Strict Standards: Declaration of Walker_Page::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_PageDropdown::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1244

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_CategoryDropdown::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1442

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class wpdb in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/wp-db.php on line 306

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Object_Cache in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/cache.php on line 431

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Dependencies in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/class.wp-dependencies.php on line 31

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Http in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/http.php on line 61
Hippo blog » 2007 » August

Archivio di August 2007

Punti di vista.

Friday 31 August 2007

Manovale e gentiluomo - pronto! -
Hippo - pronto! -

MeG - come va? -
H -guarda, ‘nammerda…. piove, fa freddo, non ho ancora fatto colazione e ho un mucchio di rogne da sbrigare… -

- scusa… ti stai lamentando? -
- sì, perchè? -

- TU ti stai lamentando? -
- sì, ho una giornata pessima, piove, non ho ancora… -

- IO sono in piedi dalle sei, piove anche qui, ma io sono all’aperto, ma non all’aperto semplice, no, sono all’aperto al cimitero di Guanzate Piemonte, a tirar su lastre di marmo dalle tombe, sto lavorando col mio capo (che è stranamente di pessimo umore), e dalle sei ad ora ho litigato con almeno tre clienti, e so perfetamente che avevano ragione loro.

Tu, secondo me, ti sei svegliato dopo le otto, e adesso sei in ufficio davanti al computer a guardare le zozzenude, e non hai ancora deciso ma credo che nei prosismi dieci minuti darai noia ad una segretaria o a un praticante così, solo perchè piove e vuoi dare un senso alla mattina.

Sbaglio? -

- ergh… -

- Appunto. Quindi zitto, ringrazia i culo al cubo che hai, e lavora -.

Ora che ci penso, piove, ma sembra che magari smetterà…

e dice

Thursday 30 August 2007

E dice che noi avvocati quando parliamo non si capisce nulla.

Hai mai provato ad ascoltare - attentamente, intendo - due tènnici esperti delle IT che cercano di risolverti un problema?

E alla fine ti dicono “è un problema del programma, che non va”, e ti guardano, seri, come per dire eh ciccio ci siam fatti un culo così, ma adesso eh ciccio ne siam venuti a capo, eh ciccio, noi siamo tènnici mica raccattapalle dello stadio olimpico, ciccio.

E tu gli diresti “MAVA’??? Davvero? Il programma non funziona… ma pensa! Ma ve mò ve mò, diceva la mia nonna emiliana, che ci vuol un bel cervello sai, che io non me n’ero mi accorto… davvero! Io passavo le ore davanti allo schermo, impallato come un alce nella notte con i fari puntati sul muso, ad aspettare che succedesse qualcosa… e invece era il programma che non va! Meno male, che esistono i tènnici, sennò sai il mondo che brutto posto….”.

E invece, siccome sei urbano, dici grazie prego si figuri, ma la prossima volta li registri, li, e poi metti tutto su youtube, cazzo, che la ggènte sappiano.

Buonasera…

Wednesday 29 August 2007

Vado a cena con il daddy e il brother in un ristorante di milano, di quei ristoranti di milano che credi non ci siano più.

Un posto che se arrivi alle otto, mangi, perchè a milano si mangia alle otto, mica aperitivi; un posto che la gente va e magari chiede un piato di spaghetti al pomodoro, che insomma siam fuori a cena tutte le sere, e loro dicono “certo signore”; un posto che è vecchio, ma insomma potresti quasi dire antico.

Un posto che io lì mio papà avevo tipo quindicianni e un giorno a pranzo mi disse “vieni che ti presento una persona” e c’era quest’uomo alto secco secco anziano con degli occhi azzurrissimi che mangiava da solo un piatto di fagioli e mio papà gli disse “direttore posso presentarle mio figlio” e io gli strinsi la mano e lui si presentò “piacere, Indro Montanelli” e io avevo da poco cominciato a capire qualcosa di politica, dei comunisti, delle pistolettate nelle gambe e di uno che grida “vigliacchi” a chi l’ha appena sparato, ecco un posto così.

E ci andiamo lì da almeno vent’anni, e a mio papà gli dicono come sempre “ciao”, e a mio fratello gli dicono “ciao come stai? e adesso che lavoro fai?” e lui risponde sbuffando “sempre lo stesso, financial analyst in una fiduciaria svizzera”, e a me mi salutano “buonasera avvocato”

e io chiedo “ma come mi da del lei che mi conosce da quando ho tredici anni, e al daddy e al brother dai del tu?”

e loro “eh ma adesso lei è un avvocato, adesso è diverso”

che è come dire in una certa milano, che sta nascosta negli angoli con il pavè in terra eh, ‘ngule agli analisti finanziari, ai financial senior partner manager, ai gestori di fondi di fondi di fondi di fondi, ai venditori di fuffa mista all’inglese, in una carte milano al ristoratore piace salutarti e scandire “buonasera avvocato”, che è come dire che qui da noi vengono a mangiare gente che, più o meno, quando dice che lavoro fa, la gente lo capiscono.

Sà!

Wednesday 29 August 2007

Già!

:-)

Tuesday 28 August 2007

Stop, anzi semaforo.

Scatta il verde.

Io scatto come un leprotto con la my personal vespetta, alla mia sinistra il Perfido Buby scatta a sua volta con suo motorone.

Cinquanta metri avanti, un ciabattone scende dal marciapiede e si avventura tentando di attraversare.

Si gira verso di noi, studiando se ce la possa fare.

Io accellero e, sporgendomi verso il Perfido Buby, grido a squarciagola indicando il ciabattone “CHIAPPALO! CHIAPPALO!!!!” e apro a tutta manetta, seguito dal Perfido Buby, puntando dritto dritto sul ciabattone.

Il ciabattone, sorpreso a metà dell’attraversamento, sbarra gli occhi, èsita un attimo se tornare indietro o tentare di finire l’attraversamento, poi bàlza all’indietro incespicando malamente nelle ciabatte.

Noi lo sfioriamo e io, mentre passiamo, lo guardo e rido “AHAHAHAHAHA!!!”.

Bene.

Ora la giornata non è più così male, ora.

Ah, già…

Tuesday 28 August 2007

Lei è nervosa e irascibile ed elettrica.

Dopo colazione guarda il mondo e fa “grrrrrrrr” incassando le spalle.

Dice devo fare vedere andare e tornare un mucchio di gente.

Dico per rasserenarla “non maltrattare nessuno che non maltratterei io!!!”.

Mi guarda stupita “intendi che posso maltrattare i nove decimi dell’umanità umana e la totalità degli animali del pianeta?”.

ops…

Conferencecall.

Monday 27 August 2007

Come quelli fìchi - ma fìchi per davvero, eh - oggi conferenzecallz a manetta, àmmericani che chiamano, svedesi che parlano tedesco e tedeschi che tornano a New York, spagnoli che vendono e Canistracci Oil sospese per eccesso di rialzo.

E dopo ogni telefonata, sbatto giù la cornetta, e guardando con astio il telefono come se ci fosse seduto sopra l’interlocutore, gli dico

“ma quanto mi state tutti sul cazzo?”.

e vado a leggere www.gazzetta.it.

It’s over,

Monday 27 August 2007

E’ davvero finita, la vacanza.

Me ne son reso conto in quanto nelle ultime 24 ore, ho litigato tre, leggasi tre, volte per la strada, in un crescendo entusiasmante.

La prima volta, ho chiuso con un tradizionale “merda, ti spacco la faccia”.

La seconda è stata creativa (”ma vaffanculo te e quella troia che ti siede accanto”).

La terza sono stato internazionale (”ti piscio addosso se non ti levi dal cazzo”, che secondo me è una libera interpretazione del “me cago en tu puta madre” di ispanica grande tradizione).

Le ferie son finite, non tanto le mie, intendo, quanto quelle delle migiaia di stronzi che popolano questa citta già malidetta e non è nemmeno settembre.

Quest’anno mi sa che sono cazzi, mi sa.

Sondaggio.

Friday 24 August 2007

Allora, esiste un gruppo musicale che fa musica “alternativa”, cioè fa musica in cui si parla spesso anche se non sempre di politica, ma invece che parlare di Che Guevara, dei scèntri sosciàli okkupati o della fiàccoladell’anarchia, cantano canzoni…. come dire… per usare un giro di parole… di destra, ecco.

E siccome cantano canzoni così, non è che li trovi su itunes o da Buscemi o alle Messaggerie, per dire.

Quindi compro il cd on line e pago con la carta di credito.

Arriva il c d, ma è in contrasegno: e ripago 23 euri.

Poi scrivo una mail, cari amici così e cosà, ho pagato con la carta come vedete dall’allegato, poi ho ripagato al contrassegno come rivedete dal riallegato, cheffamo?

E loro rispondono scusa sai scusa dai, ti facciamo un vaglia da 25,5 euri, io dico grazie sì.

Poi mi scrivono e mi dicono “uè uè sai checcè? c’è che nel fare il vaglia abbiamo fatto un piiiiiiiiiicolo errore… invece che E 25,50, il vaglia è stato fatto da E 2.250,00 (duemiladuecentocinquanta): come facciamo?”.

Il vaglia è arrivato.

2.250,00 euri, giuro.

Il dubbio è che, se fossero stati un gruppo musicale dde compagni dde sinistra, col cazzo, poteveno morì, poteveno, glieli avrei ridati - forse… - dieci centesimi per volta, piaaaaaano piaaaaaaano, sperando che nel frattempo gli pignorassero gli strumenti musicali.

Ma siccome compagni non sono, un po’ mi secca, non ridarglieli subito tutti, ma d’altra parte, la mia indole mi porta ievitabilmente a dare noia (parecchia) e far casino, e quindi nmi spiace non rompere le palle nemmeno un po’.

Eh, so’ problemi di fine agosto, so’.

Tòrrida.

Wednesday 22 August 2007

Estate tòrrida, prometteva il tipo in giacca marròn in televisione, eh diceva saranno cazzi vostri, già avete avuto un inverno mite caldo e piacevole, ahahaha! diceva la pagherete tutta la pagherete dura perchè qest’estate uh! quest’estate guarda mànco te lo dico guarda, ’spetta e vedrai.

E l’ENEL che diceva oh siamo pronti ad affrontare un immenso aumento della richiesta di energia perchè sai tutti ma proprio tutti eh saranno attaccati abbracciati in ginocchio davanti alle bocchette dei condizionatori a manetta.

E i contadini del sud chiedevano la calamità naturale in anticipo, che tanto già si sa.

E i sindaci preoccupati per le riserve idriche.

E io mi sono comprato un paio di infradito, che sono un antidoto contro la calura, soprattutto in macchina, che se c’ahi caldo pigi il tasto che dice all’aria condizionata di bùffare sui piedi, e senza nemmeno togliere l’infradito fai ciaociao! coi diti del piede che gòdono al fresco.

Tòrrida, dicevano, colpa dell’ozono, dei ghiacci, dei gracchi, dei cocchi.

Stamattina, un cialtrone per radio diceva “eh quest’estate così fredda piovosa anomala è il segno dell’impazzimento del clima, eh adesso sì, che vedrete, sono cazzi”.

E io mi chiedo, ma l’unico modo per farli sta’ zitti era un’estate a 25 gradi, ventilata, con un tasso di umidità sotto il 30%?

Attenti

Tuesday 21 August 2007

che sennò si fa la fine del povero perozzi.

La faida (e il fascio).

Tuesday 21 August 2007

La faida di San Luca.

Che partono dal paesello, in cinque o sei amici come per una scampagnata di ferragosto, invece vanno su a Duisburg che è in Germania ma in una Germania dove ci sono le miniere di carbone e robe del genere, minchia che posto.

Arrivano, vanno in una pizzeria - che italiani sarebbero, sennò? - e già che son lì vedono sei tipi òmminghia ogguarda il caso ma son del paese nostro, dicono, e siccome son dell’altra famiglia gli sparano settanta colpi e li fanno secchi.

Dice che la faida nasce negli ani ottanta, per una questione di gavettoni tra due famiglie vicine, e poi ariva agli appalti, la droga, le scommesse, lo strozzinaggio.

Ecco, io, tu, lui, dai sì anche lui quello lì che ti sta anche sul cazzo, e tutti loro quelli lì intorno, ecco.

Che cazzo c’abbiamo in comune noi, e quelli della faida di San Luca?

E con i loro amici, e conoscenti, e parenti, e vicini di casa, e compaesani?

Ve lo dico io.

Un cazzo di niente di nulla di un cazzo.

Perchè la questione dei gavettoni, da noi, non finisce a fucilate.

Perchè il massimo dell’illegalità che concepiamo, noi, è non pagare una multa - ma nemmeno tanto, che prima o poi arivano e le devi pagà… - o fare un finto incidente per fregare un’assicurazione, e già lì ti senti di fare una porcheria come il Cannibale di Vladiwostok.

E quindi IO sono diverso.
E sai perchè?

Perchè non è una questione di benessere, soldi, denaro, disagio sociale, e lo Stato non ci aiuta.

Nonnò.

Perchè nel profondo nordest, confine Austria & Yugoslavia, là fino a trent’anni fa la ggènte morivano di fame, mangiavano patate con le ortiche, emigravano in tutt’immondo per non morire, sì anche in Gernania, sissì.

Però non si sono mai sparati con le canne mozze, non hanno mai ammazzato sedicenni solo perchè avevano un cognome di un’altra famìgghia, non vanno in giro con la pistola per il mondo, e non fanno tante tante tante altre cose.

Ecco, IO vengo dallà. IO.

Ah, naturalmente, non bisgona fare di tutta l’erba un fascio, come dicono quelli che le cose le sanno.

Ah, l’ammòre…

Monday 20 August 2007

Dico sono innamorato.

Dice come fai a essere così sicuro.

Dico “facile! Ti faccio un sempio?”.

Dice “fàilo!”

Esempio.

Questo uichèend siamo io e lei in montagna.

Gnè gnè, gnà gnà, le solite cosine dolci che non vi sto a dire, sabato tempo bello figata, domenica piovviggina, quindi colazione, poi di nuovo gnè gnè, gnà gnà, le solite cosine dolci che non vi sto a ripetere, e via, partiam partiam dopo pranzo verso Milano, che così lo buttiamo in tasca al grande rientro.

Che anche così ci vogliono dueoremmezza, mica paglia.

Insomma facciamo la frontiera, rientriamo in Italia, poi via giuggiù verso il lago, e dopo un’oretta buona di viaggio lei dice

“…e sarebbe bello domenica prossima provare a fare la paella… la paella… la pa… la pa…”

“La Paz? Caracas? Lima? ‘zzo c’entra?”

“…no… la pa… il pe… il pe… il pesce…”

“sì, la paella si fa col pesce, ma esiste anche una variante di carne, anche se io, personalmente, preferisco quella fatta con”

“no dico il pesce”

“che pesce?”

“ricordi che l’altro giorno in montagna hai cucinato le linguine con scampi, gamberi e polpo?”

“Sì, rammento, buoni, devo dirfe, anche se il polpo mi è rimasto un po’ duro…”

“e rammenti che prima di tornare, stamattina abbiamo svuotato e spento il frigo?”

“òddio, abbiamo… io direi che HAI svuotato e spento il frigo, ma rammento…”

“ecco… gli avanzi di scampi, gamberi e polpo sono rimasti nel freezer, che è spento…. e il frigo è aperto… e se non torniamo su marciranno e tutta casa puzzerà di pesce marcio”

“ah… scusa eh… una domanda… scampi gamberi e polpo avanzati… saranno mica quelli di cui ti mi hai chiesto “che ne facciamo?” e io ho risposto “buttali!” e tu mi hai detto “sicuro?” e io ho risposto “certo!” e tu allora hai detto “va bene”… sono quelli?”

“già”

“bene”.

Ecco, poi abbiam girato la màcana, siam tornati su, abbiam riaperto casa, buttato scampi gamberi e polpo - sì erano proprio quelli che io dissi buttali e lei rispose va bene - e siamo tornati a Milano.

E io ho detto solo “poooooovero amore! Poteva succedere a chiunque!”.

Quindi, sì, sono innamorato.

Pènnica (il vero signore moderno).

Friday 17 August 2007

Si invecchia, e si apprezzano le piccole cose, che una volta davi per scontate.

In pausa pranzo, andare a casa, togliersi le scarpe e la camicia, sedersi a tavola come un essere umano, metter su un po’ di musica - bassa, di quella che piace a te - apparecchiare in modo dignitoso, mangiare roba che sai cosa c’è dentro.

Sparecchiare in due minuti, poi spegni la musica, sali dissopra, punti la sveglia, e ti assòpi come un cadavere per una mezz’ora abbondante.

Sveglia, denti shagàt shagàt!, scarpe camicia, crack crack chiudo casa, acensore.

Mi guardo nello specchio, e mi sento un vero signore.

Polenta e osèi.

Thursday 16 August 2007

Ooooocchèi…

Oooooochèeeeiii… quest’anno agosto è meno caldo del solito… c’è meno afa… insomma si sopravvive.

Ma in ogni caso, può apparire forse azzardato sostituire la tradizionale grigliatona di ferragosto - già di suo sostanziosa, in quanto l’approccio tradizionale è il seguente: “mìnghia quest’anno mi griglio tutto il WWF” - con qualcosa di diverso.

In particolare, è errato accostarsi con eccessiva leggerezza e sufficienza alla tavola quando si viene introdotti come segue:

“quest’anno, invece che la grigliata, abbiamo optato per un bello STRACOTTO D’ASINO E POLENTA TARAGNA”

di cui si specifica

“tranquilli, lo stracotto è da stamattina alle otto che va”.

Sarà il caldo, sarà il venticello che smuove le foglie e l’appetito, sarà l’aperitivo a base di birra gelida e salame di cervo, ma l’asino è andato giù leggero come fosse Philadelphia, e la polenta taragna è stata perfetta per tirar su il sughetto lasciato dallo stracotto - sia mai che resti qualcosa nel piatto, che è maleducazione… -.

Naturalmente “e ce n’è un’altra piattata”, “e ne è avanzato un po’”, “e dai il fondo della pentola e le ultime due mestolate di pulenda, che sennò avanza”, quindi l’asino si è moltiplicato in un branco (?) di asini, e la pulenda si è trasformata di una carriolata di roba densa, gialla e spugnosa che ha lottato duramente con il branco (?) di asini nel mio stomaco.

Finchè non ho messo fine alla lotta decidendo, come l’Inca Atahualpa fece con i conquistadores spagnoli, di allagare tutto e affogare tutti: lui lo fece aprendo le dighe sul fiume Urubamba, io nel mio piccolo ingollandomi una mezza bòzza di primitivo di manduria (ah! leggerino!).

Quindi, oggi, non garantisco della mia presenza, fisica e mentale.

Almeno spero che a voi vi sia piovuto su tutte le gobbe.

Cose bbèlle.

Lone ranger (chànson).

Tuesday 14 August 2007

Da solo, in questa città vuota
di negri cinesi e di puttane stanche,

stanotte che uscirò nel caldo
che quest’anno non arriva
stanotte che uscirò nel caldo
che quest’anno non mi riempie

a guardare le finestre illuminate,
occhi stanchi nelle facce scure
delle case chiuse
delle storie stanche

a cercare un birra
con il libro sotto il braccio
a cantare ad alta voce
mentre corro senza casco

stasera per fermarmi a pensare
a un altro anno che finisce
o che comincia

stasera per fermarmi a guardare
un altro amico che affonda
e che ritorna

nemmeno un minuto
che poi alzerò le spalle
che poi chissenefrega

stasera senza di lei
come una canzone

come una canzone
mentre aspetto che ritorni.

Disgrazie.

Monday 13 August 2007

Il mio amico Manovale (e Gentiluomo) è a lavoare a casa di Mr. Thief.

E’ un po’ indietro coi lavori, ma insomma, va tutto bene.

Si mette a chiacchierare con la madre di Mr. Thief, una signora molto per bene, educata, ammodo.

MeG - E, Mrs. Thief, non andate in vacanza, quest’anno? -

Mrs. Thief - Ma, sa, guardi… capirà… con questa disgrazia… che ci è capitata in famiglia… -

MeG - No, Signora, scusi sa.

Una “disgrazia in famiglia” è, per dire eh, un figlio ricchione, un nipote che spaccia la barella, una figlia che resta in cinta del suo pappone, un cugino comunista, ecco, queste sono “disgrazie in famiglia”.

Avere, come lei, un figlio che si è rpeso 25 anni perchè l’hanno preso sul fatto dopo che per due anni sparava colpi di bazooka ai portavalori e con una decina di complici ha terrorizzato i blindati di mezz’Italia, mi perdoni, non è proprio una “disrgazia in famiglia”… -

Mrs. Thief - Eh, lo so… ma cosa vuole… senta, ma qui, i lavori, non sono un po’ indietro? -

MeG - Sì, un po’, ma è colpa del fornitore dei materiali… ma come mai ha csì fretta? -

Mrs. Thief - Eh, sa, ci terrei che mio figlio, quando uscirà, trovasse la casa pronta -

MeG - Suo figlio… quello che ha appena iniziato a scontare i 25 anni di albergo? -

Mrs. Thief - Sì, lui… -

MeG - Eh, signora, faremo il possibile, ma ci stiamo dentro al pelo al pelo… -.

Reservazione.

Monday 13 August 2007

- ed ecco il nostro giornale radio delle dodici.

La notizia di apertura riguarda un incidente che ha coinvolto il centro di Belinzona: un ticinese con un fuoristrada ha perso il controllo ed ha tamponato una signora con una Subaru.
Fortuntamente, nessuno dei due ha riportato gravi danni e sono stati subito dimessi dal pronto soccorso.

A Chiasso, polemiche politiche roventi tra l’assessore e il sindaco: l’assessore dice che il sindaco non rispetta le promesse elettorali; il sindaci annuncia che querelerà l’assessore.

A Locarno, grossi problemi per il festival blues: l’anno scorso, alla serata finale, c’erano centottantamilaquattrocentosedici paganti, quest’anno solo contocinquantamilanovantadue.

L’organizzazione si difende sostenendo che la colpa è della pioggia che ha imperversato sulla piazza per tutta la serata.

Traffico: code di quasi un chilometro nella strada provinciale Vaduz - Bernina.

A tra poco, con lo sport e i risultati delle amichevoli della lega Hockey su ghiaccio -.

Ecco, giuro, ieri la radio svizzera ha fatto questo giornale radio.

Ti rendi conto, tu, in che paese vivi, ed invece come dovrebbe essere, un mondo civile?

E poi dimmi che son razzista…

PS: il titolo, spiego.

Se te usi word, e scrivi “reservazione”, il word te lo dice che è errore, come è giusto che sii.
Ma se invece imposti come lingua “italiano (svizzera)”, e scrivi “reservazione”, allora ecco che non è più errore, in quanto il ticinesem beato lui, può chiamare un Hotel tipo in Engadina e chiedere “buongiorno! Posso fare una reservazione per la settimana prossima?” e nessuno gli dice niente.

Lost&found

Friday 10 August 2007

L’esimio avvocato Bernaghi va in vacanza, in America.

Prende un volo KLM, che fa Malpensa - Amsterdam, Amsterdam - Atlanta, Atlanta - Miami.

In realtà, Malpensa - Amsterdam lo gestisce Alitalia per conto KLM,e Atlanta - Miami lo gestisce Delta, sempre per conto KLM.

L’esimio si recò al mattino ore 03,45 a Malpensa, per prendere il volo verso Amsterdam, che sul biglietto sta scritto che parte alle 06,15.

L’esimio mise quindi la màcana al parcheggio lunga sosta, caricò i bagagli (suoi e della di lui consorte) sul pullmìno, arrivò a malpensa, si recò a al banco Alitalia…

“scusi, cortese signorina, scusi eh… io ho un biglietto che sta scritto malpensa - amsterdam alle sei e un quarto… ma non sta sul monitors… come mai? eh? eh? eh? Come mai?”

“ma non lo sa? Il suo volo stato spostato… parte alle sei e un quarto… ma da Linate!!!!”

il nostro eroe, nell’ordine:
1. bestemmia;
2. bestemmia;
3. risponde alla compagna che gli dice “non bestemmiare”;
4. bestemmia;
5. prende un taxi e va a linate;
6. bestemmia.

Arriva a linate e al check - in Alitalia c’è una simpatica coda che arriva fino fuori dai cancelli dell’aeroporto.

Bestemmia, ma ce la fa, e parte con due ore di ritardo, ma parte.

Arrivano a Miami.

Lui e consorte.

I bagagli, no.

Fa la denuncia, e “i negri cubani del cazzo di merda che stanno lì a non fare un cazzo solo a bere delle bibite colorate del cazzo” (parole sue) non hanno idea di dove siano le sue valigie.

L’unico modo di saperlo è chiamare il numero lost&found della KLM.

Il numero è un 199 italiano.

Dagli USA l’199 italiano non lo puoi chiamare.

Lui, nell’ordine:

1. bestemmia;
2. bestemmia;
3. risponde alla compagna che gli dice “non bestemmiare”;
4. bestemmia;
5. chiama me;
6. bestemmia.

Io chiamo l’199.

Sanno un cazzo.

Vado a Linate.

Seduco una signorina della KLM facendo vedere le foto nude del mio amico superdotato Cioccio, promettendole che lui la tromberà entro fine agosto.

La signorina prima si lecca le labbra, poi trabatta due minuti sul compute e rintraccia i bagagli.

Mi dice stanno a Amsterdam, arriveranno a Miami stasera alle sette ora locale.

Lo dico all’americano.

Lui, lo dice ai negri cubani del cazzo.

I negri cubani del cazzo dicono che non è vero che a loro le valigie risultano ancora perse e non si sa dove stanno.

Lui, bestemmia.

All’ora prevista dalla signorina, Bernaghi si reca all’aeroporto di Miami, entra nella sala consegna bagagli, recupera le sue valigie che sono arrivate precise, e se ne va senza dire un cazzo ai negri cubani dimmerda.

Adesso, se entro 5 giorni non gli trovano le valigie, facciamo la denuncia e la richiesta di risarcimento.

Bau.

Friday 10 August 2007

- ma non siete in vacanza? -

- eh, avevamo il volo ieri mattina… ma non l’abbiamo preso? -

- ciùmbia! Sciopero? Alitalia? Valigie sperse? Agitazioni? Terrorismo? -

- no… è che ci è saltato il dogsitter all’ultimo minuto… -

- scùss? -

- sì… sai il nostro cane non è abituato al canile o a dormire in posti scomodi… quindi ci è saltato il dogsitter e non abbiamo potuto prendere l’aereo… ma cosa avremmo potuto fare, no? -

- mha… non sta a me dirlo eh… ma guarda… conosco una piazzola, lungo la nuova vigevanese… se te vai lì al mattino presto, c’è giù un palo, piazzi lì i cane, legato, e il palo fa da dogsitter… è bravo e costa un cazzo… -

- ma cosa dici????? -

- certo, hai ragione… devo insegnarti tuto io… se poi il nodo lo lasci un po’ molle… che il cane tira tira tira… poi hop! si libera… ecco, tranquillo che sulla nuova vigevanese un camion di frutta che vien giù a centoventi lo trova sicuro… e SPEM! risolto il problema anche per le vacanze di Natale… -.

Fiuuuuu…

Thursday 9 August 2007

«Tiziano Treu e Marco Biagi sono gli assassini» di due giovani morti ieri sul lavoro a Mugnano e Bolzano secondo Francesco Caruso, deputato no global del Prc. «Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare i loro profitti, a discapito della sicurezza del lavoro».

Ecco.

Sapendo che questo quassopra non ha niente - ma niente, eh… - a che fare con me, io vado a prendere un aperitivo sereno.

Voàntri, buona parte, non credo, con tutti i cazzo di distinguo che potete inventare.

Ars.

Thursday 9 August 2007

Allora.

Se un artista è bravo, è bravo.

Ma succede che ogni tanto, quello bravo diventa anche famoso.
Non dico Picasso, ma insomma.

Quindi il suo nome, e magari un’idea di quello che fa, ce l’hanno anche un paio di persone che non sono, propriamente, dei sopraffini fini intellettuali.
E ne parlano.
E dicono la loro.

Che poi, la loro magari se la sono creata leggendo l’introduzione al catalogo della mostra alla Bovisa, per dire.

Ecco, allora ci sono quelli che fanno i fighi.

E lo sputano ptù quell’artista, e sputano ptuptù quelli che ne parlano.

Come con Kounellis.

Che leggo che ci sono quelli che prendono per il culo quelli che dicono “bello Kounellis”.

E allora prima di dire “bello Kounellis” devi dire ma io lo conosco da anni, ho visto la sua prima personale a Roma e le installazioni in Sicilia che erano i primi anni ‘90.

Allora, ecco, puoi dire “bello Kounellis” senza essere guardato come un cialtrone.

Certo, sarebbe meglio dire “Kounellis è solo commerciale”, ma insomma.

Sto cazzo.
Bello Kounellis.
E basta.

*

Come per Jarrett.

Bravo ma siccome c’ha un carattere dimmerda allora non lo ascolto più, dicono.
E dicono non è che siccome è un genio un artista allora si può permettere.

E invece sì, ciccio.

Perchè Baudelaire era tossico e trafficava in armi e negri.
E Picasso un maniaco sessuale, che vendeva anche sua madre.
E Bob Dylan è trant’anni che fa concerti senza guardare e nemmeno salutare nessuno.
E Lou Reed si è iniettato anche i fiori di papavero interi.
E Wharol era ricchione.
E Dante era arrogante e cagacazzo.
E Saint Exuperi un fascista, come Celine.
E Pasolini una checca che gli piacevano i minorenni.
E via, e via e via.

E quindi, Jarrett faccia quel che vuole, che io sento Koln Concert, e sticazzi.

As time goes by.

Thursday 9 August 2007

Una volta, da giovane, se ero malinconico diventavo molto fico, molto esistenziale, molto rommmantigo, trasudavo spleen, avevo negli occhi i tramonti all’alba (no dico, i tramonti all’alba, mica facile), e mettevo su della musica bellissima struggente roba da strapparsi il cuore dalle mutande, roba che il grigio delle pupille si tingeva d’azzurro per le lacrime che stavano lì, appoggiate sul primo gradino di un pianto che svuota, e riempie il cuore.

Insomma, Chet Baker, per dire, o Charlie Haden, un Leonard Cohen di quelli con chitarra e voce malata, Tom Waits di bar di notte ubriachi e pianoforti scordati, roba così e anche peggio.

Oggi, la malinconia viene fuori non appena metto su “alone in the ring” o “Going the Distance” di Bill Conti, che per chi non le conosce sono le canzoni lente delle colonne sonore di Rocky I e II, e tratengo a stento le lacrimucce.

Poi ditemi che non è vero che, col passare degli anni, le cose si fanno più facili.

*

Aggiungo.

Avendo molto da fare, sono andato a vedere il sito del mio scrittore preferito, e nei “work in progress” dice che sta lavorando al seguito (quant’è… venticinque anni dopo?) del mio libro preferito IN AS SO LU TO.

E se anche sarà un immane cagata, io sorrido lo stesso.

Perchè allora anche per lui è stato un libro importante, sessò cazzo scrivi il seguito, no?

Heidi.

Tuesday 7 August 2007

Dice che questo fine settimana in montagna pioverebbe.

E io ci vado lo stesso.

Mi porto un bel libro, un paio di ricette facili ma nuove e saporite, il computer che gioco con le foto e i video, la legna per il fuoco già sta là.

E poi, mi porto l’amore mio, mi porto.

E vado in tasca anche alla pioggia, mi sa.

Sturmtruppen.

Monday 6 August 2007

Mi chiede Bro “una roba da leggere d’estate, che si anche intelligente”.

Siccome Bro su certe cose la pensa un po’ come me, gli consiglio “Cuori Neri” di Luca Telese, ed. Mursia (credo).

E’ un saggio, in cui si narrano una ventina di motri di giovani di destra, dal 1967 al 1983, avvenute per mano comunista, esaminando con l’occhio di trent’anni dopo i fatti e le reazioni, scritte quasi sempre sui giornali.

Un bel libro, certo diverso dal solito politically correct, ed è un piccolo caso editoriale, che ha venduto migliaia di copie e diverse riedizioni, solo nei pochi mesi dall’uscita.

E Bro va a Milano, in piazza duomo Feltrinelli, entra cerca non trova.

Allora va dalla Cortese Signorina della Feltrineli, e le chiede, e lei dice “mha bho non so, guardi con un titolo simile abbiamo qualcosa sulla lotta partigiana in Emilia”.

E Bro ringrazia e dice “no guardi l’è una roba diversa, sono i giovani fascisti uccisi per mano comunista negli anni ‘70…”

La Cortese Signorina della Feltrinelli strabuzza gli occhi, trattiene il respiro poi toccando frro ed il ritratto di Giangiacomo Feltrineli che tiene appeso accanto al pc dice “no no no guardi no noi certe robe noi non le teniamo mica sa”, e Bro si allontana temendo che lei chiami la sicurezza.

Mentre Bro sta per uscire, lo affianca uno, alto, pelato, occhiale scuro, e dice

“scusi se mi intrometto, non ho potuto fare a meno di sentire. Il libro che cerca lei - e tanti altri che interessano a quelli come noi - lo trova di sicuro in questa libreria di via…, numero…, proprio dietro a piazza duomo”.

Bro ringrazia, si reca, trova, acquista, e apprezza anche il libro.

Resta, di tutta la faccenda, la consolazione di sapere che c’è in giro ancora “quelli come noi”.

E, in sottofondo, metterei “io non scordo”, dei 270bis.

E il Perù?
In lavorazione.