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Hippo blog » 2007 » December

Archivio di December 2007

Desert storm (reprise).

Sunday 30 December 2007

Minchia.

Il deserto.

OOOOOOOHHH!!!!

Aloa!

Quando cazzo si parte??????????

sc4u.

Sunday 30 December 2007

E’ passato babbonatale, cercava di te (santa claus for you, come nel titolo).

Ha detto dice c’erano dei regali per te.

Ha detto dice non li aveva lui, ha detto dice erano di Hippo ha detto dice doveva prenderli lui ha detto dice erano passaggi di tempo con la musica che sento adesso.

C’era per te un pacchetto piccolo con un fiocco giallo.
E’ un blocco per appunti dove segnare le cose nostre i nostri indirizzi i nostri posti i nostri nomi le nostre musiche i nostri amici le nostre cose da fare i nostri sogni, che il blocco della Lila, l’hai finito.

C’era un pacchettto, per te, con un fiocco rosso.
Ero io, dentro, piccolo, avevo i capelli arruffati del mattino i pantaloni colorati delle sere le preoccupazioni strette a te delle notti le canzoni stonate delle mattine il sesso sudato delle notti solo per te le colazioni con i giornali freschi burremarmellate della domenica mattina ero io ero io.

C’era un pacchetto per te, con un fiocco scuro.
Erano le cose i pensieri i silenzi i “no non ho niente” gli sguardi assenti gli occhi stanchi i sospiri prima del sonno il peso delle mattine d’inverno i viaggi non voluti i ritorni a sera stanca le risposte date di malavoglia “no non sei tu scusa non sei tu ho avuto una giornata pesante”.

C’era un pacchetto per te, con un fiocco chiaro.
Ero io che ti abbraccio ero io che ti rincorro ero io che ti invento una ricetta per cena ero io che ti faccio un massaggio ero io che ballo come quello dei Jefferson in mutande e calzettoni neri ero io che ti guardo mentre metti via le cose e faccio gli occhi da cerbiatto finchè non mi dici “puoi andare su” e invece mi piace, star lì e guardarti e abbracciarti da dietro e dirti che bello che bello che bello che fortuna che ho avuto che fortuna che avuto a trovare te.

C’era un pacchetto per te, con un fiocco bianco.
Era una casa per noi una casa nostra una casa che nasce piano piano che tu sei piena di pensieri e preoccupazioni e domande e progetti e io invece io la vedo anzi in realtà io vedo noi dentro la casa e quindi rido e canto e sento già sotto i piedi scalzi il legno caldo e tutto mi sembra già fatto io sai io i sogni sono lì io sai io i sogni.

C’era un pacchetto per te, ma c’era anche il mio nome, sopra, con un fiocco e basta.
C’era sopra il nostro sogno di adesso, e diceva arriverà.

C’era un pacchetto per te, con un fiocco azzurro.
C’era dentro l’assenza di te, che mi svuota le giornate le mattine le notti che allungo un piede a cercarti e mi manchi a me A ME! che io da solo minchia io da solo a io minchia io da solo come si sta bene le mie cose le mie mattine le mie notti le mie giornate da solo ah che bene, poi allungo un piede e siccome non ci sei stanotte, mi alzo bestemmio sputacchio faccio pipì rantolo inciampo incespico cado scivolo mi aggrappo sulla scala scendo alzo il termostato a trenta gradi, che fa freddo, se allungo il piede per cercati, e non ci sei.

E’ stato un anno di noi, pieno di cose di posti di sogni, un anno che ha il profumo che hai tu, al mattino, quando mi svegli e nuda e fresca e luminosa e morbida e tu ti pieghi sul letto e ti fai abbracciare.

Ecco.

Lei cellà il passi?

Friday 28 December 2007

Stamattina, sosto al solito benzinaro, sì sempre lui sempre quello che gli stavo lasciando il portafogli.

Mentre aspetto che lui con la pompa in mano (e la benzina nel guanto, come stesse nel mondo a dar benzina soltanto) mi riempia il capiente serbatoio della MPV, l’occhio assonnato e cisposo mi cade  a peso morto sul un bel cartello appeso accanto alla pompa.

 Esso dice “istruzioni e suggerimenti per l’uso dell’ecopass dal 2 gennaio 2008″.

OOOOHHH!!

Dal 2 gennaio 2008 a Milano sta il pass per il centro!

Che l’hanno chiamato ecopass, ma il nome vero sta “casello”, nel senso che paghi e entri, non paghi e stai fuori. Spiace, eh, dice la Moratti, perchè spiace.

E io mi domando, ma voi, state saputi, sul pass? Che io, personalmente, so ‘na sega, io.

Classe I, II, III, esenzione, abbonamento, telepass micapass, abbonato, esenzione per anziani, un ridotto due studenti un militare grazie, insomma, come funziona?

 

Che poi malidetta  milano, malidetta.

Che non bastano gli ausiliari della sosta.

La tassa sui rifiuti.

Le striscie blu, a dueeuriemmezzo l’ora, le striscie gialle, per i residenti, le striscie bianche, a cinquanta al mezzogrammo, minchia l’inflazione.

NOn bastavano la rimozione forzata, i veicoli inquinanti, l’euro tre euro quattro euro puppa e il negro all’angolo con una vecchia opel ascona che allui nessuno gli dice nulla, allui.

No. Mo mettono anche il passi.

Bene. Tirèm innàns.

Che anche questo, in ogni caso, colpa dei comunisti.

Nel frattempo, se qualche anima buona volesse farmi avere qualche spiega su come dove e quando posso passare senza il passi, egli è benvenuto.

Around the wooorld around the wooooorld…

Thursday 27 December 2007

Allora, 2007 intenso.

Nel mondo, s’è visto, insieme, per puro diletto:

la Cina, il Perù, Istambul, Madrid, Gerusalemme e Tel Aviv, Marbella e io da solo anche la Tunisia;

in Italia, sempre per puro diletto, s’è andati a:

Roma, Bologna, Venezia, Brà, Sassari, un po’ di Svizzera e di Val d’Aosta.

Poi, per lavoro e anche no, Londra, Barcellona, Madrid di nuovo, e altri posti che non mi ricordo.

Insomma, s’è girato, bene bene, mi piace.

Cose bbèeelle!

Thursday 20 December 2007

Cose bbèeeeele attuuuuutti!

Io vado a Gerusalemme, a far Natale là, che si sa mai la vicinanza aiuti.

Non mi mancherete per niente.

On the very piece (sul pezzissimo).

Thursday 20 December 2007

La casa nuova, ci sono i lavori da iniziare.

Vedi l’impresa, vedi gli architetti, rivedi l’impresa, vedi i muratori, rivedi gli architetti, fatti mandare il preventivo, perdi il preventivo, fatti rimandare i preventivo.

Avvocà, appena mi manda il preventivo firmato che le va bene, noi partiamo con la demolizione delle pareti e tutto.

Questo, erano i primi di dicembre.

Martedì, che era il 18 dicembre, stampo il preventivo e lo faxo “per accettazione”, scrivo mi scusi per il ritardo, mi facci sapere quando iniziano i lavori che vengo, almeno il primo giorno, a dare un’occhiata.

Mi risponde l’impresa, avvocà, abbiamo ricevuto il suo fax, grazie molto gentile, a proposito i lavori stanno iniziati dal 10 dicembre, abbiamo demolito già mezzo appartamento compresi terrazzi e pavimento, e una vecchia ha già detto che le fa causa per i danni causati dai lavori.

Minchia.

Sono sul pezzissimo, con la casa nuova.

Ma va?

Wednesday 19 December 2007

Dice tutti che dicono “ooooohhhh” e tutti che spalancano gli occhioni come delle lontre tutti che scuotono il chiorbone sorpresi e fanno “maddai!!!”.

Che hanno letto che per la prima volta il PIL della Spagna ha superato quello dell’Italia.

Che significa, in altre parole, che là sono più ricchi, più felici, vivono meglio, sono meglio assistiti, mangiano meglio, guadagnano di più, hanno migliori infrastrutture e - con ogni probabilità - c’hanno il pisello più lungo.

Che io lo dico da almeno due anni, e lo scrivo sul blogghe.

E mi dicheno no, ma no, maddai, l’Italia, minchia l’Italia, bella l’Italia, la pizza, il mandolo, volèmose bbène, il Milan campione del mondo.

E invece, puppa.

Voi vivete in un posto dimmerda, voi.

Dice anche tu, dice.

Sì, ma io, almeno lo so, e me ne schifo, e voi, invece, vi piace.

Ah, per non dimenticare, la colpa di tutto questo è dei comunisti e dei meridionali, e soprattutto dei meridionali comunisti.

Parole che dici (umane).

Tuesday 18 December 2007

Ti parlerei del tempo freddo e caldo e nuvole e sole.

Ti parlerei della fame che mangerei una lepre con tutte le recchie a punta.

Ti parlerei dell’assenza, che riempie le sere e le notti quasi quanto la presenza.

Ti parlerei del traffico, che minchia per una settimana andavano tutti contromano.

Ti parlerei dei regali che non ho fatto, anzi sì, anzi no, anche bho.

Ti parlerei di Gerusalemme che parto venerdì, ma forse l’Alitalia sciopera, e quindi io metto le bombe.

Ti parlerei dell’Africa, che leggo un libro sulla Sierra Leone e mi parte la scimmia dell’africa africa nera.

Ti parlerei dei pupazzi, dei carrubbi, dai gianfranchi, dei gaffuri e dei garuffi, dei pugnotti e dei prevosti.

Invece, mi tocca lavorare.

LAVORARE!

LA - VO - RA - RE!!!

No, dico, LA - VO - RA - RE!!!

A ME!!!!!

Il mondo, non ha più certezze.

Interismi & co., Ltd.

Saturday 15 December 2007

Se Sky Tg 24 c’è il servizio che Del Piero ha detto non so cosa sull’Inter e Mancini ha risposto che mentre Ranieri della Juve ha fatto polemiche contro intanto Totti si sta riprendendo dall’infortunio e forse mentre il Milan in giappone

ma ho cambiato canale

sai, non mi interesso più del calcio minore.

E’ per caso successo qualcosa di rilevante, a livello internazionale?

See ya on Monday, at London…

(PS: da domani tensiùn, oggi, oggi godo).

(PPS: oh! operazione vecchio simba!| lunedì mi attivo!).

London callin’.

Thursday 13 December 2007

Minchia.

E la notizia in anteprima è che probabilmente va tutto a puttane.

Mornin’ has broken III.

Tuesday 11 December 2007

Buon giorno gentile signore di colore olivastro e accento strano che stai con la pompa in mano.

Buon giorno Hippo, quanto le faccio?

Faccia un deca, grazie.

E mentre lui infila la pompa schiaccia il bottone riempie il serbatoio della my personal vespetta, io mi preparo per pagare.

Lui finisce, mette via la pompa, chiude il tappo, allunga la mano per prendere il grano.

Si blocca.

Mi guarda.

Io lo guardo.

Lui mi riguarda.

Cazzo ti riguardi?

Io bofonchio “oooooh!” e agito la mano per fargli finalmente prendere i soldi, così mi sciacquo dal cazzo, che stamattina già ho le balle girate.

Lui non allunga la manina scimmiesca, e continua a guardarmi come se non capisse.

Abbasso gli occhi.

Avevo messo in tasca il deca, e da tre minuti gli stavo tendendo il portafogli, con sguardo insofferente e sbuffando.

Pensa se la scimmia non fosse stata scimmia, ma napoletana, che si acciuffava il portafoglio e mi salutava anche sorridendo “arrivederla, dottò”.

Lui (e lei), una storia normale.

Monday 10 December 2007

Checcifa lui in studio alle dieci di sera.

Non lo sa nemmeno lui, non lo sa.

E’ talmente brasato e stordito e sdrumato e cotto e muffito e brutto che mette su la Pausini (dal vivo), per dire come sta messo, per dire.

E stasera tornerebbe a casa, come mille altre sere, si toglierebbe le mutande prima anche delle scarpe, poggerebbe il pisello stanco e nudo sulla seggiola della cucina, e la fronte sullo spigolo quello acuminato lì accanto, nutrendosi di formaggi muffi, aringhe sotto sale, carrubbbi secchi e prosciutto sìcco sìcco, affogando il tutto in una Nastrazzurro sucàta direttamente dalla lattina.

Lascerebbe tutto sul tavolo - tanto tra tre giorni viene la filippa - e andrebbe a letto, alla prima mezza tetta una pippa col cazzo ancora barzotto, e nanna fino a domani.

E invece lei.

A che ora torni amore.

Ti aspetto per cena.

Sì, risotto così con questo e quello, poco, che sennò non dormi bene.

Sissì, che poi se sei teso e stanco ti faccio un massaggio ti faccio una coccola ti faccio un, se poi tu mi fai.

E lei saprà di lei e lui parlerà della sua giornata e lei anche e rideranno e si prometteranno che “questo weekend si dorme oh si dorme sì si dorme e basta” e si abbracceranno e lui o forse lei o loro insieme si addormenteranno.

E dite poco, dite.

Che, a me, sembra quella favola.

Quella.

Quella che finiva con quelli, dai quelli, quelli là, quelli.

Quelli felici e contenti.

Parental control.

Monday 10 December 2007

Il mio amico Chinasky ha una relazione.

Stabile, si potrebbe dire.

Quindi, dopo sbuffi, sputacchi e attacchi di panico, finalmente accetta di incontrare la famiglia della sua compagna.

Egli è tesissimo.

Sa perfettamente che un commento acido di una madre, uno sguardo truce di uno zio o uno scuotimento del capo di un padre possono minare alle fondamenta una storia d’amore altrimenti destinata a figli, nipoti, tramonti tropicali e vissero felici e contenti.

Quindi, si muove nei meandri delle relazioni parentali guardingo come uno della Delta Force in missione a Teheran e attento come uno sminatore in Kosovo.

Ma sembra stia portando a casa un onorevolissimo pareggione in trasferta a reti inviolate.

Mangia tutto, alcune cose due volte.

Beve tutto, ma con moderazione, ed apprezza col sorriso il “liquore nostrano” (sapete ‘na sega voi di Milano come fare il liquore, ma d’altronde sapete ‘na sega di nulla voi di Milano, ‘un’ è mica colpa vostra).

Gioca coi quattro bimbi che corrono intorno al tavolo senza però sbracare come gli verrebbe istintivo quindi evita di saltare su e giù come una scimmia per accaparrarsi il robot più bello tra quelli che i piccoli si contendono, e sorride e dice “ma no ma no” quando gli chiedono se i piccoli danno noia (“Tònio, t’acc’ ditte mille volte di non cacare la minchia al signore!”).

Insomma, intravede la luce. Lei sorride, e gli fa impercettibili cenni d’assenso con gli occhi.

Fine pranzo. Caffettino?

Caffettino, annuisce Chinasky senza riflettere.

Gravissimo errore.

Il caffettino, malidetto, si va a posare su un aperitivo frizzante, quattro antipasti misti, una pasta alle verdure, due secondi pesce & carne, un’arancia e una mela, un cioccolatino, un bignè alla crema e un ammazzacaffè.

Che a loro volta, sostavano in precario equilibrio sulla colazione della mattina, ingollata di fretta e poi via di corsa fuori di casa.

E il caffettino, malidetto, abbatte questo precario equilibrio come la bora su un castello di carte.

La pancia di Chinasky comincia a fare “grumble grumble”.

Chinasky, con estrema cortesia e mascherando con un sorrido rigido degli orridi strizzoni di pancia, chiede “posso andare a sciacquarmi le mani?” “ma prego caro” risponde la suocera.

Chinasky si avvia.

Entra in bagno, si siede, fa un bel respiro, e si lascia andare.

Bello preciso, che del Chinasky si può dire tutto, ma non che sia di intestino pigro.

Se la prende anche un po’ comoda, sfoglia le istruzioni dell’aspirina appoggiate sul lavandino, legge le indicazioni per l’uso del balsamo per i capelli, apprezza l’elegante colore con il quale è stato da poco ridipinto il soffitto del bagno.

Soddisfatto, igienizza ciò che deve essere igienizzato, si alza i calzoni e come ogni persona di buona educazione prima di uscire lancia uno sguardo al water.

Laddove, nel water, alberga una sgommata di proporzioni elefantiache.

Chinasky non si scoraggia, ne ha affrontate di peggio.

Si china verso destra per armarsi di scopino e eliminare le tracce delle proprie malefatte.

A destra del cesso, niente scopino.

A sinistra del cesso, niente scopino.

Nel bagno, niente scopino.

Chinasky inizia a sudare.

Sotto il lavandino, niente scopino!

Nella vasca, nella doccia, nell’armadietto dei medicinali, dietro la porta, sulla finestra: NIENTE SCOPINO!!!!!!

Bussano. “Caro, tutto bene?”.

Cazzo, la suocera. “Tutto bene signora, esco subito”. “Grazie caro, che devo lavarmi le mani… aspetto qui fuori?” “no, signora… solo un minuto… vadia vadia che la chiamo io, vadia”.

Chinasky attende, come un ghepardo in agguato.

Appena sente il passo della suocera che si allontana, sguscia fuori come un serpente.

Scivola lungo il muro.

Acchiappa un bambino.

Lo stordisce con un colpo secco alla nuca.

Lo porta in bagno.

Lo asside sul cesso.

Esce sorridendo.

Incrocia la suocera “signora il bagno è ancora occupato… c’era fuori il piccolo Tònio che dice doveva fare la pupù… l’ho fatto entrare subito, ho fatto bene?” “bene bene bravo, adesso vado a vedere se ha bisogno di nulla, il piccolo…”.

La suocera ha poi malamente rimproverato davanti a tutti la madre del piccolo Tònio, checcazzo gli fate mangiare a questo angioletto, non avete idea, genitori snaturati!!!!!, mentre Chinasky discuteva sereno delle prodezze di Paparesta nel campionato 2002 – 2003, conquistando anche i parenti maschi della sua compagna.

Resta irrisolto, tuttavia, il mistero dello scopino scomparso.

Uff.

Thursday 6 December 2007

A Roma, come una trottola, e poi via e via e qui e là e su e giù e poi.

 

Uff.

 

Ne ho un po’ le balle piene, per dire, eh.

Stupore.

Wednesday 5 December 2007

- Allora, amore, tu stasera cosa fai? -

- Come ti avevo detto, Hippo, esco con la mia amica Ginapina. Vuoi venire? -

- No, guarda, cara, starò a casa, mangerò qualcosa di leggero, e poi metterò ordine negli armadi e nei cassetti… -

- HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!! -.

Le ggènte che mi conoscono, hanno inspiegabilmente poca fiducia nei miei buoni propositi.

Silviuccio.

Tuesday 4 December 2007

Ma se a far cacciare a calci in culo la Forleo da Milano e quell’altro là da Catanzaro fosse stato un ministro dei bei tempi quando regnava Silvio nostro, dico per esempio, non so, io sbaglierò ma immaggino (con due “g”) giritondi, il Manifesto e i manifesti e le manifestazioni, concerti gratuiti con gran finale weshallvercome, sdegno sosciàle, le femministe in piazza, ggènte incatenata, le tshirt “io sto con la Forleo”, scioperi dell’Alitalia (che non c’entra un cazzo ma s’attaccano a tutto, quelli), scèntri sosciàli in lotta alternativa controcorrente contro il potere, minuto di silenzio allo stadio di Livorno per la morte della democrazia, interrogazioni (a sorpresa) a Strasburgo, Gad Lerner, Luttazzi minchia Luttazzi in teatro, Dario Fo che per protesta si fa fare il piercing al cazzo, Micromega oh Micromega dico Micromega un numero speciale dove i mejo intelettuali a sputi e schiaffi a spiegare la dddemoggrazia, la maggistratura, la costituzione oh! minchia la costituzione!, e Emilio Fede preso a nocchini sulla testa per aver osato dire “il governo non c’entra nulla è una scelta autonoma e legittima del CSM”.

Credo, eh.

Invece, vabbè oh spiace peccato che eran bravi eh sculomerda che sfiga ma chevvuoi è l’Italia eh si sapeva eh che finiva così peccato oh hai visto bello il nuovo simbolo del PD ti piace?

Dicevo, credo, eh.

Istàmbul, Istambùl.

Tuesday 4 December 2007

Istàmbul Istambùl, come cantavano i Litfiba quando ancora erano… macchevvelodico a fare, a voi, che in quegli anni là ascoltavate… ma manco lo so, cosa ascoltavate, vedi te.

E Istàmbul Istambùl, cosa mi lascia, questi due giorni di corsa di pioggia di caldo di muhezzin al tramonto.

Che non riesco a trovare la canzone di Aznavour, quella che dice “Istàmbul Istambùl…”, soprattutto.

Toda vida.

Monday 3 December 2007

Arrivare alla mia età e stupirsi ancora, è un gioco segreto e magico che magari tra dieci anni, o venti cià, quando gli stravizi, l’abuso di cibo alcol droghe e scarpe strette porterà ad un precoce e meritato rincoglionimento, sarà normale, stupirsi di quello che ti succede, ma oggi no.

Come un albero di Natale.

Che esci, faffreddo, esci lo stesso, non ho voglia, esci lo stesso, guardi se lei nonhavvoglia, se haffreddo, no lei è felice, e anche tu.

Esci buonasera buonasera compri l’albero lo carichi in macchina la schiena la terra nella macchina gli aghi nelle mani, e lei lo chiama Gavino, o chiamiamo Gavino, e ridiamo dell’albero Gavino di Natale, ed all’improvviso quelle luci che pèncolano nelle vie e dai negozi e dalle case, hanno un senso.

E poi il supermercato sì di domenica sì sera sì io proprio io e mi piace e giro e compro le lucine e compro le stelline le palle le pallette le striscie i pupazzi e i babbi natale finti.

Poi a casa Gavino l’albero sta proprio bello pettinato come un signore guarda è il protagonista del salotto Gavino l’alberino e le palle e le pallette e le striscie e le lucine.

E poi gli uccellacci di pezza presi in Perù.

E la palla rossa come il cuore, presa a Venezia.

Le palline e i nastri rossi presi in Cina.

Le palle azzurre e rosse, prese a Istambul.

Il presepe peruviano, sotto l’albero, e il bambingesù nascosto nell’armadio, che mica è già arrivato!

E poi si spengono le luci, si accende l’albero, e risplende.

Risplende di noi.

Ah!

Alla faccia, dici poco, dici, provate un po’ voi, se siete capaci.

Press conference.

Monday 3 December 2007

“Mi sono arrabbiato perchè, come diceva mio nonno, quando ti salgono sui coglioni e stanno fermi stai zitto, ma se ti ci saltellano sopra reagisci!”.

Renzo Ulivieri, allenatore della Reggina, spiega pecchè ha litigato con Cassano durante la partita di sabato sera.

Se non è parlar chiaro questo…