Strict Standards: Declaration of Walker_Page::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_Page::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1199

Strict Standards: Declaration of Walker_PageDropdown::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1244

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_Category::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1391

Strict Standards: Declaration of Walker_CategoryDropdown::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/classes.php on line 1442

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class wpdb in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/wp-db.php on line 306

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Object_Cache in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/cache.php on line 431

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::start_lvl() should be compatible with Walker::start_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::end_lvl() should be compatible with Walker::end_lvl(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::start_el() should be compatible with Walker::start_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Declaration of Walker_Comment::end_el() should be compatible with Walker::end_el(&$output) in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/comment-template.php on line 1266

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Dependencies in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/class.wp-dependencies.php on line 31

Strict Standards: Redefining already defined constructor for class WP_Http in /var/www/vhosts/hippoblog.net/httpdocs/wp-includes/http.php on line 61
Hippo blog » 2007 » March

Archivio di March 2007

Paolòne…

Saturday 31 March 2007

mi dice Paolòòne - e ieri sera sono poi uscito con la ragazzina -

- la ragazzina? -

- sì dai ti avevo detto vent’anni gnocca ma gnocca e intelligente -

- ah quella la ragazzina -

- lei -

- l’hai trombata? -

E lì Paolòne si perde, scuote il testone, sospira, non si capacita - no -

- come no?-

- no. Non l’ho trombata. L’ho portata a cena poi al motel. Abbiamo bevuto, chiacchierato, io le ho fatto due battute pese di sesso, lei ha riso. Ho messo su musica scopereccia -

- e la stronza non te l’ha data? -

- No. Cioè, non lo so. Eravamo lì che avevo in mano una tetta, per dire, e lei mi dice “ma la tua ex moglie…”, che io le avevo detto che ero separato e insomma robe così robe che si dicono per scopà no? -

- certo, l’abbiamo fatto tutti -

- ecco, e io non ce l’ho fatta. L’ho presa, e le ho detto “no a regazzì, no. Io sto ancora sposato. Amo mia moglie, la mia famiglia. Sono qui con te perchè non lo so, o forse sì, ma non ho voglia di raccontare raccontarti bugie, per un pompino per una scopata per piazzartelo al culo. Sono vecchio, e peggio ancora, innamorato”, cazzo le ho detto così, starò mica diventando finocchio? -

- ma no ma dai mazio ma oh ma càpita… oh a proposito, domenica prossima dovevamo andare a cena insieme no? -

- Eh -

- e spiace non posso, col cazzo che mi faccio vedere in giro con un ricchione, che la gente si sa mai cosa pensano… -.

Monnamùr.

Friday 30 March 2007

- Come stai messa? -

- Guarda un casino… sono tutti in ritardo… pensa che ho dovuto lasciare a metà il briefing della mattina per poter arrivare al meeting dell’una… -

A questo punto, la ocnversazione è proseguita normalmente, come stai, cosa facciamo stasera, mangiamo a casa no ho detto a Zuppo e Pippo che andiamo a cena da Gatto, hai ricevuto la busta dei biglietti della mostra di Ziopimpa, insomma quelle cose lì.

Ma dentro, a tutto volume, che ricopriva qualsiasi pensiero razionale, andava a tutta manetta quella di Vecchioni, che dice:

Prendila te quella che fa il leasing
che s’innamori di te
la Capitana Nemo,
quella che va al briefing
perché lei e’ del ramo,
e viene via dal Meeting
stronza come un uomo

E quindi per due ore ho parlato scritto lavorato telefonato spostato cartacce bevuto caffè ùrendi e fatto mille altre cose, ma intesta, avevo solo la canzone.

Saràààààpperteeeeeeee…

Thursday 29 March 2007

Stamattina, bloccato nel traffico, in macchina con su radio deejay.

Platinette che biascicava non so di cosa, ero in multitasking, guardavo le donne in bici, frenavo di botto per far incazzare quello dietro, sistemavo gli sms sul telefono e pensavo anche al lavoro (poco, per la verità…).

E ecco che Platinette mette su un disco, che dice “questa vecchia e ormai quasi dimenticata bellissima canzone di Francesco Nuti”, e comincia Sarà per te.

E io la so tutta.
Tutta tutta.
Prima strofa, ritornello, seconda strofa, ritornello di nuovo, stacco strumentale, ritornnello con alcune differenze (parlato alla fine: “sarà sarà… sarà per te”).

E la canto urlando come un gabbiano morente, a tutta bocca aperta in macchina, e mi commuovo anche un po’.

Finisce, sospiro, e dico ad alta voce “non le fanno più, le canzoni belle come una volta”.

Beeeeoooo…

Wednesday 28 March 2007

Ognuno si diverte a modo suo.

C’è un sito, che raccoglie i migliori discorsi della storia americana.

C’è, per esempio, sia in audio sia in video, “I have a dream”, di ML King, o il discorso fatto dal prsidente dopo l’attacci di Pearl Arbour.

Che sono bellissimi.

Io, però, oggi ho ascoltato il breve discorso di JFK quando andò a Berlino, che da 18 anni era chiusa nella Germania est, e veniva mantenuta viva e libera da un ponte aereo USA, il famoso discorso in cui JFK disse “Ich bin ein Berliner”, io sono un berlinese.

E aggiunge:

There are many people in the world who really don’t understand, or say they don’t, what is the great issue between the free world and the Communist world.

Let them come to Berlin.

There are some who say that communism is the wave of the future.

Let them come to Berlin.

And there are some who say, in Europe and elsewhere, we can work with the Communists.

Let them come to Berlin.

And there are even a few who say that it is true that communism is an evil system, but it permits us to make economic progress.

Lass’ sie nach Berlin kommen.

Let them come to Berlin.

Così, per dire, eh.

Cartacce..

Wednesday 28 March 2007

La mia scrivania era sempre piena di carte, cartine e cartacce.

Fascicoli, memo, fax e mail, appunti e post it.

Ma quest’anno, appena rientrato al lavoro, ho preso una grande decisione: quest’anno, faccio la guerra alla carta.

Ha vinto la carta.

Malidetti…

Tuesday 27 March 2007

Ora, il capo ti chiama, ieri verso le duemmezza, che te sei bello a pisello di fuori nello spogliatoio dello squash, e rispondi perchè, cazzo, un po’ ti senti in colpa.

Sì, lo so che alle duemmezzo ho tutto il diiritto di essermi preso un’oretta di pausa e farci quel che mi pare, giocare a squash, fare le pènne con la Saltafoss o ingozzarmi di tranci di pizza al caramello, ma insomma mi sento in colpa, sono fatto così.

E dice “oh” - il capo dice “oh”, non ciao, buongiorno, disturbo, no, lui dice “oh” - oh, domani mattina alle otto hai dàffare?”

La risposta corretta sarebbe “certo che ho da fare! Domattina alle otto devo sentire la sveglia, dire due bestemmie anzi pensarle, spostare la sveglia di almeno dieci minuti, accendete il tiggìcinque e insultare tutti i giornalisti che compaiono sullo schermo dicendo “comunisti dìmmerda!”, scurreggiare liberamente sotto il piumone, alzarmi e trascinarmi in bagno, luogo dal quale verso le otto e un quarto emergeranno urla belluine, rumori di motori a scoppio, risucchi di idrovore industriali ed odore di tornio imballato”.

Tuttavia, tale risposta resta sulla punta della lingua, ed invece dalla boccuccia mia santa esce un cinguettìo “mannò capo carissimo, domattina alle otto non ho nulla dàffare!” e lui felice “allora ci vediamo in studio alle otto, io te e Pippabuffa, per una riunione operativa”.

(crepa crepa crepa crepa tu e crepasse anche quella troja sventrata di Pippabuffa) “ooooocchèi chéf, a domani, bèllo pimpante e carico come una mina!”.

Domani, che poi è oggi.

Io sono uno serio.

Quindi, alle ottomenodieci sono in studio.

Non c’è segno di vita, tranne due praticanti che lavorano, ma voi mi insegnate che il praticante, per definizione, non può essere considerato essere vivente.

Alle ottevventi, sono imbufalito come un cane rabbioso, ma non si vede nessuno.

Siccome prima di uscire mi sono bevuto un bello yogurtone gelato marmato di frigo, e nell’attesa qui ho ingurgitato due caffè i primi della macchinetta che quindi sapevano di ringhiera tiepida, mi assale un cagotto che non lo tengo, quindi mi fiondo in bagno.

Tre minuti, tre di numero, esco, e trovo il capo e Pippabuffa seduti serissimi presi e indaffarati, che mi guardano stupiti e lui mi dice, con tono infastidito “allora, noi abbiamo già iniziato, non ti è suonata la sveglia?”.

Malidetti, malidetti, malidetti loro e tutti, ma soprattutto loro.

Un po’ per uno…

Monday 26 March 2007

Dice il corriere.it:

Sberle, pugni e ceffoni per tutti. Così un padre domenica pomeriggio a Valmorea (in provincia di Como) ha regolato i conti con cinque ragazzini, tutti minori di 14 anni, che avevano filmato con un telefonino un rapporto orale della figlia 12enne in un garage davanti a sette compagni di classe, video che aveva subito fatto il giro della scuola media frequentata dalla ragazzina.

Bene.

Cazzo, la ragazza è piccola, i ragazzi stanno in gruppo, minchia se le meritano tutte.

Certo, la storia non dice, ma noi si confida, che nel segreto del salotto, il padre abbia precedentemente gonfiato as a zàmpogn la figlia che, per quanto giòvine ed inesperta, si è dimostrata indubbiamente già di molto portata al puttaneggiuìo, per l’età.

Che, in prospettiva dei diciott’anni prissimi venturi della ragazza, non è per forza una connotazione negativa, da un certo punto di vista prettamente maschile.

Ora legale.

Monday 26 March 2007

Il portafoto diogitale che sta sulla mia scrivania è stato impostato che cambia foto ogni mattina, ce ne stanno dentro un’ottantina, che quindi per due mesi abbondanti c’è una foto nuova ogni giorno.

L’avevo messo che la foto comparisse alle otto, che quando arrivo in studio essa, c’è.

Oggi c’è l’ora legale, e quindi arrivo in studio e il portafoto è nero nero tristo.

Inizio a lavorare incarognito come è giusto che sia un lunedì mattina, e “puff”, senza dir nulla compare una foto dell’àffrica, quando nel mezzo della strada ci siamo fermati, perchè c’era un lofante che camminava sereno lungo la strada, e come sai, un lofante occupa tutta una corsia, e diglielo te “à moro, stai aaa’annà contomano!!”, digli, al lofante.

Quindi, così, per dire.

Stàngo.

Friday 23 March 2007

Sto stàngo.

Ma stàngo stàngo, per dire, eh.

Potrei dormire ttreggiorni di fila, e svegliarmi lunedì, imbolsito come un totano d’allevamento.

Invece ho voglia di incasinare tutto lo stesso, quindi ho voglia di palestra, di cazzotti ner muso, di alcool aperitivi vino grappettina grazie, di cibi buoni che uno dice “aaaaahhhh” dopo la prima forchettata, di chiacchiere con gente che mi ascolta e che mi piace ascoltare, di un pompino fatto con amore e di addormentarmi felice, svegliandomi domani più morbido e sensato di oggi.

Conigliolo.

Wednesday 21 March 2007

Allora, si prende un conigliolo.

Io suggerisco di prenderlo già morto da un macellaio, ma insomma se lo mettete sotto con l’auto, lo rubbate in polleria o gli mollate dietro il vostro Fufi, laddove Fufi è un famelico molosso di cinquanta chili, sono un po’ cazzi vostri, per dire.

Preso il conigliolo, lo si sbattacchia un po’ sulla parte della cucina doce c’è il marmo.

Se non avete il marmo, siete dei barboni, la ricettta non fa per voi, andate in friggitoria e bòna lì.

Nel mentre che sbattachiate il conigliolo, accendete una padella qualsiasi sul fuoco bello forte.

Quando pensate che sia arroventata, buttateci dentro il conigliolo, con sopra mezzo bicchiere di aceto Ponti.

Quando tutta la casa saprà di conigliolo bruciato, bestemmiate liberamente ed ordinate una pizza, bevendoci sopra dieci dodici birre fino al rigurgitino acido.

Provate un po’ di volte, poi, quando vi sentirete sicuri, invitate anche gli amici a gustare il conigliolo.

Need.

Tuesday 20 March 2007

Datemi un canyon profondo, un posto con le nuvole grigie e fredde, il sole con il cielo che abbia una luce speciale, un posto da solo a guardare lontano, una città con il cielo alto o basso basso, un uomo con la faccia cattiva e il sorriso di un bimbo, e appoggiarsi per fare le foto, che ho bisogno di fare le foto, per riguardarle poi, nelle serate come oggi.

Politically correct II.

Tuesday 20 March 2007

Finalmente non mi sento più uno sfigato di un paese fuffo e tristo.

Finalmente la mia politica assomiglia un po’ a quella inglese.

Finalmente anche noi abbiamo un importante uomo di governo ricchionazzo pervertito e maialo, uno che alla sera con l’autobblù va lungo i viali vede un viados con la bega - ohi che bga! - di fuori e si avvicina per darci un’occhiatina una tastatina “sciào bbello sciào sono scìnquanta l’ammòre e trenta dibbòcca”.

Poi, magari eh, gli inglesi non l’avrebbero nominato portavoce del governo, uno così, ma insomma, la strada è lunga, siamo giovani, ci faremo.

Money.

Monday 19 March 2007

Allora, io non sono estremista come il buon Pomponazzi, che alla domanda

- quanto ti ha chiesto il meccanico per il cavalletto dello scùter? -

mi ha risposto - minchia 20 euri, si arricchiscono tutti tranne noi, in questa città dimmerda! -.

Però, oggi, mentre tornavo dalla banca da cui sono uscito dicendo tra i denti “cazzomerdacazzomerdacazzomerda”, ed ero a bordo di uno scùter prestato, che il mio scìnquanta non va, mi affianca questa dodge viper luuuunga neeeera grooooossa, e soprattutto costosissima.

Abbordo, lui, tipo Corona, cioè giòvine, abbronzato, palestrato, AP Royal Oak acciaio (che l’oro fa cafone e il daytona l’hanno tutti), bello rilassato, con la faccia di uno che, sì è in giro, ma in realtà c’ha un cazzo da fare.

Ecco, io àllui l’ho un po’ invidiato, poi gli ho preso dentro allo specchietto girando con lo scùter, spiace, oh mica l’ho fatto apposta, spiace, ciao caro ciao.

Amici!

Friday 16 March 2007

Tel con il mio amico FF, che insomma fa un lavoro strano, òddio per quanto anche l’avvocato non è un lavoro normale, se ci pensi, cioè insomma dai, poi è vero che c’è di peggio, ma insomma.

E il mio amico FF fa un lavoro strano e passa tempo nelle discoteche nei locali tra calciatori, donne, magnacci, procuratori, mezzefigure e mezzeseghe, giornalisti e giornalai, spacciatori e consumatori, che spesso sono la stessa persona, arraffoni e politici di riserva.

Hippo - Uè merdina allòra (Hippo parla con acccento mooolto milanese, quando parla con FF), alòra ti hanno fotografato anche te quelli di Corona e Lelemora, o tu eri d’accordo con loro, che te frequenti quel giro lì, frequenti -

FF - cazzo c’hai ragione oh, cioè io quelli li conosco tutti, anzi alla festa di Ginopino, quella delle intercettazioni, c’ero anch’io!!! -

- e lo so che te sei di quelli lì -

- ma hai letto che dicono che anche Aida Yespica c’aveva il listino del prezzo, cioè una serata, una notte, un week end, da sola, cò ‘nna amica… -

- eh ho letto sì -

- ecco, adesso io mi sto sbattendo come un pazzo per trovarlo -

- cosa? -

- ma il listino, cazzo! Cioè, dico, se mi vanno bene due o tre operazioni di quelle che dico io, e mi ballano un po’ di iuri, cazzo, io un week end con la Yespica me lo comprerei! -

- Ennò? -

- che poi, insomma, se applichi il “pago - pretendo”, te c’hai la Yespica, e questa nemmeno ti rompe il cazzo un minuto, cioè la prendi, la scopi, la riscopi, poi tii abbiocchi e dici àbbella, svegliami tra un’ora, la riscopi, poi guardi il calcio inglese in tv, ti fai una birra, e lei aspetta, cazzo con quello che la paghi… -

- oh con quello che la paghi, tra una trombata e l’altra, potresti anche metterla sotto a stirare e fare due mestieri in casa.. -

- giusto… quindi trà, fratello… se mi compro la Yespica per un week end, le faccio le foto e te le mando, mentre da lo straccio in casa, tra una scopata e l’altra…-.

Caracas, per incominciare.

Friday 16 March 2007

- Allora, la prenotazione è confermata, e ha tempo fino al 16 aprile per fare il biglietto -

- Ah. Eeeee… scusi… non posso farlo direttamente adesso, il biglietto? -

- Sì, certo, basta agare le tasse aeroportuali con carta di credito -

- E le tasse stanno a? -

- …vediamoooo… 26,5 euri, per due sono 53 euri tondi -

- Allora faccciamolo subito, il biglietto -

Per dire, da Milano a Caracas ci si va.

Da lì a Lima, vedremo, ci stiamo organizzando, ma insomma, laggiù, all’orizzonte, sta l’isoletta che si chiama vacanza (pron. wàkkantza), che mi da forza per remare, in questo mare di merda, per di più in tempesta e controvento.

ATM.

Friday 16 March 2007

Venivo a lavorare con l’autobus - sì, lo so, coi mezzi pubblici come i barboni, gli zingheri e i rocchi, lo so, non dite niente… - e nel traffico congestionato si affianca al finestrino uno con uno scùterone, di quelli grossi che non riescono a sbisciulare tra le macchine.

Scarpa fica senza calze, gìnzi stretti, giubbotto gànzo, occhiali alla top gun ma azzurrati, bello abbronzato, casco momodesign e codino che usce da dedrè.

Oh, come ho fatto fatica a non sporgermi dal finestrino alto e stretto, picchiettargli TOCTOC sul casco e fare “c’è nessunooooooho?”…

Per chi mi hai preso…?

Thursday 15 March 2007

Chiamo la responsabile dell’amministrazione dello studio.

- Uèlla! Buongiorno! -

- …dica… - (la responsabile è sempre alllegra, disponibile e comunicativa)

- volevo avvisarla che negli ultimi tre giorni ho fatto alcune chiamate ad un 899, numero a pagamento -

- ah, quelli delle donne che mùgolano? -

- bhè, sì, òddio, ci sono anche i ghèi che mùgolano, a volerli, ma insomma… ma io non ho chiamato nessun mugolone, intendevo… cioè, ho acquistato alcuni prodotti su internet, e siccome ci sono problemi per la consegna, ho chiamato il loro costumer care, che per l’appunto ha l’899… -

- ah, ha acquistato prodotti su un 899 eh? -

- no, cioè, non è proprio così… cioè… ho acquistato degli oggetti che -

- sessè… ed ha acquistato oggetti porni, eh? -

- cioè… no… òddio, per quanto… ma anche se fosse, a lei… -

- no, guardi, a me niente, d’altronde, se lei si accontenta così… -

- bella lì, signora, e chi le dice che i prodotti porni che ho acquistato IO (a differenza sua…) li usi da solo e non in coppia o, addirittura, in gruppo…? -

- ah… certo… scusi… non volevo… -

1 a zero per me, palla al centro.

Mac Life.

Thursday 15 March 2007

Dice l’articolo lungo, articolato e esaustivo, su corriere.it: “verifica se il tuo computer è in grado di sopportare l’installazione di Windows Vista!”.

Rispondo: “anche no, grazie”, e ripenso all’ultimo problema che ho avuto col mio mac… era due mesi fa, quando non riuscivo a scaricare delle foto sulla cornice digitale…

About me.

Wednesday 14 March 2007

Io risplendo di notte, anche quando faccio le bolle dal naso e la bavetta dall’angolo della bocca.

Io non mi vergogno, anche quando alle novemmezza dico “minchia già mezzanotte”, e scappo a casa a dormire.

Io giro il mondo, perchè ho detto a una lei “va bene” una volta di troppo, e ho dormito per dieci anni.

Io faccio all’amore, anche quando ungo di nutella le manette che fisso alla croce uncinata dove passa la corrente elettrica del videoregistratore che riprende tutto.

Io sono sincero, anche quando racconto bugie, perchè lo faccio per dare meno noia possibile.

Io sono buono, anche quando mi sveglio, una mattina, e dico adesso àbbasta, e saluto una donna un amico un collega dopo dieci anni, e non torno indietro mai.

Io non faccio un cazzo, perchè mi diverto, e divertirsi non è lavoro.

Io ragiono de sbiès, se mentre mi parli sembra che non ti ascolti non è vero cioè un po’ sì, è che sono entrato in multitasking, ascolto te, faccio assonanze tra le parole che dici e parole simili, programmo due telefonate, ripenso al mio compagno di banco delle elementari, mi dico “devo riprendere in mano la chitarra” e decido che stasera niente palestra, aperitivo, e poi mi dimentico tutto quello che ho pensato, però sorrido, èbete.

Io canto, mentre mangio, se mi senti fare mmmmmhm mmmmmhmhm con la bocca, è perchè va una canzone nella mia testa, sotto la doccia, sullla tazza del cesso, dopo che ho messo giù il telefono, canto, ultimamente nananananà, l’inizio di the man who sold the world, di bowie.

Io sono facile, I’m easy, davvero, anche quando sembra che ci sia un tormento interiore, balle, sarà problemi di sesso, di soldi, un bruciaculo della mattina o solo sonno, I’m easy.

Poi, non dire che non lo sapevi…

Beau geste.

Wednesday 14 March 2007

Lo vedi quel negro là, che vende i libricini dell’africa?

Lo vedi che sarà alto duemetriedieci, e peserà cènquarantachili e oltre, ma di muscoli?

Lo vedi che c’ha una cicatrice in fàzza, tipo scampato a un massacro qualsiasi dell’Africa a colpi di machete, quindi se è incazzato e poco propenso al riso e all’allgeria, c’avrà i suoi buoni motovi?

Lo vedi?

Ora, sessei un uomo, vai là e gli gridi in faccia “pezzodimmerda!”, e poi lo guardi con aria di sfida.

Sennò, sei finocchio.

Pensieri del pomeriggio, mentre tramonta il sòl, tra Bahia e Salvadòr, ahi Maria / chi mi manca sei tu.

Spammin’.

Tuesday 13 March 2007

Ora.
Spiegami come puoi pensare di convincermi a comprare il viagra da te, che mi mmandi una mail con la fotina della pillola azzurra, e poi scritto così (giuro):

Lico etogo Zherebca pechalnogo obraza na sekundu ozhivilos, kogda schet na ego ekrane Podskochil na desiat edinic, no tut ego palcy pobezhali po klaviature, i on Poterial ko mne vsiakij interes. Teper u Nee budet sobstvennyj domik, a ne unylaia komnata v traktire. Da. Mne, konechno, bylo liubopytno, chto takomu tipu delat sredi liudej, ved chuzhie Predpochitaiut zhit obosoblenno, sredi svoih, no glavnym bylo to, chto riadom So mnoj sidel vozmozhnyj istochnik informacii o Gorode. chto-to ty s utra ploho soobrazhaesh, Niks. Ni dushi, shepnula Taj. Da, on ponial, kto eto byl. V ma-korah Vnutrennego Kruta sosredotochena samaia silnaia magiia etogo mira, oni schitaiutsia naibolee Zashchishchennymi i, sootvetstvenno, naibolee blagopoluchnymi i bogatymi. Nado Skazat, chto za svoiu zhizn ia povidal nemalo raznyh strashilishch: chego stoit hotia by Lork, hishchnik, do sih por zhivushchij v takom civilizovannom mire, kak Nova-2, Svirepoe, moguchee sozdanie, splosh sostoiashchee iz klykov, kogtej i pancirnoj kozhi, Vzroslaia osob kotorogo sposobna razorvat bronirovannuiu mashinu. Kazalos, dazhe Ostavshijsia v pravoj ruke kosach tak zhe gordo i nadmenno vypriamilsia vmeste s Hoziainom. V sleduiushchij mig gluhoj udar bespamiatstva vyrval ego iz sedla. Chuzhoj riadom. Gruzilo nynche hodil v Dozornyh, i esli ego prineslo s takoj skorostiu, to ne inache kak. Vozmozhno, ia I ne pogib by polnostiu. Vozle Nego po-prezhnemu stoialo kreslo s telom pochivshego otshelnika, chia smert tak Rasstroila sestrichku Onni von, do sih por glaza na mokrom meste. Transformirovavshis v energeticheskuiu formu sushchestvovaniia, v Bitve s Prokoldom on istratil sebia polnostiu. Oni porozhdaiut eshche bolshe Voprosov. Eti pianye mashary vverhu, sluchajno, ne tvoia rabota? Nu, ne takie uzh i pianye, uhmylnulsia parenek. Pered vratami Glaza neobhodimo poiavitsia vnezapno i atakovat stremitelno. Pohozhe, v etom otvetvlenii, v samom konce est prohod, ne dlia Nas, my by ne prolezli, a vot dlia sluhacha v samyj raz, oni umeiut meniat Formu i prosachivatsia v otverstiia, v desiatki raz menshe ih tel. Vneshnost vossedavshego za pismennym stolom cheloveka ozadachivala ne Menshe, chem vid zabityh knigami polok. Po ego tonu mozhno bylo podumat, chto my kopaemsia uzhe celyj chas. Bolee togo, on iavno byl zaniat chem-to strannym. Nebo menia uslyshalo. Chare Onni iz-pod poluopushchennyh vek revnivo nabliudal za etoj parochkoj, no eshche ne Pytalsia vmeshivatsia i prediavliat svoi prava, ostalnye tri samca-drakha so Sderzhannoj zloboj kosilis na oboih gigantov sopernikov. Krovi mne na segodnia bylo bolshe chem dostatochno. Naschet zameny nichego poka skazat ne mogu. Potomu chto ne Doveriaete sobstvennomu chutiu i sami sebe sozdaete problemy. Ego kraia budto zatiagivalis prozrachnym viazkim kleem, Skryvaia travu i derevia i vozvrashchaia na mesto kartinu adskogo pekla Zabavno, no v Fentezijnyh vizopostanovkah zakliatiia obychno gasli posle smerti sotvorivshego ih Maga. Mne nuzhen Istochnik informacii, i podhodiashchij istochnik byl kak raz peredo mnoj. Glupo bylo eto otricat, a Drahub nikogda ne chislil sebia glup com. Ostalos prosto goriachee dyhanie. My ved dolzhny uvazhat drug druga, verno? Vse v poriadke, obodriaiushche shepnul sboku Celitel. Posredi zala voznik magicheskij siluet chuzhaka tochnaia vneshniaia Kopiia, na kotoruiu ahivy ustavilis s zhivym liubopytstvom. Chuzhak podnes bokal k nosu, Priniuhivaias, ostorozhno hlebnul. I ia gotov byl k nim prisoedinitsia.

Ma che cazzo di lingua è?

Scheduling.

Tuesday 13 March 2007

Allora.

C’ho il blackberry, l’agenda cartacea, l’agenda del programma gestionale dello studio, ical, l’agenda di outlook.

Tutte, sempre, aggiornate e sincronizzate tra loro.

Come cazz’è, quindi, che per giovedì’ mattina ho preso tre appuntamenti, alla stessa ora, in tre luoghi assolutamente diversi tra loro?

Primaveeeee - eeeheeeee - eeeeraaaaaaa…

Violoncelli.

Monday 12 March 2007

Non importa niente, nemmeno che stai sveglio le notti, e non sai come mai, o forse sì.

Non importa niente, che faresti mille cose, tranne quello che fai.

Non importa niente, che la gente che vorresti aiutare, non puoi perchè conti un cazzo, e invece ti rompono i coglioni, tutti quelli inutli, ti rompono i coglioni.

Non importa niente, che la ggènte fumano e pippano e beveno e rùbbeno e sfasciano le macchine e fanno le cose brutte, e io ho smesso, insomma òddio per quanto.

Non importa niente, mentre sento i violoncelli, apocalyptica, che suonano i Metallica, nothing else matter, e tutto vibra vibra vibra di bassi, almeno per tre minuti, non importa niente.

Calduccio.

Monday 12 March 2007

Il calduccio, che resto fermo al sole un minuto e senti le spalle calde, il cielo ‘zurro, l’aria frizzante.

A me, questo preannuncio di primavera fa tre effetti, e non necessariamente in quest’ordine:

1. mi viene una fame bèschia, atavica, animàla e negra, che mangerei un bisonte vivo, mi abbofferei a qualsiasi ora del giorno e della notte, aaaaaargh aaaaaarf, meno male che c’ho il frigorifero polacco;

2. mi viene una pigrizia, sia mentale sia fisica, che non farei una bella sega di nulla a rotazione per ventiquattr’ore al giorno, spiaggiato come un vecchio tricheco su una roccia scaldata dal sole;

3. c’ho un lupo mannaro che ha preso possesso del mio corpo: oggi, per dire, avrei trombato alle sette del mattino, quando mi sono girato per vedere che ora era; poi, avrei ritrombato alle otto, quando è suonata la sveglia; arrivato in studio, caffè e poi pèmpèm, avrei dato due colpi; poi, dopo pranzo, invece che giocare a squash con il mio amico Buby, mi farei fare un chinotto (non dal Buby); a metà pomeriggio, per spezzare la monotonia del lavoro, una bella ciulata lentalenta, senza far troppa fatica; poi, invece dell’aperitivo, un soffocone, e dopo il pugilato, stasera, i due colpi della buonanotte.

Ecco, mò sto così.

Quando arriverà davvero la primavera, quindi, mi troverete addormentato, con la mano che porta automaticamente del cibo alla bocca, e il cazzo duro.

Bella immagine, bella lì, bella zio.

Sìmmie.

Monday 12 March 2007

Allora, non ho idea di come funzioni, quindi non garantisco…

Per tutti quelli che si domandano “eh maccheffarete mai voi scimmie urlatrici (dette anche sìmmie ullacici) quando andate in giro…?”, ecco la risposta mondiale internazionale.