Strict Standards: Declaration of Walker_Page::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_PageDropdown::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1244

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_CategoryDropdown::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1442

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class wpdb in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/wp-db.php on line 306

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Object_Cache in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/cache.php on line 431

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Dependencies in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/class.wp-dependencies.php on line 31

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Http in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/http.php on line 61
Hippo blog » 2007 » November

Archivio di November 2007

Strike.

Thursday 29 November 2007

Che io domattina partirei per Istambul, partirei.

Che sta lo sciopero dell’Alitalia romani maledetti terroni schifosi scioperati fancazzisti maledetti, sta.

Che chiami al numero delle informazioni e sta uno che dice “aò”.

Che già dopo l’ “aò” riconsideri con occhio molto più favorevole il Bossi, la secessione, la guerra civile, il confine sul Po irto di filo spinato e mine antiuomo, e ricordi i bei tempi ah che bei tempi di quando il senatore Miglio diceva “io non sono italiano io non sono padano sono cisalpino” e qualcuno lo considerava troppo un moderato.

Che il tipo dopo il primo “aò” aggiunge “nun ze zà, lei vengaqquì domattina e vedèmo sèpparte”.

E se non parte? “E si nun parte po’ èsse che parte dopo ‘aaa fine dd’ooo sciopero, o anca po’ èsse pure che nun parte pòpo”.

Che alla fine ricordi quando all’università ti hanno insegnato che il diritto di sciopero è stata una delle più grandi conquiste democratiche del ‘900.

Che forse abbiamo esagerato con la democrazia.

Goooooooood morning!

Thursday 29 November 2007

Aereo per Barcellona alle sette del mattino.

Da Linate, quindi metto la sveglia sul telefonino bel bello - si fa per dire… - alle cinque.

Del mattino, intendo.

Poi siccome sono uno di quelli un po’ ansiosi, càpita che mi sveglio e guardo l’ora, mancano tre minuti alla sveglia, vabbè mi alzo.

Vado in bagno e mi porto il telefonino sveglia in bagno, per non dare noia a lei che se la rònfa alla facciaccia mia.

Apro l’acqua della doccia e aspetto, prima di entrarci sotto, che la sveglia suoni, così la spengo e non devo cacciare fuori una zampa bagnaticcia per schiaciare tasti a caso mentre suona.

Meno due minuti.

Uff.

Meno un minuto.

Uff uff.

Zero zero.

Niente.

Mha. Avrò messo la sveglia ai zero uno, aspetto.

Zero uno, silenzio.

Controllo. Sveglia bella precisa alle cinque e zero zero.

Cazzo.

Che succede?

Al Queda ha sabotato le sveglia del mondo mondiale.
Il blackberry è difettoso, faccio una class action, divento ricco e emigro alle isole Comore.
La mia lei mi ha sabotato il telefonino perchè non può stare senza di me e non vuole che parta.
Hanno rimesso l’ora legale.

Oppure… oppure…

Ah.

Ecco.

La sveglia è effettivamente puntata alle cinque e zero zero.

Ora sono le QUATTRO e zero tre.

Mi sono alzato alle quattro meno qualcosa.

Fanculo.

Torno a letto.

Mi agito e faccio tanto rumori e sballonzolo il materasso così lei si sveglia e io le racconto cos’è successo e ridiamo tanto, e poi lei mi tiene compagnia perchè ormai io non mi riaddormento più.

Se se se.

Quasi un’ora fermo, a guardare il buio e le lancette dell’orologio, che sono arrivate alle cinque lentisssssssimamente.

Thebboss.

Tuesday 27 November 2007

- allora andiamo dal notaio insieme - dice il capo

- oki - dico io

- andiamo dal notaio che lui che è esperto in questo tipo di questioni - (vi risparmio il dettaglio, per capirci trattasi della possibile liquidazione di associazione non riconosciuta con preventiva cessione di parte dell’attività ad un nuovo soggetto di prossima costituzione) - che ci spiega come fare -

- bella lì -

- mi raccomando vieni preparato studia bene tutta a normativa le sentenze la dottrina i precedenti la nonna del presidente del tribunale e l’antani dell’articolo trentamatura bis e trino -

- … -

- dubbi? -

- sì, scusa capo eh, ma se andiamo dal notaio, e probabilmente lo paghiamo anche che ‘ns’èmmai visto un notaio che aggratis nemmeno te da la corda pe’ impiccatte, dicevo, e il notaio tu l’hai detto è espertissimo bravissimo sa tutto lo insegna lui ai professori, mi domando -

- cosa? -

- perchè devo studiare pure io? Non posso venir lì, sedermi, salutare & sorridere, e prendere appunti mentre il notaio preparatissimo mi spiega come fare? -

- … -

- capo? -

- … -

- ci sei ancora, capo? -

- domani -

- sì, capo? -

- passa pure prima delle nove, a liberare la scrivania e prendere le tue cose -

- capo? -

- sì? -

- scherzaaaaaaaaaaavo… ho già studiato tutto! Son preparatisssssimo!!!!! -

- pirla. Ci vediamo là tra mezz’ora -

C’è nessuno, che nei prossimi 20 minuti, mi faccia sapere tutto ciò che c’è da sapere nel mondo giuridico mondiale sulla possibile liquidazione di associazione non riconosciuta con preventiva cessione di parte dell’attività ad un nuovo soggetto di prossima costituzione???????

Gònfi.

Monday 26 November 2007

Dice un vecchio detto della boxe che “il peso non si fa in palestra, si fa a tavola”, cioè se vuoi dimagrire o quantomeno evitare di ingrassare devi innanzitutto intervenire su ciò che butti giù.

Bene.

Non so voi, ma in ’sti giorni io c’ho una fame che mangerei un secchio di calcinacci, e solo come aperitivo.

Mi sento come un secchione, quelli che schiacci il pedale e si apre il coperchio, se mi schìsci un piede, io AAAAAAHHHHHH spalanco la bocca a 45gradi verso il su, e te puoi rovesciarci dentro il cibo.

Inutilmente, peraltro, che la fame non si placa.

Sì lo so i poveri i negri quelli arrampicati nelle baracche sulle colline che poi franano e loro zitti sotto, lo so lo so la fame è un’altra cosa, lo so i bimbi lo so gli indiani (no quelli con le piume, quelli che han fame), e tutto il resto.

Ma io c’ho fame.

A basket of my dicks (’na secchiata dde cazzi miei).

Monday 26 November 2007

- Allora i trenta giorni son passati, ci vediamo domani con l’impresa per l’inizio dei lavori? -

- Sì? I lavori, dice?
Io non so ancora nemmeno se mettere delle porte, delle tende, dei campi magnetici o dei fasci di raggi laser a separare gli ambienti, e lei mi chiede di dare il via ai lavori? Ma sa che - per esempio eh - l’unica porta che ho deciso di mettere per certo è quella dell’antibagno? Come faccio a far partire i lavori? -

- Scusi, avvocato, sa… ma quella dell’antibagno, di porta, era l’unica che lei aveva deciso di non mettere… -

- Giusto. Bravo architetto, volevo vedere se era sul pezzo. A domani, allora -.

Sarà una casa belizzima, comunque.

La ggènte non capiscono.

Monday 26 November 2007

Che io è tutta la settimana scorsa che vado in giro in macchina, controvoglia si sa, ma per lavoro per impegni - perchè piove… - insomma mi intruppo nel traffico.

E il traffico è pieno di insidie, ci sono i pedoni che hop! attraversano anzi si buttano nel mezzo della strada e quando tu inchiodi e giustamente gli ricordi che la foto della loro mamma non è proprio la prima immagine che appare se cerchi su google “donna di specchiata moralità”, si offendono, e ti guardano spiritati e indicano vagamente le striscie pedonali, che tuttavia non stanno sotto le loro fettacce luride ma “laggiù”, in un qualche incrocio a caso tra piazza repubblica e piazza duomo.

Poi c’è il ciclista, che va piano, ma piano, ma piaaaaaaano, peggio di un pedone, però siccome esso è dotato di ruote, invece che impestare i marciapiedi come i pedoni, egli arranca nella strada, ma nel mezzo della strada, leeeento, pedalando infagottato da sette strati di piumino, soprascarpe, pantaloni, copripantaloni, maglia, maglione, gilet, piumino, giacca antipioggia, poncho svolazzante, guanti e sottoguanti in pile, cappello, caschetto, cappuccio della giacca antipioggia e occhiali appannati e con le goccioline d’acqua, e sbuffa e suda, e arranca, che mentre lo stai finalmente epr soprassare esso mette fuori una manona a caso, indicando che ha intenzione di girare, per questo si piazza in mezzo alla strada, solo che siamo in corso sempione, e lui ha intenzione di girare dalle parti di via dante.

Ma il peggiore è lo stronzo in vespetta.

No davvero è pieno di gentaglia che con ’sti maladetti scooterini sfreccia sbisciula sorpassa si infile si sfila suona urlacchia saluta e prende a sputi e calci le auto che, legittimamente, transitano sulla strada.

Va che c’è in giro della ben brutta gente.

Mylan.

Thursday 22 November 2007

Con la pioggia, che entra dappertutto.
Con la nebbia, che con la pioggia non dovrebbe esserci, maccè.
Con la gente, che corrono sarà la pioggia, per non bagnarsi
con i cappelli gli ombrelli le sciarpe e le spalle tirate su
guardano in basso.
Con le luci gialle, che sembran fatte apposta per metterle nelle canzoni.
Con le luci alle finestre, che si può provare a guardare dentro.
Con la gente dentro le finesrte illuminate, che dentro c’è sempre uno che lavora.
Con il freddo la pioggia il rumore le macchine il vento, e la gente che resta fuori in piedi a fumare a ridere a parlare, fino a tardi.
Con le pagine del giornale, piene di cosa facciamo stasera, che è più bello decidere di non uscire.
Con i tram, belli i tram, io li fotograferei sempre, quando piove o c’è la nebbia, i tram.
Con c’è da fare, tutti che fanno, che fanno, non hanno tempo, che lusso il tempo.
Con i bambini che non giocheranno mai a pallone per strada.
Con quelli che scappano via, e ne parlano male a quelli che restano, che ne parlano peggio.

Stasera, mi piace, con calma e distacco, com’è giusto che sia, Milano.

Bei tempi.

Thursday 22 November 2007

Mamma mia che giornata, anzi che settimana! Per fortuna che domani è sabato!

Dicevo… domani, sabato, perchè mi guardate così?

Eh?

Come?

Cheddite?

Sicuri?

Spetta che guardo… il calendario… l’agenda… su internet…

Maccome…

Ma guarda son sicuro…

Fammi controllare…

NAAAAAAAAAA!!!!!!

(inserire di seguito improperi a piacimento).

Histoire d’O (più o meno).

Wednesday 21 November 2007

Allora lui è una zia dichiarata e conclamata.

Una sera in discoteca becca uno, bello, giovane, fico & fisicato, forse un po’ ‘briaco, ma insomma.

Lo porta a casa, beveno, fumeno, fanno robba.

S’assopiscono.

Lui si sveglia presto al mattino, esce scende a fare colazione risale chiude la porta con le chiavi in tasca del giubbotto.

Si riabbiocca.

Dopo un tempo indefinito, si sente scuotere chiamare svegliare in malo modo, apre gli occhi.

Un carabbiniere.

Anzi, due carabbinieri, nella sua stanza da letto, che lo gurdano, nemmeno troppo bene.

Che succede?

Succede che il suo “ospite” non riusciva ad uscire di casa, e ci ha chiamato in rpeda al panico.

Noi siamo arrivati sotto, l’abbiamo visto alla finestra, abbiam fatto venire i pompieri, abbiamo chiuso tutta la via, i pompieri hanno salito la scala dell’autopompa fino alla finestra e abbiamo messo in salvo il suo amico.

Scusi, ma suonare o telefonare, senza sputtanarmi con tutto il condominio?

Eh abbiam citifonato ma lei non sentiva.

Ma il tipo, dov’è?

E’ in centrale, per accertamenti.

Dice che ieri sera era ubriaco e lei l’avrebb e convinto a venire qui dicendo che avreste fatto una festa con droga e donne.

No, guardi, è un bugiardo schifoso e mentitore e calunniatore perhè io MAI E POI MAI avrei detto che qui c’erano delle donne

tzè

a casa mia

delle donne

ma per chi mi avete preso

tzè

ma dai ma dai ma dai.

“Quindi, avvocato, cheddici, mi devo preoccupare di qualcosa?”.

Oh rainy days.

Wednesday 21 November 2007

Hippo - Come va? -

- Dìmmerda, grazie. Sono teso, triste e incazzato allo stesso tempo. Ho urgente bisogno di una zoccola che mi faccia passare il tutto -

H - Eh, ma mica facile trovare una zoccol così, su due piedi… per quanto, stranamente, in giro è pieno… -

- eh ma le zoccole sono come gli ombrelli… sempre in mezzo ai coglioni… poi, appena ne hai bisogno, spariscono! -.

Milàn.

Tuesday 20 November 2007

Il post seguente contiene parolacce.
Astenersi persone sensibili.

I miei amici che vengon dalla campagna, dove i ritmi sono più tranquilli e la ggènte sono cortesi, non sempre apprezzano Milano.

Hippo - e insomma ha cercato dappertutto ma non ha trovato nemmeno un meccanico che potesse sistemare il problema in giornata, erano tutti impegnati -

Ragazzo di campagna - e vabbè, ci credo… solo lui poteva pensare di trovare un meccanico libero che gli facesse il lavoro in un pomeriggio… ma ancora non lo sa che in questa città dimmerda devi prendere un appuntamento almeno due giorni prima pure per farti sborrare in faccia? -.

Hate.

Monday 19 November 2007

E’ solo lunedì, e già vi odio tutti.

Chambao.

Friday 16 November 2007

Il nuovo disco “con otro aire” è splendido.

I ragazzi hanno ormai abbandonato le sonorità chill dei primi due dischi, e hanno smussato anche la parte flamenca dell’ultimo pokito a poko.

Resta un sapore di Andalucia colorata di rosso e giallo con il sole e l’aria profumata, ma è come se dopo un lungo viaggio nella sua terra la Mari sia arrivata finalmente sulla costa e abbia lentamente girato gli occhi e l’anima verso sud, attraverso Gibilterra, che la musica i testi il profumo del dico dicono Affrica, cielo di notte di stelle, aria calda di sera d’estate, the alla menta e sdraiarsi con la schiena sulla terra.

E a me mi parte una voglia di fare un cazzo di dimensioni mondiali, che i Chambao dovrebbero essere vietati in orario di lavoro a chi, come noi, ha un cuore selvaggio.

Per dire, eh:

son los vientos del sur
que me trajen sorpresas
mares de sonrisas
que quitan las penas
mezclas de culturas,
que el tiempo no lo detenga
un bonito viaje,
camino de vuelta a casa

me dejè hechizar
por esa tierra de colores
una manana màgica,
clara y de mil sabores
beleza natural
que derrocha su gente
encanto boricua
que guardo en mi mente.

Global wormin’.

Friday 16 November 2007

A me del riscaldamento globale mancano solo due cose, la neve taaaanta, e la nebbia fiiiiiiitta.

Mornin’ has broken II.

Friday 16 November 2007

minchia gli occhiali!

senti fresco sugli zebedei se tengo le gambe larghe!

Sciùmacher!

Valentinoròssi!

Vai, Valentina, occhi rossi per il sole…!

Puppami la fava!

I’m the man who sold the wordl!

A’ moro e mettila sta seconda!

Zoccola lèvati dànnanzi al cazzo!

Melidetto baffettino comunista!

E il bagno, di che colore lo facciamo?

Ciao bbello ciao guarda l’uccellino AH! sorpassato!

Stupida scimmmia!

Minchia signora ma come cazzo ti sei vestita?

Lui mi direbbe tu, tu come stai stasera, ti senti solo vuoi che resti con te?

Minchia lo sbirro… fregato! Puppa sbirraglia dimmerda!

Spostati puttanone!

Vai vai vai che tanto dove cazzo vai che tanto vai ma muori!

Io, al mattino nel traffico, ridin’ my personal vespetta, mi faccio compagnia e parlo un sacco da solo.

Bastoni.

Thursday 15 November 2007

Che non è facile, oggi, a Milano centro, procurarsi un bastone, inteso come un randello.

Di legno grezzo, nodoso, bello spesso e duro.

Con il quale andare in giro e gridare KIAYAYYYYAYAAAK!!! e buttare mazzate sulle macchine in sosta, sui motorini di passaggio, sul ciclista sventurato con gli occhiali che passa per caso, sulla vecchia con la borsa della spesa che si sparge sulle striscie pedonali, sulla vetrina dell’edicola all’angolo, sulla schiena del cane cagone fermo nell’aiuola, sui ginocchi dell’autista del tram fermo in mezzo al semaforo.

Peccato, che non sia facile, oggi, a Milano centro, procurarsi un bastone, inteso come un randello.

Io, per esempio.

Thursday 15 November 2007

Io oggi, per esempio, ancor meno di ieri, che è tutto dire.

(Per i lenti di comprendonio, si parla di voglia di lauràa).

Italian Style.

Wednesday 14 November 2007

Ormai è nel nostro dna.

Nostro degli italiani, intendo.

Esce il disco nuovo dei Chambao (ecchicazzosono!?!?! diranno i miei piccoli lettori… piccoli e ‘gnoranti).

Lo cerco su itunes, ma non sta.

Lo creco su itunes spagnolo, e là sta!

Ma lo sapete bene, un ‘taliano non può comprare con la sua carta di credito musica da un itunes straniero.

Dici perchè? dico non lo so dicono le banche la polizia i rumeni, non so, ma insomma non si può.

Uno normale, tipo un tedesco, un inglese o ‘merigano, o anche un francese toh, dice e porco qui e porca là (pig here and pig there), smoccola un po’ ma si rassegna dice eh le regole (eh the rules) e morta lì.

Al massimo, va sul sito dei chambao e si accatta il cd che lo spediscono accàsa.

Il ‘taliano, no.

Lui telefona, chiama l’amico, il conoscente, il cuggino, quello che da ragazzo ha trombato con una che ha lavorato per il cugino di uno che ha progettato itunes, chiede favori, triga, briga e braga

ma alla fine

messo in piedi un cinema che manco holliwood

e persa una bella mezza giornata buona di lavoro

si compra il suo album su itunes spagna.

Che minchia spero sia bello, sennò mi taglio i maroni.

Hello, it’s me!

Tuesday 13 November 2007

Lui è al volante della sua macchinetta, nera piccola nuova.

Lui avrà venti venticinque anni, un maglione scuro, gli immancabili occhialoni grossi.

Accanto non ho visto bene, credo una tipa.

Zona Papiniano, c’è mercato, lui viene verso di me, nel traffico, un camioncino blocca il traffico già incasinato, io passo dietro al camioncino, lui mi vede e accelera viene avanti due metri tipo per non farmi passare e quando io sbisciulo e lo sfioro lui da dentro mi manda a cagare.

Io freno, gli mollo un trappone forte SBRANG! con il pugno sul parabrezza, e riparto.

Guardo nello specchietto.

Lui apre lo sportello e mette giù una gambuccia.

Io mi fermo, mi giro, grido

“minghia pezzodimmerda scendi stronzo scendi figliodimbrattata che ti spacco quella faccia da cazzo checciai”

lui non scende

a quello fermo in macchina affianco a me che mi guarda basito con l’occhio pallato e il labbro pendulo dico sorridendo

“va che c’è in giro dei pirla, ciccio, no eh? Kamikazen? No eh? cosebbelle a lei e signora!”

e vado via, come una freccia dall’arco scocca, e nel giorno di luce luminoso guerre all’orizzonte, risuona il mio terribile grido di battaglia “HAHAHAHA STUPIDA SCIMMIA!!!! HAHAHAHAHA!”

giornate di guerra.

Loro hanno lui.

Tuesday 13 November 2007

Nel corso di un dibattito, in Spagna, dopo il Presidente venezuelano Ugo Chavez ha replicato l’ex premier spagnolo Zapatero.

Siccome non era d’accordo con quelo che diceva Zapatero, Chavez ha ripetutamente interrotto l’avversario, dandogli anche del “fascista”.

All’ennesima interruzione Re Juan Carlos, che era anch’egli seduto al tavolo dei relatori, si è sporto in avanti, si è girato verso Chavez che ciarlava e agitando un dito come davanti ad uno scolaro indisciplinato gli ha detto “porque no te callas?!?!”,

la frase ed il video sono già popolarissimi in Spagna,

e si può tradurre, letteralmente, in un “perchè non ti azzittisci?” o meglio in “perchè non taci?”

o meglio “ma perchè non te ne stai bonino un minuto eh?”

o meglio ancora “ma perchè non chiudi quella bocca dimmerda?”

o ancora meglio “ma chi cazzo sei? Ma tte sei sentito? Ma tte se visto? Ma vaffanculo!”

o, forse, nel definitivo “calmiscit’, che tte fa mal ù cuore…”.

Loro hanno un re così, voi vi meritate il vostro, che organizza i giri di puttane e macchinette mangiasoldi.

Bèa gènte.

Monday 12 November 2007

Venezia, ristorante molto bello, molto tipico, molti veneziani in sala (i turisti ‘i metèmo neàaltra sala, qui fasèmo sedèr i venessiani e quèi che come voi lo chiedono perchè i lo sanno), molto affollato e rumoroso ma bello e buono.

Passa una signora e picchia contro un vaso CRASH! si rompre.

Succede.

Dieci minuti un cameriere sgamba e swish! gli scappa un piatto RI - CRASH! si rompe.

Sfiga. Però succede.

Affianco a noi lui, bello, giacchecravatta, con lei quindic’anni meno, socializzano e io gli rispondo pure, lo so sto invecchiando, e lui ferma il mètr e chiede

“ma Franco, oggi tutti i rompe i piàti, posso anca mi?”

e Franco, che ha settanta tavoli pieni,lo ascolta appena e dice “ma certo!”

e lui CRASH!!!! prende il piatto e lo butta a terra, in mezzo alla sala

ai piedi di una vecchia che aspettava il suo tavolo, tra le zampe di due camerieri e finendo anche tra le scarpe di almeno tre tavoli di gente che smette di mangiare e lo guarda basita.

Io, noi facciam finta di niente.

Lui si alza, barcolla, chiede ad alta voce scusa a tutti, dice “si vive una volta sola” e, per farsi perdonare, ordina

“Franco, Moet per tutti i signori qui intorno, per scusarmi”.

Poi, naturalmente, abbiamo fatto amicizia, che un tipo così non puoi fartelo scappare.

My man.

Friday 9 November 2007

Silvio, ad una platesa di giovani imprenditori, mentre saluta stringe le mani:

“Benvenuti a tutti. La vedete questa mano, toccatela, perché ha fatto il grano…”.

Lui è il mio presidente.

Voi godetevi i vostri.

E andiamo avanti così…

Thursday 8 November 2007

…pronto?

Buongiorno signorina dell’upiesse (UPS), seeeeeeeenta…

sì?

Com’è che se io vado sul vostro sito e metto “addò sta er pacco mio?” vien fuori scritto “impossibile consegnare causa trasferimento del destinatario che il corriere ha tentato inutilmente di trovare (traduco letteralmente dall’inglese)”????

Perchè si vede che il nostro autista è andato all’indirizzo e non ha tro…

no guardi spiace qui sta uno studio legale da venticinque anni consegnano ogni giorno carte cartacce pacchi lettere sputi minacce bossoli di pistola quadri falsi maiali vivi cartoni di vino (cattivo) ricatti pianoforti piante grasse e tangenti

e non s’è mai sbagliato nessuno

ah eh sì aspetti in linea

…plon plon plon (musichetta) plon plon plon…

ah eh ah sa che il suo pacco è qui non è stato salito sul furgone

no?

no!

E perchè allora dite che è colpa mia perchè non stavo dove invece sto?

No eh ah oh quello no ah eh lasci stare è un modo di dire nostro interno

Ecco bene intanto siccome io faccio l’avvocato ho stampato 70 copie della vostra pagin internet con il vostro modo di dire interno e già che c’ero le ho fatte autenticare da un notaio tutte e 70

ah

sì e poi dentro il pacco sta una cosa che se non viene consegnata a un mio cliente stasera spiace non gli serve più e salta un affare da sei milioni di dollari e io già vi sto facendo causa anzi grazie mi da i dati della vostra assicurazione?

ah eh no spetti ma posso farglielo recpitare domattina presto

no grazie. Domani è troppo tardi. Conosce qual è il massimale dell’assicurazione? Perchè, sa, qui son cazzi, eh, mi scusi la franchezza

maaaaa… e noi siam qui fino alle sette di sera… non può venire a prenderselo lei?

Certo! Brava! Buona idea! Ha ragione! Potevo pensarci subito! Ma vegno di corsa! Mi dii l’indirizzo!!!

Davero viene lei?

No. Scherzavo. Era per sdrammatizzare. Vi faccio causa.

Attenda in linea, mi scusi.

…plon plon plon (musichetta) plon plon plon…

Sa che lei è proprio fortunato?

Sì, lo so, me lo dicono tutti, quando mi vedono nudo.

Scusi?

No, lasci stare. Diceva?

No… mi rientra presto un furgone… che fortuna… se glielo mando entro le 18,00?

Bene grazie. Arivederci, cara.

Alle 17,35 è arrivato il signor UPS, con il pacco con dentro la mia macchina fotografica, e tante tante tante scuse, avvocà.

Tensiùn.

Thursday 8 November 2007

Dice che la macchina fotografica nuova è pronta.

Dice è stata spedita.

Dice siccome lei ha speso un mucchio indegno di euri per la spedizione, le diamo il numeretto che lei vadi sul sito dell’UPS e può seguire passo passo dove sta la sua macchina fotografica.

Grazie.
Prego non c’è di che.
Mavaffanculo (che non si sa mai).

Click, click, numeretto click click click.

Welcome in UPS online tracking service!

But gràz! Not there is of uòt!

Metta qui il numeretto e le diciamo addò sta er pacco suo.

hop hop hop! Ecco!

“THE PACKAGE WAS DAMAGED IN TRANSIT.”

Refresh.

“THE PACKAGE WAS DAMAGED IN TRANSIT.”

Rifaccio tutta la trafila del numeretto.

“THE PACKAGE WAS DAMAGED IN TRANSIT.”

Punto.

No, dico, punto.

No, dico, chicazzo è che gufa? Chi è che porta merda? Che cazzo vi ho fatto?

(Maledetti comunisti).

Consuntivo.

Wednesday 7 November 2007

Oggi, sono entrato in studio alle ottemmezzo ed esco alle settemmezzo (sì, mi prendo il pomeriggio ibero eprchè vado a puggilato).

Sono 11 ore, se non sbaglio.

Il programma dell’avvocato fico & international & cialtrons & motherfuckers mi dice che ho caricato prestazioni per oltre sette ore.

Vuol dire che a parte il pranzo, la riunione delle scadenze coi colleghi e il tempo per scrivere tre cazzate sul blog, è stata proprio una giornata da razzinculo.

Quindi, stasera, mi merito una birra.

Dici, solo?

No, dico, per cominciare.