Ti scaldi.
Saltelli, e mentre saltelli prima le spalle, poi le braccia i polsi.
Torsioni, busto, schiena, destra sinistra.
Gambe, collo.
Dice il maestro “allora siccome sabato Simone combatte ha un incontro, tre round da due minuti, oggi gli facciamo da sparring, simuliamo, un round da due minuti per uno contro Simone, Hippo cominci tu”.
Fasce, vasellina, caschetto guantoni, trenta secondi al sacco per scaldarsi, leggero per non faticare troppo.
Chiama.
Sali sul ring: passare sotto le corde mi piace un sacco.
Sali, saltelli, ti guardi nello specchio, provi a vuoto due tre pam pam tre colpi leggeri ti ripeti mentalmente “veloce veloce” e “le mani tieni su le mani”.
Dieci secondi! Chiama il maestro, al centro!
Pronti! Saluto!
Tocchi il guantone dell’altro, lo guardi e gli fai “ciao” muovendo la testa.
BOXE!
Perchè è stata un giornata dimmerda.
Perchè sono stanco, nel fisico e nella testa.
Perchè domani sarà uguale.
Perchè ho l’anima piena di pensieri che non se ne vanno mai.
Perchè sono un uomo e i dubbi le incertezze le speranze i desideri i sogni le paure le delusioni me le porto dentro.
Ma per questi due minuti, maledetti due minuti centoventi secondi, ci siamo solo io e questo coso grosso e chiuso e veloce e pericoloso che mi gira intorno emi guarda con occhio cattivo
io finto un jeb
lui non abbocca
io appoggio un destro troppo largo
lui entra con un diretto sinistro mi prende di striscio perchè l’ho visto e ho quasi schivato
rispondo con un gancio sinistro corto lo prendo bene
lui mi guarda e scuote la testa e fa una smorfia con le labbra
come a dirmi “sentito un cazzo”
e mi appoggia un uno - due.
Veloce veloce, leggero leggero, botte sulla testa sul naso nel fegato nel costato il fiato non c’è più respiro a bocca aperta chiudo lego lui martella al corpo io provo un montante
TEMPO!
Fuori Hippo, dentro Giuliano, trenta secondi all’inizio del secondo round!
Passo sotto le corde, mi aggrappo al cavo di metallo che sostiene il ring, mi vedo nello specchio sudato con la vasellina colata sugli occhi il casco spostato dall’ultimo destro che ho preso respiro come un mantice le game rigide rigide a bocca aperta a raspare aria col paradenti tenuto tra le labbra
risalirei subito.