Archivio della Categoria 'libbèri pènzieri'

Essopporbblèmi…

Wednesday 8 September 2010

Le Isole Marshall - un gruppo di isolotti sparsi in mezzo a un qualche oceano - temono che il grobauòmmi sciolga i ghiacci e, siccome sono isolotti che sporgono di pochi metri sul livello del mare, in pochi anni le isole semplicemente sparischeno.

Ma il problema che si sono posti non è tanto come fare evitarlo - siccome contano una  verza a livello mondiale, più che lamentarsi possono fare poco - ma, si sono chiesti, se le isole affondano, esistono comunque come stato? E noi, Isolemarshalliani, restiamo cittadini isolemarshalliani o invece dobbiamo cercarci un paese nuovo di cui diventare cittadini?

Problemone di diritto internazionale pubblico, interessante anzichenò.

Ma senza andare troppo lontano, anche io, qui, sto lentamente ma inesorabilmente affondando in un mare di merda che cresce sempre più, e mi chiedo, ma se la merda mi arriva fino appena sotto al naso, mi conviene nuotare, o sto fermo immobile e sussurro “non fate l’onda, non fate l’onda, non fate l’onda”?

Oh, bhe…

Tuesday 7 September 2010

Piove, faffreddo, c’è un mucchio di lavoro rognoso che mi aspetta in agguato, devo pagare un mucchio di soldi per un mucchio di cose, mi monta la scimmia per comprarmi una piccola moto usata ma mi dicono “eh ma questa mica può lasciarla in strada” e quindi niente, non riesco a fare nessuna attività fisica degna di questo nome, e in generale odio tutti.

Ed è appena l’inizio dell’anno.

Ma al mattino io c’ho un piccolo elfo che nella culla mi guarda e sorride, e una cinpripessa che mentre la bacio prima che vada verso l’asilo agita la manina e mi dice “bòna gionnàtta” e mi sorride.

E quindi io sono felice, e vi vo un po’ in culo a tutti.

Imbardèscion.

Monday 6 September 2010

Le Trattoir, ammico ammè, qualche giorno fa torna dalle vacanze.

Di domenica, decide che è il giorno giusto e l’ora giusta e il momento giusto per fare due cose, che hanno l’invidiabile caratteristica che l’una non esclude l’altra, e cioè.

Decide di fare la marmellata.

Decide di farsi una bella girata in bici.

Per fare la marmellata, si attiva dal mattino e ad una certa ora ha già messo a bollire un pentolone pieno d’acqua dentro cui galleggiano i barattoli di marmellata, per “fare il vuoto”, come si dice.

Marmellata di percuochi, per i precisini (scrivere “marmellata” è un cacamento di ciòlla: per comodità di seguito scriverò “mammellata”, che suona anche meglio).

Nel frattempo, egli si prepara per la sgambata, quindi si denuda per mettersi l’abbigliamento tènnico da ciclista, ma prima di vestirsi e cominciare ad avere caldo decide di farsi un caffè.

Scena prima, campo lungo: le Trattoir entra in cucina nudo, se si escludono ciabbbatte ed occhiali.

Scena seconda, piano americano: le Trattoir accende la macchina del caffè e si prepara una tazzina.

Primo piano, le Trattoir nota con disappunto che l’acqua nella pentola dei vasetti di mammellata è quasi del tutto evaporata, ed i vasetti ciòttolano sul fondo molto caldo della pentola.

Campo lungo: Le Trattoir allora appoggia la tazzina del caffè e spènge il fuoco sotto la pentola.

Segue montaggio che alterna scene a velocità normale ad altre in superslow motion.

Spèngere il fuoco è un grosso errore.

I vasetti subiscono un improvviso sciòc termico, ed uno di essi

PEM!

esplode come una bomba a frammentazione.

Pezzi di vetro sfiorano le Trattoir, andando a conficcarsi nei muri della cucina e spaccando alcune suppellettili.

Manco il tempo di pensare “che culo” e le Trattoir è investito dalla una pioggia di schizzi di mammellata di percuochi tipo piombo fuso.

Per i distratti, rammentiamo che le Trattoir è ignudo.

Gli schizzi, dall’alto verso il basso, colpiscono dapprima gli occhiali del Trattoir.

Nemmeno il tempo di ri-pensare “che culo” e gli schizzi piombano sul petto del Trattoir.

Nemmeno il tempo di pensare alla “P” della inevitabile bestemmia, che uno schizzo particolarmente grosso, bollentissimo e bastardo va a cadere

SPLAF!

sulla parte anteriore del cazzo del Trattoir (egli è nudo, per chi non l’avesse notato).

Seguono bestemmie.

Le Trattoir alla fine decide che forse è il caso di non prendere sottogamba una colata di piombo fuso sul pisello, e si reca al Prontosoccorso locale, dove lo attende - debitamente preavertito - il comune amico e medico e chirurgo e professore Sassaroli.

Il Sassaroli porta le Trattoir in una minuscola sala - ambulatorio, lo visita e gli diagnostica una simpatica serie di ustioni di secondo grado su varie parti del corpo, cazzo compreso.

Le Trattoir è lì, sdraiato, seminudo, dolorante e preoccupato per il futuro della propria virilità, quando all’improvviso viene distratto da un fetore denso, profondo, unto ed inequivocabile.

“Sassaroli!” grida rivolto all’amico medico.

“Sassaroli!!! Hai scoreggiato??????”

“Sì, perchè, si sente?”, domanda indifferente il professore, mentre il fetore impregna ogni piccolo anfratto della minuscola stanza.

Mentre le Trattoir sta per replicare, il professore arriva al momento di dover fasciare il cazzo del Trattoir medesimo, ma si ferma e grida, facendo tremare i muri

“Caposala!!! Caposala!!! Mi mandi IMMEDIATAMENTE un’infermiera!!!!!”

“Come un’infermiera?” domanda le Trattoir

“Ma sì, che almeno ad imbardarti* il cazzo sia una mezza figa” chiude il discorso il professore.

Mentre le Trattoir scuote disperato la testa, arriva appunto la mezza figa che si appresta ad imbardare* il pisello del malato, ma all’improvviso la ragazza si blocca, annusa l’aria, annaspa, ànfa, boccheggia e guarda disperata il professore che allarga le braccia e indica il Trattoir, sul lettino, alzando gli occhi al cielo con l’espressione “gente senza gratitudine, noi gli salviamo il cazzo e loro scoreggiano in una stanza minuscola e senza finestre”.

E si allontana con il camice svolazzante, mentre con la mano scuote l’aria dietro di se’, per cancellare ogni traccia di colpa.

Resta solo le Trattoir, con quel che rimane della propria virilità nelle mani - letteralmente - di una disperata infermiera mezzafiga che gli imbarda velocemente ed in malo modo il cazzo, in assoluta apnea.

Ammmmici ammè.

* Dal dizionario medico internazionale Stevenson - McGowan - Motherfucker:

“Imbardare: termine tecnico usato in medicina di emergenza per la manovra consistente nel fasciare con garza e/o cerotti una parte del corpo preventivamente medicata”.

Vecchi.

Thursday 2 September 2010

Una volta arrivavano le mailz degli amici miei che dicevano ooooooooooh dai dai questo fine settimana usciamo ci vediamo tiriam su una storia.

E insomma il programma veniva pian piano definito in un susseguirsi di mail, sms e telefonate in codice (”ooooooo òcio che il mio amico che ha fatto il carabiniere a Mantova mi ha detto che intercettano attutti“).

E via, senza soluzione di continuità, ci si vede aperitivo “sbagliati quanti ne ordino?” “ma te comincia con tre giri a testa poi vediamo“, sosta in birreria, cena oltreconfine, zoccole prenotate via web con anticipo per evitare incomprensioni (”e infine, cortese signorina, le significhiamo che il nostro amico Cioccio è dotato di VERGA di considerevoli dimensioni, di cui alleghiamo una foto per le sue spettabili valutazioni: prenda quindi i provvedimenti necessari e ci provveda, appunto, di una sua collega che sia capiente e ricettiva anche per il signor Cioccio“).

E la serata si trasformava in nottata, la nottata in alba, l’alba in week end, si narra di qualcuno che si è svegliato su una spiaggia della riviera romagnola, con i capelli tinti di azzurro, i tatuaggi “morte agli infami” sul petto e “W Bettega” sul bicipite sinistro, ed un biglietto infilato nel taschino della giacca “è stato tutto bellissimo, ti ricorderò per sempre, Armando“.

Questo - e molto altro… - una volta.

Oggi arriva la mail.

Ooooooooooooo ci vediamo ’sto fine settimana?

Io rispondo bho sì dai vediamo sento moglie figlie suocera portinaio, checc’è in programma?

Aaaaaaaaaaah guarda, seratona, abbiam già prenotato in latteria.

In latteria.

E non è un codice per il maresciallo che sente attutti. No no. Latteria.

Minchia, i vecchi, come son tristi, quando dovevano morire giovani.

Nazisti! Fascisti! Squadristi! Leghisti! Feticisti! Macisti! Vivaisti! Trequartisti!

Thursday 2 September 2010

Dice a New York litigheno perchè vogliono fare una moschea dove c’è Ground Zero e dicheno no la moschea no perchè gli islamici e le twin towers e i morti.

Intervistano Bloomberg, il sindaco, una specie di Letizia Moratti ma più bassino, per capirci.

E lui risponde.

Non è che dica “vediamo consideriamo ma anche c’è da tenere in considerazione e le esigenze intavoliamo un discorso apriamo un tavolo di trattative sentiamo il cardinale ho chiesto alla provincia e le esigenze dei cittadini i bambini mioddio nessuno pensa ai bambini”.

No.

Il sindaco di New York risponde.

A scuola abbiamo studiato la Costituzione.

Dice che hai il diritto di dire quello che vuoi, pregare chi vuoi, quando vuoi, dove vuoi. E non è compito del governo dirti cosa devi dire.

È il bello dell’America.

C’è gente che dice «Be’, in Arabia Saudita non si possono costruire chiese».

Esatto! È la differenza tra l’Arabia Saudita e l’America.

È molto semplice. Che ti piaccia o meno la moschea, non sei costretto ad andarci.

Lì c’è già un’altra moschea, a quattro isolati da Ground Zero.

Ci sono locali porno, fast food — voglio dire — è una zona vitale, è New York!

Minchia, i ‘mmmmericani.

Invece voi avete Di Pietro.

“E se personaggi come Dell’Utri vengono cacciati a suon di fischi dalle piazze, forse il risveglio sociale non è poi così lontano. C’è ancora un’Italia capace di indignarsi. Ed è proprio da qui che si deve ripartire. Iniziamo a zittire quelli come Dell’Utri in tutte le piazze d’Italia, perchè non è lì che dovrebbero stare, ma in galera”.

Daje de Tacco.

Wednesday 1 September 2010

Cena, esterno sera, terrazzo, gggènte.

Si parla di teatro, libri e di cinema, si beve birra e si mangia pasta al dente (sì lo so, sembra un film di Ozpetek pieno di finocchi comunisti, checcivolete fà, frequento gente così).

Uno - …e era quel film, quello sulla mafia russa a Londra… -

un altro - sì, con Viggo Mortesen, vero? -

- Sì, che c’è anche la scena della sauna e Viggo Mortesen nudo… -

L’amica mia - Sì! Sì! Sì! Me lo ricordo benissimo!!!! Con quel coso che si muove di qua e di là - e mima con l’avambraccio un penzolamento tipo proboscide d’elefante - e mi ha fatto un po’ l’effetto “pendolo di Focault”! -

- E quale sarebbe, l’effetto “pendolo di Focault”? -

- eh - dice lei, mimando di nuovo un penzolamento di sostanziose dimensioni - è l’effetto che mi fa vedere una cosa grossa e lunga che penzola qua e là… non capisco come mai, ma mi rendo conto che in qualche modo, mi attrae, mi attrae parecchio… -.

Buttà li sòrdi.

Tuesday 31 August 2010

Ma insomma, ecchecc’è?

La gggrisi, c’è, sicuro.

E Abbberlusconi, c’entra sicuro pure Abberlusconi.

E che sin invecchia, pure, c’entra.

Però.

Però che uno decida mo’ vado su àitunz e butto via ‘na diesci eure e mi compro una musica bella fica ganza da far andare in loop nell’iphone per iniziare questo anno di lavoro come si deve…

e invece niente.

Non trovo una seppia, una fava, una minchia, una verza, un cazzo proprio, insomma.

Mannaggiaavvoi, mannaggia.

Tournè, così, a caso.

Tuesday 31 August 2010

Palco, scuro; spot bianco, un uomo in giacca, spettinato, inizia a recitare.

“C’è una porta rossa

la vorrei dipinta di nero.

Niente più colori,

voglio che diventi tutto nero.

Vedo le ragazze che camminano,

vestite nei loro abiti d’estate

e devo girare la testa,

finchè la mia oscurità non se ne va.

Vedo una fila di auto

e sono tutte nere

come i fiori ed il mio amore,

nessuno dei quali ritornerà.

Vedo la gente voltare la testa

e velocemente distogliere lo sguardo.

Come un bambino appena nato,

mi succede ogni giorno

guardo dentro di me

e vedo il nero nel mio cuore”.

Silenzio.

Un altro uomo, seduto:

“Bene, bene, mi sembra che vada bene. E… dica… quella cosa che ha recitato… Garcia Lorca, vero?”

“Mick Jagger”.

PS: ecchilo…

Bello.

Thursday 26 August 2010

Da un’intervista sulla Fallaci “Nel suo ufficio alla Rizzoli di New York sulla 57ma strada andava di rado; e chi la cercava lì trovava sulla porta un cartello che diceva go away, vattene”.

Dai! Dai! Eddai! Vediamo se hai il coraggio… dai! Dai!

Thursday 26 August 2010

Alla barriera di Vipiteno, un automobilista abruzzese ha litigato con un camionista per chi dovesse passare per primo in una strettoia.

Il camionista s è infilato un po’ di forza ed è passato per primo.

L’abruzzese è sceso e ha detto “adesso non ti muovi di qui finchè non mi fai passare” e si è sdraiato davanti al camions.

O mi fai passare o io di qui non mi muovo e stiamo qui fino a domani, ha detto l’abruzzese.

Cazzuto, l’abruzzese.

Ma incauto.

Fosse stato cauto, oltre che cazzuto, prima di mettersi sdraiato per terra avrebbe chiesto al camionista, categoria già di per se’ non propensa alla mediazione, di dare un’occhiata al passaporto.

Ed avrebbe scoperto che il camionista era rumeno.

Il camionista, rumeno, quando ha visto l’abruzzese sdraiato davanti al camions, ha fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi camionista rumeno nella stessa situazione.

Ha ingranato la prima.

L’abruzzese è morto stiantato sotto le ruote del camions.

E’ per questo che io da tempo insisto con mia moglie, che mi impedisce di portare un lanciagranate in macchina, sempre a portata di mano per la bisogna: perchè secondo me, se invece che sdraiarti davati al camionista rumeno, gli punti sul parabrezza un RPG, esso il camionista rumeno magari la prima non la ingrana.

Minghia io a mia moglie l’ho imparata bbène come si sta al mònto…

Sunday 22 August 2010

Lei - …e la passione per la bicicletta ce l’aveva anche il mio vecchio fidanzato… -

Io - quale, quello…? -

- quello che lavorava all’estero -

- e che…?-

- …e che… Adesso sta con un’americana? -

- …e che…? -

- …e che… Era tifoso della Fiorentina?-

- …e che…? -

- …e che… Era appassionato di cucina orientale? -

- …e che…? -

- ??? -

- …e che…? -

- AH!!!!!! E che ce l’aveva piccolo piccolo e trombava malissimo!!!!!! -

- ah! Lui! Il tuo ex fidanzato… -.

Chi sei, c… c… c…

Wednesday 11 August 2010

Dice che capisci che è ora di andarsene quando l’ultimo giorno di lavoro mentre vai a giocare a squash sei lì con la My Personal Vespetta e fai un incrocio col giallo e c’è uno che attraversa cin una smart col rosso e freni tu frena lui minchia per un pelo lo guardi attraverso il parabrezza un vecchio ciccione pelato con catenine tamarre e braccialetti e occhiali da sole… Minchia Enrico Ruggeri!!!!

Vai Rrrrouge…. Come cazzo guidi, Rrrrouge?

Bèli viti…

Thursday 29 July 2010

Mattino, ore 8.55.

Hippo - Oè buongiorno, dov’è che sei? -

Manovale e Gentiluomo - Sul camion, sto trasferendomi da un cimitero all’altro -

- Minchia, che bel lavoro che fai te -

- Vero? Ma per fortuna almeno piove -

- Bella vita… -

- Vita bella -.

Non ci posso credere!

Wednesday 28 July 2010

Dice che all’Hollywood la ggènte pippavano nei bagni e se chiedevano in giro c’era anche chi gliela vendeva.

Bo, dico, c’è da rimanerci basiti….

MVFNC.

Wednesday 28 July 2010

Mattino, caldo, sudato, masarato, incazzato.

Mollo la My Personal Vespetta e arranco, con cartella da avvocato, borsa dello squash e casco verso il portone dello studio.

In cuffia, sento il podcast di Deejay chiama Italia, perchè al mattino è allegro e leggero, e poi mi piace.

Entro nell’androne del palazzo dello studio, chiamo l’ascensore, che è al quinto piano.

L’altro ascensore, quello dietro, è al sesto.

Arriva un’avvocata del quinto piano; guarda il mio ascensore, che dal quinto è già in viaggio verso giù, poi guarda l’altro ascensore, stabile al sesto, e va a quello che è al sesto e lo chiama e si mette davanti ad aspettarlo.

Mavaffanculo.

Poi mi guarda, e muove la bocca.

Io, con le mani cariche di borse, borsone e carabattole mi tolgo a fatica le cuffie e dico: “EH?”

lei ripete - accidenti, di prima mattina e sei già conciato così? -

Ora.

1) chiccazzosei?

2) checcazzovuoi?

3) mavaffanculo.

Nel frattempo arriva l’ascensore, il mio.

Le dico “se vuoi questo è arrivato”, risponde

- ah non avevo visto che l’avevi chiamato -

Certo, stupida capra, io alle 8,50 del mattino, con una cartella a tracolla, un borsone in mano e un casco infilato sul braccio abitualmente sto una decina di minuti davanti alla porta di un ascensore, senza chiamarlo, così, come esercizio zen.

Mavaffanculo.

Saliamo insieme nell’ascensore.

Dalle mie cuffie, che per educazione non mi sono rimesso, esce la voce di Linus di Radio Deejay.

Lei lo sente e mi dice

- Ah, vedo che ti stai acculturando! -

Mavaffanculo.

Tre vaffanculo in meno di 35 secondi.

Alle 8,50 del mattino.

Poi, se un giorno leggessi che il marito di statròia l’ha ammazzata a bastonate, non mi stupirò.

Vissa vissuta.

Monday 26 July 2010

Venerdì, il ggiòvine praticante è sul balcone, a fumarsi la sua immeritata zìbba di metà pomeriggio.

Il ggiòvine praticante è molto understatement e chic, e quindi viene al lavoro con un Guzzi Le Mans 3 del suo papà.

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Il Guzzone è abitualmente parcheggiato sulla strada sotto lo studio. Il ggiòvine praticante si fuma la zìbba e luma fiero il Guzzone.

A un certo punto, arriva bella veloce una BMW nera serie 3 che TRA! prende dentro il Guzzone sul fianco, lo sballotta e lo fa cadere a terra.

La BMW tira dritto, arriva allo stop, si ferma, gira a destra e scompare.

Il ggiòvine praticante, dimostrando una notevole capacità di multitasking, riesce contemporaneamente a bestemmiare tutti i santi del calendario ambrosiano da oggi a Natale compreso, e a prender giù il numero di targa del BMW.

Internet, ACI, motorizzazione civile.

- Buongiorno, sono il dottor Cacachezzi dello studio legale Salafava, parlo col signor Pecchi? -

- Sì, sono io, mi dica -

- Signor Pecchi, lei è il proprietario della BMW serie 3 targata così così cosà e così? -

- Sì, sono io, perchè? -

- Eh, signor Pecchi, allora mi spiega perchè lei tre ora fa ha preso dentro la mia moto, l’ha seriamente danneggiata e si è involato senza nemmeno fermarsi e sincerarsi del danno? -

- Come, scusi? -

- Non faccia lo gnorri, Pecchi! L’ho vista io stesso, la sua macchina! -

- Ma dove, come, quando? -

- Oggi, alle tre, a Milano, in via La Fava dal Buco, davanti al civico 3!!!!!! -

- Mi scusi, dottore… c’è un piccolo problema… -

- Mi dica -

- La macchina ce l’ha mia moglie, in questi giorni, che dovrebbe essere al mare da una settimana… l’ho sentita proprio poco fa, mi raccontava che era appena rientrata dalla spiaggia… -

- Ah… -

- Facciamo così, dottore, mi dia un paio di giorni, vedo di risolvere la piccola incomprensione familiare, e poi ci sentiamo lunedì per sistemare la questione del danno alla moto, le spiace? -

- No, tranquillo. Allora aspetto la sua chiamata, signor Becchi? -

- Pecchi, con la P, non Becchi… -

- Sì, certo, arrivederci, caro Becchi… -.

***

Nota: la parte del gioco di parole col nome del proprietario è evidentemente una citazione.

Il resto è - drammaticamente - tutto vero.

Alòra ditilo…

Friday 23 July 2010

Ma almeno in studio, AH!, bello fresco.

Lo studio esso è fornito di possente e recente impianto di condizionamento, ma siccome la mia stanzetta sta in fondo in fondo in fondo a destra, là quello che nasce come un possente ed inarrestabile vento gelido, arriva come leggerissima, tiepida e flebile brezzolina.

Pertanto, lo studio mi ha fornito di condizionatore quello con i rotelli sotto e il tubo che si infila nella finestra col buco e il ventolone in scatola appeso fuori sul cornicione.

Quindi io, nella stanza mia, ricevo la brezza fresca dal condizionatore centrale, a cui aggiungo i 23 gradi del condizionatore coi rotelli sparati a tutta manetta, il tutto mescolato dalle pàle che gìrino dal ventilatorone sul soffitto che da 1 a 5 tengo fisso su 4, così devo mettere sassi e rocce su tutti i fogli della scrivania per evitare l’effetto 11 settembre.

In questo modo il mio corpo, tipo lucertola al sole ma al contrario, accumula fresco e benessere che rilascia, pian piano, alla sera e alla notte permettendomi così di sopravvivere in quel prototipo di forno a vapore che l’ammmore miiiiiiiisimo si ostina a chiamare “casa”.

Fino a iersera.

Iersera, a una certa, il condizionatore rotellato all’improvviso, invece del solito, confortante e rassicurante “ron ron ron” con il qualche bùffa abitualmente aria diaccia a 23 gradi belli freschi, ha fatto CATARTA’ CATATRA’ TRACO’ TRACO TRACACATARATARCA’!!!!!!!!

No bello.

Spento il condizionatore, convocata riunione di emergenza con la ragazza che gestisce i trabatti dello studio, siam giunti ad una diagnosi tecnica approfondita e dettagliata:

“èrrotto”.

- Buongiorno cortese tènnico dei condizionatori rotellati, avrei un problema con un condizionatore rotellato, quando può venire a riportare il fresco (e la gioia, sia detto per inciso) nella mia stanza e nella mia vita? Io oggi son qui fino alle settemmezza otto, ho una riunione dalle quattro alle cinque ma se viene alle cinquemmezza ci sono -

“cos’ha detto?” mi chiede la collega

“non so” rispondo “dev’esserci stata un’interferenza, c’era uno che rideva tanto ma tanto tanto tanto tanto…”.

Fàccaldo, sappiatelo.

Afafà.

Wednesday 21 July 2010

- Macciào amore miiiissimo… eccomi a casa! -

- Ciao! -

- Come state? Com’è andata la giornata? Cos’hanno combinate le mie piccole cinpripesse? -

- Ah guarda è stata una giornata intensa, la grande all’asilo ha… -

- ’spetta un  minuto… maaaaaaa… non è che in questa casa fa molto, parecchio, assaìssimo, davèro di parecchio caldo, ma in compenso umido e afoso? -

- Trovi? -

- Trovo, trovo, non è che trovo… ho trovato un branzino che riposava nel cassetto delle mutande, per capirci… -

- Ma io invece sai non credo che… -

- Maaaaaaaaaaa…. scusa un minuto…. l’aria condizionata, che abbiamo pagato parecchie palanche, sia detto per inciso? E’ già rotta? -

- No, l’ho spenta io: sai, la bimba ha starnutito… -

- Aaaaaah. Ha il raffreddore, povera piccola! -

- No, cioè, ha starnutito e sai, con l’aria condizionata si deve stare attenti -

- Ah. Vabbè, quindi, per stasera e stanotte, niente aria condizionata -

- Sì ma dai, non fa tutto questo caldo -

- No, hai ragione. Adesso però dammi un minuto, che vado ad infilarmi un cubetto di ghiaccio su per il… -

- Allora!!!! Basta protestare!!! E’ per il bene delle bimbe!!!!! -

- Giusto, hai ragione. Dai, metto a letto la grande e ceniamo. Cosa ci spariamo, per affrontare la serata con quest’afa casalinga? Prosciutto e meloncino? Anguria ghiacciata a gagganella? Insalatona di riso? Bàsla di gelato e ghiacciolata finale? -

- No -

- No? -

- No. Peperonata -

- Ah, peperonata -

- Sì, ma per te l’ho fatta col cous cous piccante -

- Mi sento già bello fresco -

La notte, ho sognato che una leonessa incattivita attaccava e faceva a pezzi l’ammmmmmore mio unico e raro.

Giuro.

Baby boomz…

Monday 19 July 2010

La mia piccola grande odia farsi lavare i capelli.

Nella vasca, a fare il bagno, ci starebbe finchè non la cadono i diti, e si fa lavare e rilavare e sciacquare e risciacquare senza dire bao, anzi ride ridacchia canta e splasha con le mani.

Al momento dei capelli, però, la cinpripessa abbandona il suo aplomb mitteleuropeo e da fondo a qualche sua - remota - radice mediterranea, e tra strilli, pianti, urla, singiozzi e lamenti sembrano i quartieri spagnoli al momento dell’arresto dell’ennesimo boss degli scissionisti.

Ier sera, capelli.

Appena l’ammmore mio mette la testa della piccola sotto l’acqua, la bimba comincia a frignare e a ripetere:

- càddo càddo càddo càddo - che nel suo linguaggio significa “caldo caldo caldo caldo” che è come dire “l’acqua è troppo calda mi scotto”.

Mamma sua, che già sta lottando per tenere ferma una bimba che si agita come un’anguilla, chiuse dentro un minibagno in cui tra cado ed umidità sembra di stare in una sauna, mentre con una mano le bagna la testa, con l’altra prende lo shampoo, con l’altra regola l’acqua e con l’altra tiene in braccio la povera vittima, risponde sbuffando:

- ma che calda e calda! Anzi, l’acqua è addirittura un po’ troppo fredda!!! -

La piccola si blocca, alza gli occhioni verso mammà, fa un sospirone e riprende a frignare, gridando:

- fèdda fèdda fèdda fèdda fèdda -

che è come dire “l’acqua è troppo fredda!!!!”.

Donne, fin da piccole.

Il vostro paese, la vostra gente.

Friday 16 July 2010

Lombardi, uno di quelli ingabbiati per la storia della P3, risponde ad alcune domande.

E’ il vostro paese, è la vostra gente, siete voi che cantate “fratelliditalia” con la mano sul cuore e l’occhio umido, e Leonardo il Rinascimento Venezia la città piubelladelmondo i napoletani sono simpatici ah però gli italiani sono voluti bene dappertutto e la pizza e il caffè come a casa Giuseppe Verdi e Roby Baggio.

Voi non lo sapete, perchè avete gli occhi foderati di prosciutto (”quello di Parma, com’è buoooooono”) ma ve lo dico io, altri mondi, altri posti, altre genti, altri modi, esistono, e voi fate tutti schifo.

Ma cosa fa per vivere?
Il perito demaniale. Lavoro in tutta Italia, anche grazie alle raccomandazioni, perché questo paese è così. Sono intervenuto anche presso Ugo Bergamo, membro laico del Csm, che ho contribuito a far diventare assessore a Venezia.
E la sua vita?
Ho tre figli. Bice, che è segretaria del sindaco Iervolino, ma che lavora anche con l’assessore Oddati, perché io ho ottimi rapporti pure con Bassolino. Gianfranco, che ha appalti con il ministero della Giustizia. Il terzo fa l’archietto, ma si occupa di perizie legali con i tribunali di Roma, Benevento e Napoli.


Viva l’Italia, l’Italia libbbbberata…

Friday 16 July 2010

In coda per fare il controllo di sicurezza alla Malpensa.

Aspetto un tempo infinito, guardando e studiando - un po’ basito e un po’ vergognandomi - che arrivi il mio turno.

Un omino, un poco davanti a me, mette tutte le sue carabattole nel c estone, si toglie giacca orologio telefonino cintura scarpe, apre la borsa tira fuori il computer lo mette in un c estone a parte, rovista nella giacca e prende in mano la carta di imbarco, e pian piano le sue carabattole scorrono sul nastro e lui arriva davanti al robo del controllo di sicurezza.

Sta per entrare, quando l’addetto - quello con la camicia azzurra con scritto “Airport Security” - senza nemmeno guardarlo in faccia dice “ècchiuso, vai là” e indica il controllo accanto.

Dove sta una coda lunga, lunga.

L’omino non capisce, e allora airportsecurity sbuffa e dice “fìnish fìnish, zè àzer controlo, go to zè àzer control” facendo tutta una gesticilazione con le mani.

L’omino non capisce, sta lì, con tutte le sue carabattole nella scatola sul nastro, il bagaglio a mano, il computer tirato fuori, la cintura levata i pantaloni che calano, la carta di imbarco in mano e guarda in giro e non capisce.

Allora lo chiamo “sorry” e gli spiego è chiuso, hanno chiuso il controllo, devi fare la fila daccapo qui, accanto, dove ci sono io.

E lui mi guarda e come dire ma non potevano dire tipo avvisare “questo è l’ultimo della fila poi chiudiamo”?

E io lo guardo e sorrido e dico “welcome to my country” e lui scuote la testa e mi guarda come a dire “I am so sorry for you”.

Hard rain’s etc. etc.

Friday 9 July 2010

- Andiamo in montagna questo fine settimana? -

- Dai dai, venerdì esco presto dallo studio, passo a casa, carichiamo le bimbe e via! a ciapà il frèsc alla faccia di quelli che resteranno a Milano a schiattare dal caldo -

- Bene! Per sicurezza, cosa dicono le previsioni per la montagna? -

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- …sai che in Brera c’è una mostra molto bella, e magari andiamo anche con le bimbe al parco Sempione…? -.

Slow down, you move too fast…

Wednesday 7 July 2010

L’ho copincollata da facebook, quindi non garantisco niente.

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Che cos’è ’sta roba, diranno i miei piccoli lettori?

Cari, questa è la data impostata nel pannello di controllo della De Lorean nel film “Ritorno al Futuro”.

Ecco, se oggi siete per strada, magari con la Vespetta, e all’improvviso BANG!!! vi fa dritta lo stop una macchina bianca, bassa che pare una Lamborghini Diablo ma tamarra, e si ferma ed esce un cazzoncello con la frangetta i jeans ascellari con il risvolto ed uno skate sottobraccio, ecco, è oggi, appunto.

Vecchi, siete.

UPDATE

Dice

che non è vero, che la foto è photoshoppa.

C’è da aspettare ancora un cinque anni.

Belli freschi.

Wednesday 7 July 2010

- Oggi le bimbe han fatto le vaccinazioni -

- Vero! E come stanno le mie piccole? -

- Mha sembra bene, alla fin fine. La piccola ha tipo 37, la grande qualcosa in più, 37,8 o 38, ma insomma sembra niente di preoccupante, dicono sia normale -

- Meno male -

- E poi han detto che con i bimbi piccoli, quando hanno la febbre, bisogna farli stare al fresco -

- Giusto. Poi, con questo caldo… -

- Esatto. Quindi, le ho preparate per la nanna senza mettere il body ma solo con la canotta che stanno fresche -

- Giusto -

- Quindi da adesso fino a domani stanotte compresa, niente aria condizionata -

- Come? Perchè? Chi? Dove? Anf… mi manca l’aria all’improvviso… -

- Eh son vestite leggere, mica possiamo accendere l’aria condizionata! -

- Anf… ’spetta… ma non le hai vestite leggere per farle star fresche… anf anf…? -

- Sì -

- Eeeeeeeeeeehhh… anf anf… non si poteva chessò, vestirle leggeremanontroppo e lasciare un fiiiiiiiiiiilo di aria condizionata… anf anf anf…? -

- NO. L’aria condizionata fa male ai bimbi piccoli -

- Anf anf… ah sì? -

- Sì. Lo sanno tutti -

- Anf… anf anf… anf anf anf… -

- Amore, cos’hai, stai bene? -

- Sì, perchè? -

- No, sei tutto sudaticcio…. -.

Charles, Ray Charles.

Monday 5 July 2010

All’ultimo piano abita una signora, cieca.

Non slovacca, intendo, ipovedente.

Di quelli che van in giro col bastone bianco e il nipote che le regge il braccio.

- Buongiorno signora! -

- Buongiorno… -

- Siamo noi, quelli del quarto piano, quelli con le due bimbe che ci incontriamo spesso in ascensore! -

- Ah! Buongiorno a voi! E’ un po’ che non vi vedo! -

STIOCK!

- Ahia!!!! Amore! Mi hai dato un calcione sullo stin… -

STOTITIOCK!!!

- Ahia! Ma perchè… -

(sussurrando) - perchè ti conosco… ora saluta educatamente - (ad alta voce) - Buona giornata signora! - (sussurrando) -  e andiamocene -

- Arrivederci signora! -

STITITISTIOCK!!!

- AHIA! Ma è stata lei a cominciare… -

- Zitto e cammina, cialtrone -.