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Hippo blog » 2007 » October

Archivio di October 2007

Desert storm.

Tuesday 30 October 2007

C’è una seppia da dire.

Son malato, contagiato, preso, ciapà.

Basta che uno mi sussurri “deserto” e io non ci sto più dentro.

Non ci sono posti luoghi viaggi animali bestie uomini mari montagne fiumi valli o città che mi diano quel birivido.

La sabbia, il silenzio, il vento che lo senti arrivare da lontano, lo sguardo che si lascia andare all’orizzonte senza ostacoli, e la sensazione di essere un granellino, in un mare, che io nel deserto mi siedo, incrocio le gambe e galeggio.

Come quando facevo sub, che mi fermavo sotto, mi mettevo fermo nell’acqua con le gambe incrociate e le braccia conserte, chiudevo gli occhi, e la corrente mi ribaltava piano piano piano.

Adesso sono cresciuto, e mi ribalto piano piano piano e non mi serve nemmeno più l’acqua la bombola e la corrente, mi bassta una distesa piatta, sabbia o pietre che siano, e il vento, che si sente quando arriva, lo so l’ho già detto, ma tu non sai com’è, che iol vento si sente quando arriva.

Minchia, c’ho la scimmia desertificata.

Allarga…

Tuesday 30 October 2007

E’ nelle giornte come oggi che devi allargare le gambe il più possibile.

Per restare a galla, per non affondare, per non farti travolgere e credere che sì, è davvero tutto qui.

Gambe larghe, un piede nel passato guarda le foto di quest’estate il Perù giugno le dune Tunisine e poi indietro l’Africa, guarda le foto chebello.

L’altro piede che guarda a est, a Israele a Istambul tra poco, i minareti il mercato e farà freddo e sarà strano che è freddo in quei posti lì, poi si parla di sfidare di nuovo la pista assasina di Ksarghiliàn, Tunisia, e allora un minuto solo un minuto su googleart su internèt, uuuuuhh guarda quante dune ma questa sarà una pista un sentiero o solo un cammello morto?

Gambe larghe, cuore saldo, i diti dei piedi che si muovono dentro le scarpe nere e lucide da avvocato, e alla sera lei, che ti vien voglia di tornare a casa prima, e non solo per la pioggia.

Holy war.

Monday 29 October 2007

Oggi la mia scrivania era orripilantemente ùrenda.

La cartaccia la faceva da padrona, a destra sinistra sopra sotto in mucchi in pile infilata sotto le cose attaccata con le spille tenuta sotto dai libri nascosta sotto il computer.

Basta.

Non ne potevo più.

Quindi mi sono armato di pazienza, metodo e decisione ed ho dichiarato la guerra santa alla carta.

Cazzo.

Ha vinto la carta.

…gli anni si impigliano…

Monday 29 October 2007

Si invecchia.

I segni ci sono tutti.

Un paio di esempi.

Ieri è morto Zampetti.

Zampetti è quell’attore che, insieme a quell’altro (credo si facesse chiamare “il Dodi”), ha fatto per trent’anni di cinema il cumènda milanese, dai filmi di natale dei vanzina a quelli di bombolo o thomas millian, ma soprattutto nella serie tv “i ragazzi della terza C” era l’industrialotto milanese con villa a Roma, ricco - aveva una azienda di salumi - e soprattutto con un figlia FIGHISSIMA bionda alta milanese e un po’ scema che si chiamava Sharon.

Mamma mia quante pippe, con Sharon Zampetti.

Che adesso c’avrà i suoi quaranta e rotti.

Il secondo segno è che sei in giro e rivedi quella macchina.

Sì quella, che hai avuto a ventidue ventitre’ anni.

Che prima di quella c’hai avuto una o due macchine, in comune con mamma e un fratello un paio di cugini, macchine vecchie e brutte lente lente (la mia prima macchina nun c’aveva manco la quinta…), che per andare, oh andavano eh, però non è che ti sentissi un signore.

Poi mammà e papà si vede che fumavano roba buona in quegli anni e insomma hai avuto la prima macchinina tutta tua, piccola eh, mica golf o figate del genere, ma insomma era bellissima, e te ti sentivi un ricco, un sciùr.

E ieri la rivedi in giro.

Paro paro, lei eh, uguale guarda uguale, stesso colore stessi cerchi stesse quattro porte & portellone, stessi interni in lana ruvida - ah, quante scopate sfregando i maròni su quella lana ruvida del sedile davanti tirato giù - e il tetto apribile con la manovella, lei cazzo è lei oh sarà mica la mia no però mha.

E guardi, e sopra stanno tre rocchi, uno, rocco brutto ùrfido con baffetto da rocco guida, un altro rocco, vecchio con un cappello da rocco, sta accanto intabarrato come tutti i rocchi e dietro lei una rocca grassa che occupa due posti.

Minchia i rocchi.

Sulla macchina mia da signore.

E non è che sono rocchi signori, che dici oh ho visto un rocco un cinese un rumeno che ha fatto i soldi è in giro con un mercedes un bmw e bravo il rocco ch ha fatto il botto ha fatto i soldi bella zio al rocco.

Nonnò.

I miei rocchi erano proprio quei rocchi tristi e poveri, e stavano proprio sulla macchina giusta, che era triste e povera anche la macchina.

La mia macchina, uguala uguala, che minghia ai tempi oh c’aveva tutto freni frecce air conditioning e stereo… da signori, che sulla mia macchina non avrebbe sfigurato nemmeno Sharon Zampetti.

Invecchiate, tutti voi, e male.

Weather.

Friday 26 October 2007

Piove.

Però magari in montagna è neve.

E rimpolpa i ghiacciai, che quest’inverno io devo:

- sciare moltissimo;

- fare molto snowboard, tanto da imparare a fare un 180° grabbato entro maggio;

- fare un sacco di scialpinismo su su per un mucchio di montagne.

Quindi serve tanta neve e tanto ghiacciaio.

Quindi, se la pioggia è il prezzo per avere la neve, che pioggi!

E’ la libertà, ciccio.

Wednesday 24 October 2007

Mi son preso un mez’oretta di czzeggio ed ho fatto blogsurfing, cioè da un blog via via per link e link fino a leggere dde tutto ddeppiù.

E arrivo nel blog di questa ragazzina di Milano, che parlando di una serata in casa con amici dice che hanno visto Blade Runner e il suo commento è “ma quant’è scarso Harrison Ford come attore!”.

Ora.

Blade Runner.

No, dico, Blade Runner.

Stavano in pensiero…

Wednesday 24 October 2007

Stavano in pensiero, stavano, il signor iTunes.

Stavano in pensiero e dicevano come caspita è che noi continuiamo metter su cialtronate sull’iTunes music store e quell’acciuffone di Hippo è un bel po’ che non compra niente! E qui siam preoccupati! Ci cala il titolo in borsa!

Ma io son buono, sono.

Quindi 9,99 per Songs for Drella, John Cale & Lou Reed, màccome, non cèllai già in vinile, sì appunto, màccome, non è una specie di opera rock con Cale che strimpella il violino elettrico, Reed che maltratta un paio di chitarre e recita poesie a mezza bocca?

Sì, è quella roba lì.

Bello, vero?

Però, mentre attendevo il download, ho visto che, dopo mille milioni di anni che lo cercavo, han messo su come “album parziale” Titanic di De Gregori e ho aperto e ci sono solo cinque delle canzoni del disco ma c’è “Caterina” come cos’è Caterina?, Caterina è la canzone che

ed arrivò il mattino
e col mattino un angelo
e quell’angelo eri tu

e poi continua e dice cose bellissime ma chevvelodicoaffare a voi che ve lo mertitate Gigi D’Alessio,

ed è tutta mattina che va in loop sul computer, bassa bassa che non si sente, ma io accosto il crapone alla tastiera e la sento, e alla faccia della pioggia alla finestra, oggi rido.

Mornin’.

Tuesday 23 October 2007

Martedì mattina, Sottoilpiumone, provincia di Fuorifafreddo.

- uff… non ce la faccio proprio, stamattina, ad alzarmi… ma che giorno è oggi? -

- oggi…? mmmmhh… venerdì! -

- per fortuna! Allora mi alzo! -

Chi è messo peggio, quello che risponde “venerdì”, o quella che allora ci crede e si alza? Siamo due imbecilli, che si sappia.

Còl scènter…

Monday 22 October 2007

Call center Alitalia.

Per prenotare due biglietti, io e lei andiamo in Israele a Natale.

Abbiamo tutti e due le miglia, e quindi Millemiglia.

Chiamata uno.

Risponde una prima scimmia, gentile, romana naturalmente, ma insomma facciamo tutto, sì sì siete prenotati, guardi mancan giusto le tasse aeroportuali come le paga? con carta di credito vabbène mi dia i num… tu tu tu tu tu tu

Cade la linea.

Orco qui orco là orco su e anche orco giù, per completare il giro.

Quindi chiamata due.

Risponde una nuova scimmia, romana anch’essa.

No dice lei non risulta prenotato spiàsce eh.

Vabbè, rifacciamo tatta la prenotazione dàccapo.

No guardi per lei si può fare perchè lei è vipz in quanto socio Millemiglia Ulisse, ma la sua accompagnatrice in quanto socia solo Millemiglia Bàrbon i posti per lei son finiti spiàsce sta a casa spiàsce al massimo jè trovo un posto su diretto Cimosa di Puglia - Viserbella.

Maccome? La sua collega dicev… no spiàsce se sò sbajati i colleghi

Ma prima al telef… no spiàsce la collega nun sapeva

Ma non si può provar… no spiàsce sta tutto bloccato

Ma se io integras… no spiàsce nun è consentito

Arrivederci.

Ora.

Uno cresciuto in un paese civile, con una compagnia di bandiera civile, appunto, si rassegna, dice ebbè èddai vabbè magari maledice le regole stupide ed inutili ma insomma.

Mannoi, noi, siamo cresciuti in un paese dominato dai romani, in cui le regole son fatte dai napoletani e la compagnia di bandiera è un’accozzaglia di acciuffoni che, semplicemente, non hanno nemmeno idea, in generale, noi.

Quindi io richiamo.

Terza chiamata.

Buonasera buonasera.

Questa nuova scimmietta romana mi passa subito il “colscènter dedicato al Club Ulisse” (e le altre scimmie nonchè capre malidette perchè non l’hanno fatto? Io ho detto le stesse identiche parole paro paro… Mha!).

Al colscènter Ulisse mi risponde l’ennesima scimmietta - romana - che mi dice tutta gàrrula

SCERTO!

QUANDO VUOLE PARTIRE TORNARE ANDARE FARE BRIGARE DIRE FARE BACIARE LETTERA TESTAMENTO E’ TUTTO INCLUSO PERMESSO PREVISTO NO PROBLEM?

Quindi in tre minuti tre, senza problemi nè menate nè discussioni, siamo belli prenotati e pettinati con la riga destra, io e Frida, si va in Israele cooi punti Millemiglia, grazie epr aver volato Alitalia, ci scusiamo in generale per essere come siamo, arrivederci.

Non so voi, ma io credo che con la CantonTicino Airlines, o con la Carinzia Fly, o anche solo la Bèrghemdaòta United, sarebbe amdata diversa.

Viva l’Italia (la vostra, che la mia sarebbe diversa).

Shalom.

Core dde Roma.

Monday 22 October 2007

A me la fontana de trevi tutta rossa è piaciuta assai.

E se, come ha detto uno famoso, l’avesse fatta chesò Hristo, saremmo tutti qui a dire “cazzo figata”, Weltroni compreso.

Tonite.

Thursday 18 October 2007

Io stasera prendo il treno vagone letto come i napoletani, e arrivo a Roma domattina, sempre come i napoletani, e faccio cose vedo ggènte, come i romani.

E non c’ho un cazzo di voglia.

Io vorrei.

Innazitutto, io vorrei fare a pezzi il ricordo di un treno, ma questa la capiscono in pochi davvero.

Io vorrei.

Arrivare a casa in tempo per uscire, e fare una spesa.

Vorrei andare nei negozi, che a quell’ora sono ancora aperti, con un’idea vaga di cosa mangiare, e farmi prendere e portare dal sole che scende dietro i trams.

Magari finire in pescheria, vorrei prendere due o tre cose, gamberi, per iniziare, poi un pesce più grande, poi un altro, quello lì con l’occhio vispo, non si sa mai.

Poi la panetteria il pane che non sa di plastica, sì quello grosso e tondo grazie, che poi lo affetto sull’asse di legno, che mi piace quando il coltello seghettato lascia i segni sul legno tra le briciole dopo che hai affettato il pane.

Poi passo davanti a quel negozio che vende il vino buono buonasera buonasera senta io stasera ho deciso “pèsce!” mi da due bottiglie di bianco un friulano e uno del sud tipo siculo “due! perchè se una non mi piace apro l’altra”.

Come antipasto? Assieme accanto a far amicizia coi gàmberi?

Non so, scalderò del pane nel forno, anzi no, anzi sì poi ci metto un po’ d’olio e altre cosine che inventerò ecco faccio la famosa bruschetta alla hippo “com’è la bruschetta alla hippo?” non so non l’ho ancora inventata appunto stasera.

A casa, doccia, che per cucinare devi sapere di buono tu che cucini, prima di tutto, devi rpendere il profumo del cibo nei capelli nella barba nella pelle.

E quindi fssss e pssssst e tactactatctatac e clang e la casa si riempie del profumo delle cose crude tagliate che sanno di buono e poi dell’olio quello buono che si scalda e poi le cose crude che nell’olio e nelle padelle si scaldano e cambiano profumo

e ho messo su del jazz sì del jazz

e ho le mie calze grigie quelle che sto comodo e la maglietta quella da casa che se si schizza di cucina vabbè

e mi apro una birra

maccome una birra se hai comprato due bòzze di vino

eh e allora? Saranno innazitutto cazzi miei e poi ammè mentre cucino piace una birra fresca ecco il vino, dopo.

Apparecchio e metto la tovaglia anzi le tovagliette ma pulite e i piatti quelli fichi moderni bianchi o neri squadrati e grossi tipo gamberorossochannel, e i bicchieri giusti e l’acqua fresca di frigo.

Il profumo delle cose crude appena tagliate delle cose che sfrigolano delle cose nel forno delle cose pronte già in tavola e il jazz fa dum dudedum chshhh chshhh dududedum le mie calze frush frush sul parquet gnè gnààà gniiiik faccio io mentre mi contorco imitando Keith Jarrett mentre trovo la melodia picchiettando con due cucchiai di legno sul bordo delle padelle.

E poi arriva lei apre la porta sente il profumo sente il jazz sente il vino vede le mie calze grigie

e sorride

e io dico “SA!”

e tutto ha un senso.

Invece come i napoletani il treno di notte per Roma, ma il pensiero, almeno quello, era tutto per lei.

Business.

Wednesday 17 October 2007

Lo insegnano nelle migliori business school.

Per fare i soldi, prendi un problema che tutti ormai danno per scontato e con il quale convivono, e trova per quel problema una soluzione semplice, efficace e poco costosa.

Ecco.

Per esempio.

Mettersi il goldone è da sempre una menata pazzesca.

Adesso, non dico oggi come oggi, ma in generale, nella vita, magari quando eri un ragazzino e insomma anche solo
fermarti,
prendere la scatola,
tirar fuori la bustina,
aprirla con i denti,
mentre con l’altra mano continui a pastrugnarla che sia mai che rompi l’incantesimo
poi con due mani provare a metterselo su
quale vazzo è il diritto
infilarci il ditino per vedere da che parte sta il serbatoietto
infilarlo piano piano mentre le mani sono unte e scivolose
sentire sulle mani quell’odoraccio

converrete che un po’ “smontava”.

Ecco, quello è il tipico problema di cui parlavo prima.

E questa

http://www.prontocondoms.co.za/demo_mov.htm

è la tipica soluzione.

Altro che Al Gore, qua i nobel a gagganella, per me.

Cuore di tenebra.

Wednesday 17 October 2007

Adoro l’odore del napalm alla mattina….

(e invece questa città sa solo di marmitte euro4 e merde di cane, ma questa è un’altra storia).

Pynga (o pyngone…).

Tuesday 16 October 2007

E’ una roba che tutti gli uomini si sono chiesti, almeno una volta nella vita.

E l’hanno chiesta alla propria compagna - moglie - donna - amante - majala di una sera.

E a risposta è sempre stata

“mannò maddài maddavvero credimi!

Innazitutto tu cellài ENORME davvero GROSSO GROSSO, poi guarda io una volta sono stata con uno che ce l’aveva grosso grosso”

e qui già tu stai augurando a questo tizio le morti peggiori del mondo, anche se quella con cui parli è tale Katiuscha detta “la russa che ti struscia, citofonare estetista Marina” che ne ha visti più lei di un primario di andrologia

“e insomma guarda era grosso troooppo grosso è stato un disastro non mi è piaciuto pènniente”

e tu dici seeeeeee… mmmmmhm…. forse… poi lei dice

“e poi tanto l’importante è saperlo usare bene”

e lì partirebbe la menata “ma io lo so usare bene?”, ma ti trattieni non per pudore, sia chiaro, ma perchè non reggeresti al racconto di quando è stata con tale Mimmo, ormeggiatore analfabeta al porto di Acerra, che l’ha fatta godere come una caimana, insegnandole il girarrosto umano e tante altre cose che nessuno le ha mai più fatto nemmeno da lontano.

E taci, insomma ti consoli.

Certo, ti resta il dubbio che la sua risposta sia come una di quelle cose che ci hanno insegnato in quei corsi segreti che noi uomini abbiamo frequentato di notte, come carbonari e guastatori nelle fredde sere di nebbia, dove ti sei fatto condizionare la mente.

Infatti, tu hai sin dall’adolescenza allenato il tuo cervello, che a domande precise da risposte automatiche, senza pensare

- mi vedi ingrassata? -

- come ingrassata? Proprio stamattina ti guardavo e mi dicevo guarda com’è dimagrita -

- mi sta bene questo? -

- a te sta bene tutto, lo sai, ma questo fa risaltare i tuoi occhi -

- ti piace la mia amica annapaola? -

- qual è Annapaola? -

- ma come! quella che era di fianco a te ieri sera, tutta scollata con le tette grosse! -

- ah, quella di fianco a me… fammi pensare… era bionda o bruna?Aveva le tette grosse? Sei sicura? Che io non le ho proprio notate -

- vabbè, ma ti piace? Perchè io la considero una ragazza bellissima -

- guarda, premesso che l’ho guardata solo di sfuggita, innanzitutto ha il culo largo -

- ma fa sei ore di palestra, gioca a beachvolley tutta estate ed è nazionale “B” di culo sodo! -

- eh amore ma quella è la natura, non ci sono cazzi, ha il culo grosso. Poi dicevo… i capelli, guarda, brutti eh -

- eh quello sì devo dire glielo dico da sempre di cambiare parrucchiere -

- poi sbaglio o ha un po’ il ginocchino in fuori -

- eh sì infatti non mette mai le minigonne -

- e poi guarda… un po’ se la tira… no? -

- sì sì guarda che poi non so cosa abbia da tirarsela, però un po’ se la tira… quindi va bene, domani sera siamo a cena da lei -.

Ma tornando a parlare delle dimensioni della pinga, in palestra sotto la doccia ho visto uno con una pinga enorme.

Ma ènomme, eh, che quando camminava era come un elefante al pascolo.

E ho pensato che la volevo anch’io così, la pinga.

Poi mi son detto eh no però poi sai i problemi con le donne ad averci a pinga così… ecco allora ho detto vabbè però allora facciamo così ho sviluppato e precisato la richiesta

la pinga normale per quando ciulo (òddio, magari, un paio di centimetri in più, si sa mai…)

ma in palestra
negli spogliatoi
negli orinatoi a muro
e in generale nelle sedi in cui gli uomini se lo guardano a vincenda

ecco lì, sì, la pinga immemore.

Pynga.

Monday 15 October 2007

Voglio scrivere un post dal titolo “pynga”.

Ma oggi non ho tempo, quindi solo titolo.

Nobelz.

Friday 12 October 2007

Avete saputo?!?!????

Il Nobel per la pace ad Al Gore!

No, dai, cioè, intendo, non è possibile che riet…

Macchicazzosenefrega!

Io stasera vado in enoteca, mi ammazzo di vino bbòno e pappa majala, lei sarà con me e sarà stanca e dolce e morbida e profumata di se’, e il resto chestracazzo.

Snurf.

Thursday 11 October 2007

Nel negozio di giocattoli hanno tante cose bellissime, che se le avessi avute io, ai miei tempi una palla di stracci o al massimo un’arancia per palleggiare, come Maradona, e per giocattoli dei pezzi di lego, una vecchia ruota di bicicletta, a noi bastava la fantasia.

Occhei, più o meno.

Tolti quei tre cestoni alti un metro e mezo pieni di giocattoli, intendo.

Nel negozio cose bellissime, che compri per il nipotino, e siccome sei più bimbo di un bimbo, le scelgi non per quello che fanno

“guardi qui è teleguidato apre la bocca sputa i noccioli guida l’astronave e simula un cantiere sulla A4″

ma pensando “finite le batterie, rotto spezzato e staccato tutto lo staccabile, picchiatolo contro gli spigoli, tuffato in acqua e strisciato nella sabbia, sarà ancora un coso con il quale io giocherei?”

ho preso quelli per i quali mi son risposto “minghia, sì!”.

Poi c’erano i puffi.

I pupazzetti dei pufi, quelli degli anni ‘80, li rifanno, giuro.

Costano 6,5 euri.

Non ho resistito.

Ne ho presi due.

Uno ha gli occhiali da sole, il costume da bagno e prende il sole sdraiato su un asciugamano sotto una palma.

L’altro, sorseggia una lattina disteso un un’amaca.

Li ho messi lì, nella libreria che ho davanti quando alzo gli occhi, e gli dico

“godi, maiale, almeno tu”

ogni volta che li guardo.

Mille.

Thursday 11 October 2007

Mille milioni di cose da fare, nessuna voglia di farle, un mondo piccolo che si affolla di minuto in minuto di rompicoglioni

ma da dove cazzo escono? Esiste un luogo, una fabbrica, una fonte battesimale, un allevamento, dove uno nasce, lo pesano, lo misurano, gli infilano un dito ner culo e dicono

“oh! questo è perfetto per diventare un rompicoglioni coi fiocchi! di chi è figlio?”

e l’altro risponde “eh bhe con un pedigree così… guarda è figlio di una vigilessa di Milano e di uno che fa le indagini di mercato… davvero due rompicoglioni coi fiocchi!… ma soprattutto… guarda guarda… ecco qui il segreto! I genitori sono tutti e due clienti di avvocati!”

“ah adesso è chiaro… bhe questo diventerà un vero rompicoglioni coi fiocchi”

ecco e la folla di rompicoglioni cresce, cresce, cresce

è come stare in sette in un ascensore da quattro, e gli altri sei hanno mangiato aglio cipolla e pasta con le sarde e due soffrono di aerofagia

è come quando vuoi dormire sull’eareo ma tutti quelli attorno a te fanno parte di una comitiva e urlacchiano simpatche battute per tutto il volo

è come quando ovunque tu sia cinema autobus skylift ad àncora o spogliatoio di palestra e fino all’ultimo il posto accanto a te è libero che non ci hai messo su niente epr scaramanzia poi all’ultimo arriva un ciccione sudaticcio e chiede “è libero questo?”

è così è così

ammazziamoli tutti.

Ve lo meritate, Alberto Sordi.

Thursday 11 October 2007

Da corriere.it:

“L’incredibile sentenza di un tribunale di hannover, in germania:
Violenta fidanzata: sconto di pena, è sardo.
Sei anni a immigrato italiano, ma giudice concede «attenuanti etniche e culturali»”.

Bene.

Oh, bene.

Continuiamo così.
Che tanto io resto convinto che, in fondo, non c’abbiano tutti i torti, non c’abbiano.

PS: così, per i cinemaniaci, l’avete riconosciuta, vero, la citazione nel titolo?

Ora capisco…

Wednesday 10 October 2007

Non sapevo.

Ora

http://www.youtube.com/watch?v=Nc4MzqBFxZE

so.

E capisco molte cose.

Certo, buona dev’esser buona, eh…

Stella stellina, stella, stellà…

Wednesday 10 October 2007

Martina Stella:

- sono buddista e di sinistra. Ho così trovato un equilibrio che molti giovani della mia generazione non hanno -

Aveva ragione mio fratello un paio di anni fa quando, con il suo incomprensibile gergo di merchandbankario, disse

“non avete capito un cazzo, ’scolta me. Io vado short di Martinastella, e assolutamente long di Lapo”.

Long di Lapo, e short di Martinastella, assolutamente.

Malgrado lei rimanga, soprattutto nelle scene di quel film famoso, dai, quello di lui lei l’altra, soprattutto quando nel film c’ha il vestitino corto e svolazzevole, un gran pezzo di.

A ME!?!?!?!

Tuesday 9 October 2007

Mi arriva la newsletter di un candidato alle primarie del PD.

Mi arriva perchè c’ho un amico che c’è dentro, non nel sendo della galera - che òddio per quanto - ma nel senso che sta tirando su una roba politica.

E mi dice oh guarda che siccome te anagraficamente risiedi nel paesucolo dove la nostra roba politica si presenta alle primarie, mi raccomando vieni vedi e vota.

E io dico “vabbè”, perchè è un amico e insomma meglio lui che tutti gli altri, nel paesucolo come all’ONU.

Quindi mi mette nella newsletter.

Arriva la newsletter.

Apro la newsletter.

“Caro Compagno…”.

A me!
Caro compagno! A ME!!!!

E adesso, alle primarie? Vado? Non vado? Voto? Non voto?

E se poi mi iscrivono in una roba che tra dieci anni mi dicono eh ma te eri un caro compagno, hai anche votato? Trenta e rotti anni di anticomunismo buttati?

Son dilemmi, sono.

Spain al volo.

Tuesday 9 October 2007

La Spagna è una figata.

La corrida è una figata. A me è piaciuta assai.

La gente sono molto più simpatici.

Si mangia meglio.

L’avvocato dice “voi siete stati qui 10 anni fa, e siete tornati adesso, avete visto come è cresciuta la Spagna. Io sono stato in Italia 10 anni fa, ci torno adesso e siete fermi da 10 anni”.

E tu lo guardi, scuoti il crapone e dici “facile, ciccio, voi non avete nè i comunisti, nè i napoletani, siete avvantaggiati”, lui non capisce, ma insomma.

Si può amare un napoletano grassoccio e ignorante?

Thursday 4 October 2007

La risposta è “sì”.

Io, per esempio, ieri sera ho amato follemente un napoletano grassoccio e ignorante.

In palestra di pugilato, mentre aspettiamo l’inizio del nostro corso.

Siamo lì che ce la raccontiamo io, Max e ’sto ragazzo, appena salito dalla classe dei principianti con noi “avanzati”.

Lui è un bel terruncello fatto e finito, napoletano, ‘mmigrato due anni fa’, parla proprio lombardonapoletano, il livello culturale è da sottobosco e fisicamente ha la struttura di un comodino, basso, tarchiato, senza collo e la pancetta che si vede nonostante metta sempre magliette nere.

E si chiacchiera e Max dice “eh ho cambiato lavoro è già il quarto posto che cambio in dieci anni che lavoro”

e il Napoli chiede “ma comm’ diec’anni, se hai detto che stai laureato, e quant’anni tieni???”

e Max “eh trentacinque… io e Hippo quaddentro siamo i vecchietti del gruppo”

e Mozambico guardandomi “ma comm’, Hippo, ettù quant’anni tieni?”

“eh, caro il mio Congo, son trentasette ormai!”

Tanzania sgrana gli occhi, aggrotta le sopracciglia cespugliose e scuote il testone inutilmente capiente “marò! maddavvero! Ma Iiiii’ t’avrei dato al massimo ma al massimo eh trentun’anno!!!!”

e io guardo la scimmia, e all’improvviso dentro di me lo amo, profondamente, fisicamente quasi, e ritengo che lui, splndido caso di idiot savànt, sia l’unico a possedere il vero metro per giudicare il canone della bellezza, della giovinezza e della forma fisica, in Italia e dintorni.

E quindi, gli perdono anche di avermi gonfiato come una zampogna, da lì a due minuti, sul ring in tre riprese.

No chaltrons allowed.

Wednesday 3 October 2007

Leggevo quell’articolo che racconta di quando ti inculano il computer portatile, e la gente piangono e si disperano che insomma laddentro stavano cose che non ho da nessun’altra parte.

E pensavo “babbioni & minchioni, fate il becàp, no!”, poi dicevo io in fondo nel mio non è che c’abbia dentro chissacosa.

E stavo bello sereno e pettinato.

Poi alle sette di sera dico maddai lavoro ancora ma metto su una bella musichina che mi fa compagnia che sposto le cartacce a ritmo di musica.

Apro itunes.

Itunes si apre.

Ed è VUOTO.

Non un po’, manca qualcosa, ho perso l’ultima canzone che avevo comprato.

Na na na.

VUOTO ma senza dentro gnènte.

PANICO (bestemmie) e ancora PANICO.

Chiamo il pronto intervento Fab cheluisicuramenresacomefare!

Fabo mi fa assistenza telefonica.

Spippola qui.

Apri là.

Mela + click di sopra (cioè mi fa cliccare su robe che io nemmeno sapevo che si potessero cliccare, e il computer fa di tutto e sembra gli piaccia, come una donna che dice “oh finalmente sa dove mettere le mani e come muoverle!”).

Seguo le istruzioni del Fab, quindi trigo, brigo e sbrago, NON MI DICE DI PROVARE A RIAVVIARE (e già per questo vale da solo il triplo tutti i tènnici segaioli del mondo), e HOP! la mia libreria di itunes.

Che non avete idea, senza.

E Fab mi dice “che io son mica un cialtrone come quelli che sono in giro”, e io mi dimentico di dirgli che oggi ero in riunione in Via Magolfa, e mi veniva da ridere e cantare “come eravamo stupidi, Gaetano”, che lui avrebbe capito.