il lampione se non c’è pioggia che ci rimango a fare, a volte passano dei suonatori di armonica a bocca con la voce nasale, ma non sempre e stasera non è una di quelle volte, rincorro la torre di guardia sulla scacchiera mentre il re scommette sul cavallo, nel senso del paradiso, dice alla luce di spegnersi almeno stanotte, che così anche se non piove posso restare sotto il lampione, muovi ancora il testone a ritmo di musica anche se i capelli non fanno più rumore contro il tetto della macchina, che quando canta cambia le parole cambia il suono ma quando dice “how does it fell” è sempre bello sentire Bob Dylan.

Libberi pènzieri in libbertà, sentendo un disco a caso di Dylan, appena comprato su itunes.

‘ngul’.

Thursday 26 June 2008

Io adesso ho tutti i voli prenotati per andare prima là poi tornare qua poi star qua un paio di giorni poi prendere un alrto volo e andare là ma non il là di prima un altro là e poi tornare alla fine qua.

HAHAHAHAHAHAHAHA!

Politicalli correct XI: The bad bìrbaccion (il cattivo birbaccione).

Thursday 26 June 2008

Copincollo dalla stampa di regime, quindi inaffidabile per definizione.

Silvio Berlusconi, dal 1993, è stato oggetto della seguente attenzione:
Firenze lo indaga per mafia: archiviata;
Palmi per massoneria: archiviata;
Milano per corruzione su verifiche fiscali: assolto;
per falso in bilancio legato ad acquisto calciatore Lentini: prescrizione, assolto;
stessa accusa per Fininvest: prescrizione, assolto.
Milano per spartizione pubblicitaria Rai e Fininvest: prescrizione, assolto;
per corruzione e falso in bilancio: assolto.
Per frode fiscale e appropriazione indebita e falso in bilancio per acquisto terreno Macherio: assolto e amnistia.
Palermo per associazione mafiosa poi derubricata in concorso esterno e riciclaggio: archiviata.
Caltanissetta per concorso in strage per le bombe del 1993: archiviata.
Milano per falso in bilancio per l’affare Medusa, assolto;
per caso All Iberian, prescrizione; anche per la gemella All Iberian 2, assolto;
su Sme 1 e Sme 2: assoluzione e archiviazione;
per falso in bilancio in affare Medusa: assolto;
per tangenti fiscali Telepiù, prescrizione, assolto;
per corruzione in atti giudiziari per il lodo Mondadori: prescrizione, assolto;
per diritti televisivi e corruzione del teste David Mills: in corso.
Roma per raccomandazione vallette Rai: in corso.

Rèfoli.

Thursday 26 June 2008

Stanno parecchie donne / ragazze / cinghialesse in giro in motoscooter, di questi giorni di caldo afa e asfalto che bùffa su.

Le suddette girano in motoscooter in quanto esso è comodo, veloce, parcheggievole e fresco.

Fanno bene, fanno.

Pure io lo fò.

Ma loro, a differenze di me, non sono vestite in modo dignitoso no, esso loro hanno, da sopra a sotto:

un casco graaaaande che gli sta largo, e ballonzola ad ogni pietra del pavè.

Degli occhialoni neri groooooooossi infilati in modo artistico sotto il caso che però non diino noia ai capelli, e che si stòrcono e impediscono la vista ad ogni pietra del pavè.

Una canottina leggeeeeeera leggeeeeeera che si sbraccia si slaccia si smandraccia rischiando di far uscire pezzi di zìnna ad ogni pietrà del pavè.

Un gonna coooorta, ma in compenso larga, lenta, leggera e frùfrù, che si alza sino all’ombelico ad ogni refolo d’aria e ad ogni pietra del pavè.

Un paio di ciabattine fatte di garza e carta velina con un qualche robo sberlucciocoso attaccato sopra, che tuttavia rischiano di disintegrarsi se mai la sventurata tapyna provasse ad appoggiare la zàmpa così calzata su una pietra del pavè.

Inoltre la sventurata ha avuto una sorte curiosa, in quanto la natura, madre e matrigna, l’ha sì dotata di un fisico che non passa inosservato, ma ha per ragioni di equilibrio universale un cervellino limitato alle funzioni minime di sopravvivenza e poco altro.

Quindi essa concentra tutto il suo software e tutte le risorse del suo già limitato processore cerebrale nella sequenza:

rimetto dritto il caso, stortosi dopo ogni pietra del pavè.

rimetto a posto gli occhialoni, stortisi dopo la pietra del pavè.

tiro su - stringo - sposto assetto la spallina della canotta, stortasi dopo la pietra del pavè.

controllo che la zìnna si intraveda ma non si veda dalla canotta di cui sopra, ma bàllonzoli facendo capolino dalla canotta ad ogni pietra del pavè.

metto la gonna sotto il culo

sposto la gonna da sotto il culo, che si stropiccia

tengo la gonna stretta tra le gambe con la mano destra

ah no la destra serve per accelerare (perchè non mettono l’acceleratore sulla sinistra…)

allora tengo la gonna tra le gambe con la sinistra e con la destra finalmente accelero

c’è dietro uno in macchina che suona da due minuti

chissà perchè suona sicuro non cellà con me io non ho fatto niente

controllo che quello dietro che suona il clacson da due minuti mentre mi affianca mi guardi i pezzo di zìnna che si intravede dalla canotta e ballonzola sulle pietre del pavè

metto giù un piedino per non cadere quando mi fermo, ma prima guardo attenta di non pestare una pietra del pavè

cambio piedino, che dillà stava una pietra del pavè

riscelgo il primo piedino che nella macchina sta uno forse fico che così vede le mie ciabattine nuove e magari butta l’occhio alla famosa mezza zìnna

mettendo giù i piedini uno prima poi l’altro poi di nuovo il primo la gonna si è spostata la rimetto a posto con la destra anzi no la sinistra che la destra serve ad accelerare

c’è uno che suona da due minuti chissà perchè

(ripetere ad libitum)

E tutto ciò, ogni volta che la sventurata incontra un pietra del pavè.

E stamattina c’era un cantiere che metteva giù delle pietre del pavè, molte altre pietre del pavè.

Magari domani vengo in autobus.

Born in USA.

Tuesday 24 June 2008

Mi scrive il cliente Pupazzi che sta in vacanza negli USA.

Che cazzo mi scrivi, penso, che tanto i sòrdi tuoi non li vedrai mai e se arrivassero magari per un colpo dde culo, prima di tutto mi terrei la parte mia e dopo, forse e dico forse, ti darei quello che forse, e ripeto forse, avanza.

Vabbè, insomma, con questa bella predisposizione d’animo apro la mailz e invece che le solite rotture di maroni a tre marce c’è un link e un paio di istruzioni da seguire per visualizzare un video su internet.

E insomma Pupazzi è andato a Las Vegas con la sua di lui compagna, e si sono sposati nella tipica cappelletta di Las Vegas, e siccome la cappella è telematica e moderna, c’è il filmato del matrimonio, ah bhe sì bhe ah bhe sì bhe 13 minuti che due maroni, penso io, ma d’altronde, piuttosto che lavorare direte voi, e infatti me lo guardo.

Che lagna che pizza che pizza che lagna.

Dopo un quattro minuti zum zum zan zan entra la sposa, ooooooh! la spoooooosa!, che du’ palle, e via e su e giù.

Però c’è una roba che disturba.

Ogni tanto l’inquadratura - presa da una telecamera fissa che ad occhio e croce è piazzata in testa al cristo crocefisso - è disturbata da dei barbagli gialli, luminosi, quasi dorati, sberluccicosi sul lato sinistro.

Mha.

Poi insomma dopo le chiacchiere e frin frin e fran fran a un certo punto il prete si sposta e dice “elvis, it’s your turn, now”.

Ed eccolo.

Dalla sinistra zòmpa fuori lui, Elvis, the Pelvis, il Re, the King, the Biggest, insomma ELVIS PRESLEY.

O un cialtrone stempiato con indosso un costume da Elvis, ma fa lo stesso.

Chiappa un microfono e si canta e si balla a tutta manetta I can’t fallin’ in love with you (o come caspio si intitola) finendola con un acutazzo spaccagola inginocchiato davanti alla coppia che, sino a quel momento, ha ballato un lento come nemmeno alle feste dei miei 15 anni.

Perchè ha ragione lui, ecco la verità.

Se vai a Las Vegas, e ti sposi a Las Vegas, senza Elvis non è un matrimonio, dico io.

Scialabà!

Tuesday 24 June 2008

Scialabà!

Trappalà!

Worz!

Srapà!

Trà!

Trapapà!

Oggi il caldo e le pale che gireno sul soffitto mi appannano un po’ il ciclo del comprendonio…

Che almeno sùdeno…

Monday 23 June 2008

Al palazzo di giustizia di Milano sta una manifestazione con un mazzi di bandiere rosse e comunisti.

Pochi pochi.

Al caldo, a sudare e schiamazzare contro Silvietto, porello.

C’è in giro ggènte che non c’hanno una seppia da fare…

Sbufff…

Monday 23 June 2008

Questo periodo di sole e caldo, di cielo chiaro e serate con gli amici, di aperitivi all’aperto e corse al parco, questo periodo di incontri e chiacchiere, di sorrisi e pensieri, di risate e pensieri, di musica e sigarette che fanno ridere, di sonno al mattino e voglia di far tardi la sera.

Questo periodo mi ha già scartavetrato la fava.

Ho messo su il coso che fa il countdown alle vacanze.

- 22 giorni.

Y vamos! (e’nnàmo!!!).

Friday 20 June 2008

La Spagna è un posto bellissimo.

La Spagna se potessi scegliere dove vivere.

La Spagna se mi dessero la nazionalità.

La Spagna per il cibo e il clima e la ggènte.

La Spagna…

Sì vabbè mo’ sta Spagna ha anche un attimo grattugiato la minchia, almeno fino a domenica sera…

I - TA - LIA!!!! I - TA - LIA!!!! I - TA - LIA!!!! I - TA - LIA!!!! I - TA - LIA!!!! I - TA - LIA!!!! I - TA - LIA!!!! I - TA - LIA!!!!

Big girl / 4WD.

Friday 20 June 2008

Tra Lomazzo e Cermenate ci sono dei boschi, che uno non l’immagina, a qualche chilometro da Milano.

Che ci passi in mezzo wrooooom con la macchina veloce e non li noti nemmeno, di solito.

Però magara sei lì che la radio trasmette solo pubblicità e cialtroni che HAHAHA ridono cazzo si ridono, e allora spippoli spippoli tra le frequenze e TRA’! becchi il vecchio Robert Zimmermann per gli amici Er Patata per gli altri Bon Dylan che canta “you’re a big girl now” e alzi a manetta e urlacchi anche te e i boschi all’improvviso li vedi, e sono un bel posto attraverso cui guidare.

*

Di colpo colposo mentre guido nella brianza velenosa qualcosa mi ruba l’occhio rallento metto lequattrofrecce guardo bene

un concessionario, Citroen, tra l’altro, quindi sgràuso per definizione

che fuori in vendita ha non una, non due, non tre, bensì quattro

LANCIA DELTA INTEGRALE

di colori diversi, ma tutte ugualmente basse, larghe larghe con i parafanghi gonfi, la mascherina nera e - son sicuro, anche se non l’ho visto - almeno una aveva anche i coniglietti che s’inculano attaccati dietro.

Ho fatto parecchia fatica a non fermarmi, entrare e dire “scusi buon uomo brava donna, saluti a lei e famiglia eh il tempo non è più come una volta d’altronde i frigors inquinano il polonord, maaaaaaa… il deltone, làffuori… quanto verrebbe?”.

MRS II.

Friday 20 June 2008

Quando ha morùto Rigoni Stern (sempre quello del Sergente nella Neve), la notizia è uscita il giorno dopo il funerale.

Nel senso che è chiaro che non era uno famoso e importante come Fabrizio Corona o Er Piotta, ma insomma.

Al funerale, su nell’altopiano di Asiago, erano in dieci, i parenti stretti e gli amici ancora vivi.

Brài, brài tùti.

Che a me, il silenzio ed il rispetto per la morte, mi danno sempre un certo senso di cose ben fatte.

Bèo.

Bèo, bèo, bèo.

Su, nell’altopiano di Asiago, per dire.

A Scampia, per dirne una, secondo me, ùnbellapplauso non ce l’avrebbe levato nìsciun’, ma questo secondo me, eh.

MRS.

Thursday 19 June 2008

Mòrse Mario Rigoni Stern.

Quello del Sergente nella Neve.

Bello, Mario Rigoni Stern.

Economy.

Monday 16 June 2008

Primavera 2007.

- Mi da cortesemente un cestino di ciliegie? -

- Eccole! -

- Quant’è? -

- Son otto euri! -

- Esticazzi, no? Come mai così care? -

- Eh sa ha visto il tempo… piove un cazzo… le ciliegie si sa prediligono il tempo umido e fresco… -

- Fanculo all’effetto serra, va… tenghi tenghi i suoi otto euri, che le vadino tutti in anticrittogamici… -

Primavera 2008.

- Mi da cortesemente un cestino di ciliegie? -

- Eccole! -

- Quant’è? -

- Son otto euri! -

- Esticazzi, no? Come mai così care? -

- Eh sa ha visto il tempo… sarà mica una primavera questa… piove sempre… le ciliegie si sa maturano con il bel tempo e il sole… -.

Business Class.

Friday 13 June 2008

Credo di aver mangiato qualcosa tipo sugna fritta in lardo aromatizzato ricoperta d’acciughe in burro d’arachidi peperoncino e curry, l’altra sera.

Almeno, questo era quello che mi sentivo nella pancia al mattino di ieri, quando mi son svegliato presto presto per andare in aeroporto.

E sarà stata l’ora infausta, la bassa pressione, l’assenza di letture consone vicino al wc, ma non ho avuto alcuna soddisfazione dalla mia seduta mattutina. Che a me, non son mica abituato.

All’aeroporto, buongiorno buongiorno il cliente buongiorno buongiorno a lei, ah che culo avvocà stiamo seduti accanto così possiamo parlare lei sarà mica uno di quelli che in aereo invece che parlare di lavoro buttano il tempo dormendo???

Ioooooooo???? Ma cheddicemaiiiiii… rispondo io mentre mi allontano per acquistare degli stuzzicadenti da infilarmi sotto le unghie per non cadere svenuto appena chiudono le porte.

Insomma saliamo ci sediamo lui parla io sorrido dentro di me invece bestemmio amaro.

L’aereo parte.

Forse non tutti sanno che l’aereo, quando vola, non sta alla stessa pressione di terra, nonnò, è come se in un minuto si arrivasse tipo a millecinquecento metri.

Ecco.

E a me, questa repentina depressurizzazione, mi ha causato un improvviso ed abnorme rigonfìo intestinale.

In altre parole, mi si è gonfiata una scoreggia da due chili.

Enorme. Gonfia. Cattiva. Che premeva con dolori tipo parto.

Che normalmente, quando viaggio, io apro il bocchettone dell’aria, mi rilasso, gliel’ammollo e appena l’afrore si diffonde mi guardo in giro con aria scocciata e mormoro “eccheschifo! Eccheindecenza! Ecco dove vanno a finire le ecoballe della discarica di Chiaiano!”.

Ma chiaramente, con il cliente accanto, ciò non si potè.

Ho quindi chiacchierato tutto il volo senza metter giù il sedile (un cambiamento di posizione avrebbe potuto avere conseguenze imprevedibili), senza mangiare nè bere nulla (un momento drammatico è stato quando il vicino ha preso il caffè e l’odore mi è arrivato alle narici… cazzo aroma di caffè e intestino pieno sono un connubio pericolosissimo).

Non sono nemmeno andato al cesso, non ho osato muovermi.

Atterrati, lui si alza e si avvia.

- Lei non viene, avvocà? -

- Sì un minuto sistemo una cosa qui vàdilo vàdilo pure! -

- Avvocà, ma diamoci del tu! Trànnoi! -

- Hai ragione… vàilo, vàilo pure, io arrivilo… -

Appena si è allontanato, ho fatto un grosso respiro e, pregando gli dei della scorreggia vestita di farmi una grazia di quelle che meritano una processione in ginocchio alla Madonnina dello spartitraffico, ho rilassato il ventre.

E nel silenzio - prima grazia degli dei - un leggero pppppppffffffffffffffffffffftttttttt della durata ininterrotta di due minuti e cinquantatrè (dove cazzo sono i giudici del Guinness dei primati quando servono) mi ha riempito di serenità, fermando il tutto appena prima che all’aria si accodasse tutta un’accozzaglia di altra roba, che per eleganza non sto a elencare - seconda grazia degli dei -.

Mi son alzato e son volato via, e nel gesto di metter su la giacca ho arieggiato parecchio la zona.

Alle mie spalle, gemiti e urla di disperazione.

Ma quando è guéra è guéra, ragazzo…

Ggènte dde città….

Monday 9 June 2008

- E niente eravamo dalle parti mie, al concerto dei Baustelle, e insomma ha preso due daiquiri ed è stata male due giorni di seguito, s’è vomitata anche l’anima… -

- Pòrella! -

- Dàvero! -

- Ma vabbè chissà che c’hanno messo in quei daiquiri… -

- No che c’entra, è che voi siete ggènte dde città, non siete abituati alla campagna -

- In chessenso, scusa? -

- Ma per dire, da voi in città il daiquiri lo fanno con il rum agricolo, no? Ecco, qui da noi ci mettono il gasolio agricolo… -.

Chi la fa (la stronza) l’aspetti (la sòla).

Monday 9 June 2008

L’altroieri sera, aperitivo con una diecina di amici.

L’aperitivo era anche per vedere se il posto - che mi ricordavo arrogante tronfio e malidettamente caro - sia rimasto tal quale, così da permettermi di farci una chiacchierata con un po’ di amici giovedì, che sarà il mio compleanno.

Arriviamo alla spicciolata (bello, “alla spicciolata”!).

Prendiamo un tavolo e ordiniamo a casaccio, uno no due sbagliati, un americano, un altro grazie, un succo due succhi tre, una birra una heineken un’altra grazie.

Ci alziamo per prendere da mangiare e ci sono solo patatine muffe, salatini quelli dell’esselunga nelle buste di plastica e quattro - cinque pezzi di focaccia ripieni di roba unmidiccia.

In compenso, la cameriera è lenta come la muerte me almeno antipatica come tre dita nel culo.

Ad ogni ordinazione sbuffa, ti guarda male, marogna, alza gli occhi al cielo e sciabatta via trascinando i piedi.

Quando arriva con il beveraggio, pianta il vassoio davanti a uno qualsiasi e attende sospirando che noi ci distribuiamo i bèveri, e se non facciamo in fretta, mette le manine sui fianchi.

Noi un po’ ridiamo un po’ la ignoriamo, e insomma prendiamo ognuno almeno tre - quattro robe, dalla birra al cocktail fighetto ai succhi di frutta a non so che altro, e siamo in dieci.

Io e il Manovale e Gentiluomo a un certo punto andiamo alla cassa e chiediamo il conto.

- Cosa avete preso? - Chiede una con gli occhioni da cerbiatto, lenti e spersi nel rimirare il nulla cosmico.

- Mha non so guarda eravamo seduti là -

- Eeeeeehhhh - dice lei, sgranando ancora di più le pupille e girandosi in cerca d’aiuto.

Che arriva puntuale, nella forma di un cialtrone che sta dietro il banco, a far cosa non si sa, ma con i jeans a vita bassa fa un bell’effetto sulle fiche a star dietro il banco, deve aver pensato.

Pantalone dice - lo so io cos’hanno preso! Due birre tre cocktail e un succo! O erano due i succhi? -

- No no due due i succhi erano due! - diciamo in coro io e M&G

- Allora son settanta iuri! - Dice cerbiatta, sorridendo, che il mondo è un bel posto, in fondo.

Io e M&G non ci guardiamo nemmeno, caghiam fori 70 sacchi, raccattiamo i ragazzi seduti (vamos! vamos!! rapidamiènte!!!) e ci mescoliamo alla folla cialtrona.

Che io avrei detto “no guardi abbiam consumato ben di più”, ma insomma, tra la ciabattona sbuffante, le patatine ùrfide e la simpatia che nemmeno al Club Med, un po’ se lo son meritato.

L’aperitivo del compleanno, magari lo facciamo da qualche altra parte eh…

Metabolisimo.

Monday 9 June 2008

Ma è possibile che dopo un fine settimana a fare un cazzo, culminato in una domenica pomeriggio spiaggiato come un vecchio tricheco sul letto davanti alla motoGP, alla formula1, agli europei di calcio inframmezzati da penniche selvagge e libri leggiucchiati alla meno peggio, io pesi TRECHILI!!!!!! più di venerdì sera????????

Ecchemmesommagnato, un cavallo????

Quann’ chioooov’…

Wednesday 4 June 2008

Piove.

Oggi piove.

A Madrid, intendo.

Peccato che domani e venerdì, invece, farà un sole bellissimo e che io sarò là.

Qui, invece, a voi, vi pioverà sulla gibba a lungo ed intensamente, che è giusto e ve lo meritate tutto.

Perchè spiace, eh.

Sìccome.

Tuesday 3 June 2008

Sìccome manca poco più di un mesemmezzo alle mie vacanze, io oggi mi son perso via una diecina di minuti a pensare alla playlist da far su nell’ipod quello gggrosso per la vacanza.

Che poi son due, le playlist, che vuoi mica dire che la stessa musica funziona a Pante come in Spagna?

Cheddici, son in anticipo sui tempi?

… e daje torto…

Tuesday 3 June 2008

La notizia è questa, ed era su repubblica.

In un paese tipo a nord di Lecco, lui e lei fidanzati e sfigatamente normali, tipo impiegati, lavoratori, onesti.

Che io me li immagino, intorno ai 30 anni, lui un po’ di pancetta, i jeans che fanno gggiovane ma sono quelli troppo “normali”, le nike troppo tecniche ai piedi che tanto si vede che le usa solo il sabato per andare a passeggio, la camicina azzurra, gli occhiali, un po’ stempiato.

Lei con la coda di cavallo, paaaaaallida, secca secca sopra ma un po’ inquartata di culo, le ballerine grigie e - soprattutto - una ENORME propensione per rompere i coglioni.

- Allora Mario allora muoviti allora che dobbiamo ancora andare a ritirare le analisi di mio papà poi a prendere la torta per la cena di domani da Pippo e Marta allora dai che aspetti perchè ti fermi qui che è vietato non vedi nemmeno il cartello? -

- Scendo un attimo a comprare le sigarette -

- Ancora con le sigarette! Ma quando decidi di smettere! Tanto non ne avrai mai la forza… che poi mi puzzano i vestiti! Vabbè scendo anche io che magari compro i fazzolettini -

Lui non ha soldi dietro, lei glieli presta, sbuffando, lui compra le sigarette e col resto compra un grattevvinci.

Lei gli rompe il cazzo anche sul grattevvinci (”allora piuttosto se hai soldi da buttare fai beneficenza dalli ai bambini africani tanto questa è solo una truffa ormai ci cadete te e gli sfigati come te”).

Lui gratta.

Lei sbuffa.

Lui smette di grattare.

Lei rompe il cazzo.

Lui ha vinto 500mila euri.

Lui la guarda, esce un attimo

- Dove vaaaaiiii???? -

- A prendere la rincorsa -

Lui entra al galoppo e le urla MAVAFFANCUUUUUUUUULLOOOOOOOOO!!!!!

e sparisce.

Lei si è rivolta ad un avvocato.

Lui lo potete vedere stamattina alla Malpensa, è quello con il biglietto di prima classe per i caraibi, con tre puttane brasiliane portate giù direttamente da Lugano che ancora sospirano “ammoooooooore, como sei bèlu e forci e rìcu e maschiu e bèlu e rìcu e forci e maschiu” mentre gli lui infila pezzi da 100 nelle mutande.

Questo martedì che assomiglia a un lunedì, lui è l’eroe del giorno.