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Hippo blog » 2007 » September

Archivio di September 2007

Pericoli (non Lea, l’altra…).

Friday 28 September 2007

Il Mac è pericoloso.

Ma tanto, eh.

Perchè te un giorno una sera magari sei lì e importi un mezz’ora quaranta minuti del video della Tunisia.

Poi cominci a paciugarci, e scopri che con imovie - quella versione nuova - è davvero facile ma non facile, che sarebbe già tanto, no, è proprio divertente, fare il film del viaggio in Tunisia.

E il video importato ce l’hai sul computer del lavoro…

“avvocato, c’è al telefano il Dottor Gaffuri, per la pratica Pupazzibbuffi - Cacace…”

“…eh… ah… sì… spetti che come ‘atz si fa a mettere la dissolvenza al nero… ah no sì dicevo… gli dica al dottor Garuffi che… che… che sono a un’assemblea! Sì! Ecco! Brava! Un’assemblea di una società internazionale mondiale di bond argentini e azioni parmalat e quotata al nasdaq… ecco… sì che fino a lunedì sono in assemblea… a proposito…”

“sì?”

“lei lo sa come si inserisce la dissolvenza al nero… no eh? vabbè… lasci stare…”.

Karma Kamilion.

Friday 28 September 2007

La radio della macchina suona “do you really wanna hurt me”, e io canticchio “do you really wanna make me cry-y-y-yyyyyy”.

La giovine praticante mi guarda mi ascolta poi chiede “chi è che canta?”

“Maccome!!!” dico io, “Bòygiorg!!!!, anzi, i Cùlciurclàb!!!!!”.

Lei mi guarda come se parlassi di musica andina o del tagikistan.

Io mi sento vecchio, ma mi trattengo dal dire “eh questa sì che è musica, mica come la robaccia che si ascolta adesso”, anche perchè a me i Cùlciurclàb e Boygiòrg mi hanno da sempre fatto cagare.

Barney.

Thursday 27 September 2007

Io da vecchio voglio essere come Barney della versione di Barney.

Nella vita reale, è come dire che mi pice moltissimo come sta invecchiando, astioso, polemico, incazzato che se ne strafrega di tutto e tutti, Francesco Cossiga:

(Adnkronos) - L’ex Capo dello Stato e senatore a vita Francesco Cossiga ha dato incarico al suo ufficio di segreteria e al suo centralino di rispondere a eventuali chiamate del Quirinale con questo messaggio: “Non rompetemi piu’ il c… e andate a fare tutti in c… fatta eccezione per il presidente della Repubblica perche’ rivolgere a lui questo messaggio costituirebbe reato di vilipendio, ma solo per questo!”.

(Ansa) - L’ex-capo dello Stato senatore a vita Francesco Cossiga ha restituito la laurea honoris causa della Columbia University, in polemica con la decisione del presidente dell’universita’ americana di invitare il presidente iraniano Ahmadinejad. Il presidente Cossiga lo ha comunicato con una lettera all’ateneo americano: ’Signor Presidente - scrive - sono un professore universitario di diritto costituzionale nell’Universita’ degli Studi di Sassari, a riposo, un senatore a vita della Repubblica Italiana e un ex-Presidente della Repubblica Italiana. Dalla Columbia University di cui Lei e’ presidente - spiega Cossiga - mi fu a suo tempo concessa una laurea honoris causa in Giurisprudenza. Da Capo dello Stato patrocinai la costituzione dell’Accademia Italiana e la istituzione presso di voi di una cattedra di diritto internazionale e di una Visiting Chair di Diritto Europeo per professori europei, a totale spesa di banche italiane’.

’Indignato per aver voi fatto parlare nella Columbia University il bieco neo-nazista e terrorista islamico Mahmoud Ahmadinejad, presidente dell’Iran, che auspica la distruzione di Israele, per rispetto ai sei milioni di ebrei sterminati che voi -argomenta Cossiga - razzisti di vecchia data e oggi anche filo terroristi islamici, dimostrate di non avere, e per amicizia, io cattolico, per il popolo ebreo e per lo Stato d’Israele, restituisco la laurea da voi conferitami e brucio la toga da voi donatami. Senza alcun rispetto’.

George.

Wednesday 26 September 2007

Ieri sera a casa del Commendator Gagliardi, io lui e il Trattore che “venite venite che Cioccio ha portato dall’Egitto quella roba che mettono i negri dell’Egitto per insaporire il narghillè”, che “l’ha preso all’uva perchè ha un buon odore”, e “poi noi ci mettiamo su un bel tòccone di fumo, e ci sbarbiamo come dei signori”.

Quindi prima un panozzo allo Stalingrado - breve excursus: in questa settimana c’è Milanovendefiga, cioè ovunque ti infili tipo anche al tabaccaio della Barona sta pieno di modelle gnocche fighe e un po’ sperse, dappertutto tranne dove? allo Stalingrado, e noi LI’! andiamo, ma vabbè - poi dicevo dopo il panozzo, a casa del Commendatore.

Lui prepara il narghillè, e poi apre sta scatolotta, grossa pressapoco come un pacchetto di sigarette, la apre, esce una poltiglia umidiccia che emana un forte odore di Big Babol, colorata di rosso scuro quasi viola.

La poltiglia, non si infiamma.

La mettiamo anche sul fuoco quello grosso della cucina, un cazzo, se si eslcude un puzzo di strinato che invade la casa e non andrà mai più via e le mani sudicie di rosso amaranto, che sembra che hai appena sgozzato un porcellino da latte.

Chiamiamo Cioccio per protestare e sputarlo in diretta, ma Cioccio - detto per l’occasione “làmmerda” - non risponde.

Dopo un po’, mentre noi affoghiamo la nostra tristezza in un cannone “ol’ style”, ecco l’sms di Cioccio.

Dice che è impegnato, non può rispondere, quindi domanda “è una roba da centurione romano, o può aspettare?”.

E il dramma, vero, è che tutti noi tre, sena un secondo di dubbio, abbiamo capito cosa sia una “roba da centurione romano”, e quale sia il grado di urgenza che rappresenta.

Si invecchia, qualcuno anche male eh, ma noi non si molla un cazzo.

Here comes the rain again

Wednesday 26 September 2007

Piove.

Soprattutto su quelli che hanno udienza al tribnale di Monza, o di Rho, o hanno una riunione a Pero, o in fondo a viale Monza, o devono ritirare dei documenti a Città Studi, o a Cogliate.

E hanno deciso di andarci in scooter.

Siccome loro tutti quelli sono i miei colleghi, e io invece oggi non devo andare da nessuna parte, piove, e un po’ mi infastidisce, ma anche un po’ no.

La merda a spruzzo.

Tuesday 25 September 2007

Quand’ero un giovine quaglioncello, passai del tempo negli USA, anzi, siccome ero fico, lo passai direttamente in California.

AH! Fighe, scimàpagn, surf, harley davidsons! direte voi.

Sta ceppa di fava, rispondo io.

Ma questa è un’altra storia.
Era per dire che allora mi appasisonai ad un adesivo che andava assai di moda, era attaccato dappertutto, paraurti, porte, vetrine, riprodotto sulle magliette, etc.

Diceva “SHIT HAPPENS”, e io - che avevo imparato l’inglese benissimo - mi domandavo cosa caucaso significasse “la merda succede”, ma anche questa è un’altra storia.

E’ che mi è tornato in mente, quell’adesivo, in questi giorni, quando la mmmerda mi ha travolto come se fosse spruzzata da un idrante, ma tanta, tanta, tanta, che l’unica soluzione sarebbe andare a casa e mettersi a dormire, che tanto.

E ho capito che la scritta sull’adesivo era incompleta, che nella realtà, nel modno di oggi, “SHIT HAPPENS, AND WHEN IT APPENS, IT HAPPENS A LOT BUT A LOT EH! I MEAN IT HAPPENS WITH WAVES ALWAYS BIGGER AND BIGGER, OH SE HAPPENS, OH SE HAPPENS!!!”.

Ecco, magari su un paraurti o sulla maglietta tirata sulle tette di una barbie californiana non ci starebbe, ma secondo me, così ha moooooolto più senso.

Eh…

Thursday 20 September 2007

…eppure, mi piace…

Dì la tua.

Thursday 20 September 2007

La cosa bella di un blog è che puoi dire la tua su qualsiasi argomento, anche se nessuno te lo chiede e se non se ne sentiva proprio il bisogno.

Quindi dico la mia su Grillo.

La cosa più fica di Grillo in questi giorni è la sinistra, i communisti, per capire.

Che sono lì che si agitano si guardano e non capiscono, cioè, non hanno idea, cioè, non sono abituati.

Un comico, uno dello spettacolo, uno che fa ridere, che prende per il culo ANNOI???

Ma non dovrebbe parlar male, fare imitazioni, prendere per il culo Berlusconi, come tutti i comici, registi, attori musici e cantanti?

No. Questo se la prende con la sinistra. E loro, non sono attrezzati, non sono abituati.

E ancora più fico è vedere gli altri comici registi cantanti ballerini finocchi presentatori jazzisti scrittori autori e zelig vari, che non sanno cosa dire, maccòme, dicono.

E gli piacerebbe - ohi se gli piacerebbe… - salire sul palco affianco a Grillo, sventolare una andiera della pàsce (che non guasta mai), cantare ‘na canzonetta con la chitarrina e le ciabatte, e fare un bel girotondone finale.

Ma non si può, perchè su quel palco si prende per il culo tutto il communistume, intero, e insomma non si è mai fatto, ma si potrà fare, ma conviene farlo? Magara - magara, eh - aspettiamo un attimo, per vedere comse va a finire…

Perchè è un comico; è uno di spettacolo; è uno che la gente ride quando parla.

Ma non se la prende con Berlusconi????

No. Se la prende ANCHE con Berlsuconi. Ma fa pari. Berlusconi, Prodi, Fassino, Previti, Emilio Fede, Scalfari, sua sorella e anche sua cugina, signora, sissì, tutti insieme uguali uguali.

Poi, di quello che Grillo dice, di come lo dice, di quanto, con chi, perchè, e mapperò, ecco quello che ne penso io non interessa a nessuno, ma i communisti, che si guardano intorno con gli occhioni spaventati “ma questo davvero parla male dinnoi???”, questo mi fa davvero tanto tantao tanto ridere.

Stropicciato.

Wednesday 19 September 2007

Voi che siete uomini di mondo, come faccio a far andar via in fretta i segni che restano sulla faccia quando nel primo pomeriggio metti giù il crapone sulla scrivania, apoggiato su un braccio piegato, come ai bei tempi dell’ultima fila di banchi al liceo

chiudo gli occhi un minutino dai solo un minutino sto giù solo un minutino un minutino

e ti sveglia il centralino dopo mezz’ora

che è stato come essere tirato su con un paranco dalla fossa delle Marianne

“avvocato è arrivato il suo appuntamento”

e te c’hai in faccia più segni di un evaso dalla Cayenna?

Buongiorno.

Tuesday 18 September 2007

Ci sono mattine che ti svegli mezz’ora prima della sveglia, e t’incazzi perchè per mezz’ora non riesci nemmeno a riaddormentarti, non ne vale la pena, ma minchia non mi alzo! e quindi stai lì a rigirati e guardare l’orologio.

Poi lei si alza lei e anche lei dice “giornataccia!” e anche lei addirittura lei non ha nessuna voglia di andare fare brigare.

Allora si sta a letto abbracciatti e si respira l’odore del’altro finchè dici “questo è il posto dove tornerò stasera” e quindi trovi quel fondo di forza disperata per alzarti.

La colazione piena di burri e grassi e zuccheri e caffi (plurale di caffè) aiuta, e la giornata riassomiglia ad una giornata.

Poi con la my personal vespetta mi infilo le cuffie dell’ipod. Dice non si fa è pericoloso.

Ciccio. Sono meno pericoloso io con l’ipod nelle orecchie, gli occhiali di Ray Charles sugli occhi, il casco integrale al contrario e un gorillo aggrappato sulla schiena che questa troja con uno scooter che gira a destra mentre guarda (cioè non guarda, muove la testa inutilmente) a sinistra.

Poi infine c’è via conservatorio, dove per fortuna c’è uno che si ferma nel bel mezzo di via conservatorio per scendere dalla macchina i figli piccoli.

Ecco, con un po’ di fantasia io potrei anche passare affianco alla macchina, in quanto la my personal vespetta è sguscievole per definizione, ma vuoi mettere.

Quindi mi pianto a un centimetro dal paraurti dela macchina, mi attacco al clacson della my personal vespetta, che è piccolo, sì, ma fa un bel rumoraccio fastidioso, e quando lui si gira stupito e dice “un attimo scusi” io rispondo “un attimo il cazzo sposta questo cesso di macchina sennò la prendo a calci stronzo e lei signora” dico rivolto alla passante che si ferma basìta a vedere quel che succede ormai in giro sai c’è in giro la gente matta “e lei signora si faccia i cazzi suoi che campa cent’anni… oddio a vederla non sarei così ottimista… ma va regolare di corpo?”.

E quindi lui sposta il ferrovecchio, lei se ne va squotendo la testa pensando “gh’è in giro gli albanesi!” e io arrivo al lavoro e insomma la giornta poteva iniziare peggio.

Ok, sì.

Monday 17 September 2007

Spendere men di tre eurini, e trovarsi nell’ipod tre pezzi della Steve Roger’s Band, che sentivi quando eri regazzino, e a quei tempi o ti accattavi tutto l’ellepì, o niente, e insomma tutti quei soldi per la Steve erano un po’ troppi, e quindi ti è rimasta la scimmia.

Fino a oggi.

Spiace solo che Massimino Riva, questi miei tre eurini scarsi, non se li potrà godere.

La sottile linea gialla.

Sunday 16 September 2007

La Tedeschia, come si sa, è il paradiso.

Io lo so, e quindi ogni volta che ci vado, sono sicuro che questa volta so cosa mi aspetta, e quindi non sarò preso dallo sconforto nè dall’invidia porca & nera.

Ma, ogni volta, la Tedeschia mi stupisce e mi viene il cuore grande grande di fronte a questo popolo belissimo e meraviglioso, e la tristezza mi àccide, pensando a casa vostra.

All’aeroporto di Monaco, per dire, che è grande che di Malpensa ce ne stanno dentro sei, ma belli sciàllati eh.

Agli arrivi, per dire, in generale, agli aeroporti.

Fuori dalle porte scorrevoli c’è la gente che aspetta, i parenti, gli amici, i cugini, gli autisti coi cartelli, i negri col lenzuolo addosso e i rocchi con l’asciugamano in testa.

Ecco agli arrivi in Italia hanno dovuto mettere tre strati di barriere, divisòri, punte acuminate e cocci di vetro taglienti, e anche così ti trovi con la gente accomodata appena fuori dalla porta che scorre, coi bambini piccoli che si infilano “vai vai àcciro, vai dentro e vedi a mammà se sta lo zio carmine… eccolo lààààà…. CAAAAARMINE… CAAAARMIIIIINEEEEEE!!!!!! Vai vai bell’èèmammà, dillo a o’ pulizziott’ che vai solo a salutare alo zio Carmine che torna dalla Merica!”.

In Tedeschia, fuori dalle porte “arrivi”, c’è per terra disegnata una sottile linea gialla.

Piccola.

Sottile.

Gialla, ma un giallo leggero, che non da nemmeno noia agli occhi.

E, lì, ogni giorno, a tutte le ore, lungo quella sottile linea gialla, la magia si còmpie.

Varrebbe la pena di far pagare un biglietto, per potersi sedere ed ammirare lo spettacolo, la meraviglia, il sogno ch diviene realtà, l’immaginazione che supera la fantasia.

La gente, stanno dietro la lienea gialla.

La gente, sono tanti, centinai di centinai, di tutte le razze i colori le forme antropomorfe, e tutti stanno dietro una sottile linea gialla.

Voi, noi, abbiamo perso, perchè a casa nostra hanno vinto i napoletani, che siamo diventati tutti come loro, e i Tedeschi della Tedeschia, quando ci schifano, hanno ragione ohi se hanno ragione ohi se hanno ragione.

Nuremberg.

Friday 14 September 2007

A Norimberga, a parte il processo, e la birra, io, sabato e domenica, checcazzo!?!?!

Chatz.

Friday 14 September 2007

- non può uscire, c’è qui la fidanza -

- in che senso? La fidanza o la finanza?
quella con le tette o quella con il mandato di perquisa?
che è diverso, sai… -.

The bìrbaccion (il birbaccione).

Friday 14 September 2007

Dice il vostro vice commissario europeo alla sicurezza (e sticazzi, no?) Frattini, che ah dice lui che ah ah lui ha capito tutto, lui.

D’atronde, mica si diventa vice commissario europeo alla sicurezza (e sempre sticazzi, no?) per niente, anzi, ci vuole un popo’ di cervello, ci vuole.

Quindi AH! la soluzione definitiva contro il terrorismo, magari non proprio proprio definitiva, magari, ma insomma, dice il vice commissario europeo alla sicurezza (e con sticazzi, no?) jè dàmo ‘na bbella botta, jè dàmo.

Infatti dice “bella zio” (d’altronde il vice commissario europeo alla sicurezza è uno a contatto coi giòvini) “bella frà, togliamo da gùgol tutte le parole che hanno a che fare con il terrorismo, tipo bomba, terrorismo - appunto - esplosivo, detonatore, timer eccetera eccetera! AH! E poi voglio vedere come fanno, i terroristi, a far su le bombe!!!”.

Davvero.

Non scherzo, è su repubblica.it. Ah, la soluzione.
Adesso, se un birbacione vuol tirar su una bombetta a casa sua, eh, son cazzi.
Adesso, se un birbaccione vuole chessò mettere a ferro e fuoco il Duomo di Milano o Central Station a Londra, eh, non può più.
A dar retta a Frattini, intendo.

Uuuhhh, tutti i birbaccioni, preoccupati, eh! Hanno intercettato dice uno che chiamava a Bin Laden e gli dieva “uuuuhhhhh! il vice commissario europeo alla sicurezza ci ha davvero fregati!!!! E adesso???”

E insomma, di tutta la storia, la parte più divertente - davvero - è che quelli di gùgol gli hanno risposto.

Ma no come si risponde al bimbo forse un po’ piccolo ma certo un po’ beota che ti porta a casa il sasso pìttato di blù, che gli dici “ma braaaaaaaaavo, ma beeeeeeeeeello”, poi il sasso lo metti un una mensola e lo lasci lì, si sa mai che un ospite lo repnda per arte moderna.

No, quelli di gùgol hanno risposto al vice commissario europeo alla sicurezza (e sticazzi, certo) e gli han detto eh la censura no, eh la libertà d’informazione, eh la rete è incontrollabile, ma il senso era chiaro.

Gli hano detto “come foss’antani della supercazzola prematurata con scappellamento a destra per due del vice commissario europeo alla sicurezza”, e quando lui ha detto “eh?”, tutti in coro gli hanno risposto “PUPPA!”.

E, ribadisco, è il VOSTRO vice commissario europeo alla sicurezza, non il mio.

1387.

Thursday 13 September 2007

Oggi vorrei essere in giro con la mia macchina fotografica e fare 1387 foto e metterle online e farmi dire “belle”!

Che poi devo ancora impostare che se metto il biancoenero in realtà non mi covince perchè non riesco a farla con il contrasto forte come dico io.

Eh, oggi èl Dunandùn él gìra no…

Tuesday 11 September 2007

Mentre andiamo allo stadio, Frida guarda con gli occhioni tutta la gente - cioè, tutti i tamarri, che così tanti insieme solo all’Aquafan, secondo me -, le trombe, le magliette con i nomi dei giocatori, le facce pittate con il tricolore, le sciarpe di lana anche se ci sono 35 gradi, le bottiglie di birra per terra, gli sbirri vestiti cattivi, e insomma tutta quell’elettricità contagiosa e bella che c’è quando arrivi a uno stadio come San Siro.

E mi dice “ma guarda io non so nemmeno bene le rogole, cioè non ci capisco molto, cioè ho visto un paio di partite in televisione ai mondiali…”.

Poi entriamo, la gente, gli inni nazionali, inizia la partita, quello chi è è Pirlo, quello chi è è De Rossi, poi vedi Inzaghi poi vedi Del Piero Cannavaro Oddo sì quello dei mondiali, Camoraesi ah lui lo riconosci per i capelli da imbecille, Buffon certo il portiere, no nella nostra nazionale non ci sono interisti, strano eh, però dall’altra parte sì, invece in campo ci sono sette giocatori della Juve, quella che vinceva, ma questa è una cosa mia.

Io mi preoccupo, e le chiedo ma ti annoi, e lei nono anzi, poi vedi hanno ammonito Gattuso, perchè Zambrotta ha le scarpre gialle? perchè gli danno un sacco dde sòrdi, chiaro, ma Del Piero è scarso vero? scarso scarso, sissì.

Finisce la partita, e io mi preoccupo allora amor mio, com’è andata, ti sei annoiata, ti è piaciuto, adeso andiamo eh, cosa dici.

Lei risponde guarda, ma chi è il nostro allenatore?

In che senso amò?

Nel senso che non capisce niente! Ma insomma! Il centroavanti Inzaghi è una pippa (e su questo, siamo tutti d’accordo, NdR), ma soprattutto era isolato, e poi non ha la struttura fisica per tenere su a palla, e insomma Del Piero era da tirar fuori, ma soprattutto ci mancava un controcampista a ridosso delle punte e insomma anche sulle fasce, non siamo stati incisivi, a parte due affondi di Zambrotta…

Vabè, amò, ma adesso andiamo a farci un pizza…?

Ma no! Corriamo a casa, adesso, che voglio sentire i commenti su Telelombardia!!!!!!

Bèlo, il calcio, e chi dice di no, non è mai stato a San Siro…

Moschino.

Friday 7 September 2007

- Venite al mare questo fine settimana, tu e Frida? -

- no, guarda, domani sera siamo allo stadio, a vedere la partita dell’Italia, e domenica andiamo tutto il giorno al festival della letteratura di Mantova… -

- oh, ma cari… ma vi rendete conto che sembrate o spot di “cheap & chic” di Moschino???? -.

wow.

Thursday 6 September 2007

No, dai, no.

Dico, la clessidra di windows, che sta lì e non succede un cazzo, solo la clessidra, piantata nel mezzo della vostra applicazione (eh sì, adesso anche loro le chiamano applicazioni e non più programmi).

La clessidra, dicevo.

No, dai, come si fa, che ho riavviato tre volte, e ogni volta che riapro l’applicazione, clessidra, clessidra, clessidra?

Come fate?

A non distruggere tutto a testate, intendo?

che dici umane.

Thursday 6 September 2007

Le parole mi rincorrono anche di notte, quando vorrei dormire, e invece penso alle parole, che suonano al di là del senso, fuori dal vocabolario fuori dalle lenzuola, parole e rumori del tram delle moto smarmittate della televisione bassa bassa, parole che mi girano in testa, come una canzone.

Frida
col nome di pittrice
Frida
che tiene stretti i colori
Frida
con gli occhi
del color del sudamerica

Frida
che sorride
come ridono i bambini
Frida
con gli angoli bui
agli angoli del cuore
Frida
è importante
farla ridere

Frida Frida Frida
non è una canzone
Frida Frida Frida
è una piccola emozione
Frida Frida Frida
non è una canzone
Frida Frida Frida
è solo che canto nel mattino
perchè lo so
che stasera ritorni
che stasera
poi noi

Frida
dal sapore di Venezia
e di Giappone
Frida
io le faccio l’amore
e nessun altro
Frida
vuol girare tutto il mondo
e una piccola casa calda

Frida
con il freddo sulla pelle
Frida
con il sonno da bambina
Frida
con il nome di pittrice
con il profumo di mattino
con il sorriso di domenica

Frida Frida Frida
non è una canzone
Frida Frida Frida
è una piccola emozione
Frida Frida Frida
non è una canzone
Frida Frida Frida
è solo che canto nel mattino
che stasera ritorni
che stasera
poi noi.

cuccurrùccucuuuuuuu…

Wednesday 5 September 2007

paloooooooooooomaaaaaaaaaaaa…

Winter.

Wednesday 5 September 2007

Che dice è finita l’estate, dice.

Quindi?

Quindi affrontiamo questo lungo inverno come si deve.

Cioè?

Cioè iniziamo a programmare che vacanze si fanno quest’estate.

Affacciàto.

Tuesday 4 September 2007

Mentre aspettavo che il tempo passasse, ero affacciàto alla finestra.

Sotto, per strada, saran state le sette settemmezza, è passato un tamarro in bicicletta, e a metà della strada ha impennato hop! e ha fatto un bel cinque - sei metri impennato, con la ruota davanto messa desbiès.

L’ho invidiato tanto tanto, non perchè io non sappia impennare, ma perchè lui era là, e io qui.

Poi ho sospirato, ed ho rivolto i miei pensieri a colui che tutto può, e sono sicuro che il tamarro, dietro la curva, si è spatasciàto nel dietro della camionetta del reparto cinofilo incazzato dei vigili urbani, così, per simpatia, eh.

Rumorz.

Tuesday 4 September 2007

PEM! PEM!! PEMPEMPEM!!!

fanno i muratori, scavatori, piastrellisti o reduci da un bagno penale francese che siano, che stanno lavorando sotto le finestre del mio ufficio.

PEM! PEM!! PEMPEMPEM!!!

e poi uno grida tipo “aooooaaaaaahhhiiuuhhhoooooo!” e allora smettono e poi lui rigrida “uuuuuoooeoooeooooooaaaaaahha!” e allora ricominciano.

Dopo mezz’ora così io mi affaccio.

No dico, non vi affaccereste, voi?

Quindi, mi affaccio.

E all’improvviso, cèssa.

Nel senso del rumore. Dell’attività. Delle grida, dei martelli, delle seghe a nastro e dei compressori a olio.

Silenzio.

E quiete. Ghé nisùn.
Nemmeno un manovale; cioè, non pretendo un capo cantiere, ma cazzo fammi vedere un manovale che porta un sacco di qualcosa sulle spalle.

Una seppia di nulla.

Il deserto del Gobi, al confronto, è più rumoroso e trafficato.

Mha.
Scuoto il testone, mi rimetto a sedere, guardo lo schermo del computer “…e l’Appaltatore avrà la facoltà, da esercitarsi entro i termine perentorio di quindici (15) giorni dalla data di conseg…”

PEM! PEM!! PEMPEMPEM!!! aaaahhooooouuuuiiiiihhhhhhhh! PEM! PEM!! PEMPEMPEM!!! Iiiihhhaaaeeeeeeeeaaaaaaooohhoooiiiiii! PEM! PEM!! PEMPEMPEM!!!

Mi riaffaccio, stavolta HOP! all’improvviso.

Silenzissimo.

Mi risiedo.

PEM! PEM!! PEMPEMPEM!!!

Ecco, si prospetta una giornatina allegra allegra.

I’ stràssi sòra à testa.

Monday 3 September 2007

Allora, se un popolo c’ha come caratteristica tipica che lo contraddistingue quella di tenere uno straccio avvoltolato sul cranio, ecco, te da quel popolo, che cazzo puoi aspettarti?

Che questo week end io per lavoro devo andare a Tripoli. Sì, Tripoli in Libia.

Che cosa ci sia da vedere non lo so, ma dìcheno du’ pietre romane, tre beduini der cazzo e un mucchio di sabbia e deserto, che a me piace sempre.

Aggiungi che ci devo andare con un cliente vips, e quindi avvocà vi vengono a pijare con l’aereo privato domenica e vi riportano con l’aereo ancora più privato lunedì sera, e quando state là bumba e rumba e sciampàgn a fiumi.

Che uno ci fa la bocca, ci fa.

E quindi le corse, perchè i beduini del cazzo vogliono il passaporto tuo e dei clienti scansionati subbito subbito entro stasera sennò s’incazzeno, e sia mai che s’incazzeno, i beduini.

E mentre stai a scansionà i passaporti, che il cliente è arrivato di corsa dalla Svizzera a portartelo, per dire eh, mentre sei lì

chiamano e dice

- oh eh scusi avvocà oh eh sa checcè? -

- no checcè? -

- eh c’è che si sono accorti che sta il ramadan, quindi hanno chiesto a un mullà se si può fare l’incontro con anche la festa le trombe i pifferi e le corse dei cammelli finocchi per fare la festa all’ospite, e il mullà ha detto -

- mi faccia indovinare, in mullà ha detto “COL CAZZO!” -

- eh non proprio così, ma il senso dietro la sua valutazione etico moral religiosa è quello -

Quindi niente Tripoli, niente aereo privato, niente deserto, niente di niente.

E il cliente che dice “oh bene perchè non c’avevo nessuna voglia di andare”, e io devo fare il fico e dire “nemmeno io”.

Ma stasera guarderò con affetto il poster di Ronnie Reagan, ricordando con un sorriso quando il vecchio pistolero scatenò la sesta flotta contro le coste libiche, che il Golfo della Sirte, quella notte, illuminato a giorno da una pioggia di missili Tomawhack, era bellissimo.