Vecchi.
2 September 2010Una volta arrivavano le mailz degli amici miei che dicevano ooooooooooh dai dai questo fine settimana usciamo ci vediamo tiriam su una storia.
E insomma il programma veniva pian piano definito in un susseguirsi di mail, sms e telefonate in codice (”ooooooo òcio che il mio amico che ha fatto il carabiniere a Mantova mi ha detto che intercettano attutti“).
E via, senza soluzione di continuità, ci si vede aperitivo “sbagliati quanti ne ordino?” “ma te comincia con tre giri a testa poi vediamo“, sosta in birreria, cena oltreconfine, zoccole prenotate via web con anticipo per evitare incomprensioni (”e infine, cortese signorina, le significhiamo che il nostro amico Cioccio è dotato di VERGA di considerevoli dimensioni, di cui alleghiamo una foto per le sue spettabili valutazioni: prenda quindi i provvedimenti necessari e ci provveda, appunto, di una sua collega che sia capiente e ricettiva anche per il signor Cioccio“).
E la serata si trasformava in nottata, la nottata in alba, l’alba in week end, si narra di qualcuno che si è svegliato su una spiaggia della riviera romagnola, con i capelli tinti di azzurro, i tatuaggi “morte agli infami” sul petto e “W Bettega” sul bicipite sinistro, ed un biglietto infilato nel taschino della giacca “è stato tutto bellissimo, ti ricorderò per sempre, Armando“.
Questo - e molto altro… - una volta.
Oggi arriva la mail.
Ooooooooooooo ci vediamo ’sto fine settimana?
Io rispondo bho sì dai vediamo sento moglie figlie suocera portinaio, checc’è in programma?
Aaaaaaaaaaah guarda, seratona, abbiam già prenotato in latteria.
In latteria.
E non è un codice per il maresciallo che sente attutti. No no. Latteria.
Minchia, i vecchi, come son tristi, quando dovevano morire giovani.


