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Hippo blog » 2008 » February

Archivio di February 2008

PAURA!

Friday 29 February 2008

Allora ditelo.

La civiltà occidentale è sotto assedio.

Ha ragione Micheal Moore, ha ragione.

Vogliono farci paura, vivere nel terrore, chiuderci in casa e toglierci con la diffusione di notizie false e tendenziose ogni piacere, divertimento o momento di relax.

Per esempio, ditemi voi che bisogno c’hanno quegli stronzi del corriere.it di mettere in rete una notizia così:

Tumori della bocca in aumento
a causa del sesso orale
La conferma da uno studio americano.

No, ditemi, voi, no.

Risposta esattaaaaa…!!!!

Friday 29 February 2008

Il Grande Capo - Hippo, domani, sabato, hai impegni? -

Hippopensiero “cazzo cazzo cazzo se gli dico di sì pensa che sono un grasso cialtrone che invece che lavorare e vivere come un serio professionista che durante il fine settimana prepara il lavoro della settimana entrante programma week end di bumba e rumba”

“però se gli dico di no magari mi rifila una sòla tipo andare da qualche parte a portare un cazzo di documento… l’ha già fatto in passato… cazzo cazzo cazzo”

H - no, capo, niente di speciale dopo aver portato la fidànza all’aeroporto alle nove domattina… -

IGC - beeeeeeeneeeee… allora io domani vorrei scrivere quella lettera di contestazione che il Dr. Pupazzi mi ha chiesto di scrivere alla Canistracci SpA per la questione della vendita delle carrube americane sotto sale… ce l’hai presente no? -

H “manco so de che minchia stai parlando” - certo! avevo fatto anche delle ricerche, mi pare, sull’argomento! -

IGC - eeeeeccoooooooo… braaaavoooo… allora domattina dopo aver portato all’aeroporto quella sventurata che ti si è accattato… vieni un p’ da me in campagna che facciamo la lettera e magari sistemiamo anche un po’ di altre questioni… -.

L’avevo detto, stamattina.

Giornata dimmerda.

Basta poco.

Friday 29 February 2008

Ammè mi basta poco per svoltare la giornata.

Nel senso (in the sense): mi sveglio con un umore da uno che deve andare in giro tutto il giorno in infraditi, e piove.

Grugno grufolo e bradipo fino alla doccia, ne esco e già il mondo insomma, alla facciaccia del cielo grigio-milano che si intuisce dall’abbaìno (abbàino? Abbainò? Mha!).

Poi una brioche al cioccolato, calcolando che io prendo la brioche, ne strappo le due stremità quelle in cui il cioccolato non è arrivato, le butto (chè siam signori, siam), e mangio il resto cioccolatoso, e insomma quasi sorrido.

On my personal vespetta, stamattina c’era Vecchioni, dico Vecchioni, che mi ha cullato veloce veloce fin sotto lo studio, dove son stato pronto come un leprotto a notare in agguato un rompicoglioni fuori dal portone, di quelli che vogliono scambiare due parole sul tempo la juve berlusconi le dimensioni della pynga di roccosiffredi, e non mi son tolto il casco tenendo ben in vista le cuffie bianche dell’ipod “spiace non la sento spiace comunque cose bbèlle a lei e famiglia!”, e insomma quasi quasi me la rido.

Arrivo in studio, schivo un paio di schifide cartacce che mi attendono sulla scrivania, apro l’agenda

NA!!!!!

stasera cena con cliente un rompicazzo.
Grosso.
Noioso.
Pesante.
Che però paga.

Giornata dimmerda.

Standing ovation.

Tuesday 26 February 2008

Applausi dai balconi a Gravina di Puglia al passaggio delle piccole bare contenenti i corpi dei fratellini scomparsi l’anno scorso.

Cazzo ti applaudi?

Cazzo si applaudono?

No, ripeto, cazzo vi applaudite?

Zitti, porca miseria, silenzio, non applausi.

A chi ci crede, una preghiera.

A chi no, un pensiero, una lacrima, un sospiro, uno scuotimento del capo, un abbraccio ai propri piccoli, lì accanto.

Ma gli applausi, gli applausi, no.

Lite my fire.

Tuesday 26 February 2008

E i punti luce????

Dico, no, hai pensato ai punti luce????

Va che son problemi, va.

Sand.

Friday 22 February 2008

Io, all’improvviso, una incomprensibile voglia di spiaggia, per farci un grande castello di sabbia, con la torre del mago, alta e sottile, la porta del paese, col ponte levatoio, gli appartamenti della regina, con il passaggio segreto che la porta alla foresta del fauno, la guarnigione dei soldati, con il pozzo per far bere i cavalli, le mura difensive, con i merli su cui sventolano le bandiere nere con l’insegna del cuore verde, col fossato, pieno di acque scure sotto la cui superficie si muovono di notte cose che non hanno nome, con la stanza del pazzo, isolata nella parte più remota e inaccessibile, che dentro, ci sono io.

Singin’ in the rain.

Friday 22 February 2008

Pensavo stamattina, sotto la doccia mentre facevo la schiuma con il sapone lungo il solco perineale, e cantavo felice.

Pensavo, come mai sotto la doccia io canto quasi sempre Vecchioni?

Son domande…

Tènnologie.

Thursday 21 February 2008

Dice hanno inventato “la prima auto senza tergicristalli”.

Sta fava.

Io c’ho avuto una fiat uno che stava senza tergicristalli, ed era ancora il 1989…

(òddio, era anche senza la quinta marcia, senza i finestrini elettrici, senza aria condizionata, senza abs…).

PIL.

Thursday 21 February 2008

Dice che il PIL è fermo.

Da due anni, tipo.

Dicono che la colpa è del petrolio, caro.

Come!?!?

Dico io.

E Perluscone???????

Non vogliamo dare la colpa, almeno un po’ eh, almeno di lato, de sbiès, che è colpa di Perluscone????

Daaaaiiiiii…

A Milano tutto è relativo.

Thursday 21 February 2008

Sembrava una - l’ennesima - giornata di cacca.

Con la cacca che rincorre altra cacca e quando finalmente la raggiunge si accoppiano e fanno tante cacchine che poi crescono e diventano caccone che si ammucchiano e mettono radici, di solito sulla mia scrivania, alternandosi alle cartacce.

Sembrava.

Invece arriva l’sms di Wilson che mi comunica che, siccome vive nella ridente e sympatica città di Milano, stanotte gli sono entrati in garage, hanno spaccato la clèr, gli hanno forzato la portiera della macchina, hanno sfasciato il blocchetto dello sterzo, hanno provato a spingere fuori la macchina, non ci sono riusciti ma hanno picchiato contro il muretto sbragando il parafango, hanno rubato il navigatore satelitario e, per spregio, gli hanno fatto le fiancate con una chiave.

Quindi, la sua giornata è iniziata peggio della mia, e io son già più sereno, e guardo con una certa indulgenza le cacchine che giocano sulla mia scrivania, tra le cartacce.

Difensorismi.

Wednesday 20 February 2008

Dice che il giovane Nani, talentuoso portoghese in forza al Manchester United, a un certo punto della partita contro l’Arsenal, vinta dal Manchester per 4 - 0, si sia messo a un certo punto a fare la foca, per prendersi gli applausi del pubblico.

Dicesi “fare la foca” per l’atteggiamento del giocatore che senza effettiva necessità si mette a palleggiare, fare finte, fare doppi e tripli dribbling per fare il figo e irridere l’avversario che tenta - invano - di acchiappare la palla.

La televisione ha mostrato come il difensore dell’Arsenal Gallas, a palla lontana e dopo che Nani aveva fatto il fenomeno, gli abbia piantato una cacàgna in pieno stinco, a secco, pèm!

Io, da roccioso, rude ma rozzo difensore, mi sento di manifestare tutta la mia ammirazione per Gallas.

Dagliele secche e vedrai che la prossima volta ci pensa, prima di fare il gànzo, è la mia filosofia.

Fidel.

Wednesday 20 February 2008

La più bella l’ha detta Ferrara.

“Mettiamola così: Fidel Castro ha annunciato che non si candiderà per un secondo mandato”.

Bei momenti.

Wednesday 20 February 2008

Sei dall’altra parte del mondo, in senso letterale.

Nevica, ci sono tipo quindici sottozero, parlano una lingua barbara e vuoi tornare a casa.

L’Alitalia, ti dicono, a Malpensa scioperano.

Ma scioperano al mattino, dici tu, io parte alle sei!

Sì ma siccome scioperano l’aereo non può partire arrivare qui caricarti e poi tornare.

Ah. Sticazzi. E mo’?

Tranquillo.
La British, la Lufthansa, la Iberia, la KLM, le compagnie low cost, quelli con lo sputo e anche quelli con la carica ad elastico, loro non sono italiani quindi non scioperano e quindi torni a casa con quelli.

E tutti, che ti guardano e pensano “well, you know, it’s Italy, isn’t it?”.

Eggià.

Ddddddemagogggìa.

Friday 15 February 2008

Ma secondo me se quello che ha sterzato il 12 che si è schiantato contro la 60 invece che un Porsche Cayenne c’avesse avuto la sua bella fiat brava station, e invece che la targa svizzera quella di Terni, e invece che l’agente di calciatori avesse fatto l’impiegato del catasto a Mazzate sul Minchio, avrebbero fatto più fatica a gridare “aboliamo i SUV!”, e avrebbero dovuto trovare un’altra soluzione per i problemi del paese, dall’inquinamento alla presenza dei molestatori presso le cabine del telefono.

Avvocati.

Thursday 14 February 2008

Hippo - …e quindi caro collega avrei previsto di formalizzare il tutto in occasione di una prossima rivisitazione degli accordi laddove l’applicazione dei principi della reciprocità in particolare per quanto attiene alle garanzie non tanto generiche ma in termini di controlli di bilancio in quanto le certificazioni da voi proposte non risultano -

- eeeee…. collega… -

- non risultano essere compatibili con la decorrenza del termine della condizione sospensiva applicata alla retroattività della clausola di risoluzione in caso di inadempimento del fatto del terzo che si è posto quale garante -

- collega… -

- garante della posticipazione del pagamenti in luogo dei conferimenti in natura tenuto conto che in ogni caso si è convenuto di limitare ai tre decimi del capitale sociale -

- COLLEGA!!!!! -

- sì caro scusa dimmi dicevi qualcosa? -

- sì scusa sai ma adesso non ho tempo perchè mi han detto dell’incidente del 12 davanti al tribunale -

- sì lo so stava qua davanti -

- eh devo correre all’ospedale -

- ma perchè? -

- eh perchè mi dicono che già sta la coda fuori dal pronto soccorso di avvocati che dicevano che stavano sul 12… c’è un amico che mi tiene il posto perchè così poi facciamo causa all’ATM per i danni -

- ma scusa… ma tu ci stavi effettivamente sul 12? -

- collega… che domande fai… tra di noi… e siamo avvocati… son domande da fare? -

- no, scusa, nemmeno da chiedere… -.

Bel mestiere, che ho scelto.

Fite clab.

Thursday 14 February 2008

Ti scaldi.

Saltelli, e mentre saltelli prima le spalle, poi le braccia i polsi.

Torsioni, busto, schiena, destra sinistra.

Gambe, collo.

Dice il maestro “allora siccome sabato Simone combatte ha un incontro, tre round da due minuti, oggi gli facciamo da sparring, simuliamo, un round da due minuti per uno contro Simone, Hippo cominci tu”.

Fasce, vasellina, caschetto guantoni, trenta secondi al sacco per scaldarsi, leggero per non faticare troppo.

Chiama.

Sali sul ring: passare sotto le corde mi piace un sacco.

Sali, saltelli, ti guardi nello specchio, provi a vuoto due tre pam pam tre colpi leggeri ti ripeti mentalmente “veloce veloce” e “le mani tieni su le mani”.

Dieci secondi! Chiama il maestro, al centro!

Pronti! Saluto!

Tocchi il guantone dell’altro, lo guardi e gli fai “ciao” muovendo la testa.

BOXE!

Perchè è stata un giornata dimmerda.
Perchè sono stanco, nel fisico e nella testa.
Perchè domani sarà uguale.
Perchè ho l’anima piena di pensieri che non se ne vanno mai.
Perchè sono un uomo e i dubbi le incertezze le speranze i desideri i sogni le paure le delusioni me le porto dentro.

Ma per questi due minuti, maledetti due minuti centoventi secondi, ci siamo solo io e questo coso grosso e chiuso e veloce e pericoloso che mi gira intorno emi guarda con occhio cattivo

io finto un jeb

lui non abbocca

io appoggio un destro troppo largo

lui entra con un diretto sinistro mi prende di striscio perchè l’ho visto e ho quasi schivato

rispondo con un gancio sinistro corto lo prendo bene

lui mi guarda e scuote la testa e fa una smorfia con le labbra

come a dirmi “sentito un cazzo”

e mi appoggia un uno - due.

Veloce veloce, leggero leggero, botte sulla testa sul naso nel fegato nel costato il fiato non c’è più respiro a bocca aperta chiudo lego lui martella al corpo io provo un montante

TEMPO!

Fuori Hippo, dentro Giuliano, trenta secondi all’inizio del secondo round!

Passo sotto le corde, mi aggrappo al cavo di metallo che sostiene il ring, mi vedo nello specchio sudato con la vasellina colata sugli occhi il casco spostato dall’ultimo destro che ho preso respiro come un mantice le game rigide rigide a bocca aperta a raspare aria col paradenti tenuto tra le labbra

risalirei subito.

Che.

Wednesday 13 February 2008

Che. Giornate. Minchia.

Alitalia.

Wednesday 13 February 2008

Roma, Fiumicino, qualche mezz’ora di attesa prima del volo per milano.

Accanto, si accascia una hostess dell’Alitalia.

Appena accasciatasi, prende il telefonino e chiama a qualcuno.

Non sappiamo chi sia, questo qualcuno, ma sappiamo che parlano di prossime vacanze, anche perchè la sympatica ragazza parla al telefono con un tono di voce che troverebbe miglior utilizzo nel guidare i cori degli ultras della curva “Clementino Cannarata” dello stadio di Vibo Valentia, piuttosto che in un hub internazionale.

- eeee… aaaaaa… ebbèèèèèè… inzòmmaaaaaaa… hooooooo chiamaaaaatooooo… sè sè sè. aò t’hoddetto ch’òcchiamaaaaaaaatooooo…

seeeeeeeee… hocchiamaaaaaato

‘aaaaaaaaaaa Vàltur…

sè sè sè ….’aaaaaaaa Vàltur…

m’hanno detto… sè sè sè…

m’hanno detto che me mànnano

‘aaaaaaa bròsciur…. -

Signorina, scusi l’intromissione, sa, ma lo dico per lei.

Siccome vi si comprano i francesi, sì l’air france, e quelli si sa, son mica tutti come sarkosy che gli mostri una zìnna italica e perdono il lume della ragione, no, quelli eh quellifrancesi veri quelli son cazzi, sa

dicevo

siccome vi comprano i francesi… secondo me… pronunciare “‘aaaaaa bròsciur, con l’accento ben marcato sulla “o”, pronunciata bella aperta poi (come fòrte, mòrte, sòrte etc.)” laddove si intenda “la brochure”, non fa un gran bell’effetto.

Oh, io lo dico per voi.

Che poi, se vi licenziano tutti per potervi poi impiccare in sala arrivi senza che i sindacati si lamentino, io resto a favore.

Visioni del mondo.

Monday 11 February 2008

Il mondo, c’è chi lo guarda per diritto, e chi al rovescio.

Che poi, aqquello che lo guarda arrovescio, te gli dici “ah moro! guarda che stai sbagliando tutto”, e quello invece che ringraziarti e renderti onore per la tua gentilezza e disponibilità, magara sbuffa anche e ti dice che quello svèrso sei te.

Va che c’è in giro gente strana.

Tipo che sei a scegliere i sanitari per il bagno nuovo.

E siccome il bagno è mini, scegli i sanitari mini.
Moooolto belli, mooooolto fichi, mooooolto trendy, ma sempre mini.

E dice “e mettiamo l’appendi asciugamani dietro il bidè”.

E te la guardi e dici “màccome dietro il bidè???? che uno poi per prendere l’asciugamano deve contorcersi come un’anguilla!”.

E lei “in chessenso, scusa? sei seduto sul bidè, abluìsci ciò che devi abluìre, poi allunghi la mano e chiappi l’asciugamano”.

Insomma, spiega che rispiega, non ci capiamo.

Siccome la discussione non avveniva nell’aula magna della facoltà di filosofia moderna dell’Università di Tubinga, ma in una rivenditoria di cessi, dico

“adesso ti faccio vedere”

quindi mi avvicino a un bidè, mi ci siedo sopra e dimostro come, per arrivare al presunto portasciugamani sia necessario un contorsionista.

Lei sgrana gli occhi.

Mi fissa basita.

Ride & sghignazza.

‘zzzzo ridi?

“Ma Hippo…”

“Saaaaaa?”

“Ma vuoi dire che te ti sei sempre seduto sul bidè all’incontrario?????????”.

IO?
Io mi siedo dritto!!!!
Sei te che ti siedi storta… forse in quanto donna…

La discussione si è protratta a lungo, finchè non si è deciso di affidare il tutto ad un arbitro terzo ed imparziale:

“scusi…. sa… signor venditore di cessi & affini… la domanda le parrà curiosa ma… ci può far vedere da che parte si siede, lei sul bidè???????????”.

En joy.

Friday 8 February 2008

Pioveva, settimana scorsa.

Io, me la spassavo tra copertina della my personal vespetta umida, scarpe fradicie, non si vedeva una seppia, pozzanghere come wadi africani nella stagione delle piogge.

Ma avevo il nuovo dei Baustelle a palla nelle ‘recchie, e Milano mi faceva gòdere, sissì gòdere, con l’accento sulla ò di gòdere.

Ecco.

Friday 8 February 2008

Jovanotti va in giro con la maglietta “obama 08″, parla benissimo di Obama, dice che sta su la notte a vedere il supertuesday, che se vincesse Obama il mondo finalmente prenderebbe una buona direzione, e che

occhio

se in USA vince Obama allora il sogno è possibile un cambiamento si può ruffa taruffa ciccia bum trpagnàme a ltre frescacce per dire che quindi allora poi Veltroni vincerà in Italia.

Ecco, prima a me delle elezioni USA me ne fregava niente, adesso dopo aver letto Jovanotti mi informo come fare per sostenere McCain.

In tutto ciò, la cosa fastidiosa è che l’ultimo cd di Lorenzo l’ho preso e i piace anche assai.

Malidetti comunisti.

Summmeeeeeertiiiiimeeeee….

Friday 8 February 2008

Uh, il sole!
Uuh, il calduccio!
Uuuh, gli occhiali scuri!
Uuuuh, la luce fino a tardi!
Uuuuuh, la fame di gelato pizza e porcate varie!
Uuuuuuh, le magliette i jìnzi le ciabbatte!

UUUUUUUUUUUUUHHHHHHHHHHH LA VOGLIA DI NON FARE UN CAZZO!

Pensieri.

Wednesday 6 February 2008

Complimenti!

Ricorda che lei si era messo in lista d’attesa per la partecipazione all’African Rally 2008, organizzato dalla nostra associazione?

Sì, quel rally che si deve andare da Londra al Cameroon, con macchine che non superino i 1000cc, preferibilmente vecchie e scasse, sì quello che lei fa la strada che vuole tanto non c’è un cazzo di assistenza nè niente, sì quello che se la macchina si rompe la si mola là e si torna a casa come càpita.

Ricorda che la sua domanda era arrivata troppo tardi e non c’erano più posti disponibili?

Lei c’ha un gran culo, c’ha!!!!

Della ggènte hanno rinunciato, e lei adesso puòilo!

Ha tempo fino al 15 febbraio per confermare la sua iscrizione, il rally parte l’8 luglio 2008 da Londra!!!

Lo sapete, vero, che l’imbecille ci sta pensando seriamente?

Il mattino ha l’oro in bocca.

Tuesday 5 February 2008

Allora, lui, quando si sveglia, dopo essersi grattato e raschiato e grugnito e grufolato, si trasferisce nel bagno, dove esegue le dovute abluzioni, si doccia, si lava, si struscia e si pettina.

A questo punto, nudo come mammà l’ha fatto, e talvolta con un residuo di erezione mattutina - lo so, è un’immagine bellissima, che mi entusiasma ogni volta… - si guarda e rimira nello specchione del bagno.

Normalmente, egli si vede grasso, gonfio, tozzo, con un ventre prominente, il culo flaccido, le spalle cadenti e l’addominale in vacanza, per non parlare del cazzo piccolo.

Stamattina, sarà il sole che filtrava dalla finestra, sarà la palestra ieri sera, sarà che intanto in tv c’era Berlusconi, sarà quel che sarà,

lui si guarda nello specchione, contràe l’addominale e - mirabile dictu - si vede quasi magro e in forma.

Allora, per fare un ulteriore coccola al proprio ego, attende che l’amor suo entri in bagno pure lei per sistemarsi e, mettendosi di profilo davanti allo specchio e tendendo ancor di più l’addominale ormai afàsico, mormora coi denti stretti

- accidenti, amore, guarda come sono grasso ciccione! -

e lei, guardandolo con tutto l’àmmmore del mondo

- eh va bhe certo che se spingi in fuori la pancia così certo che sembri grasso… prova a non lasciarla in fuori tutta rilassata e vedrai!!! -

L’hanno salvato mentre tentava di impiccarsi al soffione della doccia con i rotoloni di carta igienica, quelli lunghi e resistentissimi.

Contento te…

Monday 4 February 2008

Roma, tàssi diretto all’aeroporto.

In città, tutto bene, Totti,
aaaa’roma,
aaaaa’nazzionale che senza Totti nùllagguardàmoppiù,
aaaaa’Prodi,
aaaaa’BBBBerluscone,
aaaa’Milanofaffreddo,
aaa’aaaaa,
aaaa’aaaaa’aaaaa.

Aaaaaaa’rrraccordo anulare.

Siccome nun c’è traffico, accelera.

La macchina comincia a vibrare.

Ma non a vibrare che dici “senti senti… zitto ‘nattimino… abbassa aaaa’rradio…. nun senti anche tu una specie di vibrazione?”.

No no.

Una vibrazione tipo RATRAMATTABRAAMABAFATRAMANATAN! continua ripetuta che cresce di intensità ogni volta che lui accelera, e diminuisce appena appena se toglie il piede dall’acceleratore.

Hip - eeeee…. scusa sai… maaaaa… ’sta leggerissssssssima vibrazione? -

Tassinaro - ah…. aaaaaaaa’sente anche lei vero? -

- vedi te… hanno chiamato da Fiumicino per sapere se atterriamo in orario… -

- sipperò nun è gnènte, dice sta tutt’apposto -

- in che senso? -

- eh gnènte l’ho portata aaaaaaa’macana dal meccanico… -

- eh meno male -

- eccià gguardato bbène bbène sotto pe’ un’ora un’oremmezza -

- e? -

- e poi gnènte haddetto tuttapposto -

- ah -

- però aaaaa’vibbbrazione ce sta -

- eh -

- e forse quindi sò eeeeeee’ròte -

- dici? -

- e quindi adesso aspetto ‘na settimana e si un smette da sola aaaaa’vibbrazione vedo de portalla a vedè pure eeeee’rote -

- e, nel frattempo? -

- ah guardi dottò se je da noia aaaaaa’vibbrazione basta che vàdimo a più de centosettanta che smette… vede? -

E quindi lui s’è piazzato a 170, in pieno raccordo, slalomando come manco Tomba al Sestriere, fino ad inchiodare alle partenza nazionali a Fiumicino.

- Ah dottò, che jè lascio er nummmero de cellulare mio che se jè riserve un tassì pe’ l’aeroporto mmme chiama? -

Sì certo però prima dimmelo, che mi porto un po’ di latte che co aaaaaaa’vibbrazione nel viaggio ci faccio il burro, ci faccio.