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Hippo blog » 2007 » February

Archivio di February 2007

Buonismo.

Wednesday 28 February 2007

Ore otto e un poco del mattino.

Hippo - uèlla -
Sdt - uèlla a te -
- com’è? -
- Eh. E te? -
- Ehe -
- Ehe -

- Oh, ma hai sentito quella notizia del bambino che la maestra gli ha tagliato la lingua?

- Sì, ho sentito, ma… oh, cioè, è un bambino NEGRO! -

- E infatti! Cazzo! Tutto ieri che ci penso, sono angosciato, mi faccio i pensieri povero bimbo che strnoza la maestra, e poi stamattina sento il tiggì e scopro che è un bimbo NEGRO! -

- E infatti! Anch’io! -
- Minchia ma le informazioni che le diano corrette! -

- Che poi, se gli ha tagliato la lingua, al negro, avrà avuto i suoi buoni motivi -
- E infatti, chèccazzo… sai quanto avrà rotto i coglioni la piccola scimmia? -

- Vabbè, mi fa piacere che siamo sempre in sintonia sulle cose importanti. Cià -
- Cià -.

Pa - ta - pum pa - ta - pupumf.

Tuesday 27 February 2007

Una giornata bella come oggi, io dovrei essere àggiro con la mia moto rumorosa, gli occhiali da zamàuro e il giubbotto di pelle ‘rancione con attaccate le patch dei viaggi in USA e àffrica in moto.

Malidetti tutti.

4U.

Tuesday 27 February 2007

Dice anzi canta “i nuovi passi miei”.
Intende che si guarda avanti.
Intende che il cuore - non credere a chi dice il contrario, è gente che si fermano, che hanno paura della loro vita - il cuore a un certo punto si svuota, si svuota.
Intende che il cuore si svuota, e poi all’immprovviso, non sai come quando perchè dove cazzo non sono pronto - sculomerda - il cuore si riempie.
Si riempie dinuovo e non ci credi non ci credi non ci credi e dici è roba di un attimo di una sera è sesso sissì sesso poi passa.
Poi però è il tuo odore sul cuscino.
Poi però è sentirti al telefono, che una giornata di denti stretti e occhi bassi e pugni stretti diventa una festa un carnevale la banda che passa in piazza, solo perchè ho sentito la tua voce e immaginato il tuo sorriso mentre dici “torta di mele”.
E poi però - e poi, all’improvviso, nemmeno più però, solo “e poi” - e poi voglio entrare dentro te fino in fondo fino al cuore fino allo stomaco e dico di sesso non dico solo di sesso, dico di noi.
E poi te lo devo di dire non ho più diciott’anni, ho i miei segni le mie cicatrici e i miei occhi, credimi, non sono limpidi come qualche anno fa.
E poi credimi sono un sentimentale, stronzo fino dove nemmeno si vede, ma ingenuo sentimentale, e quindi mi guarderò indietro.
Lo sai, mi guarderò indietro, mi guarderò dentro, e avrò malinconie: ma le malinconie, meraviglia mia, non danno gioia, non danno sorrisi, non danno speranza, non danno domani.
Le malinconie, meraviglia mia, mi accompagnano da sempre, e nelle sere strane mi guardo indietro e scuoto il testone, nelle sere strane scuoto il testone, nelle sere strane, alla fine cerco te, e solo allora sorrido, e solo allora ho una speranza, e solo allora una gioia.

4give 4 le mie malinconie, è un’altra vita, lì nel fondo dell’acqua limpida che siamo noi, e questa è una promessa, lì restano, e io, prometto di rado prometto davvero prometto sul serio.

Queste, le mie parole, di una sera senza te, che finsisce a pensare a te, e non immagini, nemmeno, quanto.

Brz.

Monday 26 February 2007

- Amore, questa camicetta ti sembra troppo scollata? -

- Fammi guardare…. no… non mi sembra… solo… si vedono un po’ i peli sul petto… -

- Ma amore! Ma cosa dici! Io NON HO i peli sul petto!!!! -

- Ah… scusa cara… hai ragione… allora… se non hai peli sul petto… vuol dire che sì, la camicetta è troppo scollata… -.

Bobby & C.

Monday 26 February 2007

Di cinema, capisco un càsso.

Me ne sono reso conto ieri, che ho rpeso un uno-due n faccia che mi ha reso edotto su come stanno le cose.

Premiano Scorsese, alla acarriera, vabbè bene bravo; poi però anche The Departed come miglior film, e qui non ci siamo.

A me the departed ha fatto enormemente cagare.

Un filmaccio di gangster girato male, pieno di robe senza senso (cazzo c’entra che all’infiltrato nella polizia una sera non gli tira il cazzo?), scontato (quando il tenente se ne va giàssai che tornerà a sarà lui a fare giustizia), che a un certo punto non sa come uscirne e allora tutti amazzano tutti, pàm pàm pàm, ma Tarantino è un’altra roba.

Vabbè.

Poi ieri vado a vedere Bobby, e tutti dicono “beeeeeello”, uno spaccato degli anni ‘70, un arazzo sulla vita americana, tanti piccoli filmi nel filmo… cazzate.

E’ un filmaccio ‘mmmericano dei più scontati, dddemocratico e politically correct che ci siano (non c’è nemmeno un negro che muore, a un certo punto sembra che muoia il messicano, ma invece si salva), con la morale “una volta sì che c’erano i bravi presidenti, mica come oggi” e una pippa finale di dieci minuti in inglese coi sottotitoli (cheppalle i sottotitoli!) su fratellanza, uguaglianza, fratellanza, democraticanza, allonsanfàn de la patrì, alè alè, ciàpel nel dadrè.

Capisco un cazzo di cinema.

Ma mi tengo stretto Berretti Verdi con Giòn Uèin, che almeno sapevi cosa ti volevano raccontare fin dall’inizio.

Balck block.

Sunday 25 February 2007

Io domani non faccio una bella seppia di gnènte.

Passo la giornata in casa, chiuso come un gambero, aguardare porcate in tv, a mangiare porcate, a leggere porcate.

Cive è quello che fai ogni domenica.

Forse, ma domani c’è il blocco, e quindi stavolta non mi sento nemmeno in colpa.

Bèa génte…

Friday 23 February 2007

Alòra, chiariamo.

Non è che io mi faccia un mazzo, nel senso tecnico.

Lavoro, certi giorni dippiù, altri un po’ meno, spendo dei soldi e faccio girare l’economia, e il mio contributo finisce lì.

Non mi faccio certo il culo come un minatore o un operaio di un’acciaieria, nè do il contributo alla società di un professore universitario o di uno scienziato.

Però, oggi, sono andato a Roma, ed ho passato un paio d’ore in un ministero, con il Segretario Particolare di un Ministro.

E ho visto, con i miei occhi, ho ascoltato, ho soppesato, tutta quella gente, in tutte quelle stanze, con tutta quella carta, i telefoni che squillano “sciào abbèllo… nonnò dimme pure… emmò vediamo… devo da sentì l’amico mio… nun te preoccupà cce pènso io tte faccio sapè…”.

E’ un altro mondo.

E stasera, nel traffico, nel grigio, nell’aria fetida, nel marocchino che mi proponeva un elefantino in finto ebano, nel semaforo guasto, nel parcheggio abusivo, nel tram che blocca la svolta a sinistra, nelle telecamere sui semafori, nello stronzo incravattato che mi ha fregato il taxi, nel negoziante che mi ha chiuso in faccia la saracinesca,

in tutto questo

ho detto “cazzo, Milano mia, quanto mi piaci”.

Pensateci…

Thursday 22 February 2007

Ma non stavate meglio con Silviuccio nostro?

Dai, ricordi com’era bello… anndava tutto male, ma si poteva dirlo.

Facevamo le guerre, ma si poteva dire “guerra”, si facevano quelle belle manifestazioni, quelle da un milione di persone in piazza, con i cantanti e i comici e i presentatori tv, e tutti sapevano con chi prendersela.

Mica come adesso che protesti, tipo per la base di vicenza, tipo, ma non sai che cosa gridare, contro chi, a chi dare dello stronzo.

Ricordi bello, si poteva dire male dei rapporti con il Vaticano, con gli americani, con Israele, si poteva addirittura dire che se c’erano le nuove BR era colpa del governo…

Ragazzi, io lo faccio per voi, eh… oh, se rivolete Slviuccio, io lo rivoto.

Bòing.

Wednesday 21 February 2007

Zòmpano fuori, all’improvviso.

Le cose, i casini, le bombe-merda, gli amori.

Che uno aveva tutta una vita bella tranquilla, e invece, zòmpano fuori, malidetti loro.

Non si resiste…

Wednesday 21 February 2007

Ho adottato una scimmia… si chiama “sìmmia”, ed è gialla perchè è il colore più stupido che ho trovato.
Nei momenti di sconforto, vado sul blog e guardo la mia scimmia, la mia scimmia mi guarda ammè, ci si guarda, è bello avere la scimmia sìmmia.

Ah, naturalmente, a sìmmia col maus fai fare un po’ ri cose, così per farla giustamente impazzire, sennò che scimmia sarebbe?


adopt your own virtual pet!

M’aricordo.

Wednesday 21 February 2007

Ma ti ricordi quando d’inverno al mattino Giuliacci diceva “oggi correnti d’aria fredda dall’Ucraina” e te uscivi e sullo scùter ti gelavano anche i diti mignolini dei piedoni?

Ti ricordi?

Bhe, a me non mi manca per niente.

Sottoscrivo.

Monday 19 February 2007

Sei in fuga da te stesso.

No, sono all’inseguimento di me stesso. E mi sto quasi raggiungendo.

(è di CSF).

quello…

Monday 19 February 2007

So resistere alle tentazioni.

Siccome ho almeno quindici libri nuovi - ed estremamente promettenti - che m i aspettano sul comodino, ieri ho passato almeno 45 minuti dentro la libreria delle Messaggerie e ho preso in mano, palpeggiato, sbirciato, leggiucchiato e pesato almeno trenta libri belizzzzimi, ma ho detto “nòmminchia”, e non ne ho preso nessuno.

Fiero di me e della mia forza di volontà, mi sono apprestato alla cassa, accompagnando la mia accomapgnatrice, che invece - tapina - era caduta al primo ostacolo, e trascinava diversi libri grossi sugosi e ponderosi.

Poi a un metro dalla cassa, quando ormai le mie difese erano abbassate… LA’!

La cazzata.

La boiata.

La inevitabile puttanata di guerra, spari, sputi e schiaffi, con l’eroe ex militare solitario e burbero ma di principi ohi se di principi, e la giovane giornalista idealista che si mette nella merda ma c’ha le puppe, e i terroristi birbaccioni, la testata nucleare o biologica rubata, un politico corrotto, combattimenti aerei, un amico dell’eroe che si sacrifica per lui, l’inevitabile lieto fine.

Il tutto, in edizione da ricchi e per 20 iuri.

E io ci casco come il solito pescione, e stamattina, sul cesso, sono già arrivato a pagina 20.

E.R.

Friday 16 February 2007

- Scusi, cerco la signorina Rampazzo, mi hanno detto che sta in questo reparto -

- Mi facisse veder’… no… accà nungestà nisciùn’ Rampuòzz… provasse a chiruggia… -

- Scusi, mi hanno detto di provare a vedere da voi se c’è la paziente Rampazzo… -

- Aspettasse… meènghia… Ciàmpazzo… e ùnne mènghia sta chìst’ Ciàmpazzo… accà n’n gè… pocèbbe essere a ciàumatologgìiia… -

- Scusi, in chirurgia mi hanno detto che forse la paziente Rampazzo sta qui… -

- Moù, Rambèzz, hadètt’? Aqquè dovrebb’ stèr? Me fècc’ vder’… no… què non ge stè nessun’ Rambèzz… pruòv in funn’corridoiouo, addòu ce stè o chertèll con scritt’ “operaziàun”… -

- Scusi… “operaziàun”… srpikèn dòich? -

- Na… “operaziàun” òddett’… se l’amèca sua sta a dover essere ‘perata, magara stà allà -

- Grazie -

- Prèc -

E così via, per corridoi, anse, bugigattoli, receptions, portinerie, sale e salette, scale e sottoscale, parcheggi e bar.

Ma mi domando, all’Ospedale Maggiore - Niguarda di Milano, lavora uno, uno, dico uno eh, uno, che abbia un accento appena appena più a nord di Macerata?

Senza razzismo, leghismo, stronzismo, che sennò tutti a dire èmminchia, solo per capire.

La combriccola.

Thursday 15 February 2007

C’è ‘ncazzo da fare.

E’ diverso.

E chi non capisce perchè, non lo capisce, e non vale nemmeno la pena provare a spiegarglielo.

Insomma Vasco ha detto “bella zio” - Vasco inizia sicuramente ogni frase dicendo “bella zio” - ha detto “bella zio è un po’ che mi annoio che cazzo faccio?”

e ha aggiunto “mha quasi quasi faccio uno o due concerti”

e gli hanno detto “ma Vasco, così senza nemmeno un disco nuovo?”

e lui “tranqui frà” - Vasco dice spesso anche “tranqui”, e gli amici li chiama “frà” - “tranqui frà, metto su itunes una canzone nuova, che fa anche un po’ cagare lo so ma chìssene, e hop! ci appoggio un paio di concerti”.

Quindi mette sul giornale una pagina dove dice il 21 giugno a San Siro, il non so quando giugno all’Olimpico di Roma.

Oh, sono 80.000 persone qua e altrettante là, e poi a Firenze, Verona etc.

Un’ora e mezza.

WOOOOOSH!

I biglietti per San Siro grèmati, fumati, spariti, uno sputo un battito di ciglia una scureggia nel vento, finiti.

A Roma, invece, pure.

E allora dice “raddoppio le date, un secondo concerto a San Siro, e un altro anche all’Olimpico”, i biglietti in vendita dalle 10.00 del 15 febbraio.

Raga, dalle 9,00 di stamattina, la ggènte cercano chiamano si connettono, i server di ticketone sono in palla, i call center non riescono ad accedere al sistema, alle Messaggerie dìcheno che c’è la coda fino in strada.

Io il biglietto - dice - dovrei averlo.

E sento il brividino, al culo, e non si può spiegare, a chi non lo capisce.

‘astro…

Thursday 15 February 2007

Ma sono stronzo io, o c’è qualcosa che non mi hanno spiegato, o che ero assente o ho bigiato il giorno che lo spiegavano?

Cioè, adesso spippolavo su internet per leggere dei diari di viaggio di gente che siano andati nel posto in cui voglio andare io quest’estate, in giro su e giù avant’andrè.

E cioè sticazzi, il viaggio mio dovrebbe durare due settimane, stando bassi coi costi e stretti col culo, comunque sò soldi, quelli messi in budget.

E poi, tra ferie, vacanze, ponti e finti malesseri passeggeri, già ramanare fuori due settimane abbondanti di ferie, rischi anche di tornare e trovare tale Armando seduto alla tua scrivania, che fa il tuo lavoro melgio di te, pagato di più e che già da tre giorni si scopa la segretaria più figa. Per dire.

Ma invece la ggènte mettono on line i loro diari di viaggio e scrivono “durata: un mese”, “durata: quarantacinque giorni”, “itinerario: mezzo mondo andata e ritorno, soprattutto contromano ed impennando”, e via cose del genere.

Allora, fatemi sapere, passatemi gli appunti, cazzo quel giorno non c’ero ma insomma qualcuno mi dica, come l’hanno spiegato, cioè da quale muro le ggènte grattano giù i diglietti da 500 iuri?

In quale lavoro lavorano che prendi vai un mese mesemmezzo via dicono sciào bbèllo sciào al capo e quando tornano il lavoro è lì che ti aspetta anzi, mentre eri via si sono anche disinnescate quelle due - tre bombe-merda che avevi lasciato accese prima di partire?

Mi sento davvero, ma davvero eh, un po’ idiota.

6.

Wednesday 14 February 2007

Let’s talk about sex.

Chebbelloè quando sei stanco ma stanco ma addormentato quasi, dopo una giornata che non finisce mia e piove merda e sputi e chiaffi e àbbasta! che non ne posso più.

E arrivi a casa ti lavi pocopoco appena come un gatto con le punte dei diti, e dici e ti metti a letto e dici guarda adessso oh la dormo tutta la faccio dritta subito buonanotte amore buonanotte.

E mentre ti giri dillà però dici eh però quasi quasi ma magari dorme e allora è stanca magari dònnoia, mha però allora ti avvicini piano sfiori sorridi e poi.

Il giusto, senza strafare, senza star lì delle ore, senza aggrapparsi al comò, senza il travestimento da piolta USA prigioniero dei vitecong, senza mille candele o i millivanilli live sullo stereo.

Il giusto, per dirsi buonanotte, I luv U, nel modo giusto e addormentarsi dicendo è stata una giornata dimmerda, però, poi, alla fine.

Blu.

Tuesday 13 February 2007

Dice il dottore “avvocato questo è il tipico sintomo da stress ed affaticamento” dice.

E dice “guardi perchè non si prende una vacanza di una diecina di giorni, magari al caldo, al mare?”.

E tu lo guardi e sorridi, e lui pensa che tu sorrida perchè pensi al mare al caldo a una diecina di giorni di vacanza, e invece.

E invece io sorrido perchè penso a quell’elegante, lucido, affilato tagliacarte che è posato sulla scrivania, che entrerebbe moooooorbido e veloooooooce nel cranio del dottoreeeeeeeee…

Vacanza, non se ne parla, eh?

Fuck.

Monday 12 February 2007

Adesso magari arriverò in ritardo in palestra, e il maestro mi fa pompare mentre gli altri finiscono il riscaldamento.

Frega sega.

Io adesso passo un quarto d’ora a spippolare su internet alla ricerca di notizie inutili e probabilmente false sul viaggio che farò quest’estate.

Che oggi, per quanto mi sono sbattuto girato lavorato parlato urlacchiato scritto letto e sputacchiato, se mi infilavo una scopa in culo, adesso lo studio era bello lustro e pulito.

Lunedì.

Monday 12 February 2007

Stamattina, c’è nessuno che abbia un po’ di droga, buona ma anche decente va bene, che me la porta qui?

Non è nemmeno così importante che droga sia… basta che pem! mi passa la mattinata, dai anche il pomeriggio… anzi se è di quella che hop! di colpo è martedì mattina, io vi offro anche un caffè.

Chian’…

Thursday 8 February 2007

Serata strana, a casuccia, a guardare la tv a schiacciare canali a caso.

Su un canale a caso, c’è un signore con la barba i capelli bianchi e una giacca orrenda che parla.

C’è Renzo Piano, sì l’architetto, che tiene una conferenza.

E porca zozza.

Perchè è bravo. Intelligente, ma davvero intelligente, cioè cazzo intelligente come tu dici cazzo quello sì che è intelligente, non è che ha studiato, è proprio intelligente.

Però ha pure studiato, perchè parla e dici “eh questo ne sa, ohi se ne sa, e gli altri non ne sanno così”.

Però non se la tira, che spiega le cose le case e fa vedere le foto degli operai a duecento metri di altezza e dice “sono straordinari” e tu sai che li ammira davvero.

E poi ti dice io qui potevo fare a meno potevo tirar via potevo far finta, e invece no cazzo, ha fatto una roba che anche se non ti piace, porca zozza, dici “però”.

Ed è italiano, e quindi nemmeno dire “in Italia non si può non ce la si fa eh sculomerda l’Italia”.

No, ciccio, intelligenza, lavoro, fatica, perfezionismo, rispetto, umiltà ed orgoglio e cazzo duro, bellodddezìo, e si fa, l’eccellenza si fa, e lui sta a New York a Giacarta in Giappone a Norcia ed in Svezia e Berlino, e mai la stessa cosa, se non dire “sticazzi” alla fine.

Ammè, quelli bravi - ma bravi davvero - mi fanno sempre un po’ invidia, e un po’ rabbia.

Come quello che al limite dell’area ti punta, da fermo, e tu guardi il pallone cazzo non abbocco a nessuna finta porca zozza non abbocco, e lui fa ZUF! con la gamba destra e lui fa HOP! con la sinistra e tocca la palla POF! d’esterno e te ti butti in scivolata dove ci sono palla e caviglia ma non ci sono più cazzo malidetto cazzo e lui si invola verso la porta.

Ecco, poi tui allùi da dietro gli estirpi lo stinco sinistro con un’entrata a forbice anzi a ganascia, e quando senti CRUOK! del collaterale destro un po’ dentro godi.

Ma con rispetto, con rispetto cazzo, per il genio, massimo rispetto, perchè lo sai che tu come lui, in mezzo al campo o a disegnare case musei o grattaceli, mai.

Il colpo della sfinge.

Thursday 8 February 2007

Ecco che si sprecano le scommesse, e lui un po’ sbuffa e un po’ ride.

Lui parte per una città lontana, dove quindic’anni fa aveva incontrato l’ammòre quello vero, che fa battere il cuore, l’ammòre che è durato degli anni, poi la lontananza, i soldi, l’età, i cazzi vari, e l’ammòre si è allontanato, però di quelle cose che lui dice “lei era la donna della mia vita”.

E poi per farla breve questa si rifà viva dopo quindic’anni, dice vieni qui? Lui dice oh ma guarda il colpo di culo per lavoro prossimamente vengo proprio lì lei dice ci vediamo? lui dice emminchia.

Quindi ieri sera dice agli amici “amici!” dice “amici! sto un po’ emozionato a rivederla dopo tanti anni” e gli amici dicono “ebbè” e gli amici dicono “essì” e gli amici dicono “emmò?”.

Poi gli amici ci pensano e chiedono “ma te dove dormi domani notte?”

“su una branda di fortuna a casa del mio amico Ruocco” risponde lui

e gli amici fanno “ah…”

e lui non capisce e chiede “in che senso ah?”

e gli amici “nel senso di e quindi dove la porti?”

e lui “bho chennesò checcentra la porterò a bere una cosa un caffè”

e gli amici “no no noi si intendeva dove la porti A SCOPARE”

e lui “in che senso?”

e loro “come in che senso? Nel senso di scopare, ciulare, darci ggiù come bèschie, ravanarle la bergonza, sdoganarle gli orifizi, farla mugulare sul tuo pyngone, e in generale farle sentire che sei ancora più maschio di quindici anni fa”

e lui offeso “mannò mannoi mallei maddechè maaoh! come vi permettete porci bestie zozzi & negri! che lei è adulta sposata vaccinata figliata e insomma e allora e cazzo e un po’ di sensibilità”

e gli amici riflettono e gli amici si guardano e gli amici si dicono “ecco, un altro che fa il colpo della sfinge”

e lui ” ‘zzzzo è il colpo della sfinge?”

e gli amici spiegano, con sguardo saputo, “il colpo della sfinge, che glielo appoggia, ma non spinge”.

Tuttavia, a parer dello scrivente, ella sarà molto più scafata dìllui, e a un bel momento ‘nge lo prenderà in mano, ‘ge lo mantrugnerà un po’ per vedere se è come lo ricordava, e ‘ngi dirà “bella zio, ora dopo che mi hai intortato di chiacchiere per due ore, mi molli il pyngone?”, e tutti vivranno felici e contenti.

Out of.

Thursday 8 February 2007

Sono sconnesso.

Non funziona la posta personale, non funziona la chat, non funziona itunes.

E io come la passo la giornata di lavoro?!?!?!

Dancin’ in the corridor.

Thursday 8 February 2007

“Figli delle stelle”, di Alan Sorrenti, messo su a palla nell’ipod, è perfetto, per ballare morbidi, alle ottemmezza del mattino, nei corridoi di uno studio legale facendo “ùnga ùnga” con la bocca, e gli occhi socchiusi e un bicchierino di caffè in mano.

Garantisco io.

Prima di provare, però, ricordate che senza Alan Sorrenti a palla nelle recchie, purtroppo, vi sentirete un po’ coglioni.

…dottore…

Wednesday 7 February 2007

- Buon giorno buon giorno -

- Buon giorno -

- Senta sono l’avvocato Pupazzibbuffi, sono stato visitato dal dottore l’anno scorso, per la schifofrenia del gomito destro e un piccolo intervento in day hospital per cammora e ‘ndrangheta, si ricorda? -

- No -

- Ecco, bene, appunto, gentilissima… seeeeeenta… c’ho un problemino, cioè, quando m’arzillo ho un come risentimento al protuberale, dove s’innesta con l’artificio che -

- Guardi a me non racconti niente deve parlare al dottoreeeeeeee… vuole un appuntamentooooooo? -

- Eh ecco sì brava grazie prego perchè il calimocio si sta infiammando sotto il nervo della trasmissione che si traf -

- Ripeto a me non deve spiegare nienteeeeee… alloraaaaaaa… il primo buco libero che ho è il 18 marzo, alle otto di mattinaaaaaaa… confermaaaaa? -

- Maccome? Sono quasi due mesi! Ma a me corro il rischio che si distacchi il prefisso e mi vada in cancrena la carrucola! -

- ’spiaceeeeeeee… allora confermo il 18 marzo alle ottoooooooo? -

- Senti brutta troja zoccola negra infame ladra e svizzera tedesca, innazitutto il “primo buco libero” che hai è quello der budello di tu’ madre quando finisce il lavoro allo svincolo della vigevanese, e lascia il posto a tu’ sorella dopo l’operazione di cambio di sesso, la zoccola ricchionazza. In secondo luogo, se a me da qui al 18 marzo mi si incrina anche solo un’unghia, minchia ordinerò strage e scatenerò i mastini della guerra, nella specie gli avvocati più famelici ed i periti medici più mignotte, che minchia ti facccio chiudere attè, a quello studio dimmerda, ti faccio arestare il dottore e già che ci sono ti faccio portare via quel cane dimmerda che sicuramente è l’unica bestia che ti sopporta nelle tue sere del cazzo davanti alle repliche di Fantastico 8. Have I been clear? -

- Avvocato… mi dice il dottore che… guardi… hanno appena disdetto… le va bene domani alle sedici? -

- Allora a domani, cara, le porto anche un carrè di pasticciuìni, dolcezza… -