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Archivio di March 2008

Real adventure.

Monday 31 March 2008

L’amico e collega Tarufante l’anno scorso ha affrontato la discesa del Rodano in canoa.

Al suo ritorno, ha narrato meraviglie del viaggio, spacciandolo come un’avventura al limite delle possibilità fisiche umane nonchè costellata di rischi che andavano dai piragni alle cascate impetuose all’assalto di pirati dell’arcipelago della malesia.

Oggi passo davanti al centralino e sento la centralinista dire “avvocato Tarufante, ho in linea un geometra di Reggio Emilia che dice che lei non lo conosce ma deve per forza parlarle”.

Siccome son noto per essere persona ammodino e che, soprattutto, non perde occasione per farsi gli stracazzi propri, son subito andato dal Tarufante a chiedere.

- ma niente - mi dice

- è un geometra di Reggio Emilia che ha letto su internet qualche notizia del mio viaggio e mi ha contattato perchè vorrebbe farlo anche lui ’stetate -

Caro Tarufante, gli ho fatto notare, non so eh, ma insomma il grado di difficoltà ed avventura e fatica del tuo viaggio mi lascia qualche dubbio, se l’unico che è stato attratto dai tuoi racconti è un geometro di Reggio Emilia (fosse stato, chessò, un ragioniere di Vimercate, le cose sarebbero ben diverse, non credete?).

Godi popolo.

Monday 31 March 2008

…ed è solo lunedì…

Politically correct VIII.

Monday 31 March 2008

Ma a voi, di Alitalia, ve ne frega qualcosa?

No perchè sò settimane che ogni tg, ogni www, ogni giornaleradio, mi smantrugna la uàllera con l’Alitalia.

E a me non me ne frega nulla.

Anzi no, un po’ me ne frega ma solo quando dicono che bisogna salvarla.

Perchè?

Perchè Alitalia sì e l’azienda de Bèrghem che fabbrica travi, o quella di Canosa di Puglia che fa la soppressata, o quella di Empoli che fa canotte in pelle, no?

Che pure loro stanno male, anzi stanno sull’orlo del fallimento ve lo dico io, invece sptù! non li caga nessuno, ma minchia l’Aitalia, quella eh quella ‘gnaaa salvarla.

Ma vaffanculo.

Che con i soldi che mi costa un Milano Roma ci vado a Londra sette volte, bello sereno, o a Francoforte, per dire.

E non sento gli annunci detti da uno che parla come l’imitazione di Galeazzi.

Voi.

Friday 28 March 2008

Voi, voi siete questa gente qui, voi.

Sappiatelo, quando andate in giro per il mondo e con la solita aria da cazzoni che vi contraddistingue, insieme alla gazzetta dello sport sotto il braccio, dite “eh ma l’Italia è il paese più bello del mondo”.

*

NAPOLI. Teppisti e ladri all’assalto delle ambulanze del 118

Arriva l’ambulanza e scatta il saccheggio. C’è chi apre il portellone e ruba ciò che può, chi sfascia l’interno del mezzo di soccorso e chi, invece, si limita a frantumarne i vetri. L’assalto alle ambulanze del 118 avviene sempre con maggiore frequenza, tanto da indurre gli operatori in servizio a definire questo strano fenomeno una “vera e propria guerriglia” Per capire la gravità della situazione, basti pensare che, negli ultimi dieci giorni, a Napoli si sono verificati ben quattro atti vandalici ai danni delle ambulanze del 118 Tutti durante la notte.

1) Il primo assalto si verifica a Scampia la notte del 10 marzo. Mentre l’equipaggio è impegnato a soccorrere un’anziana che poco prima aveva avvertito un malore nella sua abitazione, ignoti rubano la barella in dotazione all’ambulanza. Dopo le prime cure alla donna, bisogna provvedere al trasporto in ospedale ma, a questo punto, l’equipaggio s’accorge che la barella non c’è più: agli infermieri non resta altro da fare che trasportare la paziente “in braccio”.

2) Il secondo episodio vandalico si verifica la notte di San Giuseppe, il 19 marzo. Gli operatori del 118 intervengono in via Cristallini, rione Sanità, ma durante il soccorso ad un residente, viene asportato tutto il materiale presente all’interno dell’ambulanza, compresa la radio di bordo necessaria per le comunicazioni con la centrale del 118.

3) Giovedì scorso, 20 marzo, in piazza Municipio, proprio davanti alla sede del Comune a Palazzo San Giacomo, vengono frantumati i vetri dell’ambulanza in servizio fisso, mentre l’equipaggio si sposta di qualche metro per effettuare un soccorso.

4) Un uomo di 30 anni è morto oggi a Napoli, nel quartiere di San Giovanni-Barra, colpito con ogni probabilità da un malore. Quando è arrivata un’ambulanza del 118, i vicini dell’uomo hanno picchiato a sangue i sanitari, sostenendo che fossero giunti con eccessivo ritardo. Sul posto sono intervenuti allora una seconda ambulanza e la polizia.

*

Se me lo chiedono, io rispondo “sorry I’m not italian”, oppure “yo no soy italiano”, “je ne suì pà italièn” o “shamm al aràahz am Italahàn”, ma in sostanza intendo sempre MAVAFFANCULO.

Blasco.

Friday 28 March 2008

Saaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…

Screamin’ Monkeys in an iron botte II.

Friday 28 March 2008

Col cazzo che io vado a rischiare la ghìrba in àffrica con macchine indiane fatte da un gruppo che si chiama TATA MOTORS!!!!

Ma stiamo a scherzà, stiamo…

Screamin’ Monkeys in an iron botte.

Wednesday 26 March 2008

La preparazione della spedizione sahariana 2008 procede a tappe forzate, sin dal sottotitolo “quest’anno ci portiamo tutti i segnalatori satellitari, così recuperare le salme sarà più facile”.

I mezzi, son due.

Uno, un Range Rover del millenovecentoepoco, messo giù da deserto, c’ha qualche problemuccio, tipo che quando giri le ruote per più di due terzi fa “crà crà crà crà” perchè le gomme toccano dentro da qualche parte, ma basta non girarle per oltre due terzi, e non ci son problemi.

Poi se prendevi una buca faceva TLONK! ma abbiamo scoperto che un ammortizzatore si erano dimenticati di metterci i pezzi che lo fissano alla carrozzeria, cioè era solo appoggiato, ma insomma s’è risolta anche questa.

L’altra macchina, anch’essa una Range Rover, è quella che ci ha tirato fuori dal deserto l’anno scorso, è quella che insomma tutti dicono “se l’altra si pianta, tanto c’è questa che ci salva la ghirba”.

Ieri sera, verso le settemmezza otto, chi fosse passato dalle parti di piazza Diocleziano, avrebbe visto due distinti gentiluomini, in giacca e cravatta, forse avvocati per esempio, l’uno seduto a bordo della macchina a girare la chiavetta d’avviamento

- gìrila!!! -

- e sta gìrata! -

- ma il motorino non gìrilo! -

- e sò ‘na sega io! Io gìrila! -

- Brào! -

- grassie! -

e l’altro con la testa (e la cravatta) infilata nel cofano, una torcia elettrica in bocca per illuminare il motore e un manico di scopa in mano

sissì un manico di scopa

e un telefono all’orecchio in contatto con Peppino, il meccanico

- Peppì, qua stiamo! La chiavetta sta girata nel quadro, io sto qui e c’ho i manico di scopa!

Come? Dove? Ah, là! -

E l’avvocato Wilson infila il manico di scopa nel motore, ravana un po’ a caso, sposta alcuni degli inutili cavi e tubi che infestano tutti i motori delle auto, mantrugna in su e in giù col manico della scopa finchè non sembra arrivare a toccare una roba di cui io ignoravo l’esistenza e che, invece, sta infilata in un posto infognato sotto il motore

- Ecco, Peppino, sto arrivato con il bastone all’accensione… che faccio adesso?
Come?
In che senso?
Sicuro?
Forte forte? -

E a quel punto l’avvocato Wilson, pila in bocca, telefono all’orecchio e cravatta pendula nel vano motore, ha cominciato a picchiare come un ossesso delle bastonate a casaccio nel motore, mentre io lo guardavo dubbioso

si è fermato un attimo, si è deterso il sudore e mi ha spiegato

- dice Peppino che a un certo punto se la saccagno ben bene l’accensione dovrebbe iniziare a fare delle scintille… a quel punto, se non esplode tutto, forse la macchina parte -

- ah - ho annuito io

quindi ha ricominciato a saccagnare con forza, urlacchiando qualcosa che io ho preso per Diocleziano, e mi domandavo cosa c’entrasse la piazza, ma forse non era un indirizzo, quello che l’avvocato Wilson stava insistentemente invocando

insomma al decimo Diocleziano, la macchina ha fatto

sput

struf

bruf

e si è messa in moto.

Abbiamo ringraziato Peppino, tutti e due, e Diocleziano, solo l’avvocato Wilson.

Io ho poi sottovoce espresso il dubbio che la stessa scena, nel Sahara, a 50 gradi, con la sabbia che si infila in ogni orifizio, l’avrei voluta evitare, ma Wilson mi ha risposto che “questo è il bello”, io ho pensato meno male, e ho prenotato una pensioncina a Viserbella per la settimana in cui LORO andranno in Africa.

Politically correct VII.

Tuesday 25 March 2008

http://it.youtube.com/watch?v=wJE4AAfV7b0&eurl

Beeeeeeoooooooo…

Mac Life IV.

Tuesday 25 March 2008

Ma è una mia impressione, o stamattina il mio MBPro bùffa un caldo pazzesco?

Non è che me stà ad annà a fòco?

Serve a qualcosa se bevo una gollata di acqua frizzante da frigo e gli soffio sulla tastiera con insistenza (finchè non arriva la segretaria, mi guarda con l’occhio dubbioso e poi va via, chè alla fine son mica cazzi suoi, e lo sanno tutti che gli avvocati son robe di matti e drogati)?

A day in life.

Tuesday 25 March 2008

Càpitano cose faccio ggènte vedo cose e ggènte che cose e chi ggènte e le carte si spostano come? mha io però non credevo che in fondo eh dici te càpita càpita il cazzo sembra facile e poi in montagna come dire dov’eri? in montagna te l’hoddetto ma cosa c’entra la montagna mha sostanzialmente nulla ma era pasqua ah pasqua! bello! grazie prego auguri auguri a lei e famiglia a casa tutti bene? sì grazie meno male eh lo so lo so torni? chi? io? perchè dove sono stato? ah dici a casa eh certo sai cose ggènte càpita dicono eh sì mha stocazzo càpita mha mha mha io non soccheddire, io.

Quindi, taccio.

Oggi, cazzi miei, c’ho la testa che va un po’ per conto suo, c’ho.

Bèddei.

Friday 21 March 2008

Sentivo a manetta sull’ipod la versione live di “bad day” dei R.E.M., che mi era di molto piaciuta l’altra sera al concerto.

E mentre il tizio calvo e magro mi urlacchiava “itz bìn ebèddeiiiii pliiiiìììiiiis dontèica pìcciur pliiiiìììììiiiiiissss”, io, come faccio spesso, mi traducevo in testa in italiano la canzone

che da così

it’s been a bad day
please
don’t take a picture
please

diventava così

è stata una giornata dìmmerda
quindi non mi cacare la miiiììììiiinchia
è stata una giornata
davvero dìììììììììmerda
quindi senti ammè
sciacquati dalla miiiiiiììììììiiiinchia
lòdddddicopèrte
capiscilo miiiiìììììiiiinchia

e veniva davvero bene, in una tarda sera o prima notte milanese, dopo aver spostato carte impregnate dimmerda tutto il giorno,

cantarla a squarciagola guardando il pedone sulle strisce che osava pensare di attraversare la strada

il cornuto.

Erano bei tempi.

Thursday 20 March 2008

“Alla domanda su cosa intenda per moralità dei brigatisti, Franco Piperno (leader di Potere Operaio negli anni 60 -70) risponde così: “E’ una morale di guerra, non esiste solo una sua o una mia morale. La morale è multipla, ci sono persone che vanno a bombardare una città e sono considerate degli eroi e delle persone che sparano su un bersaglio determinato che sono considerate dei criminali. Nel secondo caso solo perchè sconfitti”.

No, caro.
.
Il dubbio è solo se chi bombarda una città sia o meno un eroe.

Dubbio lecito, che meriterebbe un approfondimento.

Ma questo dubbio non sposta di una virgola quello che è un terrorista che ammazza qualcuno: un assassino, e ’sticazzi a chi insiste a pensare che “sìperò èddiverso mainfondo nonèche devicapì…”.

OH!

Thursday 20 March 2008

OH!

Eh?

Io?

OOOOOHHH!

Occhio!

Mamma mia guarda…. tenetemi sennò….

OOOOOHHH!!!

AAAAHHHHHHHHH!

Vips & sgnàps.

Tuesday 18 March 2008

C’è ggènte che vanno al riservatissimo e vietatissimo e vippissimo e sticazzissimo concerto dei REM al Rolling Stone organizzato stasera da MTV.

Io sono uno di essi.

AH!

E voi no, che è soprattutto questo, che conta.

Killa.

Tuesday 18 March 2008

C’è in giro nessuno che oggi abbia in programma di ammazzare qualcuno?

No perchè, se c’è, io son d’umore così nefasto e barbaro che gli do una mano volentieri

così mi risparmio anche la fatica di trovare io qualcuno da uccidere.

(òddio, fatica… in venti minuti che sto qua si son palesati più candidati ad una coltellata in faccia che alle ultime selezioni di “amici”…).

Pecchè? Eh?

Monday 17 March 2008

Pecchè io ieri ero al sole con la panciall’aria 27 gradi gonfio di pesce birra presunzione e sonno,

ed oggi no?

Eh?

Pecchè??????

Thx.

Thursday 13 March 2008

Malgrado il mio animo malfidato e la mia naturale - e giustificatissima, per altro - schifa avversione per il genero umano (sì genero con la o), ho dato ascolto ad un cialtrone qualsiasi di quelli che passan di qua

e ho comprato la colonna sonora di intoethwild di eddie quelchelè.

Bello, cazzo.

Ora devo solo fare causa alla apple perchè il file del pezzo più fico è danneggiato e a metà si incarta.

Disequazioni.

Thursday 13 March 2008

Allora, è un dato di fatto che io abitualmente non faccia una emerita seppia sotto sale tutto il dì, tranne spostare cartacce da qua allà e viceversa.

Tuttavia, e pare incredibile eh, la ggènte fanno finta di niente e, siccome probabilmente mi vogliono bene, mi danno anche dei soldini per questo.

Ebbene, malgrado la mia strenua resistenza e innata capacità mimetica, cazzo nell’ultimo periodo sto lavorando.

Davvero.

Cioè, intendiamoci, niente a che vedere con quelli che fan fatica davvero tipo miniere di sale, bitumatori sulla A1 a ferragosto o i nègher che tiran su i pomodori, vero

però per quanto possa lavorare un avvocato, ecco, io, quello, cazzo sì.

E la cosa che mi fa davvero incazzare è la consapevolezza che tutto ciò non si tradurrà quasi certamente in un proporzionale incremento dei miei magri guadagni.

Quindi adesso urlacchio “eccheccazzo!” e mi metto a pensare alla mezza.

Oooooohhhh.

Al di là della realtà.

Wednesday 12 March 2008

Al di là della consapevolezza dell’incipiente mezzamaratona.

Al di là della tonnellata e mezza di cartacce miste merda che mi occupa la scrivania con un’arroganza e protervia tali che al confronto l’ingresso delle armate di Hitler in Polonia è stata un’uscita dalla messa domenicale.

Al di là che lo so che c’avete tutti dddafà.

Al di la di questo, io adesso alle cinquemmezza con cielo ancora blù l’arietta calda di solicello e l’asfalto antico di Milano che butta su un altro po’ di caldo, mi metterei seduto fuori da un bar di quelli buoni da fighetti milanesi che ce n’è parecchi in giro, e mi impizzerei lentamente ma scientificamente di aperitivi fino a stramazzare a casa non prima delle dieci, stravolto ma felice.

Invece mi tocca continuare a odiarvi tutti, mi tocca.

Non che non ve lo meritiate, intendiamoci.

Riders on the storm.

Wednesday 12 March 2008

L’anno scorso abbiamo affrontato la stramilano non competitiva, quella di dieci chilometri per capìssi.

Terminata con eleganza, senza strafare, in un’ora e qualche manciata di secondi. Con scattino sull’ultimo chilometro, per dire eh.

Quest’anno, siccome sono meno allenato, peso un cinque chili in più e da qui alla stramilano ho in programma un fine settimana in Spagna a magnare e bève come un papero da allevamento e una pasqua da qualche parte spiaggiato ad ingolfarmi il motore di olii, fritti, sugna e grassi saturi

dicevo, con queste premesse

non ho potuto esimermi e sono iscritto alla stramilano - ma quella seria - competitiva e sulla distanza che noi rànnerz chiamiamo amichevolmente “la mezza”

laddove gli uni, quelli veri, la intendono come “mezzamaratona”, correndosi sulla distanza di 21 chilometri e un pezzo

e gli altri, cioè i cialtroni come me, la intendono come “la mezza bombola di ossigeno”, che è quella che ho prenotato tra il decimo ed il quindicesimo chilometro, insieme all’ambulanza ed a un posto in clinica (privata, sia chiaro, chè se si deve morire almeno si muoia da signori).

Quindi, stasera, pastina e acqua liscia, per cominciare.

Mala tempora.

Tuesday 11 March 2008

Brutti tempi, quando sei lì che dici cazzo oggi mi son tirato un mazzo che manco quelli che lavorano davvero, e quindi mi merito un premio.

E vai su itunes gonfio e tronfio leccando il bordo della tua carta di credito pronta ad arroventarsi.

E non trovi un cazzo.
Di niente.
Niente che nemmeno per finta.
Niente ma niente che gnènte è ancora qualcosa.

Brutti tempi, e brutta musica.

Meteopatìe.

Tuesday 11 March 2008

SOLE!
ADESSO SUBITO!
ESCILO!
PARECCHIO!
CALDO!
MUCCHI DI SOLE!
LO VOGLIO!

Ciarra.

Tuesday 11 March 2008

Ho un mucchio di opinioni intelligentissime su Ciarrapico e le sue dichiarazioni filofasciste, ma non ve le dico.

Zùkkinen.

Monday 10 March 2008

Allora, suggerimenti per una squisita ricetta a base di zucchine.

Innanzitutto che sia domenica, sennò non vale.

Poi, andate un po’ in giro a caso finchè non incappate in un supermercato aperto.

Entrateci, ed imponetevi di acquistare SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ciò che serve per la ricetta e non avete in casa: in ogni caso, avrete a soddisfazione di arrivare alla cassa e pagare tipo quindici euri, praticamente un quinto della vostra spesa abituale.

Arrivati a casa, cacciate tutto in frigo e fatevi i fattacci vostri per il resto della domenica, eccheccazzo.

Più o meno all’ora di cena, stappate una bòzza di vino e affettate del formaggio.

Serve per le zucchine? chiedete voi. No, c’entra una seppia con le zucchine, ma vorrai mica cominciare a lavorare senza mezzo bicchiere di rosso e un tòcco di formaggio lì accanto?

Poi, e qui inizia il difficile, tirate fuori tutto quello che serve e seguite per quanto possibile la ricetta.

Necessario avere una persona che amate accanto, che mentre lei affetta le si tocchiccia il sedere, mentre l’ipod suona in shuffle si possa ballare insieme una canzonaccia qualsiasi, mentre te rùmini nella pentola con il cucchiaio di legno lei dica “fammi assaggiare fammi assaggiare!”.

Fatto questo, a un certo punto hai fatto tutto quello che dice la ricetta, più o meno.

Quindi ti siedi, spadelli il risultato nel piatto e assaggi.

A noi, ieri sera, ci è venuta buonissima.

Quindi, consiglio vivamente a tutti voi di provare a fare questa semplice, ma gustosa ricetta a base di zucchine.

Noi e loro.

Wednesday 5 March 2008

Su un sito ho visto una roba di youtube con un discorso di Obama.

Lassa stà le robe politiche, e prova anche a passare sul fatto che è negro (minchia è proprio negro!).

Obama parla benissimo, alterna slogan facili ed efficaci a ragionamenti concreti e propositivi.

E mi ha colpito.

Ma quello che mi ha davvero fatto pensare è quando a un certo punto ha detto:

“tutto quello che sono oggi, lo devo a questo paese, che è il migliore e il più bello del mondo”.

E tutti lo hanno applaudito.

Due considerazioni.

Prima: ma di noi, io te lui lei, ma di noi, chi mai avrebbe il coraggio di dire, rimanendo serio intendo, che tutto ciò che è e che ha lo deve al nostro paese?

Cioè, lo devi a mammà e papà, al mazzo che ti sei tirato, al fatto che c’hai due palle così o al fatto che c’hai avuto un culo spettacolare, agli amici, allo zio d’America o ai marziani, ma certo non allo stato italiano.

Seconda: e se anche uno avesse i coraggio di dirlo, tutto ciò che sono oggi lo devo a questo paese, la gente lo applaudirebbero, come gli àmmericani, o invece si metterebbero a ridere e “ah moro e ‘nfatti sei ridotto come ‘nu mucchi’eee munnezza!!!”.

E, ancora una volta, mi fate schifo, voi tutti voi, che ve li meritate, l’Italia, e Nanni Moretti.