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Archivio di January 2008

Five flour mills (cinque mulini).

Wednesday 30 January 2008

La ggènte invecchiano ingrassano si gonfiano di birra e presunzione.

Siccome son ricchi, anno dopo anno, chilo dopo chilo e centimetro dopo centimetro sul giro vita, comprano pantaloni nuovi cinture con qualche buco in più giacche più capienti, e chi s’è visto s’è visto.

Poi, una mattina, l’ascensore rotto, affrontano baldanzosi un paio di piani di scale, saltellando come fenicotteri sui primi tre - quattro gradini.

Siccome arrivano al primo pianerottolo in un bagno di sudore, le palpitazioni, un’extrasistole e le vesciche ai piedi, si rendono conto che forse si stanno un po’ lasciando andare.

Quindi, Decathlon, scarpe panta maglia tènnici calze traspiranti cardiofrequenzimetro occhialini in titanio, e cominciano a correre.

E non si fermano più.

Domenica il Prof. La Salma Sassaroli ci ha convocati tutti a San Vittore Olona, per la Five Flour Mills, volgarmente detta cinque mulini, sei chilometri di sterrato, qualche pendenzina, terra umida perchè venerdì e sabato da brutto, domenica invece bello.

C’hoggià la gamba rigida, c’hoggià.

Gancio.

Tuesday 29 January 2008

Sei sull’ascensore che scendi dal piano dello studio, tipo a metà pomeriggio, per andare da uno che vuol sapere una cosa di una cartaccia che c’è scritto che lui avrebbe dovuto e invece ha, ma lui sostiene che, e gli altri invece dicono, insomma devi pagà, cosa mi rompilcazzoammè.

Sull’ascensore metti le cuffiette dell’ipod e tùnfa tùnza tùnfa tònza parte un bel pezzo cacìrro di quelli che piacciono tanto all’anima tua tamarra, che quando sei in giro in vespetta ti fanno muovere il culo di qua e dillà che la vespetta ondeggia anche se sei fermo al semaforo.

L’ascensore si apre e te ti ricomponi perchè sino ad un secondo prima stavi a fà le facce allo specchio al ritmo di musica.

E fuori dall’ascensore, lui.

Gancio.

Detto Gancio per la sua innaturale abilità nell’agganciarti nel momento meno indicato - cioè sempre - per

“ah a proposito già che ti vedo mi son sempre dimenticato c’era una questioncina su cui volevo sempre il tuo parere”

e se te appena appena abbozzi rallenti tte fermi alzi l’occhio presti orecchio

sei fottuto

l’ultima volta era una roba tipo

c’è una società in liquidazione con un’istanza di fallimento l’amministratore vuole emigrare in Colombia però dopo aver creato una società di comodo nella Guadalupa Francecse e lui apre un negozio di import export di carrubi sotto sale mentre sua moglie chiede una licenza comunale a Bereguardo sul Ticino per un’azienda privata di vigili del fuoco, te come la vedi

eh ma io guarda non so dovrei vedere spiegare leggere i documenti

ecco appunto vieni vieni che ti spiego tutto davanti a un caffè, che poi hahaha è solo per ipotesi eh perchè in realtà lui il cliente è solo uno che c’ha una tabaccheria e vuole venderla, e tutto il resto è una cosa che ho pensato io una sera sai io spesso mi diletto nella creazione di particolari situazioni giuridiche complesse ed esamino tutte le possibili implicazioni

eh son seratone eh, ma investire invece una venti euri per un pompino in zona viale Certosa, vedrai ti addormenti sereno?

scusa?

no niente

e appunto dicevo che anzi ho un forum su cui espongo i casi e tanti amici appassionati che commentano e poi facciamo tutti insieme delle ricerche di dottrina e giurisprudenza

mmmhm popò di segaioli eh, guarda insisto viale Certosa angolo piazza Firenze chiedete di Ramona detta “io non succhio, dissanguo”, se dite vi mando io vi fa anche lo sconto comitiva

scusa?

no niente

magari ti do l’indirizzo internet che partecipi anche tu eh???

piuttosto mi lego un mattone al cazzo e lo inchiodo al paraurti di un camion di aiuti diretto in Darfur

scusa?

no dicevo dammelo dammelo che ci tengo

E insomma eccolo lì fuori dall’ascensore mi vede gli si illuminano gli occhi dice qualcosa io non lo sento

ridice

io sorrido accenno un passo di danza e urlacchio

“NON SENTO C’HO LA MUSICA CIAO CIAO DEVO SCAPPARE CIAOCIAO OH APPENA TORNO…. MI FACCIO VIVO IO!!!!”.

Bello, l’ipod.

Politically correct V.

Monday 28 January 2008

E all’improvviso, ma certo non inattesi, nella mia casella mail hanno ricominciato ad arrivare catene su Berlusconi mafioso, il conflitto di interessi, rete4, Totò Cuffaro, Luttazzi etc.

Oh, stavo in pensiero, stavo.

Adesso me màncheno la Dandini, Dario Fo, i Guzzanti, un girotondo e un bel concerto per la pàsce, e ci siamo tutti.

Meno male.

Bye bye baby.

Friday 25 January 2008

E ‘gnènte, stava tutta staggènte sotto a Palazzo Chigggi…

stàveno tutti fermi, in piedi, cor braccio destro teso, àrzato…

ho pijato a uno e j’hoddetto “aò, maccheffai?”

eqquesto me guarda, sòride emmefà.

E NUN SE VEDE? SALUTO ROMANO!!!

Politically correct IV.

Friday 25 January 2008

Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…

La primavera intanto tarda ad arrivare.

Politically correct III.

Thursday 24 January 2008

“Io non lo avrei firmato un provvedimento così grave per la moglie di Mastella. Quando si manda agli arresti domiciliari il presidente di un’assemblea elettiva, il giudice deve chiedersi quali saranno le conseguenze… Da parte dei magistrati ci vuole maggiore rispetto per le istituzioni”.

Senatore Gerardo d’Ambrosio.

No, dico, vabbene tutto, la politica poi, però, cazzo, dai.

Repertazione.

Thursday 24 January 2008

Ecco, mentre mettevo a posto le cartacce che bivaccano sulla scrivania, ho trovato un foglio giallo con su scritte le “cose da fare prima delle vacanze di natale”.

Belle, precise, scritte chiare e definite.

E sono ancora tutte lì, da fare.

Ma siccome oggi c’è il sole, ci pensiamo domani, eh?

Il vero lusso.

Tuesday 22 January 2008

Dicono che la coca, bamba, barella, chiamala come ti pare, ormai la pippano tutti, cani e porci, ricchi e poveri, belli e brutti, zànza e cagoni, tutti.

Quindi, non è più una roba di lusso.

Come il cellulare.
Prima era una roba da ricchi ricchi, poi da arricchiti, poi da tutti.

Ma siccome, come per il cellulare, è difficile farne a meno, dicono, la differenza, il lusso, il vero signore si distingue dal dettaglio, dal particolare, dall’esclusività, da quello che gli inglesi chiamano MCB, money can’t buy.

Per esempio, Chavez.

Sì dai il presidente venezuelano, quello amico di Castro, che ha litigato col re di Spagna, che ha sputato a Bush, che va in giro vestito sbrindellato, che dicono un paio di colpi alla Naomi gliel’ha dati… insomma, lui, Chavez.

Dichiara, Chavez, di masticare pasta di coca tutti i giorni.

Io, in Perù, ho masticato le foglie di coca, che è una roba legale, oltretutto, e ho pensato “e vabbè chessarà mai lui è uno un po’ indio e quindi chiaro se màgna le foglie”.

Poi parlo con l’amico mio l’Espertone e mi dice àbbello no guarda che non è come dici te.

La pasta di coca non è le foglie - eh sennò si chiamarebbe foglie… - essa la pasta è il prodotto base che, raffinato, viene fatto in panetti che poi sminuzzati divengono BAMBA.

Tant’è vero, dice l’Espertone, che la pasta è illegale in tutto il sudamerica, vedi te, oltre naturalmente USA e Europa.

Ah.

E mi domando, Chavez, lui, la pasta di coca, come se la procura, che insomma è illegale, lui è un cazzo di capo di stato, cioè non me lo vedo per strada all’angolo che ‘riva uno tipo rumeno o marocchino con una vecchia audi, dirgli “oh” e questo “bella zio, Presidè, quanta” e Chavez “ma cià dai minchia fai su due pezzi che stasera c’ho che viene la Naomi minchia quella sai peggio della Vaporella a tirar su”
“ok”
“ma quanto me la metti?”
“eh minchia Presidè, cioè questa è buona minchia pura son 50 pali al pezzo”
“cazzo eh oh vabbè minchia ma mi raccomando che sia buona”
“oh tranqui Presidè guarda fai così se non ti piace prometto che la prossima volta ti regalo io mezzo pezzo della mia personale”.

Cioè, mi pare poco serio.

E infatti.

Secondo il Corriere, Chavez spiega che “il presidente Boliviano Evo Morales lo «omaggia di pasta di coca. Ve la consiglio!”, insiste Chavez.

Cioè, spiego, il pusher di Chavez è il presidente della Bolivia.

Gratis, oltretutto.

Quindi confermo, il vero lusso, signori, sta nei dettagli.

Dire “a me la bbbàmba me la manda gratis il presidente della Bolivia”, converrete, è una roba mica da tutti.

E io, che per farmi ‘na canetta devo chiedere in giro se qualcuno conosce uno che abbia un amico che conosca qualcuno che abbia un contatto per poter chiedere di un cugino che abbia sentito di uno che una volta aveva mezzo grammo di marijuana che forse voleva vendere ma non tutta in una volta…
conto proprio un cazzo.

O’ soooooole miiiiooooo…

Friday 18 January 2008

E’ inutile che diciate “mannò mannò nonnò nonnò”.

Lo so.

Son sicuro, cribbio (come direbbe Lui).

Ne son certo.

Che con questo solicello, questo cielo azzurro dopo mille giorni di pioggia (e “di te e di meeeeeee…”), dopo acqua umida che si infila nelle calze, pozzanghere sudicie che le macchine ci alzano onde di fanghiglia, notte che cala alle tremmezza del pomeriggio

ecco, con tutto ciò

io son sicuro di essere l’unico pìlla a lavorare, mentre tutti voi brutti malidetti finocchiacci vi venisse lo spurgo siete sdraiati nei prati a prendere il sole fumare le canne mangiare la pizzaltrancio appisolarvi con il calduccio che scalda la schiena.

Malidetti.

Quindi, ecchessò, il più pìlla di tutti?

Naaaaaa!

Quindi, anch’io.

Ai tempi miei.

Thursday 17 January 2008

Hip - quindi hai fatto scritto riletto portato firmato in doppia copia biblica col riassetto metalurgico, come ti avevo detto, così la posso vedere controllare correggere e poi far partire? -

YASP (young and spaesat praticante)- … -

- dicevo, hai fatto brigato trottato e bitumato, che così la vedo la correggo se va bene la firmo e poi la mandiamo? -

- maaaaa… veramente… -

- saaaaaaaaa? -

- veramente l’oggiamandata… -

- mhm. Fammela vedere lo stesso -

- …è sbagliata? -

- un po’. Bhe, cheffai li impalata? -

- aspetto il cazziatone -

- na cazziatoni. Hai sbagliato. Se lo fai un’altra volta ti prendo a calcinculo -

- scusa. Non ricapiterà più -

Ecco, io, ai miei tempi da YASP, avrei ricevuto dal mio capo urlacchi, sputazzi, avrebbe sbrindellato in mille pezzettini il mio pezzo di carta che poi mi avrebbe buttato in testa come cenere penitenziale, gridando a tutto lo studio col suo vocione da baritono “ECCO IL COGLIONE ECCO IL COGLIONE” indicandomi con una freccia luminosa e lampeggiante.

Sò troppo bbòno, sò.

Full.

Thursday 17 January 2008

Che pienissimo di robe da fare!!!

Uuuuh!

Che pienissimo!

Tanto non le faccio lo stesso… HAHAAHA!

La mia.

Tuesday 15 January 2008

Posso dirla, la mia cazzata quotidiana?

Posso dire che se, per esempio, all’università cattolica di Milano gli studenti avessero protestato per la prevista visita, non so, di Chavez, o il Presidente della Palestina, o quello dell’Iran, per esempio

e questo avesse detto allora no meglio di no

ecco minchia tusiccome così, ah bhe allora tutti a dire eh la ddemograzia eh la ggènte hanno il diritto ddeparlà eh ir fascismo eh la costituzione eh minghia.

Invece, siccome sputano al Papa, e questo Papa, è effettivamente uno che c’ha delle idee belle chiare e le dice anche chiare, le sue idee, ecco, gli studdènti c’hanno il malessere e inzomma pòrelli c’è ano da capìlli, c’è.

Ma si drogassero, no?

Cazzaro.

Tuesday 15 January 2008

Sì, lo so, sono un cazzaro.

Saperlo, mi permette di comportarmi da arrogante cialtrone quale sono senza alcuna remora morale.

Tipo che arriva la nuova tessera per le miglia della Lufthansa.
Arriva in un pacchetto di cartone bianco tutto elegante e rigido, che fa già una bella figura di suo.

Dentro c’è scritto bravo bene grazie prego continui così e la tessera quella fica, argento, mica blu sfigata come i barboni.

Che l’unica differenza è che posso entrare nelle làung, fare il cecchìn alla business class, portare 40 chili di bagaglio.

Dice, chettifrega?

Dico, niente, finchè non c’è anche solo un cialtrone in fila e io posso passargli davanti e fare il cecchìn prima di lui sventolando la mia cartafica con arroganza e dicendo ad alta voce “…e poi andiamo a prenderci qualcosa alla làung che PURTROPPO è riservata e non entrano i barboni”.

Ooooohhh… la giornata già mi ammicca, non sorride, no, ma ammicca.

Si sa mai.

Tuesday 15 January 2008

MAVAFFANCULO VA!

No, mi avanzava un vaffanculo, che poi se lo tieni lì troppo a lungo, ti va a male e lo devi da buttare e insomma ci rimani tutto brutto aceto.

Massima pendenza.

Monday 14 January 2008

E a un certo punto la pista s’è infilata in mezzo agli alberi con un tre o quattro cambi di pendenza e contropendenza in curva la neve lì era bella tirata la luce del sole filtrava in mezzo agli alberi coperti di bianco e sembrava indicare un percorso preciso da seguire

nel casco la musica pompava i bassi

non c’era nessuno fermo in mezzo alla pista nè davanti forse dietro sì ma a me quelli dietro non interessano

e allora mi sono infilato dritto per dritto seguendo la traccia del sole

a ogni curva in uscita spingevo per accelerare

bello piegato cazzo andavo giù tiravo i curvoni pennellavo le curve strette assorbivo le cunette

e a un certo punto ho iniziato a gridarmi

“forza alberto forza

adesso è il momento di fare la differenza

forza alberto adesso qui molla tutto mollare tutto

forza alberto attento adesso a questa tripla

GRANDE ALBERTO COME L’HA FATTA QUESTA TRIPLA COSI’ LA SA FARE SOLO LUI

attento qui attento qui

mollare tutto mollare tutto

NON CE N’E’ NON CE N’E’ NON CE N’E’ PER NESSUNO

grande alberto!”

E chi dice maccheccazzostadicendo, perchè è un po’ troppo giovane, ebbè ha perso qualcosa che a quelli che almeno una volta hanno messo gli sci, e non parlano con l’accento austroungarico, c’ha fato emozionare.

Bèo, la neve…

Ol’ man river

Monday 14 January 2008

E insomma son passati almeno un paio d’anni dai anche qualcuno in più da quando ci si incontrava all’oratorio di provincia e i pomeriggi poi a fuggire dai libri di un liceo troppo stretto per chi aveva un po’ di fantasia.

E adesso la ggènte si sposano.

Oh, niente contro i matrimoni, per carità.

Solo, fa un certeffetto, fa.

Buona vita.

Semmòviz.

Wednesday 9 January 2008

Spogliatoio di una palestra di Milano, dove la ggènte vanno in pausa pranzo a giocare a squash.

Il vostro eroe - cioè io me stesso - se ne sta nudo e bolso in un cantuccio, cercando di capire quale sia il verso dritto del calzino che deve rimettere mentre saltella su una zampa per evitare di infilare l’altra nella pozzanghera d’acqua che ha fatto uscendo dalla doccia.

Sì, lo so, è un’immagine estremamente erotica, ma non ingazzurritevi troppo, volevo parlarvi d’altro.

Il vostro eroe - sempre quello di prima - porge l’orecchio alle conversazioni tra gli altri personaggi che, nudi anch’essi, popolano lo spogliatoio.

Non che sia un gran sforzo perchè la conversazione che segue è fatta ad un tono di voce più consono al rione Sanità di Napoli che ad una palestra della Milano (vorrei ma non posso essere) bene.

- eeeee fiiiga -

ah, a proposito, l’accento è a metà tra il commendator Zampetti, Massimo Moratti e l’operaio brianzolo che vi ha montato le mensole in cucina.

- eeeee fiiiiiga alòra come sono andate le feeeeste? -

- maaaaa guarda ti dico una figata. Finalmente io e la cicci ci siam decisi e abbiam portato su in montagna la bebisitter, che è un po’ una menaaaaaaata avere in casa un’estranea giorno e notte, ma priiiiiiimo la casa è grande, e poi sai che figaaaaaaata esci al mattino coi tuoi sci ai piedi e il bambino se lo spupazza la bebisitter? -

- eeeeeee fiiiiiiiiga chiaaaaro -

- eeeeee poi in realtà abbiam sciato solo il 29 che gli altri giorni il tempo non era bello e la cicci mi soffre il freeeeddo e io senza il sole sono contrario allo sci -

- eeeeeeee fiiiiiiiga chiaaaaaro -

- eeeee poi il 29 saaaaai facevamo mezz’ora di sci poi mi chiamavano i miei amici sai com’è siamo in baita di qua siamo in baita di là -

- eeeeeeee fiiiiiiiga chiaaaaro -

- eeeeee quindi un fluttiiiiino di champagne qui un fluttiiiiiino di champagne là e insomma alle tre abbiamo smesso e siamo tornati a casa -

- eeeeeee fiiiiiiga chiaaaaaaro -

- eeeeee sai d’altronde la montagna a Semmòviz o la vivi così o non ha senso -.

E.
Figa.
Chiaro.

Police (senza Sting)

Tuesday 8 January 2008

Caro poliziotto della stradale.

Caro poliziotto della stradale che vivi la tua vita a far sueegiù per la A7 Milano - Genova.

Con la tua macchinina azzurra con le luci azzurre e la divisa azzurra.

Secondo me, te sei convinto che il mondo vada a 110.

115, va. A volte, 118 all’ora.

Perchè te sei nella tua macchinina azzurra e vai nella corsia di destra, lento lento, a 110, appunto.

E accanto a te paaaaaassano gli altri automobilisti. Leeeeeentamente. Proprio un metro per volta, ti sorpassano.

Con quello sguardo che dice “guarda io vado a 110, è il mio contachilometri che forse è tarato appena appena diverso dal tuo…”.

E lentamente, piaaaaaano piaaaaaaaano, ti sorpassano, e piaaaaaano piaaaaaaaaaano si allontanano… e poi, quando tra loro e te ci sono due o tre o meglio quattro o cinque macchine….

VROOOOOOOOM!!!!

Perchè sì, caro poliziotto della stradale, ti devo deludere.

Il mondo, non va a 110.

Come dite?

Che sono un illuso?

Che il poliziotto già lo sa?

Dite perchè anche il poliziotto, quando non è in servizio, prende la sua punto torbodiesel ribbbassata con i vetri scuri e la statuina di Padre Pio appesa accanto alla foto di Serpico, e corre a 200 all’ora?

Ma come siete malfidati…

De faecationibus.

Monday 7 January 2008

Come antipasto, lo stilton, quel formaggio inglese vecchio & puzzolente.

Poi, pollo al curry.

Poi, risotto risi&bisi e pancetta.

Ieri sera a cena, intendo.

Poi, stamattina, un po’ la fretta, un po’ il freddo, un po’ questo e un po’ quello, si esce di corsa da casa.

In studio, al secondo caffè, un vago ma preoccupante sommotum visceri.

Blitzkrieg di Rommelliana memoria in bagno.

Io stesso, ammè stesso, mi stupisco della violenza con la quale ho aggredito il bagno dello studio.

Esco.

Sulla porta incrocio il dott. Ramazzi, giovane e brillante - ma ahimè inesperto - praticante dello studio.

Lo saluto con un rassegnato “shalom”, pace.

Lui mi guarda, non capisce, sorride beota ed apre la porta.

Chiude la porta.

Uno, due, tre…

Ramazzi esce, pallido e con l’occhio spallazzato.

Mi guarda. D’altronde, mica può dir di tutto e dippiù ad una avvocato anziano partner dello studio.
Quindi, tace in imbarazzo.

Io, sorrido, saputo, e ripeto “shalom”, e mi allontano.

Il Dott. Ramazzi secondo me non ha imparato molto, oggi, dal punto di vista professionale, ma come uomo, oh, come uomo, ha capito qualcosa di importante e di vero.

Cioè che se il tuo capo caga e impesta il cesso, te devi far buon viso a cattivo gioco (e odore).

La mia funzione didascalica, oggi, è stata sodddisfatta.

Non se ne esce.

Friday 4 January 2008

Vivi, intendo.

Ciononostante, io, oggi, ai saldi tarocchi (”uì uò uà uè, sì lo so domani iniziano ma intanto noi li facciamo pure oggi tanto”), io ho comprato un maglione di lana di cammello marròn con i rombi, che a dirla così, sembra uscito da una canzone di Paolo Conte, ma però è bello.

(Se me l’avessero detto diec’anni fa, che avrei comprato un maglione di lana di cammello marròn coi rombi, avrei riso assai, avrei).

Fai lui… dai fai lui!!!!

Friday 4 January 2008

Gli Agnelli stanno litigando sull’eredità del Gianni.

Tra tutto il patrimonio, hanno anche preso in considerazione i veicoli intestati al Gianni, che al momento del decesso aveva intestati: 12 Panda vecchio modello, due Fiorino, sette ciclomotori e due trattori.

Ora.

Belle, le panda, eh, non si discute.

Ma, minchia, avvocà: dodici???????

Ecchè, una per ogni colore, che stanno intonate ai calzini????

Oooooooohhh…

Thursday 3 January 2008

Neva!

Beeeeeeeloooo…

(In culo al global warmin’).

Ogni domanda, la sua risposta.

Wednesday 2 January 2008

Mi son domandato, una volta, chissà la my personal vespetta come va, sulle strade quando nevica.

Bhe, se aumenta appena un pochino, ora di stasera lo scopro.

Che poi, secondo me, la MPV va come una spia anche sulla neve, secondo me.

Tutto cambia.

Wednesday 2 January 2008

Tutto cambia, perchè nulla cambi.

Io, per esempio, me, per dire, ’st’anno sento che la voglia di fare un cazzo sarà esattamente quella dell’anno scorso, mapperò mooooltplicata per un sacco.

Almeno, per fortuna, a Milano il cielo è grigio bigio, c’ho una riunione col capo e per l’ecopass ho scoperto di avere una màcana Lira 3 (perchè ancora più vecchia dell’euro 1, 2, 3, o 4) e quindi inquina più di un cumulo di rifiuti che brucia a Scampia e per entrare in centro devo pagare la tariffa “barbone dimmerda e cambiala questa màcana!” pari a un sacco dde euri.

Che poi in centro parcheggio male, e prendo pure la multa.